SHARE

San Francisco, USA- Gli inarrestabili kiwi ottengono l’ottavo punto del round robin concludendo la regata solitaria su percorso ridotto contro il fantasma di Artemis in 30′ 59″. Al timone oggi c’era il campionissimo di multiscafi Glenn Ashby, a cui lo skipper Dean Barker ha lasciato l’incombenza in una evidente preparazione per ogni scenario per le finali di settembre.

New Zealand nella regata di oggi. Foto Martin Raget
New Zealand nella regata di oggi. Foto Martin Raget

Domani sera (ore 21:15 in Italia, le 12:15 a SF) è in programma l’ultima sfida del round robin tra ETNZL e Luna Rossa, con il team Prada che farà di tutto per ridurre lo svantaggio dai kiwi. La batosta delle prime tre regate è stata notevole, inutile negarlo, con i neozelandesi apparsi più veloci mediamente (anche se non nelle velocità di punta), più in controllo del mezzo e più agili e sicuri in manovra. Le voci da San Francisco parlano di un team alla ricerca di convinzione, con alcuni aggiornamenti tecnici in agenda (leggi nuove derive, che potrebbero essere testate in vista della semifinale contro Artemis) e un Patrizio Bertelli preoccupato per quanto si è visto in questo inizio di Louis Vuitton Cup.

La forza di NZL è apparsa anche oggi. Dalla Baia giungono voci di un progresso costante, che a oggi rende i kiwi favoriti per la conquista dell’America’s Cup. Pare che sia stata sviluppata anche una notevole velocità in bolina con vento leggero sotto gli 8 nodi (uno dei teorici vantaggi che si attribuivano a Oracle per settembre, mese in cui le medie di vento sono inferiori). E’ dei giorni scorsi un’uscita mattutina con vela di prua ultrapiatta, che avrebbe consentito velocità in bolina sorprendenti e al momento irrangiungibili dagli altri team.

E’ il sistema “kiwi” a essere vincente. Qualità, lavoro e creatività, spirito di gruppo senza primedonne. Lo stesso Russell Coutts fa ormai dirette ammissioni della forza dei suoi connazionali. La sfida di settembre sarà senza dubbio spettacolare. Almeno questo per salvare la Coppa da un naufragio ormai sotto gli occhi di tutti. Oggi anche il New York Times ha pubblicato un caustico e documentato aticolo in cui ripercorre il fallimento del progetto Ellison/Coutts e del suo portavoce Tom Ehman. Chiaramente un settembre con una sfida appassionante ed equilibrata è condizione indispensabile per dare almeno un senso a quello che resta il maggior evento velico al mondo. Si è ormai visto come un match con gli AC72 sia godibile solo grazie all’equilibrio, non alla velocità assoluta che di per sè non dice nulla se non un’iniziale meraviglia destinata presto a trasformarsi in assuefazione e poi noia. Perchè se uno fa 36 nodi e l’altro 39 semplicemente non solo non c’è alcuno spettacolo ma ci si addromenta davanti allo schermo.

www.americascup.com

2 COMMENTS

    • Da quello che si capisce al momento, se vince Oracle si andrà verso un cat ad ali rigide sui 55 piedi. Se vince ETNZL verso un monoscafo planante sui 65/70 piedi, ciao

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here