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San Francisco, USA-Emirates Team New Zealand è lo sfidante ufficiale alla 34th America’s Cup. Il settimo e decisivo punto del 7-1 a Luna Rossa è arrivato in una surreale giornata di nebbia nella Baia di San Francisco, con vento tra i 10 e i 14 nodi che ha portato  a un inedito dial up in partenza (persa al solito da Chris Draper) e al parziale uso del code zero in poppa, con i due AC72 che spesso neanche si vedevano.

NZL nella regata finale.- Foto Martin Raget
NZL nella regata finale.- Foto Martin Raget

I kiwi vincono la Louis Vuitton Cup più noiosa della storia e ora si candidano al ruolo di speranza di chi considera ancora la Coppa America come un grande evento sportivo, tecnoclogico, storico ed economico. La finale contro Oracle Team USA inizierà il 7 settembre e sarà al meglio delle nove vittorie. Anche oggi i kiwi non hanno sbagliato nulla, scappando sin dalla partenza, in cui Draper ha chiaramente sbagliato il time-distance dalla linea. Vedere i volti ormai rassegnati di Bruni e compagni, sconfitti dalla maggiore velocità kiwi accentuata ancora di più dal vento leggero di oggi, lasciava un po’ di rammarico. Forze un po’ di cattiveria in più in partenza sarebbe stata utile, anche se il risultato finale non sarebbe cambiato. Come già per i round robin, Luna Rossa, unico team al mondo, ha dovuto regatare con il miglior team al mondo.

Si festeggia con lo champagne a bordo di NZL
Si festeggia con lo champagne a bordo di NZL

Lo skipper di Luna Rossa Max Sirena ha dichiarato appena finita la regata: ” Abbiamo iniziato tardi e siamo molto orgogliosi di quanto abbiamo ottenuto. Chiaramente noi vogliamo vincere le regate che facciamo ma i kiwi sono fortissimi e meritano il loro risultato. Abbiamo imparato molto e torneremo più forti. Credo che nessuno si sarebbe aspettato un anno e mezzo fa che saremmo arrivati per la terza volta alla finale della Louis Vuitton Cup. So che in Italia ci sono alcuni delusi e qualcuno magari sarà anche arrabbiato con me, ma il team ha fatto un lavoro enorme e veramente non abbiamo lasciato nulla di intentato, non posso neanche spiegare all’esterno la quantità di lavoro che è stata fatta. Sono fiero di questo gruppo e torneremo la prossima volta nella Coppa per provare a vincerla”.

Un grazie a Luna Rossa è dovuto che questo team ha strapazzato Artemis nella semifinale per 4 a 0, un team che aveva, dobbiamo ricordarlo, un budget doppio rispetto a Luna Rossa Challenge e aveva iniziato 18 mesi prima degli italiani. Anche in una Louis Vuitton Cup azzoppata come questa, Luna Rossa ha mostrato ancora una volta di essere parte di un’Italia che si impegna e rischia, che si mette in gioco e vuol far bene. Vi sono errori da rimediare (la delusione Draper al timone prima di tutte) e Patrizio Bertelli avrà preso nota di quanto necessario, compreso un po’ di talento in più (alla Xabi Fernandez per capirci) a bordo. Dal 4 a 1 per i kiwi, ogni singola partenza è stata pressoché regalata ai neozelandesi, che certo non ne avevano bisogno. Ma, lo ripetiamo, Luna Rossa alla finale di LVC è arrivata per la terza volta e questa stessa regata, a differenza dell’attuale defender Oracle Racing che non l’ha mai posseduta, l’ha vinta nel 2000. E questo è un merito che resta nella storia della Coppa, di cui Luna Rossa è parte fondamentale. Luna Rossa ha portato avanti una campagna con una sola barca, partendo in ritardo ed è arrivata alla finale di LVC. Artemis e il suo skipper Paul Cayard sono naufragati ben prima.

La campagna di Bertelli proseguirà, tutti ci auguriamo con il ruolo di challenger of record che arriverà in caso di vittoria kiwi della Coppa. Per scoprirlo è il momento ora di sostenere Emirates Team New Zealand nel suo assalto finale a un Oracle che sarà comunque fortissimo. Tutta la vela si augura che riescano nell’impresa.

Max Sirena appena dopo la regata
Max Sirena appena dopo la regata

America’s Cup Schedule (best-of-17 series)

  • Saturday, Sept. 7: Race 1 (1:10 pm PT), Race 2 (2:10 pm PT)
  • Sunday, Sept. 8: Race 3 (1:10 pm PT), Race 4 (2:10 pm PT)
  • Tuesday, Sept. 10: Race 5 (1:10 pm PT), Race 6 (2:10 pm PT)
  • Thursday, Sept. 12: Race 7 (1:10 pm PT), Race 8 (2:10 pm PT)
  • Saturday, Sept. 14: Race 9 (1:10 pm PT), Race 10* (2:10 pm PT)
    (* If necessary)

 

Appuntamento decisivo questa sera con l’ottava regata della finale della Louis Vuitton Cup. Se Luna Rossa riuscirà a vincerla (ma per farlo occorrerà mettere dietro i kiwi sin dalla partenza, che dovrà necessariamente essere aggressiva) si proseguirà con race 9. In caso contrario, Emirates Team New Zealand vincerà la Louis Vuitton Cup per la terza volta nella sua storia (dopo il 1995 e 2007) e diventerà quindi lo sfidante ufficiale alla 34th America’s Cup.

Segui qui, dalle ore 22 italiane (partenza alle 22:10), la diretta streaming di race 8 e dell’eventuale race 9:

NZL precede LR in race 7. Foto Borlenghi
NZL precede LR in race 7. Foto Borlenghi

La gallery di Carlo Borlenghi sulla Regata 7 di ieri:

Caso Oracle AC45, udienza rinviata al 29 agosto e nuove prove delle manomissioni agli AC45 del defender?

Per quanto riguarda la protesta contro Oracle Team USA, per il caso AC45 regola 69, la Giuria Internazionale ha fatto sapere che la data dell’udienza sulla Regola 60 del protocollo dell’AC (pregiudizio dell’immagine della Coppa) è stata spostata dal 26 al 29 agosto. Ciò per l’impossibilità a essere presente nella data originale di un consulente legale di Oracle Team USA. Ricordiamo che l’udienza segreta sulla Regola 69 (grave condotta antisportiva) si svolgerà in precedenza.

http://noticeboard.americascup.com/wp-content/uploads/2011/08/JN107.pdf

Da un altro report degli stazzatori, reso noto ieri, si evidenzierebbero altre modifiche non autorizzate ai “Kingpost” (i puntoni dei bompressi) degli AC45 4 e 5 di Oracle Racing. Si tratta della profondità interna (di quasi 6 centimentri) e della diversa lunghezza rispetto a quelli standard degli AC45 monotipo. Tali ulteriori contestazioni degli stazzatori saranno aggiunte a quelle già esistenti nell’udienza del 29 agosto. La posizione di Oracle si fa quindi sempre più difficile visto che le ACWS e l’AC sono considerate da protocollo come un unico evento.

La diversa profondità dei kingpost degli AC45 di Oracle (a destra) e standard (a sinistra)
La diversa profondità dei kingpost degli AC45 di Oracle (a destra) e standard (a sinistra)

Il link al report degli stazzatori:

http://noticeboard.americascup.com/wp-content/uploads/2011/08/KingpostReport240813.pdf

L’ordine della Giuria, che comprende le nuove evidenze nell’udienza del 29 agosto, ore 10:

http://noticeboard.americascup.com/wp-content/uploads/2011/08/JN112.pdf

9 COMMENTS

  1. Complimenti per la sequenza di mostruosita’ di questo articolo, passi per le dichiarazioni di Max Sirena, che altro doveva dire ? Orgolgliosi di essere arrivati per la terza volta alla finale della LVC ???? Ma vogliamo scherzare?? Scrivete “Un grazie a Luna Rossa è dovuto che questo team ha strapazzato Artemis nella semifinale per 4 a 0”, ma come puo’ un giornalista fare queste affermazioni dopo quello che e’ successo ad ARTEMIS!!!! Le altre due SI erano vere finali non paragonabili a questa.
    Ma Luna Rossa credeva davvero di poter battere ETNZ ma non diciamo fesserie!!! Avevano il progetto di prima generazione e anche con a bordo “Eolo” non avrebbero potuto fare nulla conto i neozelandesi. Per cortesia ricordiamoci della vera “Silver Bullet”.
    Bertelli e’ entrato in Coppa a giochi iniziati (questa coppa non la voleva fare, e da bravo toscano e uomo di affari avra’ “negoziato” sicuramente la sua pertecipazione) consapevole di essere lo “sparring partner” di ETNZ per portarlo alla finale contro ORACLE.(in caso di vittoria dei neozelandesi e’ gia’ il dichiarato Challenger of Record).
    L’ unico che puo’ e deve recriminare e’ Paul Cayard che nella gestione Artemis ha sbagliato tutto ma proprio tutto fin dall’ inizio.
    Gli elogi a LR gratuiti si fanno al Bar dello Sport non su testate specializzate.
    Aspettando la vera LR alla prossima edizione della America’s Cup

    • Buongiorno Bruno, scusi ma quale sarebbe la sequenza di mostruosita’? Dove ha letto che LR poteva battere NZL? Noi non lo abbiamo mai scritto ne’ Bertelli e Sirena lo hanno mai dichiarato, affermando invece piu’ volte che questa Coppa serviva per fare esperienza per la prossima e per contribuire a battere Oracle, “allenando” ETNZL il piu’ possibile. In caso di vittoria kiwi, LR sarebbe il prossimo challenger of record e con i neozelandesi contribuirebbe a riportare la Coppa America a una dimensione piu’ vera. Staremo a vedere cosa succedera’ ma tali dichiarazioni noi, come nostro dovere, abbiamo riportato piu’ volte.
      Su Artemis, ci scusi, ma il team svedese aveva il doppio del budget e ha iniziato 18 mesi prima di LR. Se non ha raggiunto risultati pari a quelli dei meozelandesi e’ solo colpa sua e delle sue errate scelte progettuali. Tali scelte, si badi bene, sono state anche la causa del catastrofico e tragico incidente del 9 maggio scorso, incidente di cui tra l’altro Oracle ha cercato di approfittarsi per modificar regole a suo vantaggio, cosa che solo l’autonomia della Giuria ha scongiurato. Il fatto che LR abbia battuto Artemis va a merito del team italiano e a demerito di Cayard, o no?
      Abbiamo scritto esattamente cio’ che dice giustamente lei, ovvero che LR non aveva alcuna chance di battere i kiwi, tutti lo sapevano. Abbiamo scritto che ci sarebbe piaciuto vedere, almeno nelle ultime 4 regate, partenze meno passive e in questo senso Chris Draper ci e’ sembrato un punto debole quando si ha a bordo un match racer puro come Francesco Bruni. Alla fine avrebbe vinto comunque NZL ma qualche bell’incrocio forse lo avremmo potuto vedere. Tali considerazioni abbiamo anche espresso allo skipper Max Sirena, che ha risposto che Draper non si era comportato male.
      Che le altre finali di LVC fossero di ben altro livello, lo abbiamo ripetuto fino alla noia, definendo anche questa LVC come la piu’ noiosa di sempre. Attendiamo tutti Luna Rossa alla prossima campagna, ci auguriamo finalmente con barche che abbiano un senso tecnico, pur restando affascinati dalle prestazioni teoriche degli AC72. Un saluto

  2. quindi l’unico talento a bordo di Luna Rossa era lo spagnolo Xabi Fernandez, mentre la colpa della sconfitta è solo di Chris Draper? E poi, Paul Cayard è un pollo… Continuate a tifare per New Zealand, bravi. I kiwi sono i più volponi di tutti e se dovessero diventare loro Challenger of Record in caso di vittoria di Oracle, mi faccio veramente quattro risate!

    • Buongiorno Roberto, certamente non tifiamo Oracle dopo lo scempio che ha fatto dell’AC. vedremo cosa faranno i kiwi nel caso dovessero vincere o perdere la finale. Che Cayard abbia fatto molti errori nella campagna di Artemis e’ ormai ammissione comune.
      Abbiamo solo scritto che Draper non e’ stato carismatico in partenza, quando il prestart era l’unica occasione per mettere dietro i kiwi, anche se poi alla fine avrebbero vinto comunque. Draper non ci e’ sembrato incisivo come imporrebbe il livello AC, tutto qui. Un saluto

  3. Sono dispiaciuto per come si sia sprecata la grande opportunità, che la Coppa America da sempre rappresenta, per poter portare la vela ad essere più vicina e comprensibile agli umani. Le divise da cyberg stonano con lo spettacolo insignificante ed autoreferenziale, che sembra prodotto da un videogame. Per quanto riguarda LR non condivido il demerito espresso da FareVela nei confronti di Draper, perchè tutti sanno che una barca che non accelera e non risponde in manovra come l’avversaria (compito che spetta agli altri membri dell’equipaggio, a iniziare da chi ricopre il ruolo di Xabi Fernandez), non ha nessuna possibilità di vincere una partenza di match race, neanche se al timone ci fosse “il grande Mr. Coutts” in persona. Inoltre se si accetta il ruolo di subalterni “allenatori”, non si può pensare di prendere più di tanto rischi volando a 40 nodi ed essere particolarmente “aggressivi in partenza”. Solo una pura prova di velocità. E NZ è stata più veloce di LR, sempre: una superiorità schiacciante. Volendo c’è anche il peccato originario del Team nell’attribuire il ruolo di skipper a persona diversa dal timoniere, perchè evidentemente la leadership di quest’ultimo non viene così percepita con la massima evidenza dall’equipaggio nei momenti più delicati. Per il resto tanto di cappello a tutti i veri marinai di LR e NZ che, nonostante tutto, da veri professionisti qual sono si sono impegnati senza riserve, regatando mai con altra barca ma solo contro i propri limiti, come i veri marinai velisti sono soliti fare. Ciò li ha portati ad affrontare, a bordo dei loro pericolosissimi giocattoli-mostri, anche ciò che solo a chi non pratica questo sport appaiono come inutili rischi. Mi unisco alla speranza che NZ vinca la Coppa America, ma soprattutto spero che gli americani vengano puniti, per i fatti che concernono la questione degli AC45, con una sentenza esemplare che punisca severamente coloro che si comportano con indicibile arroganza e riporti lustro e onore nel meraviglioso mondo della vela.

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