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San Francisco, USA- L’America’s Cup resta americana dopo una delle più incredibili rimonte che lo sport internazionale ricordi. Oracle Team Usa ha difeso con merito la sua Coppa, quella organizzata con una completa rivoluzione voluta da Russell Coutts e Larry Ellison, ma per farlo ha dovuto impiegare 19 giorni di passione, sfiorare l’abisso, risalire un pozzo assai profondo, passare da scelte progettuali radicali alla scelta degli uomini migliori e infine prendere un vantaggio in velocità su un Emirates Team New Zealand che aveva ormai concluso la sua curva di crescita. I kiwi non hanno chiuso con la nona regata e si sono ritrovati a dover gestire la rimonta, prima giudicandola impossibile dall’alto dei sette match point a disposizione, … “domani potremo vincere questa regata”, poi cominciando a soffrirne, specialmente dopo le modifiche segrete che hanno cambiato le prestazioni del defender, fino a commettere errori di valutazione e infine a tremare fino al pareggio. In sintesi, mentre Oracle cresceva, e i giorni a disposizione aumentavano, New Zealand era preda di un’involuzione.
Risultato finale Oracle Team USA 9-8 (11-8 come vittorie)
Per seguire la diretta, ecco il player. Race 19 va in scena alle 22:15. Diretta streaming dalle 22. Imperdibile.Diretta sulla nostra pagina Facebook con aggiornamenti, foto e commenti.

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San Francisco, USA- San Francisco, USA- Allora… ci credete? Siamo 8 a 8. Domani sera alle 22:15 italiane si terrà la sfida finale, la regata del secolo tra il defender Oracle Team USA ed ETNZL. Due vittorie oggi per il defender.

Alle 22:15 di questa sera, in programma race 17. Alle 23:15 vedremo se ci sarà anche la race 18.

Diretta streaming al solito su Farevelanet, con questo player (a partire dalle ore 22).

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San Francisco, USA- Questa rischia di trasformarsi in una delle storie sportive più incredibili di sempre, e non solo nella vela. Un team che conduce per 8 a 1, e che ha mancato la nona e decisiva vittoria solo per un misero miglio, milleeottocentocinquantaduemetri oltre il tempo massimo, che si vede rimontare fino all’8 a 6. Mentre a Emirates Team New Zealand manca ancora quella maledetta vittoria, Oracle Team USA è ora a soli tre successi dalla difesa della sua America’s Cup. E, soprattutto, ha un’inerzia dalla sua che pare la corrente in uscita dalla Baia nei giorni di luna piena.

Oracle Team USA ha vinto anche race 16 con un delta finale di 33 secondi, portando a sei i suoi punti e pareggiando il conteggio delle vittorie effettive. Emirates Team New Zealand sembra vittima della paura di perdere del suo timoniere Dean Barker. La barca non sembra più snella, portata alla perfezione come nei primi giorni, è confusa, saltalenante, a volte si siede in strambate che soli dieci giorni fa riuscivano alla perfezione. Vi sono scelte che appaiono contorte, come quella oggi di issare il code zero nel traverso senza usarlo. Risultato: un drag spaventoso, in barche basate quasi solo sull’aerodinamica è come mettere un palo di trenta metri sulle prue, e una velocità molto inferiore a quella di Oracle Team USA, che infatti decolla e saluta per cotanto regalo. “In effetti, non aiutava”, ha ammesso Dean Barker nella prima intervista dopo la sconfitta, ma allora perché farlo? Confusione? Paure?

USA in foiling e NZL seduta, è l'immagine della regata di oggi. Foto Martin Raget
USA in foiling e NZL seduta, è l’immagine della regata di oggi. Foto Martin Raget

Il resto della regata non ha storia, con Ben Ainslie e Tom Slinsgby che dipingono boline con una sicurezza irrisoria, frutto della loro sapienza velica e di una semplicissima annotazione. Loro sono dei vincenti. Lo hanno dimostrato dovendo gestire situazioni da infarto in anni di vittorie nelle classi olimpiche al massimo livello. Dean Barker, che alle Olimpiadi è arrivato 13esimo in un’edizione (Finn, Atene 2004), è una ruota del sin’ora perfetto ingranaggio Team New Zealand. Se si inceppa un  meccanismo sono guai. Il resto della macchina soffre, fa fumo, perde olio. Aotearoa sembra un’altra barca ma non è più lenta. Sono James Spithill e compagni a portare meglio la loro. Un tredicesimo non è la stessa cosa di cinque ori olimpici, in quanto a gestione dello stress. Inutile girarci intorno.

Per colmo dell’ironia, potrebbe essere stata proprio l’ormai celebre Kostecki Call, l’errore che costò al tattico titolare John Kostecki il posto e fece salire a bordo Ben Ainslie dopo race 5, il punto di svolta di questa Coppa, al di là degli evidenti miglioramenti americani, che Spithill non manca di ripetere a ogni intervista, come se ogni notte nell’enorme Base al Pier 80 della periferia di Frisco legioni di piccole formichine provvedessero a chissà quali migliorie. Detto per inciso, ma come è stato possibile che chi lo ha avuto nel team (compresi i kiwi) abbia tenuto un dio della vela come Ben Ainslie su un gommone per quasi tre Coppe?

Emirates Team New Zealand è ora completamente accerchiato. Appare come il convoglio di pionieri nel ridotto con gli indiani che cavalcano in cerchio e tirano frecce, fucilate, pietre. Già perché la voce che è iniziata a circolare a San Francisco, se verosimile, sarebbe più pesante delle intere Montagne Rocciose. Se domani, udite udite, Oracle dovesse vincere race 17 portandosi sul 7-8, potrebbe fare un gesto clamoroso: 7+2=9, ho vinto nove regate, quindi mi tengo la Coppa e ricorro alla Corte di New York, competente per faccende legate al Deed of Gift. Alla faccia della sentenza di una Giuria Internazionale indipendente e di un caso di AC45 truccati.

Quali pensieri nella mente di Dean Barker? Foto Bontempelli/SailRev
Quali pensieri nella mente di Dean Barker? Foto Bontempelli/SailRev

Ma questo non deve oggi preoccupare i kiwi. E’ ora di far gruppo, distrarsi, pensare a partire bene e navigare pulito. I sorrisi che si iniziano a scorgere sui volti degli oracliani sono evidenti e la scelta di oggi di ritardare la partenza per rendere possibile solo una regata, appare una piccola tessera della pressione in cui Emirates Team new Zealand sta cadendo senza paracadute. Qualunque occhio velico scorgeva nella Baia le condizioni per partire da almeno un quarto d’ora, invece si sono attese le 13:45 per rendere matematicamente impossibile una seconda regata. “This is the America’s Cup, guys”, dove non si fanno prigionieri, ed è quanto esattamente sta accadendo a San Francisco.

Ciò non toglie che Oracle Team USA stia ora navigando meglio, che la barca sia veloce e i suoi uomini pensanti siano eccelsi. Che il team sia coeso, una vera corazzata, ben pagata ma anche con grandi mezzi tecnologici e professionali. I veri campioni a bordo aiutano. “Avere Ben e Tom lì dietro è per noi un valore aggiunto enorme, si compenetrano alla perfezione”, ripete sempre Spithill, non a torto. A oggi Oracle meriterebbe anche di vincere sull’acqua questa America’s Cup. Appunto. Sull’acqua. Domani altre emozioni su questi schermi.

Folla oggi all'AC Park.
Folla oggi all’AC Park.

Race 16 Performance Data

  • Course: 5 Legs/10.21 nautical miles
  • Elapsed Time: OTUSA – 30:43, ETNZ – 31:16
  • Delta: OTUSA +:33
  • Total distance sailed: OTUSA – 11.8 NM, ETNZ – 11.7 NM
  • Average Speed: OTUSA – 23.21 knots (27 mph), ETNZ – 22.46 knots (26 mph)
  • Top Speed: OTUSA – 38.05 knots (44 mph), ETNZ – 36.61 knots (42 mph)
  • Windspeed: Average – 12.0 knots, Peak – 14.1 knots
  • Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 10/10, ETNZ – 10/10

San Francisco, USA- Lo scontro più sensazionale e intenso che si sia mai visto nella storia dell’America’s Cup vive oggi, questa volta davvero, il momento della verità. Riuscirà Emirates Team New Zealand a vincere quella maledetta nona regata o il defender Oracle Team USA continuerà nella sua rimonta? Oggi alle 13:15 ora della California (questa sera, alle ore 22:15, in Italia) si disputa la race 16, seguita alle 23:15 dalla race 17. In caso di almeno un successo kiwi, l’America’s Cup volerà ad Auckland e Luna Rossa sarà il prossimo challenger of record. In caso di due vittorie di James Spithill e compagni, invece, ci troveremmo sull’8-7, con le due regate in programma martedì 24 settembre da infarto, compresa l’eventuale bella finale sull’8-8.

Il punteggio è di 8-5 per ETNZL, ma le vittorie sono 8-7 per i neozelandesi, il che significa che l’equilibrio è ormai assoluto. Decisiva pare sia l’attitudine alla vittoria. La capacità di dare il meglio nel momento decisivo, nel gesto non rimandabile, sia essa una regolazione o una scelta tattica. Dean Barker, il timoniere kiwi, pare allo stremo delle sue risorse mentali. Dall’altra parte Spithill è sorretto da Ben Ainslie e Tom Slingsby, due vincenti per definizione che però non tengono il timone in mano. La partita è apertissima e sarà probabilmente determinante l’aggressività in partenza di uno dei due contendenti. Oracle è migliorato molto, più di quanto sia riuscito a fare NZL nei 17 giorni di passione dell’AC Match. Basterà?

Le condizioni meteo prevedono vento più leggero, con una decina di nodi per la prima regata e sui 14-15 per la seconda. Il che obbligherà probabilmente a opzioni tattiche da tutto o niente e a scelte ad altissimo rischio. Ma, si sa, alla fine vinceranno i migliori e questa giornata assegnerà probabilmente il più ambito trofeo velico e il diritto a deciderne il futuro. Opzione che, comunque, terrà conto del punto di non ritorno rappresentato da questa edizione couttsiana.

Per seguire la diretta streaming, a partire dalle ore 22, questo il player:

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San Francisco, USA- Sarà la notte della Coppa America che ritorna New Zealand Cup o si dovrà attendere ancora? Dopo le emozioni di ieri, la tensione a San Francisco è altissima, Oracle inizia a crederci ma i kiwi hanno ancora cinque match point da giocarsi. Il terzo della serie andrà in scena oggi alle 13:15, le 22:15 in Italia. In caso di vittoria di Emirates Team New Zealand in una delle due regate del giorno la Coppa sarà assegnata, in caso contrario vorrà dire che la rimonta oracliana continua e la pressione sul timoniere kiwi Dean Barker diventerà enorme.

Come sempre, Farevelanet vi offre il player per seguire le regate.

Il player per seguire la diretta, dalle ore 22:15 regata 14. In caso di vittoria di Oracle si prosegue con regata 15 alle 23:15

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San Francisco, USA- Incredibile, ma questa Coppa America finirà mai? Spithill era ormai cadaverico e Ben alla fine ha detto “meglio forunati che bravi”… Ma in 40 minuti arrivare a un piccolo misero miglio dalla conquista della Coppa e sentire il Comitato che ti blocca… non una bella mano per i kiwi che avevano saputo destreggiarsi al meglio nella nebbia e nelle ariette della Baia lasciando Oracle a distanza abissale. In partenza era stato Spithill il più svelto, ma poi con i code zero a riva sono stati i kiwi a trovare il vento. Mitico Ray Davies, il tattico di NZL, che è andato a cercarsi le raffiche trovandole con mosse tanto coraggiose quanto rassicuranti per il suo timoniere Dean Barker. Come sempre si fa nella vela quando il vento è ballerino, alzando gli occhi al cielo per guardare le nuvole. Anche nell’era spaziale degli AC72.
Frustrazione su NZL nell'istante in cui viene sospesa una regata dominata a un miglio dalla conquista dell'America's Cup
Frustrazione su NZL nell’istante in cui viene sospesa una regata dominata a un miglio dalla conquista dell’America’s Cup
Alla fine, però, i 40 minuti del tempo limite sono risuonati insensibili spegnendo la gioia dei neozelandesi. Un bel colpo di sorte per Oracle, ma ora i kiwi devono stare attenti a non perdere la concentrazione, perché Oracle è a 3 punti e in crescita, mentre NZL, che davvero meriterebbe questa Coppa, non deve distrarsi. “Pensare positivo e essere concreti, come avevamo fatto oggi, per dare ancora una volta il meglio domani”, ha detto Dean Barker. Dall’altra parte Spithill, al solito aggressivo anche in conferenza stampa, ha detto che “A terra ci rispettiamo ma in acqua arriveremmo a ucciderci, non abbiamo altra opzione se non fare tutto ciò che sia possibile per vincere, continuiamo a pensare a una regata alla volta”.
E ora che succede? Tutta la Nuova Zelanda stava soffiando su quell’ala, ma agli antipodi dovranno soffrire ancora, con la speranza di una mano da Sir Peter Blake sotto forma di una raffica amica. Così sarebbe potuto essere ma è andata diversamente.
Perché, invece, le raffiche amiche ci sono state sì, ma per Oracle Team USA, che è andato a vincere la ripetizione di race 13 per 1’24”. Quasi morto mezz’ora prima, con la Coppa praticamente già imbarcata su un volo per Auckland, Oracle resuscita prolungando ancora questa incredibile finale di America’s Cup. Adesso siamo 8-3 nel punteggio (8-5 per le vittorie) e ai kiwi restano ancora cinque match point. I primi due si giocheranno domani sera, sempre dalle 22.15 e sempre con le ormai seguitissime dirette su Farevelanet.
Oracle precede NZL nella ripetizione di race 13. Foto Martin Raget
Oracle precede NZL nella ripetizione di race 13. Foto Martin Raget
In partenza Dean Barker era riuscito a resistere a un assalto coltello alla gola di Spithill, con una scodata da maestro che ha impedito l’ingaggio (in quel caso, Spithill avrebbe potuto orzare impedendo a NZL di partire) consetendogli di lanciarsi in vantaggio verso la prima boa. In poppa Aotearoa scende meglio e più rapida, quindi si avvicina maggiormente alla boa quando le barche sono mure a sinistra. Ma ecco che, alla fatidica Alcatraz, arriva la prima raffica favorevole, sotto forma di una maggior pressione sulla sinistra (per chi scende) che in pochi secondo riporta sotto Ben Ainslie. Il quattro volte oro olimpico, che da quando è salito su Oracle sta facendo vedere cosa significa saper vincere così tanto in una classe olimpica come il Finn, coadiuvato dal sempre brillante Tom Slingsby chiama la strambata mure a dritta. Dean Barker è mure a sinistra. O si stramba o si prova a passare… Ray Davies commette forse il suo primo errore della finale forzando. Un duello faccia faccia in foling a 25 nodi, ovvero circa 50 nodi di avvicinamento… Ci vuole molto, ma molto sangue freddo. E quello di Spithill come quello di Barker è gelido, glaciale. Come le acque della Baia su cui in quell’istante sfrecciano i 72. Barker ci prova ma le prue di Oracle sono vicine e ti puntano come un forcone lanciato in un pagliaio. Vorrebbero azzannarti, se solo fosse possibile, ma all’ultimo istante Jimmy orza per evitare una collisione di dimensioni catastrofiche e protesta. Gli umpire ci pensano un po’ ma la penalità c’è, non ci sono dubbi. In ogni caso la strambata successiva di NZL li porta dietro.
L'incrocio chiave di race 13. NZL forza mure a sinistra ma non passa, USA evita la collisione con un'orzata all'ultimo istante. Penalitù per i kiwi
L’incrocio chiave di race 13. NZL forza mure a sinistra ma non passa, USA evita la collisione con un’orzata all’ultimo istante. Penalitù per i kiwi
L'incrocio visto da dietro USA
L’incrocio visto da dietro USA
Ma non è finita, perché al cancello di poppa è ora NZL a scendere bene con aria sulla sinistra. Davies invece di girare la boa di destra, ordina una strambata per presentarsi mure a dritta su Oracle. E lì è Superben che si materializza ancora una volta, chiamando una puggiatina per conquistare l’interno sulla zona delle tre lunghezze alla boa di sinistra, che come noto da regolamento prevale sulle mure a dritta. I kiwi si ritrovano con un due di picche in mano e devono ristrambare a bassa velocità per girare la boa.
Nella bolina Ray Davies riesce a riconquistare un po’ di leva utile, ma poi un salto esagerato (la seconda raffica pro oracliana) a sinistra di 45° mette fine alla regata trasformando la poppa in un lato senza senso fino alla quinta vittoria di Oracle e al terzo punto sul tabellone. Ora siamo 8-3 e domani sera ci sarà ancora da soffrire ed entusiasmarsi, per una delle più intense finali di America’s Cup che si ricordino. Anche se, ripetiamo, tutta la Nuova Zelanda è stata a soli 1.852 metri dalla riconquista della Coppa. Chi si intende di mentalità sportiva, sa che si deve guardare solo al domani e a far bene ciò che si sa far bene. Questi e altri saranno i pensieri notturni di Dean Barker e di James Spithill dall’altra.
ETNZL 8 vs Oracle Team USA 3

San Francisco, USA- Mettiamola così… Prima Emirates Team New Zealand chiude la partita contro Oracle e riporta la Coppa America ad Auckland, megli sarà. Più si va avanti e maggiore è, infatti, la sensazione che quando detto ieri sera da James Spithill, ovvero che “La nostra curva di apprendimento continua e ogni giorno miglioriamo” non sia lontana dalla realtà. Certo sull’8-2 sono ancora sei i match point a disposizione dei kiwi, ma sarebbe meglio non ritrovarsi in una situazione da regata della vita, visto che Dean Barker il timoniere dimostra in ogni sguardo di cercare riparo dalla pressione. Non che Spithill sia un rapace al momento, ma alle spalle ha una coppia Ainslie-Slingsby che pare funzionare al meglio e una velocità in crescita, accompagnata da un sempre migliore boat handling.

Quindi questa sera, dalle ore 22:15, con regata 13 si avrà il secondo match point, che i kiwi dovranno cercare di sfruttare. Sarannomloro, questa volta ad avere la “port entry”, che sin’ora pare favorire la partenza per chi entra mure a sinistra.

Un’altra sfida da non perdere, che, in caso di successo oracliano, vedrà poi anche race 14. Vento previsto tra i 10 e i 15 nodi, che dovrebbe garantire anche la seconda regata in caso di necessità. Per seguirla in diretta, al solito, questo è il player:

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 Punteggio ETNZL vs Oracle Team USA 8-2 (8-4 come vittorie)

ETNZL insegue Oracle nella race 12. Foto Martin Raget
ETNZL insegue Oracle nella race 12. Foto Martin Raget

 

San Francisco, USA- E alla fine race 13 non ci fu. Il vento oltre il limite (fissato a 20,2 nodi per questa regata) ha ancora una volta interrotto la sequenza di partenza a un minuto e 20 dal via. Tutto rimandato a domani, sempre dalle 22.15, quindi, per race 13 e, in caso di altra vittoria USA, 14. Sarà il secondo match point per i kiwi, ora sull’8 a 2. A dire la verità, non sembrava così ventoso negli ultimi 10 minuti, mai sopra i 20 nodi negli ultimi dieci minuti. Comunque… tutto rimandato a domani. La pressione su Dean Barker aumenterà e la strategia di Oracle Team USA, sorretta oggi da un grande Ben Ainslie, di una regata per volta potrebbe iniziare a essere pericolosa per i kiwi, che comunque hanno altri sei match point da sfruttare.

Lo spettacolo prosegue, dopo la vittoria di USA in race 12 per 31″. Ora siamo sull’8-2, 8-4 come vittorie: riuscirà Dean Barker a resistere alla pressione adesso? James Spithill è riuscito a bloccare NZL nel prestart con un’orzata da sottovento dovuta al fatto che i kiwi hanno strambato troppo presto per tornare verso la linea senza difendere la layline di sinistra. Ciò ha dato tempo a Spithill e Ainslie di bloccare da sottovento Barker e partire davanti. Oracle è sembrata oggi molto veloce, sia in poppa sia in bolina, con alcune fasi di full foiling a 31 nodi assolutamente eccelse. A forza di provare, sembra anche migliorata la tecnica in virata degli oracliani. Nel resto della regata, ancora un bel duello di bordeggio, con Ainslie che attraversa due volte il campo riuscendo alla fine a portarsi sulla sinistra lungo il waterfront, favorita dalla maggior corrente in uscita che spinge le barche, per approcciare poi la boa di destra del gate, che consente invece di scendere dalla parte destra verso Alcatraz, dove la corrente a questo punto contraria è minore. Nessuna chance di recupero kiwi, con un delta finale di 31″.

Oracle Team USA precede ETNZL alla partenza di race 12. Foto Martin Raget

San Francisco, USA- Sarà la notte della gloria per la Nuova Zelanda? Con una vittoria in race 12, in programma questa sera alle ore 22.15 (le 13.15 locali a San Francisco), con la consueta diretta streaming qui (seguitissime, con una punta di 5.533 visite domenica sera per race 9 e 10), Emirates Team New Zealand riconquisterebbe la Coppa America che già le era appartenuta tra il 1995 e il 2003. Un risultato storico per i kiwi, che riuscirebbero nell’impresa di strapparla ai potentissimi oracliani di Larry Ellison e Russell Coutts accettando una sfida che appena due anni fa sembrava senza chance. Invece la genialità e la compattezza di Grant Dalton e compagni sono quasi riuscito in un miracole che ha basi molto solide, dalla passione di un’intera nazione alla decisiva intuizione che un AC72 avrebbe potuto volare sui foil.

Sul punteggio di 8 a 1 (8-3 per le vittorie) Jimmy Spithill ha detto che “non è ancora finita”, ma certo è che Dean Barker ha questa sera il primo dei suoi 8 match point. Una sfida al massimo livello immaginabile, tutta da seguire. Per farlo ecco i nostri canali:

La diretta streaming della sfida numero 12, a partire dalle 22 di questa sera (partenza alle 22.15), con il player che trovate qui sotto. In caso di vittoria americana si terròà anche la race 13, alle 23.15 italiane. Le previmeteo sono simili alle retgate di ieri: vento sui 17-18 nodi per la prima prova e in crescita per la seconda. Corrente in diminuzione rispetto a ieri.

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ETNZL 8 vs Oracle Team USA 1 (8-3 per le vittorie)

James Spithill, obbligato a vincere. Dean Barker, vicino a diventare eroe della Nuova Zelanda? Foto Martin Raget
James Spithill, obbligato a vincere. Dean Barker, vicino a diventare eroe della Nuova Zelanda? Foto Martin Raget

San Francisco, USA- Dopo il rinvio di ieri per vento oltre i limiti, Emirates Team New Zealand e Oracle Team USA tornano in acqua oggi (questa sera, dalle 22 in Italia) per le decisive regate 11 e 12 dell’America’s Cup Match. Sarebbe stato eccezionale vedere lo spettacolo dei due AC72 in regata con vento sui 24-25 nodi, ma i limiti di sicurezza imposti dopo l’incidente di Artemis hanno reso inevitabile il rinvio anche se gli equipaggi e le barche sembrano ormai preparati anche per navigare in tali condizioni.

Punteggio ETNZL vs Oracle Team USA 7-1 (7-3 per le regate)

Farevelanet seguirà come sempre la diretta streaming della sfida, a partire dalle 22 di questa sera, con il player che trovate qui sotto. Un ringraziamento a tutti i lettori che numerosissimi hanno seguito la nostra copertura live dell’evento. Race 11 partirà alle 22:15 italiane, race 12 alle 23:15

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San Francisco, USA- Troppo vento contro la corrente, nulla da fare, salta lo spettacolo dell’#AmericasCup questa sera, appuntamento a domani sempre su farevelanet e sempre dalle ore 22. Il vento dopo aver fatto un pò di saliscendi su e già dal limite fissato a 20,3 nodi, assai basso a causa della corrente contraria fino a 2,9 nodi, è decisamente aumentato attestandosi sui 23-24 nodi. Tutti a casa, quindi, e sfide rimandate a mercoledì dalle ore 22:15.

San Francisco, USA- Riuscirà Emirates Team New Zealand a conquistare questa sera la 34th America’s Cup. In programma le regate 11 e 12, che con il parziale di 7 a 1 per i kiwi potrebbero riportare la Coppa in Nuova Zelanda. Oppure Oracle Team USA riuscirà a vincere una o due prove prolungando questa appassionante sfida? Il vento è previsto intorno al limite massimo sui 22-23 nodi, anche se ne saprà di più dopo il briefing del mattino (previsto per le 19:30 italiane).

Ricordiamo che in caso di vittoria kiwi, da parte di ETNZL sarebbe ricevuta subito la sfida del Circolo della Vela Sicilia e di Luna Rossa, che diventerebbe così il challenger of record per la Coppa numero 35.

Farevelanet seguirà come sempre la diretta streaming della sfida, a partire dalle 22 di questa sera, con il player che trovate qui sotto. Un ringraziamento a tutti i lettori che numerosissimi hanno seguito la nostra copertura live dell’evento.

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San Francisco, USA- The duel… così sarà ricordata questa Coppa America da fantascienza, inesistente nelle fasi iniziali della Louis Vuitton Cup ma spettacolare oltre ogni immaginazione in questa finale. Botta e risposta. I kiwi rispondono in race 10 e si portano a due sole vittorie dalla riconquista dell’America’s Cup. Splendida la decima regata, disputata ancora con 20 nodi di vento di fronte a moltissimi spettatori e barche in acqua. Un duello a velocità folli, oltre 40 nodi in poppa e fino a 32 in bolina, con due nodi di corrente in uscita. Dean Barker arriva a resistere alla pressione e al momento favorevole di Spithill, sostenuto dall’accoppiata d’oro Ainslie-Slingsby, riuscendo a difendere con i denti e gli attributi un interno in boa decisivo. Poi nella poppa i due AC72 divorano l’acqua frantumando le onde corte del choppy provocato dalla corrente in uscita dalla Baia, andando a girare la boa di sinistra con 11″ di margine con Ainslie che va a quella di destra.

Lo sprint di race 10 verso la prima boa, dove ETNZL riesce a mantenere l'interno in boa grazie a un'accelerazione spaventosa. Foto Martin Raget
Lo sprint di race 10 verso la prima boa, dove ETNZL riesce a mantenere l’interno in boa grazie a un’accelerazione spaventosa. Foto Martin Raget

Nella bolina, però, Ray Davies decide di non coprire e le coronarie impazziscono. Ainslie bordeggia bene, USA è velocissima e recupera i kiwi che pian piano sembrano consumarsi. Ma all’incrocio decisivo, pur passando di poppa, NZL va a destra, il che equivale ad avere le mure a dritta nell’incrocio decisivo. Così è, Spithill non passa e Davies ha la chance di decidere quale boa girare. Va per quella di sinistra, mentre Ainslie è costretto a quella di destra, girata in contemporanea. Ciò per i kiwi comporta avere le mure a dritta nell’incrocio decisivo, una pazzesca picchiata a 41 nodi che i kiwi sfruttano scendendo bene per passare di due lunghezze all’incrocio che decide tutto. A quel punto è fatta e la vittoria, la settima dell’AC Match arriva per 17″. Vincere era fondamentale per i neozelandesi, che così arrivano a due regate dalla vittoria finale. Si torna in acqua martedì e NZL potrebbe giocarsi il match point. Fondamentale vittoria, perché consente di spezzare la serie dei risurgenti oracliani (di americani, sceso Kostecki, a bordo ce n’è uno solo). Che regata e che finale, signori. Gli umili, geniali e tosti kiwi sorretti da un intero popolo contro i ricchissimi, taletuosi e superbi… Uno spettacolo mai visto che lascia però aperta la domanda di quanti team al mondo possano permettersi questo livello. Ma ci sarà tempo per parlarne perché al momento la vela e la Coppa stanno vivendo una sfida che forse resterà irripetibile perchè, sì, This is the America’s Cup, e chi non c’era si è perso qualcosa.

San Francisco, USA- Vento forte sui 20 nodi e ancora corrente contraria per le regate 9 e 10, previste oggi dalle 13:15, le 22:15 in Italia. La situazione di punteggio è di 6 a 0 per Emirates team New Zealand su Oracle Team USA (6 a 2 le vittorie). Domani sarà giornata di riposo, mentre si regaterà martedì, mercoledì e giovedi in caso di necessità. Vincendo due prove i kiwi possono andare al match point, mentre Oracle dovrà assolutamente ripetere l’aggressività mostrata ieri.

Segui qui la diretta streaming, a partire dalle ore 22 italiane.

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San Francisco, USA- Beh, l’immagine di Aotearoa al limite della scuffia… In Nuova Zelanda quattro milioni di cuori si saranno fermati, visto che ribaltarsi con un AC72… meglio non pensarci visti i precedenti. Ma lo spirito della Coppa che pervade la SF Bay dice che no, non può finire così e New Zealand si riaddrizza, e lo fa per un infinitesimale ma fondamentale dettaglio, i grinder che continuano a girare pompando energia nei circuiti idraulici traditori. Il defender non tocca quel punto di non ritorno e la barca si riaddrizza schiantandosi ma non rompendosi nell’acqua. “Credo che sarebbe bastato mezzo grado in più”, ha detto Dean Barker ammettendo di aver pensato che sarebbe stato difficile uscire da quella situazione.

Tale istante resterà forse uno dei momenti chiave di questa AC final. Una sfida sempre più appassionante, con i feriti oracliani che oggi hanno lottato al massimo delle loro possibilità, ispirati dalla tattica di un Ben Ainslie carico come nei suoi momenti migliori e sorretti da una velocità migliore in bolina dopo le modifiche di ieri. Non manca certo il thrilling a questo AC Match, che ridà fiato a un evento pressoché inesistente per tutta la Louis Vuitton Cup, non certo per colpa dei tre team che vi hanno preso parte.

L’AC Match è un susseguirsi di colpi di scena, una serie di duelli a 40 nodi (oggi

ETNZL evita la scuffia per un'inezia. Foto vad der Borch
ETNZL evita la scuffia per un’inezia. Foto vad der Borch

Dopo la seconda vittoria di Oracle, che porta il punteggio ufficiale sul 6 a 0, Spithill e compagni hanno ripreso colore e vitalità. La seconda regata del giorno, che i kiwi affrontano senza paura nonostante la botta clamorosa presa in race 8 (morale e fisica, visto il botto che sconquassa l’AC72 all’impatto con l’acqua dopo la quasi scuffia), vedeva ETNZL al comando dopo una partenza vinta grazie a un’accelerazione fantastica nel primo traverso e una poppa da infarto, con Oracle incollato alle poppe kiwi che non mollano. Complice un salto di vento a sinistra, NZL va a girare la boa di sinistra senza ulteriori strambate mentre USA va a destra. Poi l’interruzione quando il vento supera il limite di 22,6 nodi fissato per la giornata.

La conferenza stampa

Dean Barker ha ammesso che “un altro mezzo grado in più di inclinazione sarebbe stato il punto di non ritorno e che il fatto che i ragazzi ai grinder abbiano continuato a girare ha salvato la situazione”. Lo skipper kiwi ha aggiunto che “dobbiamo vincere ancora tre regate e siamo soddisfatti della nostra velocità, in race 1 eravamo in controllo fino all’incidente, in race 2 eravamo in controllo prima della sospensione”.

Tom Slingsby ha confermato che è stato “Ben Ainslie a fare la chiamata per uno split al cancello di poppa. Abbiamo parlato molto in settimana con lui della necessità di splittare alla boa di poppa ma è stato lui a fare quella chiamata posizionandosi bene con le strambate nel primo lato di poppa”.

Jimmy Spithill ha detto che “Oracle è un team che non molla mai e siamo stati in situazione ben peggiori di questa. Siamo per la prima volta soddisfatti della velocità in bolina e non guardiamo assolutamente allo score ma sappiamo che la serie a un certo punto può cambiare. Oggi è una buona giornata per noi”.

A questo link le dichiarazioni iniziali di Barker e Spithill sulla quasi scuffia:

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Race 9 viene sospesa all’inizio della bolina quando i kiwi erano in vantaggio per il vento che per 5 minuti ha soffiato a più del limite previsto per la regata, di 22,6 nodi. Race 9 e 10 si svolgeranno quindi domani, ma ciò significa che matematicamente ETNZL non potrà vincere nel weekend, dato che il punteggio ora è 6 a 0 per ETNZL (le vittorie sono 6 contro 2). Race 11 e 12 si svolgeranno martedì.

San Francisco, USA- La giornata dell’ultima spiaggia per Oracle Team USA inizia con il consueto cielo grigio di nebbia che lascerà tra poco spazio a un vento sui 18-20 nodi per la prima regata e al limite dei 23 per la seconda. Race 8 è in programma alle 22:15 italiane. Alle 23.15 race 9. Emirates Team New Zealand conduce per 6 a -1 e ha bisogno di altre tre vittorie per riportare ad Auckland l’America’s Cup.

Guarda qui la diretta streaming delle regate a partire dalle ore 22:00 italiane.

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San Francisco, USA- Una spettacolare dimostrazione di potenza ha portato i kiwi a tre successi dalla riconquista dell’America’s Cup. Sarà il colpo del KO per Oracle Team USA? L’umore del team defender è nero come le divise degli All Black kiwi. Quando, come in race 5, parti davanti di 9 secondi e poi perdi per 46″ vuol dire che l’altro va di più. Race 7 è stata dominata dall’inizio dai kiwi, con Spithill che lascia il sopravvento a Barker che spegne immediatamente il residuo lumicino di speranza americana. Regata senza storia, conclusa con 1’05” di vataggio per ETNZL, che si porta ora a 6 punti contro il -1 di Oracle Team USA.

Race 8 e 9 si disputeranno sabato 14 settembre, sempre a partire dalle 22:15 italiane. Potrebbero portare al match point kiwi, che si disputerebbe poi domenica 15.

ETNZL precede USA nel bordeggio di race 6. Foto Martin Raget
ETNZL precede USA nel bordeggio di race 6. Foto Martin Raget

San Francisco, USA- Gli squali della Baia sono in allarme. Ben Ainslie sale a bordo di Oracle Team USA per le due regate di oggi come tattico del defender. John Kostecki sbarcato. Riusciranno i neozelandesi a resistere al prevedibile assalto oracliano guidato da colui che è riuscito a frantumare le resistenze psicologiche di fior di campioni della vela olimpica… e di qualche malcapitato fotografo. Certo un AC72 non è un Finn, ma questa giornata rischia di essere ricordata come una delle più intense della storia della Coppa. L’impero Oracle che si affida a Sir Ben Ainslie (già, ma perché non lo hanno fatto prima?) come ultima spiaggia prima del tracollo. I kiwi che si affideranno alla loro scientifica freddezza, alla superiore velocità in bolina e allo spirito di corpo. Prevedibile un corpo a corpo senza prigionieri, tutto da seguire.

Per farlo guarda qui la diretta streaming, a partire dalle ore 22. Race 6 alle 22.15 italiane. Race 7 dalle 23:15.

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Il giorno del giudizio finale inizia con una bassa nebbia mista a pioggerellina. La situazione vede ETNZL a 4 punti e Oracle Team USA a -1 (quattro vittorie contro una nelle cinque regate disputate). 9 i punti necessari ai kiwi, 11 quelli per gli americani.

Ben Anslie e Tom Slingsby al grinder nell'allenamento di ieri. Foto Martin Raget
Il tattico Ben Anslie e lo stratega Tom Slingsby al grinder nell’allenamento di ieri dietro al timoniere Jimmy Spithill. Foto Martin Raget

San Francisco, USA- Una Coppa America devastante per i nervi, che logora chi ce l’ha… Oracle ha usato la sua card no race, che i team hanno a disposizione una sola volta nell’AC. Quindi ha scelto di non disputare race 6 oggi dopo la bruciante sconfitta in race 5. Spithill avrebbe detto: “we got to fix this…” durante race 5, probabile avaria tecnica su Oracle, ma più di tutto parlano le facce a bordo di Oracle tra Spithill e Kostecki appaiono devastate. L’errore di John Kostecki (leggi la descrizione più avanti) è stato clamoroso ed è da vedere come saprà reagire il team. Si sono visti Russell Coutts e James Spithill parlare a fondo nella barca appoggio di Oracle dopo la scelta di non regatare. Un momento probabilmente decisivo per la 34th AC. Resa dei conti all’interno di Oracle team USA tra il CEO e l’ambizioso skipper?

Un preoccupato Jimmy Spithill ha dichiarato che, “Abbiamo bisogno di fermarci e di ritrovarci. Sentiamo che loro hanno un vantaggio al momento, specialmente in bolina. Abbiamo bisogno di fare molto lavoro qui e useremo la nostra card, stretegicamente, e speriamo di migliorare in tempo per la nostra regata. Non è solo una questione di prestazioni in bolina. Ci sono stati un paio di errori oggi, anche in virata, che è qualcosa che abbiamo bisogno di sistemare…”

San Francisco, USA- Terza giornata di regate all’America’s Cup Match. La situazione vede tre vittorie per Emirates Team New Zealand e una per Oracle Team USA. Il punteggio formale è invece 3 a -1 per i kiwi. Il vento previsto per oggi è tra i 18 e i 22 nodi, con corrente entrante e possibilità di nebbia. la Guardia Costiera dà un permesso di regata con visibilità di 1/4 di miglio.

La partenza di race 5 è alle 22:15 italiane, diretta streaming qui dalle ore 22:00. Race 6 alle 23:15 italiane

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San Francisco, USA-Una vittoria per parte nelle due regate di domenica 8 settembre. Ora ETNZL ha tre punti mentre Oracle è a -1.

Dopo il 2 a 0 di ieri, per Oracle Team USA oggi potrebbe essere già il giorno decisivo. In caso di nuove sconfitte per Spithill e compagni, costretti dopo i due punti di penalizzazione a vincere 11 regate per difendere l’America’s Cup contro le 9 necessarie a ETNZL per riconquistarla, il deficit, tecnico, psicologico e morale, si farebbe già pesantissimo. La regata di ieri ha mostrato i kiwi un po’ più veloci in quasi tutte le andature ma soprattutto più stabili e determinati, un vero team rivolto alla vittoria menter Oracle appare più una somma di grandi individualità.

Race 3 è in programma alle 13:15 locali, le 22.15 italiane, e sarà seguita da race 4. Vento previsto sui 14 nodi per race 3 e sui 16 per race 4. Segui qui la diretta streaming delle regate:

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San Francisco, USA- La sfida finale tra due concezioni del mondo della vela è ormai giunta al capitolo finale, o meglio alla battaglia senza esclusione di colpi che andrà in scena nella baia di san francisco dalle ore 13 di sabato 7 settembre (le 22 in Italia). Due le prove previste sabato 7, seguite da altre due domenica 8 per l’inizio della serie al meglio delle 17 regate. Dopo i due punti di penalizzazione il defender ne dovrà vincere 11 mentre ai kiwi ne basteranno le originali 9.

Diretta streaming di ogni giorno di regata su Farevelanet e commenti, interviste e contenuti speciali direttamente da San Francisco sulla nostra pagina Facebook, dove seguiremo quella che è forse la regata più importante della storia recente della Coppa America, visto che ne determinerà il futuro per i prossimi anni.

In caso di vittoria kiwi, Luna Rossa è già pronta a svolgere il ruolo di challenger of record e a determinare insieme ai neozelandesi un format più credibile e possibile. In caso di vittoria di Oracle si continuerà sulla strada dei cat e dell’estremizzazione, pur con alcuni correttivi. Questa testata, insieme alla stragrande maggioranza degli appassionati di vela, si augura che si verifichi il primo scenario.

Gli equipaggi di ETNZL (in alto) e Oracle team USA (in basso), protagonisti della sfida finale sugli Ac72
Gli equipaggi di ETNZL (in alto) e Oracle team USA (in basso), protagonisti della sfida finale sugli Ac72

San Francisco, USA-Emirates Team New Zealand è lo sfidante ufficiale alla 34th America’s Cup. Il settimo e decisivo punto del 7-1 a Luna Rossa è arrivato in una surreale giornata di nebbia nella Baia di San Francisco, con vento tra i 10 e i 14 nodi che ha portato  a un inedito dial up in partenza (persa al solito da Chris Draper) e al parziale uso del code zero in poppa, con i due AC72 che spesso neanche si vedevano.

Dean Barker solleva la Louis Vuitton Cup
Dean Barker solleva la Louis Vuitton Cup
NZL nella regata finale.- Foto Martin Raget
NZL nella regata finale.- Foto Martin Raget

I kiwi vincono la Louis Vuitton Cup più noiosa della storia e ora si candidano al ruolo di speranza di chi considera ancora la Coppa America come un grande evento sportivo, tecnologico, storico ed economico. La finale contro Oracle Team USA inizierà il 7 settembre e sarà al meglio delle nove vittorie. Anche oggi i kiwi non hanno sbagliato nulla, scappando sin dalla partenza, in cui Draper ha chiaramente sbagliato il time-distance dalla linea.

Si festeggia con lo champagne a bordo di NZL
Si festeggia con lo champagne a bordo di NZL

Lo skipper di Luna Rossa Max Sirena ha dichiarato appena finita la regata: ” Abbiamo iniziato tardi e siamo molto orgogliosi di quanto abbiamo ottenuto. Chiaramente noi vogliamo vincere le regate che facciamo ma i kiwi sono fortissimi e meritano il loro risultato. Abbiamo imparato molto e torneremo più forti. Credo che nessuno si sarebbe aspettato un anno e mezzo fa che saremmo arrivati per la terza volta alla finale della Louis Vuitton Cup. So che in Italia ci sono alcuni delusi e qualcuno magari sarà anche arrabbiato con me, ma il team ha fatto un lavoro enorme e veramente non abbiamo lasciato nulla di intentato, non posso neanche spiegare all’esterno la quantità di lavoro che è stata fatta. Sono fiero di questo gruppo e torneremo la prossima volta nella Coppa per provare a vincerla”.

Un grazie a Luna Rossa è dovuto, visto che questo team ha strapazzato Artemis nella semifinale per 4 a 0, un team che aveva, dobbiamo ricordarlo, un budget doppio rispetto a Luna Rossa Challenge e aveva iniziato 18 mesi prima degli italiani. Anche in una Louis Vuitton Cup azzoppata come questa, Luna Rossa ha mostrato ancora una volta di essere parte di un’Italia che si impegna e rischia, che si mette in gioco e vuol far bene. Vi sono errori da rimediare (la delusione Draper al timone prima di tutte) e Patrizio Bertelli avrà preso nota di quanto necessario, compreso un po’ di talento in più (alla Xabi Fernandez per capirci) a bordo. Dal 4 a 1 per i kiwi, ogni singola partenza è stata pressoché regalata ai neozelandesi, che certo non ne avevano bisogno. Ma, lo ripetiamo, Luna Rossa alla finale di LVC è arrivata per la terza volta e questa stessa regata, a differenza dell’attuale defender Oracle Racing che non l’ha mai posseduta, l’ha vinta nel 2000. E questo è un merito che resta nella storia della Coppa, di cui Luna Rossa è parte fondamentale. Luna Rossa ha portato avanti una campagna con una sola barca, partendo in ritardo ed è arrivata alla finale di LVC. Artemis e il suo skipper Paul Cayard sono naufragati ben prima.

La campagna di Bertelli proseguirà, tutti ci auguriamo con il ruolo di challenger of record che arriverà in caso di vittoria kiwi della Coppa. Per scoprirlo è il momento ora di sostenere Emirates Team New Zealand nel suo assalto finale a un Oracle che sarà comunque fortissimo. Tutta la vela si augura che riescano nell’impresa.

Max Sirena appena dopo la regata
Max Sirena appena dopo la regata

America’s Cup Schedule (best-of-17 series)

  • Saturday, Sept. 7: Race 1 (1:10 pm PT), Race 2 (2:10 pm PT)
  • Sunday, Sept. 8: Race 3 (1:10 pm PT), Race 4 (2:10 pm PT)
  • Tuesday, Sept. 10: Race 5 (1:10 pm PT), Race 6 (2:10 pm PT)
  • Thursday, Sept. 12: Race 7 (1:10 pm PT), Race 8 (2:10 pm PT)
  • Saturday, Sept. 14: Race 9 (1:10 pm PT), Race 10* (2:10 pm PT)
    (* If necessary)

San Francisco, USA- Appuntamento decisivo questa sera con l’ottava regata della finale della Louis Vuitton Cup. Se Luna Rossa riuscirà a vincerla (ma per farlo occorrerà mettere dietro i kiwi sin dalla partenza, che dovrà necessariamente essere aggressiva) si proseguirà con race 9. In caso contrario, Emirates Team New Zealand vincerà la Louis Vuitton Cup per la terza volta nella sua storia (dopo il 1995 e 2007) e diventerà quindi lo sfidante ufficiale alla 34th America’s Cup.

Segui qui, dalle ore 22 italiane (partenza alle 22:10), la diretta streaming di race 8 e dell’eventuale race 9:

San Francisco, USA- E ora siamo al match point. Dopo la vittoria di oggi in race 7, conquistata da ETNZL per 1’58” su Luna Rossa, il punteggio è 6 a 1, a una vittoria quindi per i kiwi dalla Louis Vuitton Cup e dal ruolo di challenger ufficiale alla 34th America’s Cup (e di speranza di tutti gli appassionati non oracliani per riportare la Coppa a una dimensione più vera). Luna Rossa oggi ha lottato al massimo delle sue possibilità, solo che se gli italiani toccavano i 43,46 nodi in poppa, i neozelandesi arrivavano addirittura a una punta di 47,18 nodi. A cui fa spalla uno strabiliante 30,3 nodi in bolina nei 22-23 nodi di vento di oggi.

Luna Rossa e il suo timoniere Chris Draper hanno concesso ancora una volta la posizione di sopravvento a NZL in partenza, che equivale a consegnare la regata senza alcuna chance, visto che la buona velocità in poppa (alla boa di poppa erano solo 27 i secondi di ritardo) di Prada non è seguita da una velocità pari a quella kiwi in bolina. Tanto più, come osserva Francesco bruni nella dichiarazione che riportiamo sotto, che il bordeggio in bolina è obbligato dalla corrente e non presenta alcuna chance alternativa.

Luna Rossa in race 7. Foto Martin Raget
Luna Rossa in race 7. Foto Martin Raget

Resta il rammarico di non aver visto almeno una volta avanti Luna Rossa, cosa che con una partenza vinta (ovvero veloci e con l’avversario dietro o sottovento) poteva succedere, anche se alla fine la superiorità del mezzo kiwi e del boathandling è evidente. Ciò senza togliere i giusti meriti a Luna Rossa, che è arrivata a un livello più che accettabile, che solo la strapotenza kiwi, e il fatto che l’AC72 di Grant Dalton è di seconda generazione mentre gli italiani hanno potuto allestire solo una barca visto il ritardo iniziale della campagna, fanno restare nell’ombra.

L’obiettivo di Patrizio Bertelli era di preparare la campagna per la Coppa 35 e questo sembra raggiunto. Domani, alle 13:10 locali (le 22.10 italiane, diretta streaming su farevelanet) assisteremo a race 8.

Superbo lo spettacolo oggi nella Baia, con i due AC72 che letteralmente volavano sull’acqua lasciando due scie di acqua nebulizzata. Resta la domanda su quanti team al mondo siano in grado di permettersi tutto questo. Uno show affascinante, ma che arriva con almeno dieci anni d’anticipo sui tempi.

ETNZL-Luna Rossa 6-1

 

San Francisco, USA- Segui qui la diretta streaming, a partire dalle ore 22:00 italiane (start ore 22.10), di race 7 e 8 della finale di Louis Vuitton Cup. Con il punteggio di 5 a 1 per Emirates Team New Zealand, Luna Rossa è chiamata a vincere almeno una regata, altrimenti i kiwi arriverebbero a sette vittorie e alla conseguente vittoria nella Louis Vuitton Cup con il ruolo di challenger ufficiale alla 34th America’s Cup.

San Francisco, USA- Luna Rossa o meglio il suo timoniere Chris Draper, proprio non ce la fanno e rinunciano a lottare sin dalla partenza, troppo passiva per avere delle chance contro i kiwi, che infatti vanno a girare con 10″ di vantaggio già alla prima boa, nonostante che Luna Rossa passi per prima la linea, ma a una velocità minore rispetto ai rivali, che dalla posizione di sopravvento puggiano meglio verso la prima boa.

Il resto della regata non ha storia anche se Luna Rossa mostra un’ottima velocità in poppa e, per la prima volta, coglie una velocità massima maggiore del rivale, 39,3 nodi contro i 37,3 dei kiwi. NZL ha mostrato del foiling anche in bolina, aumentando così le sue chance per la finale contro Oracle. La situazione della finale è ora di 5-1 per i kiwi.

Luna Rossa comunque ha raggiunto la finale di Louis Vuitton Cup, che era il suo obiettivo dichiarato per questa campagna e sta migliorando regata dopo regata, il problema è che lo fanno ovviamente anche i kiwi. resta la voglia di vedere almeno un paio di partenze con Bruni al timone, senz’altro più abituato al match race e “cattivo” di Draper.

Regata 7 e 8, che potrebbero essere decisive in caso di due vittorie kiwi (la serie è al meglio delle sette vittorie) sono in programma domani (dalle 22:10 italiane).

San Francisco, USA- In programma questa sera, alle ore 22.10 italiane (le 13:10 a San Francisco) la regata 6 della finale di Louis Vuitton Cup. Emirates Team New Zealand conduce per 4-1 su Luna Rossa, che stasera dovrà assolutamente cercare di vincere la prova per restare in corsa. Race 7 e 8 sono in programma domani sabato.

Guarda qui la diretta streaming di race 6, dalle 22 italiane (start alle 22:10):

Per vincere sarà necessario partire bene e il timoniere Chris Draper dovrà dimostrare di poter superare le incertezze nel momento decisivo mostrate nella maggior parte delle precedenti partenze. La velocità di Luna Rossa, soprattutto in poppa, è sembrata migliorata e spesso simile a quella dei kiwi. Il problema è che i neozelandesi non sbagliano quansi nulla e portano la barca mediamente meglio degli uomini di Max Sirena. Lo skipper di Luna Rossa ha dichiarato che “miglioriamo ogni giorno, ma alla fine è proprio la mancanza di tempo che ci penalizza”. A proposito di Draper, le sue intempestive parole sullo start di regata 4 (che LR stava dominando fino a 10″ dal via), “avevo il mio orogologio 4 secondi in ritardo”… hanno fatto il giro del mondo. In effetti, da quando in Coppa America un timoniere guarda il suo orologio per partire? Non ci sono delle chiamate, come in tutte le reate pro del mondo, e dei display allo scopo?

Luna Rossa, comunque, è arrivata pian piano a un livello molto alto e si sta giocando, per la terza volta su quattro partecipazioni alla Coppa America, la finale di Louis Vuitton Cup contro quello che è il miglior team al momento. Fatto questo, si noti bene, mai riuscito a chi la Coppa la detiene, ovvero Oracle Team USA, che ne è in possesso solo grazie alla lunga causa legale che lo vide contrapposto ad Alinghi. Il miglioramento si vede anche in bolina, dove sia NZL sia LR riescono a effettuare del foil assist, sollevando parte dello scafo sottovento. Una progressione logica con dei mezzi sconosciuti come gli AC72, che da qui alla sida di settembre hanno ancora notevoli margini di miglioramento.

Il prestart di race 4. Foto Borlenghi
Il prestart di race 4. Foto Borlenghi

Questo mentre la comunità velica internazionale è in attesa del verdetto dell’udienza presso la Giuria Internazionale sul caso Oracle AC45, con eventuale applicazione della regola 69 che potrebbe portare alla squalifica di importanti velisti del defender.

 

San Francisco, USA- ETNZL vince regata 4 e 5 portandosi sul 4 a 1. Draper si lascia sfuggire l’occasione di una buona partenza in race 4 e sembra avere timore di puggiare addosso ai kiwi nel traverso dopo una partenza pari. La velocità media comunque sembra buona per Luna Rossa, che però pare essere portata non all’altezza di quanto facciano Barker e compagni.

Regate 6 e 7 sono in programma venerdì 23 agosto.

Questo il player per seguire la diretta delle regate:

Per quanto riguarda il procedimento della Giuria sul caso Oracle AC45, é stata convocata un’udienza in cui saranno discusse le prove contro esponenti di Oracle Team USA, relative alla regola 69 delle RRS e dell’articolo 60 del protocollo AC. La Giuria ha chiarito che l’udienza sarà segreta ma che le cobnclusioni saranno rese pubbliche. Dai rumor sembra anche lo skipper James Spithill possa essere tra le persone sotto esame.

Oracle, da parte sua, ha cercato di portarte davanti alla Giuria ETNZL e Luna Rossa con l’accusa di “trespassing”, ovvero di essere entrati nella base di Oracle per verificare gli AC45. Tale accusa è stata definita “risibile” da ETNZL.

Foto Borlenghi
Foto Borlenghi

Dopo l’1 a 1 conquistato ieri sera da Luna Rossa dopo l’avaria al sistema idraulico di ETNZL, stasera si torna in acqua per il recupero di race 3 e 4

San Francisco, USA- Guarda qui la diretta streaming di regata 2 e 3 della finale di Louis Vuitton Cup, dalle 22.10 italiane. Dopo le emozioni e gli spaventi di ieri la situazione è 1 a 0 per NZL su Luna Rossa.

L'inizio dell'ingavonamento di NZL. Foto Borlenghi
L’inizio dell’ingavonamento di NZL. Foto Borlenghi

 

San Francisco, USA- Luna Rossa conquista la finale della Louis Vuitton Cup per la terza volta nella sua storia. Lo fa strapazzando per 4 a 0 Artemis Racing in una semifinale senza emozioni, nonostante i miglioramenti progressivi del team guidato da Paul Cayard. Il problema, per l’ex baffo del Moro di Venezia, è stato che anche Luna Rossa ha continuato nella sua progressione, come aveva dichiarato lo skipper Max Sirena. La regata si è risolta in partenza, per una penalità  inflitta dagli umpire ad Artemis, con un giudizio che probabilmente ha ribaltato quanto visto in acqua visto che Luna Rossa aveva virato mure a dritta nell’acqua di Artemis mentre gli umpire hanno considerato la manovra un semplice mure a dritta/mure a sinistra con precedenza per Luna Rossa. Ma poco importa, visto che poi Luna Rossa si è dimostrata notevolmente superiore nel corso della regata, conclusa con 2’12” di distacco.

Luna Rossa in foiling. Foto Martin Raget
Luna Rossa in foiling. Foto Borlenghi/Luna Rossa

Luna Rossa in partenza era stata un po’ sotto pressione di Artemis, con un Draper che, presentatosi un po’ troppo presto vicino alla linea, era rimasto in balia delle mosse di Outteridge. La penalità, scontata un po’ in ritardo da Artemis, ha messo fine alla regata, anche perché Percy e compagni ne hanno poi rimediate altre due per uscita dai boundaries del campo di regata. A proposito, ripetiamo ancora quanto già scritto in passato: i confini virtuali del campo di regata sono uno degli errori più clamorosi dei molti commessi durante questa Coppa. Non hanno alcun senso tecnico e limitano molto le già poche possibilità della barca che deve recuperare. Tanto più in un campo di regata come San Francisco, nella sua porzione ristretta tra Golden Gate, Alcatraz e North Waterfront, che già presenta a causa della corrente delle “autostrade” obbligatorie disegnate sull’acqua.

Luna Rossa, comunque, mette a tacere le voci “interessate” che la volevano sconfitta da Artemis e lo fa con autorità mostrando evidenti miglioramenti a ogni regata delle quattro disputate. Ora la sfida si fa terribile, contro i veloci e sicuri kiwi, ma certo l’obiettivo minimo del team di Patrizio Bertelli è stato già raggiunto. Poi si vedrà, in una serie al meglio delle sette vittorie che inizia il 17 agosto, con due regate. Luna Rossa resta il team di vela professionale italiano al più alto livello.

Su Artemis poco da dire, se non che si tratta di uno dei più clamorosi fallimenti della storia della Coppa. Cento milioni di euro e tre anni di campagna spesi per disputare solo 4 regate, una modica media di 25 milioni a regata… Paul Cayard e un design team che hanno sbagliato progetto, la tragedia di Andrew Simpson, una rincorsa impossibile che va solo a onorare l’impegno di campioni come Iain Percy o Nathan Outteridge. Per non parlare del ruolo di quasi “sparring” di Oracle Racing come challenger of record. La Coppa America non sono gli RC44, cari owner-driver…

Regata 4 performance

  • Course: Seven legs
  • Course length: 15.49 nautical miles
  • Elapsed time: LR – 47:11; ART – 49:23
  • Delta: Luna Rossa +2:11
  • Total distance sailed: LR – 18.8 NM; ART – 19.6 NM
  • Average speed: LR – 24.17 knots (28 mph); ART – 23.99 knots (28 mph)
  • Top speed: LR – 40.82 knots (47 mph); ART – 42.05 knots (48 mph)
  • Wind speed: average 15.6 knots; peak gust 19.3 knots

Luna Rossa-Artemis 4-0 Luna Rossa avanza alla finale di Louis Vuitton Cup, che vinse nel 2000 e di cui fu finalista nel 2007.

San Francisco, USA- Riuscirà Luna Rossa a portarsi stasera sul 4 a 0 e conquistare quindi la finale di Louis Vuitton Cup contro Emirates Team New Zealand (a partire dal 17 agosto, due prove al giorno)? Per saperlo collegtevi qui alle 22:00 di questa sera per assistere alla diretta streaming della quarta regata contro Artemis. Partenza alle ore 22:15 CET.

Luna Rossa-Artemis 3-0

Foto Borlenghi
Foto Borlenghi

San Francisco, USA- La miglior Luna Rossa della Louis Vuitton Cup supera ancora Artemis per 1’18” portandosi sul 3-0 nella semifinale, ovvero a una vittoria dalla finale contro Emirates Team New Zealand (a partire dal 17 agosto). Race 4 è in programma domani sera alle 22:15. Luna Rossa ha mostrato i miglioramenti di cui parlava lo skipepr Max Sirena sin dalla partenza, vinta finalmente da Chris Draper, che ha stoppato da sottovento Nathan Outteridge riuscendo a scegliere il timing perfetto per lanciare il suo AC72. Luna Rossa ha raggiunto la boa 1 del traverso con 11″ di vantaggio andando poi a strambare perfettamente in foiling, manovra che per la prima volta in regata è riuscita anche ad Artemis che ha limitato lo svantaggio alla boa di poppa a 26″.

Luna Rossa saluta all'arrivo. Foto Borlenghi
Luna Rossa saluta all’arrivo. Foto Borlenghi

Artemis ha mostrato importanti miglioramenti, dovuti probabilmente a un diverso angolo dei foil, e ha proseguito poi con una buona bolina restando a relativo contatto con Luna Rossa, che ha però eseguito una marcatura magistrale senza lasciare alcuna chance agli avversari. Risultato scontato, con Prada che alla boa 3 sale a 52″.

Di lì in poi Artemis mostra segni di cedimento, “ricadendo” spesso dal volo sui foil mentre Luna Rossa mostra sicurezza, velocità e stabilità andando a incrementale il delta fino ai 78 secondi finali. Curiosamente il margine più ridotto tra le tre regate disputate, ma anche la regata migliore di Luna Rossa. Artemis si è difeso bene, ma la distanza dal team italiano è sembrata anche oggi notevole. Se migliora Artemis, anche la Luna è sempre più crescente. Anche il boathandling e l’autorevolezza del timoniere sono sembrati in deciso aumento. Tutto starà a quanto sarà nel frattempo migliorato il già velocissimo ETNZL.

Il momento decisivo della partenza, quando LR chiude da sottovento Artemis. Foto Borlenghi
Il momento decisivo della partenza, quando LR chiude da sottovento Artemis. Foto Borlenghi

Per il resto (leggi vicenda Oracle fuori stazza con i suoi AC45) la Coppa prova a rifugiarsi in qualche vera regata, possibilmente senza trucchi nè inganni, visto che di quelli la comunità velica internazionale ne ha già abbastanza. Così come ne ha abbastanza Grant Dalton, leader di ETNZL che ha così commentato: “Trovo che sia difficile credere che ciò che abbiamo appreso la notte scorsa sia davvero accaduto al massimo livello del nostro sport”. La Giuria Internazionale dell’AC ha aperto un procedimento secondo la Regola 69 del Regolamento di Regata, ovvero di grossa e grave condotta che possa portare a un discredito dello sport. L’investigazione sta continuando.

 

Luna Rossa-Artemis 3-0

 

San Francisco, USA- Guarda qui la diretta streaming della terza regata della semifinale della Louis Vuitton Cup tra Luna Rossa e Artemis. Luna Rossa conduce per 2 a 0 nella serie al meglio delle quattro vittorie. Partenza alle ore 22:15 italiane, diretta dalle ore 20.

Luna Rossa attesa a una partenza più incisiva e a ulteriori miglioramenti in bolina, mentre Artemis sarà chiamato a migliorare la sua velocità e stabilità in poppa, visto che quella attuale compromette ogni chance di successo.

Un momento di regata 2. Foto Borlenghi
Un momento di regata 2. Foto Borlenghi

Lo strano ritiro di Oracle

La notizia del giurno è il “curioso” autoritiro di Oracle Racing dalle AC World Series, a quasi quattro mesi dalla conclusione delle regate con gli AC45. Oracle ha dichiarato che i suoi AC45 erano stati modificati senza autorizzazione dei dirigenti, e senza che questi ne sapessero qualcosa, per quella serie di regate. Ricordiamo che gli AC45 sono dei monotipi assoluti.

Ma che succede a Oracle Team USA? Come si può pensare che uno shore team modifichi delle barche senza che il team ne sia a conoscenza. Quindi, Oracle si ritira dalle AC45 World Series dopo averle vinte (a parte il fatto che non contavano nulla, se non per far vedere quanto sarebbe bella una Coppa disputata in Italia) dichiarando che le sue barche erano taroccate a “insaputa” dei dirigenti. Cos’è la barzelletta del giorno o l’ennesima riprova che Oracle Racing sta rischiando di far perdere ogni credibilità a quello che era l’evento trainante della vela mondiale per oltre 150 anni? Sempre più forza kiwi.

San Francisco, USA- Luna Rossa vince senza problemi e si porta sul 2-0 nella semifinale. Delta finale su Artemis è 2’06”. Race 3 in programma venerdì 9 agosto alle 22:15 italiane. Chris Draper si lascia prendere il sottovento in partenza da Outteridge e deve aspettare la partenza del rivale per lanciare Luna Rossa, che però si dimostra più veloce già nel traverso arrivando a girare esterna la boa con un paio di nodi in più di velocità.

Dopo non c’è più storia con LR assai più veloce in poppa (4-5 nodi di differenza media). Artemis limita i danni in bolina, riuscendo ad accorciare le distanze ma poi i lati di poppa raddoppiano le perdite per il team di Paul Cayard. Da segnalare un inizio di ingavonata in una strambata un po’ “allegra” di Luna Rossa. Per il resto Luna Rossa continua a mostrare progressi e anche il boathandling a bordo oggi sembrava migliorato. Ottimo il foiling anche con il vento medio di 12-16 nodi oggi.

 

Luna Rossa rischia l'ingavonata in una strambata. Foto Borlenghi
Luna Rossa rischia l’ingavonata in una strambata. Foto Borlenghi

Dopo la vittoria di ieri sera, Luna Rossa torna in acqua contro Artemis per regata 2 della semifinale di Louis Vuitton Cup. Il timoniere di Luna Rossa Chris Draper sarà più aggrassivo in partenza. Artemis riuscirà a migliorare la velocità in poppa ieri apparsa non all’altezza? Per scoprirlo basta collegarsi dalle ore 22 italiane al player per la diretta streaming della regata.

Partenza alle ore 22:15 CET. Il vento previsto nella SF Bay è sui 15-18 nodi, in aumento nel corso del pomeriggio.

Vedi qui la regata:

Luna Rossa-Artemis Racing 1-0

L’equipaggio di oggi di Luna Rossa:

Max Sirena (4-skipper and pitman), Francesco Bruni (9-tactician), David Carr (23-pitman/grinder), Pierluigi de Felice (10-trimmer), Simone de Mari (8-primary grinder), Chris Draper (11-helmsman), Xabi Fernandez (14-wing trimmer), Nick Hutton (2-bowman), Lele Marino (13-wing grinder), Marco Montis (51-freestyle) and Giles Scott (41-grinder)

San Francisco, USA- Luna Rossa vince per 1′ 57″ su Artemis la prima regata della semifinale della Louis Vuitton Cup. Il bilancio è una sintesi di episodi che alla fine determinano il delta. Chris Draper sbaglia ancora una partenza, dimostrando poco carisma e la mancanza di quel killer instinct tanto caro ai match racer. Luna Rossa naviga meglio in poppa, più veloce e stabile nel foiling e appare più costante in bolina anche se la tattica di Artemis oggi non è stata male riuscendo ad avvicinarsi nel corso del primo lato controvento. I foil di Artemis non hanno quell’auto portanza che garantisce stabilità, segno evidente del poco tempo a disposizione e del progetto originale nato con altri scopi rispetto al full foiling. Risultato: Luna Rossa vince con merito e porta a casa il primo punto nella strada per la finale di Louis Vuitton contro i kiwi.

Lo skipper Max Sirena ha così commentato: “Finalmente una bella regata, anche se abbiamo sudato freddo: il guasto al clyser dell’ala a pochi minuti dalla partenza proprio non ci voleva. Abbiamo però avuto la soddisfazione di constatare che il lavoro tecnico ma anche e soprattutto il lavoro dell’equipaggio sono in netto progresso. Non è però questo il nostro punto di arrivo e proseguiremo nello sviluppo per essere sempre più competitivi. ”

Luna Rossa segue Artemis dopo la partenza titubante di Draper, ma già alla prima strambata, "seduta" per gli svedesi ef efficace per gli italiani Luna Rossa passerà in testa
Luna Rossa segue Artemis dopo la partenza titubante di Draper, ma già alla prima strambata, “seduta” per gli svedesi ef efficace per gli italiani Luna Rossa passerà in testa

La giornata era iniziata con qualche dubbio di troppo. Le voci, messe in giro evidentemente dai soliti antipradaoracliani, di un Artemis più veloce erano insistenti anche se i dubbi di chi aveva osservato i video nelle fasi di transizione del team svedese restavano. Ma la Coppa è anche guerra di nervi e da Luna Rossa, in effetti, qualche incertezza e paura filtrava dalla coltre di pacata sicurezza imposta dallo skipper Max Sirena. La prima immagine, poi con Luna Rossa costretta a “incerottare” il film aerodinamico dell’ala, a pochi minuti dallo start, preoccupava non poco. La partenza stessa sembrava la personificazione di un incubo. L’AC72 italiano è in ritardo, Artemis non attacca ma Chris Draper resta incerto nel time-distance e non approfitta di un Nathan Outteridge un po’ in anticipo. Risutato: Artemis schizza via per primo dalla linea e alla boa di traverso ha 6 secondi di vantaggio.

I lunarossiani trattengono il fiato, così come immaginiamo Patrizio Bertelli, ma per fortuna su questi attrezzi bisogna pur strambare… La prima manovra, obbligata dopo pochi secondi dalla presenza dei limiti del campo di regata, conferma che per Artemis il foiling è ancora faccenda complessa. La barca si siede letteralmente su entrambi gli scafi rallentando a meno di 20 nodi, mentre Luna Rossa esegue un’ottima foiling jibe e schizza subito in testa passando da “dietro” Artemis. Di lì in poi la conferma di una Luna Rossa in progresso (anche se le prestazioni medie dei kiwi sembrano ancora lontane) e Artemis in seria difficoltà in poppa, con la barca quasi mai stabile e mediamente più lenta di 4-5 nodi rispetto a Luna Rossa.

Il momento decisivo, Luna Rossa sfila Artemis da sottovento dopo aver strambato in modo nettamente più efficace
Il momento decisivo, Luna Rossa sfila Artemis da sottovento dopo aver strambato in modo nettamente più efficace

In bolina Luna Rossa appare mediamente più veloce anche se Artemis è sembrata in alcune occasioni stringere di più il vento. Nella prima bolina Iain Percy trova ottime virate e riesce a mentenere il distacco entro una manciata di secondi ma la poppa torna a essere decisiva e Luna Rossa naviga veloce e profonda, il che in qualsiasi regata, anche in questi AC72, equivale a vincere. E così è: Luna Rossa, dopo un ultimo lato di poppa assai convincente, va a vincere per 1 minuto e 57 secondi conquistando la prima vittoria in questa Louis Vuitton Cup e il primo punto della semifinale al meglio delle quattro vittorie. Si replica domani sera, sempre alle 22:15 italiane.

San Francisco, USA- Scatta questa sera la semifinale da dentro o fuori tra Luna Rossa e Artemis Racing. Chi arriverà per primo a quattro successi sfiderà Emirates team New Zealand nella finale di Louis Vuitton Cup, a partire dal 17 agosto. Luna Rossa deve affrontare un team che non ha ancora effettuato nessuna regata ufficiale dopo i noti problemi seguiti al tragico incidente del 9 maggio scorso. Il team di Paul Cayard ha cercato di recuperare il tempo perduto e ieri ha effettuato delle prove di partenza contro i kiwi, in cui si sono evidenziati alcuni problemi di stabilità in manovra.

L’appuntamento è per le 13:15 locali, le 22:15 in Italia. Segui qui la diretta streaming della regata. Ecco il player:

Il video dei test di Artemis ed ETNZL, by John Navas:

Luna Rossa AC72 in foiling. Foto Borlenghi
Luna Rossa AC72 in foiling. Foto Borlenghi

Le semifinali della LVC segnano l’inizio delle dirette televisive negli USA a cura della NBC. Saranno trasmesse a partire da regata 3 e 4.

San Francisco, USA- Tre minuti e ventuno secondi sul timer, poco meno di un miglio e mezzo sull’acqua. Il distacco rimediato da Luna Rossa nella quinta e ultima sfida del round robin con Emirates Team New Zealand pare ancora enorme eppure è il miglior risultato raccolto sin’ora dagli uomini di Max Sirena. Sembrerà strano ma è proprio così. La sconfitta era inevitabile, vista la notevole differenza che ancora esiste tra i kiwi, sempre più a loro agio sull’AC72 che portano sul campo di regata di San Francisco come se si trattasse del cortile di casa, ovvero l’Hauraki Gulf di Auckland. Ma la sensazione è che qualche passo in avanti oggi Luna Rossa l’abbia fatto, per lo meno come convinzione, velocità in bolina e qualche scelta tattica positiva.

Una regata diversa dalle precedenti, in cui Luna Rossa pareva rotolare mentre NZL volava, sobbalzare mentre i kiwi decollavano. L’AC72 di Patrizio Bertelli ha giocato bene le sue carte sin dalla partenza, dove è però stato evidente come la capacità di accelerazione dei kiwi sia superiore, con Dean Barker che faceva schizzare il suo cay a 42 nodi in pochissimi secondi, mentre gli italiani arrivavano a 39 e un po’ in ritardo. Si spiegano così subito gli 8 secondi di ritardo alla prima boa, che diventano poi 35 alla boa di poppa.

NZL oggi. Foto ETNZL
NZL oggi. Foto ETNZL

Mentre i kiwi macinano nodi e miglia, incutendo ormai timori al defender, Luna Rossa si dà da fare, più determinata rispetto alle precedenti uscite e il distacco non diventa una voragine: 1’35” alla prima bolina, 1’55” alla seconda poppa, 2’50” alla seconda bolina e, appunto, 3’21” all’arrivo.Luna Rossa potrà avvicinarsi ancora un po’ anche se gli uomini di Grant Dalton sembrano decisamente di un altro pianeta su quelle astronavi che sono gli AC72. D’altra parte, in questa derelitta Louis Vuitton Cup non c’era nessun’altro in grado di affrontarli, visto che altri sfidsanti non si sono presentati e che Artemis sarà in regata solo a partire dal 6 agosto. A qualcuno doveva pur toccare… Adesso dovrebbero arrivare le nuove derive ipertecnologiche e si punterà alla sfida con Artemis.

 

San Francisco, USA- Emirates Team New Zealand domina anche regata 4 contro Luna Rossa nel Round Robin della Louis Vuitton Cup e si qualifica matematicamente per la finale della stessa in programma a fine agosto. Anche oggi non c’è stata storia, con i kiwi che sono scappati via sin dalla partenza, in cui Luna Rossa è sembrata subire qualche problema tecnico che ne ha ritardato “il decollo” con i kiwi che subito prendevano il controllo del match. Alla fine il distacco è stato di 7′ 14″, quindi tecnicamente LR è stata classificata DNF come nella seconda sfida.

I distacchi alle varie boe sono sempre aumentati, dal 1’03” della prima poppa, ai 3’29” della prima bolina, ai 6’22” della seconda bolina e ai 7’14” finali. Al di là di questo, però, il foiling di NZL è sembrato più efficienti, con Luna Rossa apparsa oggi più instabile delle altre due uscite. Il vento era da 245° tra 17 e 19 nodi.

NZL già in netto vantaggio alla boa di traverso. Foto Martin Raget
NZL già in netto vantaggio alla boa di traverso. Foto Martin Raget

ETNZL arriva a 7 punti e LR resta a 3, per cui i kiwi sono qualificati per la finale della Louis Vuitton Cup, dal 17 al 30 agosto. Luna Rossa resta a 3 punti e affronterà quindi Artemis Racing nella semifinale della LVC dal 6 al 15 agosto. Unico vero match ancora in programma a luglio è la quinta sfida tra neozelandesi e italiani prevista per il 28 luglio.

Luna Rossa dovrà lavorare molto nelle prossime settimane per dare maggiore efficienza ai lunghi mesi di lavoro concentrandosi ora sulla sfida con Artemis per l’accesso alla finale di LVC.

ETNZL nella regata di oggi
ETNZL nella regata di oggi

“In generale oggi non abbiamo commesso errori grossolani, ma sappiamo di poter fare ancora meglio”, ha detto lo skiper kiwi  Dean Barker, “Ogni volta diamo sempre il massimo: non ci accontentiamo di amministrare il vantaggio. Il livello che cerchiamo di raggiungere è ben più in alto di dove siamo ora. Ci sono molte cose da migliorare sulla barca, sia dal punto di vista dei sistemi, sia dal punto di vista della conduzione”.

Max Sirena, skipper di Luna Rossa, ha dichiarato: “É stata una brutta sorpresa constatare l’attuale vantaggio dei neozelandesi anche in condizioni di vento più leggero. Aspettiamo di testare e sviluppare le nuove derive con l’obiettivo di colmare il distacco ed essere competitivi. Rimaniamo concentrati sui nostri obiettivi”.

Nuovo appuntamento con le sfide tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand oggi a San Francisco. La quarta del RR della Louis Vuitton Cup. Diretta streaming qui:

Partenza prevista alle 12:15 locali, le 21:15 in Italia. Vedremo se Luna Rossa riuscirà ad essere più determinata e ad accorciare ancora la distanza dai kiwi, apparsi in assoluto controllo nell’ultima uscita di due giorni fa.

Luna Rossa Challenge 2013 Louis Vuitton Cup

San Francisco, USA- ETNZL ha battuto Luna Rossa per 2′ 19″ al termine e di un ‘altra eccellente performance.

NZL con il fiocco che, dopo aver perso la drizza sta per essere gettato in acqua. Foto Martin Raget
NZL con il fiocco che, dopo aver perso la drizza sta per essere gettato in acqua. Foto Martin Raget

Luna Rossa è sembrata migliore della prima uscita ma i kiwi hanno dato una dimostrazione di potenza riuscendo a mantenere la testa, aumentando persino il vantaggio, nonostante la rottura della drizza del fiocco a metà della prima bolina. Luna Rossa sembrava a quel punto in grado di recuperare ma invece l’AC72 kiwi ha saputo gestire al meglio l’imprevisto perdendo pochissimo nel gettare il fiocco 9 acqua (a dir la verità, un po’ troppo sulla prua dell’inseguitore, fiocco poi recuperato dalla chase boat NZL) e navigando mediamente più veloce anche con la sola ala, soprattutto nei lati di poppa.

Impressionante la capacità dei neozelandesi di scendere in poppa e di strambare in full foiling anche con la sola ala. Alla fine il vantaggio dei neozelandesi, dopo una partenza più o meno pari con LR sopravvento, è cresciuto dai 25″ alla prima boa di poppa fino ai 42″ della boa di bolina, ai 1’17” alla seconda poppa, ai 1’56” alla seconda bolina e ai 2 minuti e 19 secondi all’arrivo.

I kiwi hanno mostrato un boathandling superiore a quello di Luna Rossa, che è incappata anche in una nuova penalità per essere uscita dai limiti virtuali del campo di regata. Luna Rossa ha percorso, soprattutto nell’ultima parte della regata, molte tratte a velocità medie inferiori ai neozelandesi nonostante la vela in più.

Dean Barker, timoniere ETNZL: “E’ stata una di quelle cose frustranti e noiose. Non avevamo mai avuto un problema del genere con la drizza del fiocco sin’ora, ma come è ovvio, quando regati sono cose che possono capitare. La cosa incoraggiante è che i ragazzi hanno fatto davvero un ottimo lavoro per comprendere la situazione e sistemarla. Il mondo i cui l’equipaggio ha risposto è stato ottimo”.

Max Sirena, skipper Luna Rossa: “Abbiamo fatto alcuni cambiamenti nella barca, migliorando il pacchetto aerodinamico e i sistemi delle derive. Oggi i kiwi hanno mostrato notevole velocità. Abbiamo navigato bene nel campo di regata, che è il nostro obiettivo principale, ma noi abbiamo bisogno di migliorare come equipaggio e come velocità nelle prossime settimane”.

In effetto a bordo di ETNZL sono sembrati più compatti rispetto a quanto si è visto su Luna Rossa, compreso il ruolo autorevole di Dean Barker.

San Francisco, USA- Segui qui la diretta streaming della seconda sfida sull’acqua di Luna Rossa con Emirates Team New Zealand, alle ore 21:15 italiane, le 12:15 a San Francisco.

http://www.youtube.com/user/AmericasCup?v=IWxdsAx9SrU

ETNZL ha 5 punti nella classifica del Round Robin della LVC, Luna Rossa 3 e Artemis ovviamente 0.

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San Francisco, USA- Saranno velocissimi, ipertecnologici ma anche di una noia tremenda se non c’è lotta ravvicinata. Che dire? Una volta che li vedi navigare a 42 nodi resti a bocca aperta, la seconda ti emozioni, la terza ti abitui e la quarta non ci fai più caso. Così è stata la regata di oggi tra Emirates Team New Zealand e Luna Rossa, la prima in assoluto tra due AC72 e il vero esordio agonistico della Louis Vuitton Cup. L’hanno stravinta i kiwi, lasciando indietro di 5 minuti e 23 secondi Luna Rossa, un’eternità già con i vecchi ACC5 figuriamoci con barche che toccano i 42 nodi in poppa e i 22 in bolina. Barker e compagni hanno fatto tutto meglio, sin dalla partenza, in cui hanno controllato da sottovento Luna Rossa impedendole di puggiare, in una manovra che già decisiva con i monoscafi nei cat arriva a non lasciare alcuna chance a chi è sopravvento “intrappolato”. Unica possibilità, aspettare che il cat sottovento puggi e si lanci in velocità al traverso e seguirlo. E’ quello che ha fatto Aotearoa, l’AC72 neozelandese, tagliando la linea d’arrivo a 39 nodi e schizzando subito a 41 nel primo traverso, con Luna Rossa che inseguiva a 38 nodi. Velocità pazzesca, ma di un vuoto desolante se il tuo avversario ne fa 42. Semplicemente non c’è regata e non resta che attendere un errore dell’altro.

NZL stoppa LR da sottovento nel prepartenza della regata di oggi. Foto Martin Raget
NZL stoppa LR da sottovento nel prepartenza della regata di oggi. Foto Martin Raget

E di errori oggi i neozelandesi non ne hanno fatti, così semplicemente. Hanno puggiato bene, sono decollati in foiling, hanno strambato senza toccare l’acqua più di una volta, hanno bordeggiato perfettamente nei 18-19 nodi di vento interpretando al meglio anche la corrente che imbiancava l’acqua della Baia avvolgendo Alcatraz. Alla fine Luna Rossa è andata accumulando il suo svantaggio in modo costante, rimediando anche una penalità per essere uscita dai confini virtuali del campo di regata, fino ai 5 minuti e 23 secondi finali. Per la cronaca ciò le è costato anche un DNF negli annali, visto che il tempo limite dopo l’arrivo del primo è fissato in 5 minuti.

Non cambia nulla, certo, ed è naturale che Luna Rossa non possa che migliorare nel mese che rimane prima dell’inizio della finale della Louis Vuitton Cup, unica regata che possa avere un senso in una selezione degli sfidanti che mai come questa volta è priva di attrattive. E ci auguriamo che lo faccia, sia per assistere in agosto a sfide appasionanti sia per preparare al meglio gli amici kiwi in vista della finale contro Oracle.

NZL e Luna Rossa nel tarverso iniziale
NZL e Luna Rossa nel tarverso iniziale. Foto Martin Raget

Max Sirena, lo skipper italiano: “Ci dò un sei meno, puntavamo a finire la regata entro un lato di distacco e ce l’abbiamo fatta”. Per la penalità dice che “L’uscita dal campo era un rischio calcolato, nel senso che provavamo il limite”. Sulla partenza, in cui Dean Barker ka bloccato Chris Draper da sottovento, risponde che “In quella situazione non riuscivamo a puggiare e quindi non ci abbiamo neanche provato aspettando che loro si lanciassero per seguirli”. Lo skipper di ETNZL Dean Barker ha detto che “C’era un ottimo seguito di pubblico oggi ed è piacevole essere sul campo di regata in due. Ti posizioni in modo diverso e non può che farti migliorare”.

La prima regata ufficiale della Louis Vuitton Cup è stata decisamente noiosa, 43 minuti e 52 secondi di show kiwi (un minuto meglio di race 2 soitaria e due minuti meglio di race 1), che hanno fatto segnare una velocità massima di 42,33 nodi contro i 39,95 registrati da Luna Rossa. NZL è sembrata anche mediamente più veloce in bolina e capace di puggiare qualche grado in più a parità di vento nel foiling in poppa. “I margini di miglioramento sono enormi”, ha detto Sirena. Il timonere Draper ha detto che “in partenza alla fine abbiamo perso dieci secondi ma loro alla fine ci hanno dato cinque minuti, non è stata così decisiva. Le maggiori differenze le abbiamo viste nel boathandling e nella bolina ma sono coste rimediabili e nulla che non sapessimo già e che non possiamo risolvere. Alla fine è andata più o meno come ci aspettavano, forse un pelo peggio”.

Così è andata, ma la folla che oggi seguiva la regata da terra o in diretta streaming, dopo aver sussultato alla prima vista degli AC72 che volano sull’acqua a 40 nodi, inizia a domandarsi dove sia andato a finire quello spettacolo di due barche che lottavano sull’acqua metro per metro e a stretto contatto. Tra 35 e 40 nodi c’è una voragine di differenza, se moltiplicato su 16 miglia di percorso diventa un abisso. Per cui auguriamoci che Luna Rossa riesca a sviluppare la sua velocità nelle prossime settimane per dare un senso a questa Louis Vuitton Cup. Emirates Team New Zealand sembra, a oggi, sempre più un challenger of record durissimo per il defender Oracle.

 

 

San Francisco- Luna Rossa ed ETNZL vincono la protesta. In sintesi per cambiare le regole di classe occorreva l’unanimità e quella non c’è stata. Quindi, secondo quanto scritto dalla Giuria nella sua decisione finale, il Regatta Director Iain Murray non aveva l’autorità di cambiare le regole di classe (di stazza, ovvero relative alla costruzione degli AC72) senza l’unanimità del consenso dei concorrenti. per cui andranno applicate le regole di classe precedenti (quello che volevano LR e i kiwi).

Guarda qui la regata di Luna Rossa alle 21.15 italiane:

La decisione della Giuria Internazionale dell’America’s Cup sulla protesta relativa al “ruddergate” sara’ comunicata oggi giovedì alle 11 locali, le 20 in Italia.

San Francisco, 9 luglio- Guarda qui la replica della seconda regata “solitaria” di Team New Zealand nella Baia di San Francisco.

ETNZL ha concluso il percorso di 16 miglia in 45:27, max speed 43,26 nodi.

San Francisco, 7 luglio- Team New Zealand ha concluso la prima regata “solitaria” della Louis Vuitton Cup in 46′ 27″ sulle 16 miglia del persorso. Il picco massimo di velocità è stato di 42,8 nodi, con punte di circa 25 in bolina, con un vento inizialmete sui 14 nodi che è poi aumentato fino a 18-19 per la fine della regata. Da quello che si è visto in acqua, la stabilità di ETNZL in foiling è apparsa eccellente, riuscendo anche a effettuare alcune strambate (non tutte però) restando sollevata sui daggerboard e senza rimettere gli scafi in acqua.

ETNZL durante la regata solitaria di oggi. Foto Di Fazio
ETNZL durante la regata solitaria di oggi. Foto Di Fazio

Il campo di regata si è confermato assai “ristretto” per le velocità degli AC72, con manovre ogni 80-90 secondi in bolina e anche più ravvicinate in poppa. Per quanto riguarda la regata, il formato si conferma quasi esclusivamente televisivo, con una percezione dal vivo limitata ai passaggi in velocità dell’AC72, ma che nel contesto della San Francisco Bay raggiunge un fascino niente male. Il live streaming su YouTube appare decisamente appassionante e le prestazioni degli AC72, con le opportune riprese video, diventano entusiasmanti, soprattutto se proiettate nella sfida finale del prossimo settembre.

LE DICHIARAZIONI DI MAX SIRENA OGGI IN MIXED ZONE DOPO LA REGATA DI ETNZL:

Alle 17 incontro di Patrizio Bertelli con la stampa italiana alla base di Luna Rossa, di cui vi daremo conto in serata.

ETNZL durante la regata di oggi. Foto Martin Raget
ETNZL durante la regata di oggi. Foto Martin Raget

Guarda qui il replay della regata:

In questo video, dell’allenamento del 6 luglio di Luna Rossa, si vede una strambata in foiling dell’AC72 Prada. Tale manovra, che “sarà probabilmente decisiva per l’esito della Coppa insieme all’efficienza nelle virate”, come ha detto Max Sirena oggi, è stata eseguita per la prima volta in modo stabile grazie alle nuove derive dalla barca italiana. Lo skipper italiano era molto soddisfatto del responso del test, in cui sarebbe stata toccata una punta di 43 nodi.

Questo video è probabilmente la vera spiegazione del “ruddergate” e della protesta, che sarà discussa lunedì mattina, a partire dalle 9 a porte chiuse (per Luna Rossa sarà presente il legal advisor Luis Saenz e alcuni progettisti come testimoni). Come già ETNZL, che già ci era riuscita da mesi, ora anche Luna Rossa è riuscita in tale manovra, dimostrando come il progetto kiwi, adattato poi dagli italiani alle loro esigenze, sia stato inizialmente superiore a quello di Oracle che, solo grazie alle nuove regole di stazza, che da parte di Coutts e del suo entourage si sta cercando di far passare come “sicurezza”, sarebbe in grado di arrivare a quel livello con un progetto inizialmente non pensato per volare sull’acqua.

San Francisco, USA, 5 luglio- Giorni di fuoco qui a San Francisco, dove di regate al momento non se ne parla ma dove, invece, abbondano le polemiche, le accuse reciproche tra Luna Rossa e Oracle in quella che è ormai una vera e propria battaglia di comunicazione. Non conta più cosa sia vero o falso, quanto cosa si riesca a far passare nell’immaginario comune. Che Oracle abbia tratto un vantaggio tecnico di performance dagli eventuali cambiamenti alla stazza decisi “per ragioni di sicurezza” dal direttore di regata Iain Murray è evidente, visto che ETNZL è riuscita a far volare nel rispetto della stazza in foiling una barca (l’AC72) che non si pensava potesse farlo. Per recuperare quel gap, Oracle ha dovuto agire sui timoni, e sui relativi “alettoni” (impennaggi, in termine tecnico) riuscendo finalmente a effettuare del foiling efficiente dopo i tentativi non riusciti che portarono alla scuffia del 16 ottobre scorso. Ma non è questo il punto.

Gli skipper con l'America's Cup. Foto Di Fazio
Gli skipper con l’America’s Cup. Foto Di Fazio

La sensazione che si ha nel Media Center dell’AC è che alla fine conterà il “messaggio” che un gruppo o l’altro (da una parte Oracle/Artemis, dall’altra Luna Rossa/ETNZL) riuscirà a far passare. La Giuria Internazionale si potrebbe riunire già domani, anche su pressioni ai massimi livelli (compreso il presidente ISAF Carlo Croce), per avere una decisione prima della regata prevista per domenica tra Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand. Lasciare l’evento senza una vera regata, a diversi giorni dalla cerimonia di apertura, sarebbe un contraccolpo devastante per la sua credibilità, per la Louis Vuitton, per chi qui è direttamente coinvolto nell’organizzazione. Ecco come più delle prestazioni in acqua, che potranno essere migliorate nei prossimi due mesi, contano oggi le dichiarazioni, i video, le interviste, gli articoli che i media internazionali pubblicano sull’argomento. Il tema è tecnicamente ostico e sono in pochi a comprenderne il significato, ma ciò che ha detto lo skipper di Luna Rossa Max Sirena è stato lampante: “Noi non accettiamo quanto è stato fatto nelle ultime settimane, con un cambio delle regole a una settimana dal via dell’evento. Una questione di principio, per noi fondamentale”. Coutts risponde che “This is America’s Cup…”, che tradotto significa che ogni mezzo è lecito per vincere. La questione è complessa, ma dall’esito di questa protesta potrebbe difendere il risultato sportivo della 34th America’s Cup, il che come noto comporta anche il diritto di organizzare l’edizione numero 35, dove, quando e come il defender deciderà… Se ci riflettiamo un momento, non è proprio un dettaglio. E questo Patrizio Bertelli, Grant Dalton, Russell Coutts, Paul Cayard, ovvero i principali attori di questa vicenda, lo sanno benissimo. La vela, qui, è solo un pretesto.

San Francisco, USA- La protesta contro il Comitato di Regata promessa da Luna Rossa (ETNZL ha già inoltrato la sua) diventa a questo punto inevitabile dopo che la US Coast Guard ha rilasciato ad ACEA/ACRM il permesso di condurre (Marine Event Permit) le regate della Louis Vuitton Cup e America’s Cup nella San Francisco bay. Lo ha fatto specificando, però, che tutte le 37 raccomandazioni contenute nel “Safety Plan” elaborato dalla commissione presieduta dallo stesso race director Iain Murray debbano essere inserite nel bando di regata.

ETNZL e Luna Rossa a San Francisco. Foto Martin Raget
ETNZL e Luna Rossa a San Francisco. Foto Martin Raget

Murray ha quindi emesso un NOR (Bando di Regata) in cui le 37 raccomandazioni figurano come regole per la condotta della regata. Comprese, quindi, le due contestate da Luna Rossa ed ETNZL come benefici prestazionali per un team (Oracle) e non come misure di sicurezza: quella sugli impennaggi regolabili dei timoni e quella sull’aumento del peso massimo.

Emirates Team New Zealand ha inviato la sua protesta alla Giuria Internazionale nella serata di giovedì. La discussione della stessa è prevista per l’8 luglio a San Francisco, dopo la prima regata prevista per il 7 luglio tra ETNZL e Luna Rossa. Analoga protesta è attesa da parte di Luna Rossa nelle prossime ore.

“Questo Bando di Regata non è stato fatto a cuor leggeroné senza considerare l’impatto e le possibili conseguenze per ogni team e per gli organizzatori”, ha detto un preoccupato Iain Murray commentando il NOR, “Ho messo in atto le mie valutazioni professionali al meglio che potevo e ho pesato con attenzione le circostanze sfortunate in cui ci siamo trovati includendo la necessità di aumentare la sicurezza dei nostri equipaggi, degli ufficiali di regata e di altri frequentatori della Baia, così come gli investimenti fatti dai team e da tutti coloro che sono coinvolti nella gestione dell’evento. La sicurezza non è scelta multipla in cui i team possono accettare o meno. Ho emesso un NOR nell’interesse collettivo dell’America’s Cup con istituzione di lungo termine e come vertice del nostro sport”.

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Si va, quindi, allo scontro diretto e totale in Sala Giuria. Pare che la US Coast Guard non sia voluta entrare nel merito delle raccomandazioni “fidandosi” di quanto stabilito dalla Commissione diretta da Murray. Tali misure sono ora “regole” per la condotta della regata, contenendo però modifiche sostanziali ai timoni che un concorrente ha (Oracle) e altri due no (ETNZL e LR) dopo aver progettato i loro AC72 secondo le regole di stazza, che a loro volta sono state emendate secondo quanto stabilito da raccomandazioni emesse solo un mese fa, dopo l’incidente ad Artemis. Un cambio di norme in corso d’opera, non condiviso, che sarà di difficilissima interpretazione da parte della Giuria Internazionale.

10 COMMENTS

  1. sarà interessante vedere se, come è probabile, Artemis si presenterà a fine luglio con gli “impennaggi dei timoni”. La strategia è chiara: si vuole una finale di America’s Cup tra Artemis e Oracle, tanto per concludere alla grande una pagliacciata cominciata già diverso tempo fa…

  2. Lasciategli la coppa !!! Che se ne facciano quello che vogliono !!! Si chiama Coppa America no ?? Xche` gli altri Stati del mondo si intestardiscono a volergliela portare via ??? Ma con tutte le belle regate gia` esitenti, xche` dobbiamo continuamente leggere di questi pagliacci ?? Xche` dico io,, non si fa` una bella Coppa del Mondo (escludendo gli americani, che han gia` la loro) ??? Gli inglesi, che notoriamente son gente piu` pratica, dopo Sir Lipton, che ha cercato in tutti i modi di riprenderla, ha gettato la spugna, capendo che non c`e` storia, le regole se lle fanno come servono a loro, e infatti noon ci riprovan piu`… prendiamo esempio !!!

  3. Il fallimento di questa coppa è sotto gli occhi di tutti, spero che, nonstante gli imbrogli “legalizzati” di Oracle, i geniali kiwi e i tenaci lunarossi sappiano strappare la coppa a chi non ha saputo gestirla con sapienza, lungimiranza e il dovuto rispetta a questo nobile trofeo

  4. Spero proprio che sia LR che ETNZL si ritirino da questa pagliacciata, che la LV cup non si faccia (come si inkazza LV che voleva uscire dalla coppa e che è stata convinta del contrario) e che tutto finisca in un teatrino dove si sa già il finale (dove magari Oracle pur di fare la CA venda un AC72 ad Artemis).
    Ci sono state delle cose positive in questa coppa america, l’idea delle World Series mi è sembrata ottima, farlo in contesti “emozionanti” e vicini alla gente altrettanto, ma barare (come gli americani hanno sempre fatto dai tempi di Conner nel 1988). Hanno speso una marea di soldi per rendere credibile una CA con i catamarani (che non lo è a mia opinione) per poi rovinare tutto sfruttando una tragedia per giustificare la loro disonestà.
    In fondo l’avevamo capito nel 2008 con l’innesco della crisi economica, per gli americani i soldi giustificano tutto!

    • Certo a 4 giorni dalla prima regata, questa situazione non è incoraggiante, più che una pagliacciata mi sembra un grande bluff!

  5. cambiare le regole del gioco è tipico degli americani. tutte le volte che hanno perso la coppa hanno cercato di riprendersela attaccandosi a qualsiasi virgola del regolamento.
    Ellison ha fatto di questa manifestazione una vera e propria pagliacciata….. valà che secondo coutts, l’ AC doveva attirare più imbarcazioni ed abbattere i costi!!!!!!
    A Roussel ma te c’hanno mai mandato??

  6. Tutti scrivono che Luna Rossa boicotta l’ America’s Cup…. ma cosa ha fatto Larry Hellison negli ultimi 6 anni… ha regatato tra le carte degli avvocati riducendola a REGATA LEGALE e adesso spara sentenze!!!!

    RESISTETE RAGAZZI !!!!

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