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Riceviamo dal lettore e armatore Anton Giuli questo interessante contributo sulle continue cpntestazioni sui rating delle regate d’altura a compenso ORCi o IRC. Un argomento sempre all’ordine del giorno, viste le continue proteste di cui, purtroppo, sono oggetto molti dei Campionati nazionali e internazionali che si disputano in Italia. In particolare poi il Signor Giuli si riferisce a eventi di carattere zonale, i cui i controlli sono ancora più complessi o assenti. Invitiamo i lettori a replicare, portando le proprie argomentazioni.

Ho letto al riguardo delle contestazioni dei rating di alcune barche “datate” in occasione di regate veliche disputate nel Tirreno e, se può essere utile, ormai da vecchio regatante a riposo, avrei qualche riflessione da proporre ai lettori e finalmente (in pensione) dire cose che mai in passato avrei mai avuto il coraggio di dire.

Oggi (come in passato) il più grande problema è rappresentato dalla non rispondenza dei dati dichiarati sui certificati di stazza e relativo rating attribuito rispetto alla reale configurazione di una qualsiasi barca in regata. E’ un grande problema, in quanto il comportamento scorretto di pochi o molti, non importa, non solo discredita il nostro sport e la conseguente validità dei risultati ma addirittura costringe coloro che volessero adottare un comportamento ligio e coerente ad adattarsi al “sistema” ed altri ad abbandonare le regate.

Alt_ORCi World Championship 20121
Una partenza al Mondiale ORCi 2012. Le barche nella foto sono ovviamente a titolo puramente iconografico e non hanno alcuna attinenza con quanto pubblichiamo

Noto che il fenomeno si stia diffondendo e manifestando spudoratamente oltre ogni accettabile limite; sino a qualche anno fa si rosicchiava da qualche decimo al massimo di tre o quattro secondi (eravamo dei gentiluomini) oggi, ad occhio, parliamo dai 15 a 25 secondi/miglio. La fanno da padrone le “barche datate” ovvero quelle di cui non si sa’ molto … barche magari di venti o trenta anni fa’ poco conosciute o addirittura prototipi mentre risulta più difficile “barare” sui dati di barche recenti. Che problema c’è, direte Voi …  la si protesta ! Ma purtroppo, e lo dico a malincuore, non è nè sarà mai così.

Se l’armatore  di una barca sospetta non viene protestato non è perchè si preferisce parlare male alle spalle o perché ha la colpa di avere vinto ma semplicemente perché:
ritieni (giustamente) che non sia tuo il compito di controllare (citando altri sport è come se in una corsa ciclistica l’antidoping e in formula uno le verifiche le fanno solo se la richiede formalmente la squadra avversaria).
secondo perché ritieni che sia sufficiente una semplice segnalazione verbale chiaramente ben motivata per dare l’avvio alla verifica. Verifica oltretutto che é nell’interesse degli organizzatori.
Terzo ci si mette in una condizione imbarazzante nei confronti dei nostri avversari che spesso, frequentando lo stesso ambiente, sono amici oltre all’innesco di sconvenienti liti in banchina e “reazioni a catena”.
Quarto perchè magari a tua volta hai qualcosa da nascondere

E’ indubbio che negli ultimi anni sopratutto nella classe 3 e 4 sia in ORC che in IRC hanno sempre dominato barche “vecchie”, rimesse a nuovo, diciamocela tutta… taroccate, alleggerite in tutto ma quasi sempre DICHIARATE con il peso e configurazione d’origine. Questa è la realtà e gli stazzatori spesso sono complici nel non “vedere” perchè “distratti”. Ho assistito a operazioni di pesa senza che si procedesse alla verifica interna; in quel caso l’armatore aveva riempito i serbatoi e nascosto sotto i paioli taniche di acqua. Bisognerebbe togliere la licenza ai tecnici che attestano il peso di una barca che risultasse da una verifica errato o diverso. Ma poi, se una barca (datata) fa 12 nodi in poppa contro gli 8 o 9 degli altri (parole di un armatore di cui non ricordo il nome) è evidente che va più delle altre perchè è leggerissima … e in base alle sue prestazioni deve avere altro rating o comunque insospettire. D’altronde, parlando di barche vecchie e vincenti, come mai se sono così performanti e condotte bene (come scrivono e dicono) non partecipano mai e dico mai ai campionati Italiani o mondiali? Forse perché lì le verifiche le fanno ed è meglio stare alla larga anche perché se partecipi ti “bruci” il rating dovendolo rendere più che giusto …e  indietro non si torna.

Ciò che serve, a mio parere, è trasparenza e confronto o meglio:

CLUB VELICI:
obbligo per gli organizzatori di pubblicare sul proprio sito, almeno un giorno prima dell’evento, tutti i certificati e dati delle barche partecipanti senza doverne fare esplicita richiesta; ciò garantirà trasparenza tra i concorrenti che potranno confrontare vicevendolmente la rispondenza dei dati (almeno quelli visibili sul campo es: genoa dichiarato al 130% mentre usa un 140 o più, ecc.). Fai una foto e lo segnali non deve occorrere una protesta per una evidente ed inconfutabile prova documentata.
GARANTIRE e dico garantire almeno tre controlli di stazza a campione di cui una l’ultima giornata di regate per ogni manifestazione velica.
Gli stazzatori per i controlli devono provenire da altre regioni di dove si svolge l’evento

UVAI:
pubblicazione on line in tempo reale ovvero immediato sul sito dell’UVAI di tutti i certificati emessi sia IRC che ORC oppure i dati dichiarati
prima di rilasciare un certificato contestare eventuali inconguenze emerse su modelli uguali o simili. Hanno un data base dei modelli di tutte le barche con dimensioni, caratteristiche e pesi fornite dai cantieri oppure, per quelli più vecchi, paragonare modelli simili (es: un modello di barca di serie pesa 7.500 kg. da cantiere o da certificato barca analoga; se su dati forniti dall’armatore o dallo stazzatore risultasse di 7.800 c’è evidentemente qualcosa che non và e a quel punto l’Uvai stessa non deve rilasciare il certificato a meno che l’armatore o lo stazzatore non giustifichi per scritto a cosa è dovuto il maggior peso, Stesso discorso per gli slanci o sbandamenti; vediamo in acqua barche che pesano di più ed allo stesso tempo hanno più slanci rispetto a modelli analoghi, bene non si rilasciano certificati perchè la fisica o sei il Creatore o non puoi fregarla.

Per riassumere  i primi controlli devono essere eseguiti alla fonte ovvero dall’UVAI e dall RORC e sono certo che garantiranno una buona prima scrematura mentre è delegato ai vari Circoli organizzatori il successivo compito delle verifiche a campione ed infine ai regatanti il compito di segnalare (segnalare non solo protestare) eventuali incongruenze documentabili. Tutti insieme ce la farete.

Tutto questo chiaramente non risolverà del tutto il problema ma rappresenterà un ottimo deterrente a comportamenti illeciti e antisportivi (almeno quelli spudorati) e sono altrettanto certo che molti armatori, in passato delusi, torneranno felici sui campi di regata e gli onesti, oltre che bravi, cominceranno a vincere. (Anton Giuli)

6 COMMENTS

  1. Concordo pienamente sulla gravità del problema e sulla sua diffusione, superiore, soprattutto nel caso dell’autocertificazione, a quanto si possa immaginare.
    Controlli ne sono stati fatti e se ne fanno, nei limiti possibili, soprattutto nelle manifestazioni di un certo livello, meno negli eventi a carattere locale e armatori coscientemente in difetto ne sono stati anche trovati.
    Ma di questi, pochi sono stati “puniti” ed in quei casi le sanzioni sono state blande e non divulgate opportunamente.
    Sanzioni severe, quali lunghe sospensioni dall’attività, associate alla divulgazione da parte dei media di fatti, colpevoli e pene potrebbero essere un efficace deterrente,
    Giovanni Iannucci

    • Grazie mille Comandante,
      senz’altro disponibili a diffondere le notizie su chi viene trovato a “barare”. Un saluto

  2. La risposta è semplicissima:
    smetti di buttare denaro in questa pseudo-vela dei tempi compensati nella quale letteralmente “si disimpara” ad andare in barca (tattica, strategia, marcature)… e spendi invece (compatibilmente con le tue tasche) in uno dei 1000 monotipi a disposizione.
    Smetterai di farti il sangue amaro e se sarai più bravo degli altri arriverai davanti (migliorando il tuo livello regata dopo regata).

  3. La prima soluzione a questi problemi è rendere pubblici e disponibili a tutti almeno i valori finale dei certificati(come il GPH), sul sito dell’UVAI.
    In Germania è così, è possibile rilevare dal sito il Gph di tutte le barche.
    Barche simili debbono avere certificati simili e se non lo hanno ci devono essere dei motivi, su cui spetta all’UVAI indagare e verificare.
    Grazie

  4. sacrosanto e condivido cio’ che è stato scritto dal Sig. Giuli. Non si puo’ andare avanti cosi’ pazienza per pochi secondi / miglio ma addirittura 20 – 30 è intollerabile !

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