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San Francisco, USA- Era decisamente nervoso questa mattina, in una conferenza stampa di fuoco a San Francisco, il Race Director dell’America’s Cup Iain Murray. Murray ha esposto le sue ragioni sull’ormai celebre protesta che rischia di pregiudicare l’America’s Cup ancora prima del suo inizio. Lo ha fatto insistendo molto sulle misure di sicurezza, riportando email dello skipper di Emirates Team New Zealand Dean Barker, che invitavano a studiare modifiche ai timoni per favorire la stabilità. Ha motivato le sue raccomandazioni tecniche, condivise a suo dire al 22 maggio da tutti i team, e insistendo comunque sul fatto che tali 37 misure sono per la sicurezza “di tutti i team”. Murray appariva molto teso dal punto di vista umano e si è lasciato andare a un “Sono molto offeso, ETNZL e Luna Rossa starebbero traendo vantaggio dalla morte di Bart Simpson”, che ha lasciato tutti a bocca aperta…

iain Murray, con Peter Rusch di americascup.com, mostra gli apparati di sicurezza durante la conferenza stampa di questa mattina a San Francisci. Foto Tognozzi
iain Murray, con Peter Rusch di americascup.com, mostra gli apparati di sicurezza durante la conferenza stampa di questa mattina a San Francisci. Foto Tognozzi

La risposta diretta era a Max Sirena, che aveva detto due giorni fa che Oracle e Artemis stavano facendo “sciacallaggio” sulla scomparsa di Simpson. Murray ha motivato le sue scelte collegandole anche al permesso della US Coast Guard, “senza il quale non ci sarà alcuna regata con gli AC72 nella Baia di San Francisco” ma ha anche annunciato che Emirates Team New Zealand e Luna Rossa sono pronte a regatare e stanno rispettando le norme di sicurezza. Abbiamo chiesto conferma a Luna Rossa che, per bocca di Matteo Plazzi, ci ha confermato che “si stanno ultimando le operazioni di stazza, e che avremo il certificato di stazza regolare entro poche ore”.

La questione degli impennaggi dei timoni, regolabili per Oracle e fissi in ETNZL e Luna Rossa, è al centro della protesta presentata dai kiwi e dal team italiano, e che sarà discussa l’8 luglio. La Giuria Internazionale composta da 5 membri arriverà oggi a San Francisco, trovandosi subito a dover affrontare un caso senza precedenti nella storia dell’America’s Cup. Di fatto… possono le regole di stazza essere cambiate in corso d’opera, a pochi giorni dal via dell’evento più importante della vela? Questione non proprio secondaria, come il tremolio delle mani di Iain Murray in conferenza stampa rivela chiaramente. Murray risponde che in Emirates Team New Zealand hanno fatto un’ottimo lavoro e che le prestazioni raggiunte sono al top, non riuscendo a spiegare bene perché per loro la navigazione in sicurezza sia un fatto anche nel rispetto delle regole di stazza iniziali. Murray ammette che ETNZL ha raggiunto prestazioni nel rispetto delle regole, non accorgendosi di aver usato la parola “prestazioni” al posto di “sicurezza”. E in caso di esito sfavorevole per lui della protesta, pensa a dimissioni? “Non credo proprio”, dice, “io sono in questo ruolo per il bene dei team e nominato dai team su proposta di Paul Cayard”

Murray passa poi a mostrare le misure di sicurezza ideate dopo la morte di Simpson, con un “appello” elettronico dei velisti a bordo in caso di scuffia, luci stroboscopiche e altri device si origine militare. Si noti anche che Murray ha ancora una volta legato i 37 punti, nel suo complesso, al permesso della US Coast Guard sulla possibilità o meno di regatare nella Baia di San Francisco.

Questi alcuni estratti dalle dichiarazioni di Iain Murray:

Sugli eventi seguiti all’incidente ad Artemis: “E’ molto difficile capire cosa è successo dopo ciò che è accaduto il 9 maggio scorso, con l’incidente ad Artemis. Dopo quei fatti si è creata l’esigenza di riesaminare in tempi brevi, vista l’imminenza delle regate, ciò che sarebbe accaduto nella Baia di San Francisco, per la sicurezza dei velisti, dei team, degli spettatori e di tutte le persone coinvolte nell’organizzazione. Ciò dopo i due maggiori incidenti avvenuti nella Baia di san Francisco, uno dei quali si è risolto nella morte di un velista”.

Sulle dichiarazioni di “sciacallaggio” di Max Sirena (Luna Rossa): “Devo dire che la persona più “appassionata” nei confronti della situazione che si è creata è stata Max Sirena e il linguaggio uscito da Luna Rossa, di cui oggi siamo venuti a conoscenza, è incredibile”.

Sulla questione dei cambi alle regole di stazza ai timoni: “Credo che il problema maggiore che abbiamo sia quello della percezione che si ha all’esterno di quanto stia succedendo. Si percepisce dall’estermo che si stia creando un vantaggio di prestazione per un team, che è Oracle Team USA, il quale però non deve presentare la sua barca fino a settembre. Come è sempre stato nella storia dell’AC per il defender. Loro hanno le risorse e le capacità per sviluppare qualcosa di meglio nelle prossime settimane. Sfortunatamente, dopo un evento tragico come la morte di un velista, raccomandazioni di sicurezza sono state messe insieme e accettate da tutti team il 22 maggio scorso e adesso, per ragioni personali di performance, sono ora rigettate da alcuni team”.

Sul permesso della US Coast Guard: “Siete obbligati a informare immediatamente la US Coast Guard se le circostanze richiederanno un cambiamento a ogni componente dei vostri piani di sicurezza allo scopo di assicurare la sicurezza generale del vostro evento, citando la email della US Coast Guard”. Il fatto di avere tale permesso è decisivo sulla possibilità o meno di regatare in questa Baia.

Un nostro video dei preparativi della viglia dell’Opening ceremony, prevista per le 15 ora locale del 4 luglio (le 24 in Italia), e il punto sulla protesta:

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