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San Francisco, USA- Saranno velocissimi, ipertecnologici ma anche di una noia tremenda se non c’è lotta ravvicinata. Che dire? Una volta che li vedi navigare a 42 nodi resti a bocca aperta, la seconda ti emozioni, la terza ti abitui e la quarta non ci fai più caso. Così è stata la regata di oggi tra Emirates Team New Zealand e Luna Rossa, la prima in assoluto tra due AC72 e il vero esordio agonistico della Louis Vuitton Cup. L’hanno stravinta i kiwi, lasciando indietro di 5 minuti e 23 secondi Luna Rossa, un’eternità già con i vecchi ACC5 figuriamoci con barche che toccano i 42 nodi in poppa e i 22 in bolina. Barker e compagni hanno fatto tutto meglio, sin dalla partenza, in cui hanno controllato da sottovento Luna Rossa impedendole di puggiare, in una manovra che già decisiva con i monoscafi nei cat arriva a non lasciare alcuna chance a chi è sopravvento “intrappolato”. Unica possibilità, aspettare che il cat sottovento puggi e si lanci in velocità al traverso e seguirlo. E’ quello che ha fatto Aotearoa, l’AC72 neozelandese, tagliando la linea d’arrivo a 39 nodi e schizzando subito a 41 nel primo traverso, con Luna Rossa che inseguiva a 38 nodi. Velocità pazzesca, ma di un vuoto desolante se il tuo avversario ne fa 42. Semplicemente non c’è regata e non resta che attendere un errore dell’altro.

NZL stoppa LR da sottovento nel prepartenza della regata di oggi. Foto Martin Raget
NZL stoppa LR da sottovento nel prepartenza della regata di oggi. Foto Martin Raget

E di errori oggi i neozelandesi non ne hanno fatti, così semplicemente. Hanno puggiato bene, sono decollati in foiling, hanno strambato senza toccare l’acqua più di una volta, hanno bordeggiato perfettamente nei 18-19 nodi di vento interpretando al meglio anche la corrente che imbiancava l’acqua della Baia avvolgendo Alcatraz. Alla fine Luna Rossa è andata accumulando il suo svantaggio in modo costante, rimediando anche una penalità per essere uscita dai confini virtuali del campo di regata, fino ai 5 minuti e 23 secondi finali. Per la cronaca ciò le è costato anche un DNF negli annali, visto che il tempo limite dopo l’arrivo del primo è fissato in 5 minuti.

Non cambia nulla, certo, ed è naturale che Luna Rossa non possa che migliorare nel mese che rimane prima dell’inizio della finale della Louis Vuitton Cup, unica regata che possa avere un senso in una selezione degli sfidanti che mai come questa volta è priva di attrattive. E ci auguriamo che lo faccia, sia per assistere in agosto a sfide appasionanti sia per preparare al meglio gli amici kiwi in vista della finale contro Oracle.

NZL e Luna Rossa nel tarverso iniziale
NZL e Luna Rossa nel tarverso iniziale. Foto Martin Raget

Max Sirena, lo skipper italiano, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: “Ci dò un sei meno, puntavamo a finire la regata entro un lato di distacco e ce l’abbiamo fatta”. Per la penalità dice che “L’uscita dal campo era un rischio calcolato, nel senso che provavamo il limite”. Sulla partenza, in cui Dean Barker ka bloccato Chris Draper da sottovento, risponde che “In quella situazione non riuscivamo a puggiare e quindi non ci abbiamo neanche provato aspettando che loro si lanciassero per seguirli”. Lo skipper di ETNZL Dean Barker ha detto che “C’era un ottimo seguito di pubblico oggi ed è piacevole essere sul campo di regata in due. Ti posizioni in modo diverso e non può che farti migliorare”.

La prima regata ufficiale della Louis Vuitton Cup è stata decisamente noiosa, 43 minuti e 52 secondi di show kiwi (un minuto meglio di race 2 soitaria e due minuti meglio di race 1), che hanno fatto segnare una velocità massima di 42,33 nodi contro i 39,95 registrati da Luna Rossa. NZL è sembrata anche mediamente più veloce in bolina e capace di puggiare qualche grado in più a parità di vento nel foiling in poppa. “I margini di miglioramento sono enormi”, ha detto Sirena. Il timonere Draper ha detto che “in partenza alla fine abbiamo perso dieci secondi ma loro alla fine ci hanno dato cinque minuti, non è stata così decisiva. Le maggiori differenze le abbiamo viste nel boathandling e nella bolina ma sono coste rimediabili e nulla che non sapessimo già e che non possiamo risolvere. Alla fine è andata più o meno come ci aspettavano, forse un pelo peggio”.

Così è andata, ma la folla che oggi seguiva la regata da terra o in diretta streaming, dopo aver sussultato alla prima vista degli AC72 che volano sull’acqua a 40 nodi, inizia a domandarsi dove sia andato a finire quello spettacolo di due barche che lottavano sull’acqua metro per metro e a stretto contatto. Tra 35 e 40 nodi c’è una voragine di differenza, se moltiplicato su 16 miglia di percorso diventa un abisso. Per cui auguriamoci che Luna Rossa riesca a sviluppare la sua velocità nelle prossime settimane per dare un senso a questa Louis Vuitton Cup. Emirates Team New Zealand sembra, a oggi, sempre più un challenger of record durissimo per il defender Oracle.

Il replay della regata:

La gallery della regata (by Gianluca Di Fazio/Farevelanet)

16 COMMENTS

  1. Fantastico report. Perchè non fate uno special tecnico sulla differenza tra la prima e seconda barca di ETNZ e LR?

  2. Fantastico report. Perchè non fate uno special tecnico-costruttivo sulla differenza tra la prima e seconda barca di ETNZ e LR?

  3. Fantastico report. Perchè non fate uno special tecnico-costruttivo sulla differenza tra la prima e seconda barca di ETNZ e LR?

  4. 40 nodi di noia, praticamente la terza regata di TNZ in solitario, tecnicamente troppo superiori a LR, un controllo in prepartenza e poi il vuoto.
    E probabilmente andremo avanti cosi’ per tutto luglio, alla faccia dello spettacolo sbandierato da Russel Coutts!!!

  5. Non avrei mai pensato di associare il termine noia ad un match race tra catamarani con queste caratteristiche, ma se questi sono i valori dimostrati prevedo LV come allenamenti cronometrati.

  6. Non avrei mai pensato di associare il termine noia ad un match race tra catamarani con queste caratteristiche, ma se questi sono i valori dimostrati, prevedo LV come allenamenti cronometrati.

  7. il modello è la formula 1, teatro della noia da piu di ventanni. Obiettivo centrato…. per aggiungere un po di suspance si inventeranno la safety boat e i pit stop… Molto piu avvincente Viacava Gorla nei dinghy.
    buon vento a tutti

    • Ciao Raffaele, siamo d’accordo con te. Per adesso è noia, anche se abbiamo la sensazione che a settembre NZL vs ORA farà scintille

  8. ma adesso si scopre che il match race non e’ delle barche veloci!?! e in piu’ considerando quanto si rischia grosso si guarderanno bene dal fare degli incroci e degli ingaggi degni di tale nome…

  9. L’unico spettacolo avvincente è stato quello della partenza. Poi è stata una lotta con gli occhi che si chiudevano…

  10. Rimpiango il Match Race, quello vero dei monoscafi, rimpiango quando le sfide erano di una nazione (barca ed equipaggio della stessa nazionalità), hanno liberalizzato tutto in nome della spettacolarità ed oggi ci troviamo di fronte proprio ad un brutto spettacolo.
    Sarò nostalgica, ma era meglio 10 anni fa…

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