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Aggiornamento ore 22:45- Luna Rossa ha regatato da sola concludendo in 43′ 06″ sul percorso di 12 miglia andando così a prendersi il secondo punto della Louis Vuitton Cup che non c’è (almeno fino alla finale di fine agosto). Si è trattato della giornata con meno vento sin’ora a San Francisco, con intensità tra i 9 e i 12 nodi. Luna Rossa ha navigato in bolina intorno ai 16 nodi e in poppa sui 22-24. Punta massima a 26,37 nodi.

Luna Rossa nella regata di oggi
Luna Rossa nella regata di oggi

La Gallery di Gianluca Di Fazio:

San Francisco, USA- Dopo la batosta nella regata d’esordio contro ETNZL (un po’ attesa, per la verità, visto il differente stato della campagna dei due team), Luna Rossa torna in acqua oggi (questa sera alle 21:15 ora italiana) per una nuova regata “solitaria” contro il fantasma di Artemis Racing.

Questa volta la regata solitaria non sarà trasmessa live su YouTube, ma potrà essere seguita sull’ America’s Cup app e sul Virtual Eye.

La prestazione di Luna Rossa, che ricordiamo è stata battuta sabato sera di 5′ 23″ da Team New Zealand, è stata analizzata dal team di Max Sirena e dagli osservatori, che hanno evidenziato come tecnicamente, al di là delle velocità di punta simili, sia stata la capacità di orzare di un paio di gradi in più di bolina e di puggiare maggiormente in poppa a portare a una differenza finale davvero enorme per dei multiscafi che viaggiano a velocità tra i 30 e i 40 nodi. Si è notato anche quella che pare una differente centratura tra i due AC72 e un “boathandling” che è sembrato superiore da parte kiwi quando il vento ha sfiorato i 20 nodi. INteressante anche le diverse scelte per limitare il drag, la resistenza aerodinamica quando la barca è completamente sollevata sull’acqua. Ricordiamo che la prossima regata tra ETNZL e LR è in programma per domenica 21 luglio.

Luna Rossa. Foto Di Fazio
Luna Rossa. Foto Di Fazio

L’America’s Cup pare ormai avviata a vivere stancamente un’estate di attesa della finale di Louis Vuitton Cup (17-30 agosto) e soprattutto della sfida (7-21 settembre) tra Oracle e un challenger che, a oggi, non può che essere ETNZL. La Louis Vuitton è ormai un flop sotto gli occhi di tutti, anche quelli della fashion house parigina che si starebbe “pentendo” dell’investimento. Si vive in attesa del match di settembre, che promette di essere assai combattuto, a patto che il defender e il challenger abbiano prestazioni simili, altrimenti dei 43 nodi di velocità faremmo volentieri a meno, pur di vedere un ingaggio serrato o una battaglia di virate. La velocità fine a se stessa non offre spettacolo, o meglio lo genera solo per quei pochi secondi in cui ti vedi sfrecciare davanti agli occhi, sia dal vivo sia su uno schermo del PC, un oggetto avveniristico che supera i 40 nodi sollevato sull’acqua. In quel caso è meraviglia, che poi in breve diventa assuefazione fino a sfociare nella noia. Non ci sono più issate o ammainate di vele, visto che il vento apparente sempre a prua esclude l’uso di vele piatte tipo code zero o simili, a meno che non si sia sotto i 9 nodi. Si va dritti volando, rimbalzando ogni 60-70 secondi tra virate e strambate costrette dai limiti del campo di regata. Pare un videogioco impazzito, un po’ come la vecchia pallina che rimbalzava sullo schermo di fine Anni Ottanta.

Certo, l’insieme dinamico dell’equilibrio degli AC72 che volano sull’acqua è tecnicamente esaltante, ma se non c’è battaglia e di un po’ di velocità, diciamolo francamente, ne faremmo volentieri a meno. Basterebbero 20-25 nodi per sobbalzare sulla sedia, purché i due contendenti stiano vicini. Unico aspetto a favore del nuovo formato pare essere la vicinanza del campo di regata alla città e al pubblico, per il resto… non resta che tifare kiwi.

Chris Draper al timone, Francesco Bruni al suo fianco, Max Sirena in primo piano urante la regata di oggi a SF
Chris Draper al timone, Francesco Bruni al suo fianco, Max Sirena in primo piano urante la regata di oggi a SF

Ovviamente il progresso non si ferma e i foil sembrano destinati sempre più a far parte della vela. In dimensione AC72, però, si è decisamente esagerato, come ormai sottolinetato da più osservatori. Un salto nel vuoto in anticipo di almeno due lustri sulla capacità ricettiva del mondo velico. Se poi lo scopo era quello di cercare lo spettacolo con le scuffie, non si era capito che ribaltarsi con un AC72 equivale alla fine di una campagna, senza parlare dei rischi a cui, come purtroppo si è visto nel caso di Andrew Simpson, sono sottoposti i velisti. Quanto più si vola, tanto più si è sicuri. Al momento a farlo meglio di tutti sono i geniali kiwi, ma vedremo cosa sarà capace di sviluppare nel prossimo mese Luna Rossa e soprattutto dove riuscirà ad arrivare il defender Oracle nei suoi test con due barche nella Baia.

Sullo stato dell’AC, segnaliamo questo ottimo articolo del giornalista inglese Stuart Alexander per l’Indipendent.

5 COMMENTS

  1. per il resto… non resta che tifare kiwi.
    E perché mai? Credete veramente che i neozelandesi siano i paladini della vela?

    • Ciao Roberto, no tutt’altro, visto che la lobby neozelandese è dovunque nella vela. Per tifare kiwi intendiamo che questa testata si augura che ETNZL strappi la Coppa a Oracle per poi riportarla a qualcosa di più accessibile, un grande evento con nuove barche monoscafo plananti e una decina di team in regata. Fermo restando che l’evoluzione tecnica non si ferma e la Coppa resta comunque il punto più alto della vela per portata e interessi coinvolti. La cosa è stata ammessa anche da Max Sirena e Patrizio Bertelli, che hanno detto che alla fine lo scopo principale di questa campagna è togliere la Coppa agli americani. Un saluto

      • completamente d’accordo con te Michele. Trovo interessante e intelligente anche la riflessione sulla velocità, con la quale dimostri che in fondo non serve a nulla! In effetti anche le Formula 1 sono velocissime ma lo percepisci solo nei camera car… Fa molta più impressione una barca dislocante di bolina con mare formato e mille spruzzi, che la scia da aliscafo in acqua piatta di questi AC72. Tifo ETNZ per la Coppa America, ma spero che Luna Rossa ne esca a testa alta perché Bertelli e i suoi ragazzi se lo meritano. Una cosa è certa, se ETNZ vince, Prada sarà Challenger of Records e possiamo immaginare tranquillamente degli Acts in Italia, presumibilmente in Sicilia. Sarebbe la rinascita della Coppa, e ci meritiamo di vederla dopo aver vissuto in questi anni il suo punto massimo e la sua morte (o quasi…).

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