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San Francisco, USA-I kiwi compiono un grande passo verso la riconquista dell’America’s Cup vincendo le due regate di oggi, la prima assai combattuta per tre lati su quattro per 36″, la seconda dominata per 52″. A vantaggio dei neozelandesi un boathandling pressoché perfetto e una freddezza totale nei momenti decisivi del match. Lo spettacolo nella prima prova è stato superbo, mentre nella seconda, dopo un episodio contestato con gli umpire che non chiamano una possibile penalità per NZL, NZL ha dominato.

 La coraggiosa puggiata di Dean Barker che riesce a entrare interno alla boa 1 di race 1 nonostante il tentativo di orzata di Spithill. Foto Grenier
La coraggiosa puggiata di Dean Barker che riesce a entrare interno alla boa 1 di race 1 nonostante il tentativo di orzata di Spithill. Foto Grenier

E’ il giorno del giudizio finale a San Francisco. La bella città californiana offre alla Coppa la sua vera estate, che nella Bay Area arriva appunto per un paio di settimane a settembre dopo i ventosi e tiepidi luglio e agosto, con tempo splendido e previsioni di vento medio. Emirates Team New Zealand e Oracle Team USA, due mondi contrapposti che si giocheranno il più ambito trofeo velico e il diritto a deciderne del futuro. Ragione per cui questa sfida, al di là delle polemiche e della scarna Louis Vuitton Cup che l’ha preceduta, è un vero spartiacque.

A questo punto la situazione è di NZL 2 vs Oracle -2, considerando i due unti di penalizzazione. La velocità di Oracle è ottima e in poppa è sembrato addirittura riuscire a puggiare un po’ di più, ma i kiwi non sbagliano nulla e manovrano alla perfezione, con una stabilità migliore e delle strambate ormai perfette, in cui l’AC72 non scende mai sotto i 30 nodi.

Si comincia sabato alle 13:10 locali, le 22.10 in Italia. Guarda qui la diretta a partire dalle ore 20:

In palio molto di più della Coppa… E quello che ci offriva San Francisco stamattina è appunto un’estate calda e invitante. La città vive all’aperto godendosi finalmente un sole senza nebbie. I Giants quest’anno vanno male, ultimi nella loro division della Major League Baseball, e i per i 49ers di football è ancora presto, ma per l’America’s Cup non ci si riesce a innamorare. Aspettiamo almeno i tifosi neozelandesi, che riempiranno l’AC Park, insieme alle famiglie californiane che nei week end non sono mai mancate. E infatti i tifosi sono arrivati, con l’AC Park invaso da almeno 5.000 tifosi kiwi e moltissime famiglie americane. Lo spettacolo, breve e intenso come obbligatorio nel moderno sport, c’è stato, bisogna ammetterlo. Alla fine Shirley Robertson, la due volte oro olimpico inglese ora commentatrice della CNN, ha detto rivolgendosi a Spithill che “finalmente avete ripagato la nostra fiducia, E’ questa quindi l’AC che ci avevate promesso?”.

Spettacolo nel prepartenza in race 2. Foto Grenier
Spettacolo nel prepartenza in race 2. Foto Grenier

Gli AC72 a questo livello sono eccezionali, diversa è invece la valutazione dell’impatto dell’evento, che, anche oggi lo si è visto, ha assolutamente bisogno di due team che si equivalgono. Del resto proprio questa è una delle lezioni dello sport pro americano, che i nuovi oracliani tanto dicono di aver copiato, con limiti virtuali al campo di regata, copertura televisiva capillare, velisti trasformati in supereroi. L’equilibrio, garantito nelle leghe maggiori di baseball, football o basket, dal sistema delle scelte e dei tatti salariali, nella consapevolezza che un evento appassiona se c’è incertezza del risultato. Questo, quindi, è il dilemma. Alla fine la sperimentazione tecnologica degli AC72 ha portato a macchine da vela volanti oltre ogni immaginazione, con velocità ormai spesso oltre i 40 nodi e prossime ai 30 in bolina. Quanti riusciranno a mantenere tale livello? La Coppa è sempre stata l’avanguardia tecnologica del movimento velico e il salto nel futuro è comprensibile e affascinante, bisognava però arrivarci per gradi. A questa e altre questione stanno iniziando a pensare coloro che vinceranno questa Coppa. Nel caso dei kiwi, anche con la collaborazione futura di Luna Rossa come nuovo challenger of record.

L’esultanza dopo la seconda vittoria kiwi:

Il riepilogo di Race 1 I kiwi vincono la prima regata della 34th AC dimostrando enorme solidità. Aotearoa parte meglio da sopravvento, ripetendo le ultime partenze viste contro Luna Rossa, cosa che le consente di puggiare meglio verso la boa di traverso. Spithill si difende e la puggiata di Barker per entrare da libero nelle tre lunghezze è da antologia: una prova di coraggio e sicurezza, con le prue di Oracle in luffing che sfiorano a un metro la poppa di NZL. Poi in poppa i kiwi dimostrano una stabilità impressionante, con i foil che tagliano l’acqua della baia come coltelli nel burro fuso.

Al cancello di bolina i kiwi girano la boa di destra seguiti da Oracle e qui commettono l’unico errore della giornata, piantandosi un po’ in velocità dando modo a Spithill di conquistare un sottovento. Barker riesce comunque a conservare l’acqua libera per completare una virata (a quel punto NZL è barca al vento e deve dare acqua a Oracle sottovento). Da notare come Joe Newton finisca in acqua durante una virata… A quel punto è un gioco di scambio di lato mure a dritta/mure a sinistra, con la differenza che con i cat avere le mure a dritta è secondario rispetto alla possibilità di arrivare in velocità negli incroci e infatti i kiwi, dopo aver incrociato dietro un paio di volte, riescono a conqustare una buona destra passando dietro a Oracle, il che comporta poter virare davanti a USA nell’incrocio eccessivo grazie all’altezza conquistata.

Oracle incrocia davanti ai kiwi nella bolina, ma poi sarà NZL a conquistare race 1. Foto Martin Raget
Oracle incrocia davanti ai kiwi nella bolina, ma poi sarà NZL a conquistare race 1. Foto Martin Raget

Qui il tattico John Kostecki commette quello che pare un errore portando Oracle a un’extra virata a bassa velocità, che consegna ai kiwi un vantaggio solido. Senza storia la poppa finale coin i kiwi che vanno a vincere per 36″ dopo aver toccato i 43 nodi nella tratta finale.

La sfida finale tra il team migliore tra gli sfidanti e il defender è stata eccezionale, pari alle attese di una classe proiettata nel futuro, di difficile gestione, ma che rappresenta un’evoluzione tecnologica appassionante. Il problema è che occorrono team dalle possibilità eccezionali come i kiwi (per creatività e passione) e Oracle (per possibilità economiche). Comunque sarà una finale tutta da godere.

Race 1 Performance Data

Course: 5 Legs/9.71 nautical miles
Elapsed Time: ETNZ – 23:30, OTUSA – 24:06
Delta: ETNZ +:36
Total distance sailed: ETNZ – 11.7 NM, OTUSA – 11.4 NM
Average Speed: ETNZ – 30.07 knots (35 mph), OTUSA – 28.58 knots (33 mph)
Top Speed: ETNZ – 43.54 knots (50 mph), OTUSA – 42.51 knots (49 mph)
Windspeed: Average – 16 knots, Peak – 21 knots
Race 2 Performance Data

Il riepilogo di race 2 Nel prepartenza Spithill se la gioca bene così come Barker in una lotta con il time distance che le accelerazioni repentine degli AC72 rendono più difficile di un tiro al bersaglio olimpico. Alla fine però è Jimmy che conquista un sottovento con 25 secondi da bruciare che gli consente un’orzata che potrebbe essere decisiva. La prua destra di Oracle tocca appena la poppa sinistra di NZL, poco ma la tocca. Gli umpire non se ne avvedono e lasciano correre quella che, rivista, sembrerebbe una chiara penalità a favore degli americani ma tant’è. Stesso copione di race 1, alla prima boa arrivano primi i kiwi con 2″ di vantaggio. Sono gli americani a strambare per primi ma i kiwi controllano, incrementano il vantaggio e non sbagliano una manovra che sia una. Freddo come l’acciaio lo sguardo di Dean Barker, solido come il granito il volto di Grant Dalton ai grinder… se non foss eper la voce calda e gli occhi sorridenti del tattico Ray Davies, i kiwi sembrerebbero davvero die terminator volti solo al successo. Beh, più o meno lo sono, perché la dimostrazione di forza vista oggi promette di essere la costante di questo AC Match. Il volto costruito in laboratorio di Jimmy Spithill comincia a far scappare qualche espressione preoccupata. “Non è il risultato che volevamo e domani è un’altro giorno…”, Già, intanto siamo a 2 contro -2…

Course: 5 Legs/10.11 nautical miles
Elapsed Time: ETNZ – 22:46, OTUSA – 23:38
Delta: ETNZ +:52
Total distance sailed: ETNZ – 11.3 NM, OTUSA – 11.3 NM
Average Speed: ETNZ – 30.12 knots (35 mph), OTUSA – 28.92 knots (33 mph)
Top Speed: ETNZ – 46 knots (53 mph), OTUSA – 42.87 knots (49 mph)
Windspeed: Average – 16.6 knots, Peak – 19.5 knots
Upcoming America’s Cup Schedule

NZL precede Oracle nel primo lasco di race 2. Foto Martin Raget
NZL precede Oracle nel primo lasco di race 2. Foto Kingman/ACEA

In conferenza stampa Dean Barker ha mostrato qualche (per lui) raro sorriso di soddisfazione, mentre Jimmy Spithill ha mascherato dietro alla solita sicurezza impostata i dubbi che iniziano a crescere. “Non si può cambiare una barca in una notte”, ha detto a chi gli chiedeva se le differenze viste tra le due barche fossero significative. Per il resto, Barker ha detto che “I ragazzi hanno fatto uno splendido lavoro oggi ma bisogna restare concentrati e vedere cosa accade domani. Le prime indicazioni tratte da oggi dicono che le velocità sono molto simili e le regate ravvicinate”.

Dean Barker in un raro sorriso. Foto Tognozzi
Dean Barker in un raro sorriso. Foto Tognozzi
Jimmy Spithill, un po' meno sicuro del solito in conferenza stampa. Foto Tognozzi
Jimmy Spithill, un po’ meno sicuro del solito in conferenza stampa. Foto Tognozzi

Il caso della penalità non data:

Animazioni generate in automatico dalla telemetria di LiveLine (il famoso GPS con precisione di 2 cm).
L’interpretazione della Giuria per la non penalità è:
“Barker does not need to do anything until there is an overlap, he does not need to anticipate that an overlap will occur.  Once there is an overlap, the leeward boat needs to give a chance for the windward boat to keep clear.  When these boats turn, the stern swings out and the leeward boat needs to take that into account in order to allow the windward boat to keep clear.  You can’t get so close that a prompt reaction of the windward boat to the luff causes the windward boat to hit the leeward boat.”

Ovvero: NZL non doveva fare nulla finché non si stablisce un ingaggio. Dal momento dell’ingaggio, la barca sottovento deve dare tempo alla barca al vento per mantenersi discosta. Quando gli AC72 manovrano, la poppa ruota e la barca sottovento deve tenerne conto per consentire all’altra di tenersi discosta. Non puoi andare così vicino che una pronta reazione della barca al vento, che risponde all’orzata, abbia come conseguenza una collisione con la barca sottovento”. In sintesi, Spithill non ha dato tempo a Barker di tenersi discosto.

Ecco qui l’animazione con la telemetria: http://noticeboard.americascup.com/wp-content/uploads/2013/09/R2-1-USA-grn-Zoom.mp4

E le prestazioni, insomma chi va di più? Anche qui la telemetria, che vedete qui sotto, dà risposte precise: NZL (rosso) appare più veloce in tutte le andature di USA (blu), considerando il VMG in bolina (parte alta delle polari) e poppa (i due quadranti in basso), minore perdita di velocità in virate e strambate (le transizioni tra i due picchi mure a dritta e mure a sinistra).

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LOG su https://twitter.com/farevelanet

Ore 22:40 I kiwi vincono race 1 della 34AC per 36″. Grande show con Oracle che resiste all’inizio ma i kiwi non sbagliano nulla e riescono a rientrare nella seconda bolina quando Spithill aveva incrociato davanti due volte: decisivo il passaggio mure a sinistra dietro agli yankee di Barker a metà bolina, con conseguente diritto di passo all’incrocio successivo e Kostecki che incappa in una doppia virata a bassa velocità che compromette il contatto. Grande show in acqua con un paio di manovre assai ravvicinate. La prima puggiata dei kiwi alla fine del traverso significa avere le palle…

Ore 22 Diverse migliaia di spettatori all’AC Park. vento a 18 nodi sul campo di regata, pronti an andare…

A sinistra Dean Barker, skipper di ETNZL. A destra James Spithill, skipper di Oracle Team USA. Foto Martin Raget
A sinistra Dean Barker, skipper di ETNZL. A destra James Spithill, skipper di Oracle Team USA. Foto Martin Raget

Nel media briefing del mattino, il race director Iain Murray ha detto che “c’è la possibilità di un match molto equilibrato, da quello che abbiamo visto sino ad adesso gli AC72 migliorano settimana dopo settimana e negli ultimi giorni abbiamo visto come impostazioni progettuali diverse possano arrivare a velocità simili”. per il vento di oggi, Murray ha detto che la previmeteo è sui 12 nodi per la prima prova con chance di arrivare a 15-17 per la seconda, comunque ben sotto al limite di 23 nodi”.

Sulla nostra pagina Facebook, la diretta live della giornata, con aggiornamenti, foto e commenti.

Le prossime regate:

Sunday, Sept. 8: Race 3 (1:15 pm PT), Race 4 (2:15 pm PT)
Tuesday, Sept. 10: Race 5 (1:15 pm PT), Race 6 (2:15 pm PT)
Thursday, Sept. 12: Race 7 (1:15 pm PT), Race 8 (2:15 pm PT)
Saturday, Sept. 14: Race 9 (1:15 pm PT), Race 10* (2:15 pm PT)
Sunday, Sept. 15: Race 11* (1:15 pm PT), Race 12* (2:15 pm PT)

Stephen Barclay e Iain Murray al media briefing del mattino. Foto Tognozzi
Stephen Barclay e Iain Murray al media briefing del mattino. Foto Tognozzi
tifosi kiwi
tifosi kiwi. Foto Tognozzi

 

Piccoli (ed entusiasti) kiwi fans. Foto Tognozzi
Piccoli (ed entusiasti) kiwi fans. Foto Tognozzi

 

2 COMMENTS

  1. Bloccato a letto con un menisco operato male e connessione internet lentissima che non consente streaming, grazie per la perfetta sintesi che mi consente di comprendere tutto.

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