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Le Havre, Francia- (Mauro Giuffrè) La Transat Jacques Vabre cambia rotta e quest’anno, con partenza il 3 novembre da Le Havre, la classica della course au large in Atlantico torna in Brasile: la flotta double handed di IMOCA 60, MOD 70, Multi 50 e Class 40, arriverà infatti a Itajai, per un totale di 5.395 miglia. Città già scelta come sede di arrivo della tappa da Capo Horn per la Volvo Ocean Race 2011-2012 e 2014-2015.

Sono tanti i motivi di interesse verso questa regata a cominciare da un’entry list di livello altissimo. Scorrendo gli inscritti tra gli IMOCA 60 sembra di leggere la linea di partenza del Vendée Globe 2012-2013: ci sarà infatti il vincitore del Globe, François Gabart con la sua Macif, in coppia con il suo mentore, il “professore” Michel Desjoyeaux per giocare il ruolo di favoriti. Dovranno vedersela con PRB di Vincent Riou e con Cheminées Poujoulat di Bernard Stamm. La flotta degli IMOCA è completata da Tanguy De La Motte con Initiative Coeur, Marc Guillemot su Safran, Jérémie Beyou su Maitre Coq. Potrebbe aggiungersi a questa lista anche Alessandro Di Benedetto su Team Plastique, anche se la barca non risulta ancora tra le iscritte.

 

Il Class 40 Fantastica
Il Class 40 Fantastica

Sono al momento tre i MOD 70 che figurano tra i partenti: Edmond De Rothschild con skipper Sebastien Josse, Oman Air con Sidney Gavignet, Virbac Paprec con Jean Pierre Dick. Tra i Multi 50 troviamo invece Arkema di Roucayrol-Riffet, Maitre Jacques di Fequet-Escoffier e Vers Une Monde Sans Sida di Nigon-Villneuve.

Ben 19 al momento gli iscritti tra i Class 40, e anche qui il livello sembra essere molto alto, con nomi come Sam Goodchild, Brian Thompson, Sebastien Audigane, solo per citarne alcuni. Con grande piacere troviamo in partenza anche il nuovo Class 40 italiano Fantastica, varato nel maggio 2013, che avrà a bordo la coppia Stefano Raspadori – Pietro D’Alì. Non risulta ancora tra gli iscritti, ma dovrebbe essere in partenza, anche Gaetano Mura su Bet 1128.

La Transat Jacques Vabre si corre ogni due anni, e l’edizione 2011 è stata particolarmente dura, con 15 ritiri nella prima settimana di regata su 35 partecipanti. Tra le barche che hanno tagliato il traguardo di Puerto Limon in Costarica, al nono posto tra i Class 40, c’era Hip Eco Blue della coppia Andrea Fantini-Tommaso Stella, unici italiani in regata. Abbiamo sentito il giovane skipper ferrarese Andrea Fantini per chiedergli un’opinione sulle difficoltà tecniche della regata, con attenzione alla nuova rotta, alla gestione della barca e alla composizione della flotta 2013:

Andrea Fantini: “La Transat Jacques Vabre, o Rotta del Caffe’, è una regata mitica, una di quelle regate di cui da bambino leggi i racconti sui vari libri dei navigatori solitari, e sogni.. gente del calibro di Tabarly, della Mc Arthur, di Desjoyeaux, del nostro stesso Soldini, hanno preso parte a questa traversata atlantica che vede la flotta partire dalle coste francesi della Manica, e in particolare da Le Havre, per arrivare in una delle cosiddette destinazioni del caffe’, come lo sono state Bahia (Brasile), Cartagena (Colombia), Puerto Limon (Costarica), o, Itajai, quest’anno, di nuovo in Brasile.
Per quanto riguarda la situazione metereologica che incontreranno gli skipper in gara, sarà piuttosto differente rispetto a quella che abbiamo incontrato io e Tommaso due anni fa. Nel 2011 il nostro arrivo era Puerto Limon, in Costarica, per cui la rotta piu’ breve passava a nord delle Azzorre contornando l’anticiclone, andando quindi incontro al susseguirsi di depressioni con il classico schema: forti venti da SW, passaggio del fronte freddo, rotazione del vento (forte) a NW e così via. Condizioni piuttosto dure e bagnate quindi:  ben 8 Class 40 hanno abbandonato la regata causa rotture. C’è stato chi invece come noi è sceso un po’ più a sud per evitare le due depressioni più brutte e preservare la barca, per poi risalire e beccarsi 24 ore di bonaccia nell’anticiclone, e proseguire, terminando la regata con la barca intatta.

Quest’anno l’arrivo sarà in Brasile, a itajai: la rotta diretta e più breve passerà quindi a sud delle Azzorre. Dopo l’uscita dalla Manica e l’attraversamento di Biscaglia, in novembre è piuttosto rognoso, con un’elevata probabilità gli skipper contorneranno l’Anticiclone da sud, con una prevalenza di venti portanti, per poi affrontare l’Equatore, con le sue temute bonacce e temporali violenti. Passati infine nell’emisfero sud incontreranno una prevalenza di venti da SE dati dall’Anticiclone di Sant’Elena, che li porterà all’arrivo in Brasile.

Questa regata è particolarmente ambita e frequentata perché rappresenta una tappa imprescindibile dei vari progetti degli skipper che puntano a future regate oceaniche in solitario, come la Route du Rhum 2014, o ancora, per gli Imoca, il vendee Globe 2016, e questo principalmente per diversi motivi: la regata è in doppio, dunque consente allo skipper di sfruttare al massimo il potenziale dell’imbarcazione, e di conseguenza conoscerne i limiti. Essendo in due sulla barca si ha la possibilità di gestire al meglio le energie, c’è tempo per riposare di piu’ e recuperare le forze, cosa che ti consente di “tirare” al massimo in ogni condizione. Le manovre in due ti permettono inoltre di stressare meno i materiali e diminuirne l’usura.

Un ulteriore motivo di interesse verso la regata è la grande visibilità e il ritorno mediatico di cui gode la Transat Jacques Vabre. Per un’azienda, come fanno quelle francesi, essere presente alla partenza di una regata di tale calibro da grande visibilità: il villaggio per una settimana viene preso d’assalto da migliaia e migliaia di spettatori, giornalisti, radio e tv, ma si tratta solo di un piccola parte del ritorno mediatico. Un messaggio che ci auguriamo possa arrivare anche in Italia. Nell’edizione 2011 io e Tommaso Stella eravamo gli unici due italiani di tutta la flotta. Quest’anno alla partenza da Le Havre gli Italiani potrebbero essere di più: Pietro d’Alì in coppia con Stefano Raspadori sul nuovo Class 40 “Fantastica” (Verdier) varato in maggio a Marina di Ravenna al cantiere Orioli; probabilmente ci sarà anche Gaetano Mura su un altro Class 40, costruito dal mitico Bert Mauri, protagonista di un’ottima Les Sables Horta Les Sables, e infine Alessandro Di Benedetto sull’Imoca 60 Team Plastique, su cui ha portato a termine il vendee Globe 2012-2013″.

http://www.transat-jacques-vabre.com/

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