SHARE

San Francisco, USA- Una vittoria a testa nella seconda giornata dell’America’s Cup Match. ETNZL vince race 3 per 28″, Oracle Team USA race 4 per soli 8″. Il punteggio è quindi ora di 3 punti per i kiwi e -1 per Oracle. Una giornata con vento sporco e nebbia, che ha mostrato grande equilibrio per un match che si fa ancora più avvincente. La velocità è sembrata ancora una volta simile, con spunti medi superiori in poppa per Oracle e in bolina per i neozelandesi. A vantaggio kiwi sembrano ancora le virate e le strambate, mentre dal lato americano si è vista una maggiore agressività in partenza.

La nostra intervista a Gilberto Nobili, grinder di Oracle Team USA, unico velista italiano nell’America’s Cup Match, dopo le due regate di oggi. Complimenti a lui per la vittoria:

Sulla nostra pagina Facebook, segui la diretta con commenti, video, foto e aggiornamenti continui dall’AC Park.

Durante la regata segui il nostro commento tecnico tramite la nostra pagina twitter.

Race 3 I kiwi danno un’altra dimostrazione di forza vincendo anche race 3 dopo aver subito una penalità alla prima boa e aver rimontato nel corso della seconda bolina. Molto bella la regata, ancora una dimostrazione di quanto possano essere spettacolari gli AC72 se portati al massimo livello delle loro prestazioni in regate equilibrate. Decisiva la maggior velocità in bolina di NZL e l’estrema capacità di cambiare a proprio vantaggio le situazioni critiche. Notevoli le virate con rollio dei kiwi e la capacità tattica di splittare al cancello di poppa, con Spithill che girava la boa di sinistra e Barker quella di destra. Ciò ha portato poi alla possibilità di riavvicinare dopo un paio di incroci Oracle e di forzarlo a un serrato duello sul boundary di sinistra fino ad assumere il controllo del match in vista di una poppa finale senza storia.

NZL segue USA in race 4. Foto Martin Raget
NZL segue USA in race 4. Foto Martin Raget
New Zealand riceve l'applauso dei fan dopo la terza vittoria. Foto Tognozzi
New Zealand riceve l’applauso dei fan dopo la terza vittoria. Foto Tognozzi

Oracle è stato mediamente più veloce in poppa mentre i kiwi lo sono stati in bolina. Nelle strambate e virate i kiwi sembrano conservare un vantaggio, anche se alla fine la velocità media migliore è stata americana. Ma a decidere sono stati gli episodi e in quelli, a parte la penalità iniziale, sono sempre stati Grant dalton e compagni a mantenere il controllo o a volgere gli eventi a loro vantaggio, che è una delle chiavi della vittoria.

L’AC Match sta tenendo fede alle attese, rappresentando davvero il meglio della sfida tecnologica e umana. Il problema sarà riuscire ad aprire queste possibilità a un numero maggiore di team.

Race 3 Performance Data

Course: 5 Legs/9.94 nautical miles
Elapsed Time: ETNZ – 25:00, OTUSA – 25:28
Delta: ETNZ +:28
Total distance sailed: ETNZ – 11.8 NM, OTUSA – 12.1 NM
Average Speed: ETNZ – 28.57 knots (33 mph), OTUSA – 28.62 knots (33 mph)
Top Speed: ETNZ – 42.25 knots (49 mph), OTUSA – 41.37 knots (48 mph)
Windspeed: Average – 16.8 knots, Peak – 19.3 knots

Race 4 Il primo successo americano arriva in race 4 per soli 8″. Jimmy Spithill è più aggressivo in partenza. Dean Barker appare conservativo per non rischiare ed è proprio  l’australiano a comandare il gioco e a conquistare una posizione di sottovento e un buon time-distance sulla linea che consente poi di difendere l’interno in boa. Non solo, Spithill costringe Barker a navigare più alto in modo da avere più acqua per agevolare la puggiata. La manovra riesce e USA comanda per tutta la poppa iniziale. Solo una strambata “subacquea” consente ai kiwi di avvicinarsi al cancello di poppa, girato una lunghezza dietro, ma oggi, a differenza di race 3 e di race 1 ieri, Spithill e Kostecki riescono a controllare bene i kiwi, che da parte loro non mollano un attimo, anche se in questa regata hanno mostrato qualche insolito “sali e scendi” nel foiling. Al cancello di bolina, USA gira la boa di sinistra mentre NZL va a quella di destra. La poppa finale si trasforma in una paurosa gara di velocità e di efficienza. Decisive le due strambate finali, che entrambi i team affrontano a perfezione con i kiwi che seguono di una lunghezza gli americani al cancello. Il traverso finale, affrontato a 40 nodi di media, regala a Jimmy Spithill 8″ di vantaggio e la prima vittoria nella serie.

Tutto molto aperto e situazione kiwi 3 americani -1. Sarà una lunga settimana…

Race 4 Performance Data

Course: 5 Legs/9.94 nautical miles
Elapsed Time: OTUSA – 22:42, ETNZ – 22:50
Delta: OTUSA +:08
Total distance sailed: OTUSA – 11.7 NM, ETNZ – 11.7 NM
Average Speed: OTUSA – 30.99 knots (36 mph), ETNZ – 30.92 knots (36 mph)
Top Speed: OTUSA – 45.97 knots (53 mph), ETNZ – 44.98 knots (52 mph)
Windspeed: Average – 19.5 knots, Peak – 23.3 knots
Upcoming America’s Cup Schedule

ETNZL-Oracle Team USA 3-0 (i punti di Oracle saranno numerati dall’eventuale loro terza vittoria)

ETNZL precede Oracle. Foto Martin Raget
ETNZL precede Oracle. Foto Martin Raget

Il programma

Tuesday, Sept. 10: Race 5 (1:15 pm PT), Race 6 (2:15 pm PT)
Thursday, Sept. 12: Race 7 (1:15 pm PT), Race 8 (2:15 pm PT)
Saturday, Sept. 14: Race 9 (1:15 pm PT), Race 10* (2:15 pm PT)
Sunday, Sept. 15: Race 11* (1:15 pm PT), Race 12* (2:15 pm PT)
(*If necessary)

3 COMMENTS

  1. E così anche questa volta, come già più volte accaduto nelle passate edizioni, le previsioni degli esperti sulle qualità del defender si sono rivelate insesatte.
    Si sosteneva che la barca americana fosse stata ottimizzata per la bolina e avesse difficoltà a navigare di poppa ad alta velocità in foiling stabile?
    Ecco che invece si è visto il contrario: americani più veloci di poppa e con qualche difficoltà di bolina!
    Si era detto che gli americani avessero ottimizzato la loro barca per i venti meno sostenuti attesi per settembre nella baia di SF?
    Invece si è mostrata più competitiva, recuperando il gap di bolina e vincendo regata 4, con vento teso!
    Insomma tutto secondo tradizione.
    Resta la grande determinazione di ETNZ, per cui il 3-1 maturato in acqua rispecchia gli effettivi valori, ma ho anche la personale sensazione che la barca americana abbia un piccolo vantaggio in termini di accelerazione, che se sarà capitalizzato con una conduzione perfetta, può rendere la campagna di ETNZ molto più sofferta di quanto si prevedeva.
    Resta la sensazione di assistere non ad una regata ma ad una gara a bordo degli “sgusci” di guerre stellari, dove l’indubbio spettacolo viene esaltato sotto l’aspetto estremo, oltre ogni limite.
    Infine una domanda: qualcuno sa dirmi quando, in regata 3, ETNZ si è fermata prua a vento per estinguere la penalità comminata in boa 1?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here