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San Francisco, USA- Una Coppa America devastante per i nervi, che logora chi ce l’ha… ovvero Oracle Team USA, che ha usato oggi, al termine di una giornata da psicanalisi, la sua card no race, che i team hanno a disposizione una sola volta nell’AC. Quindi il team detentore della Coppa America ha scelto di non disputare race 6, oggi, dopo la bruciante sconfitta in race 5… è la prima volta in Coppa che assistiamo a un rinvio per motivi psicologici. Spithill avrebbe anche detto: “we got to fix this…” durante race 5, riferendosi a una probabile avaria tecnica su Oracle, da verificare e non confermata, ma più di tutto parlavano oggi le facce a bordo di Oracle tra Spithill e Kostecki, che sono apparse devastate. Si torna in acqua giovedì alle 22.15 italiane per race 6 e 7, non sarà un giorno facile per la multinazionale oracliana domani.

Gli occhi di Jimmy Spithill tradiscono preoccupazione per la piega degli eventi qui a San Francisco. Foto Borlenghi
Gli occhi di Jimmy Spithill tradiscono preoccupazione per la piega degli eventi qui a San Francisco. Dietro di lui Tom Slingsby, stratega ed oro olimpico nei Laser. Foto Borlenghi

L’errore tattico di John Kostecki (leggi la descrizione più avanti) è stato clamoroso ed è da vedere come saprà reagire il team. Si sono visti Russell Coutts e James Spithill parlare a fondo nella barca appoggio di Oracle dopo la scelta di non regatare. Un momento probabilmente decisivo per la 34th AC. Resa dei conti all’interno di Oracle team USA tra il CEO e l’ambizioso skipper?

Colloquio o resa dei conti tra Russell Coutts e Jimmy Spithill appena dopo race 5?
Colloquio d’emergenza o resa dei conti tra Russell Coutts e Jimmy Spithill appena dopo race 5?

Un preoccupato Jimmy Spithill ha dichiarato che, “Abbiamo bisogno di fermarci e di ritrovarci. Sentiamo che loro hanno un vantaggio al momento, specialmente in bolina. Abbiamo bisogno di fare molto lavoro qui e useremo la nostra card, stretegicamente, e speriamo di migliorare in tempo per la nostra regata. Non è solo una questione di prestazioni in bolina. Ci sono stati un paio di errori oggi, anche in virata, che è qualcosa che abbiamo bisogno di sistemare…”

In conferenza stampa, a domanda specifica, Jimmy Spithill non ha escluso un cambiamento del tattico, con John Kostecki, uomo di San Francisco, che è al momento sotto accusa per la scellerata chiamata al cancello di poppa di race 5, quando Oracle conduceva per 8″ dopo un’altra partenza conservativa di Dean Barker. Significativo anche il fatto che in conferenza stampa non sia venuto proprio Kostecki, diversamente dai giorni precedenti. In sala stampèa si è visto anche un Patrizio Bertelli che certo non nascondeva la soddisfazione per la vittoria kiwi. Il patròn Prada riparte domani per l’Italia.

USA precede NZL alla boa di traverso per 2". Foto Borlenghi
USA precede NZL alla boa di traverso per 2″. Foto Borlenghi

Il clima a San Francisco è da ultimi giorni dell’impero, da caduta degli dei. Oracle Team USA pare vittima del suo strapotere, un po’ strafottente e falsato dai megacontratti ellisoniani che hanno fatto perdere di vista ciò che da sempre fa la differenza su una barca a vela. Chi naviga meglio e più veloce alla fine vince. Ed è proprio quanto stanno facendo i kiwi, che da un budget molto inferiore sono riusciti a trovare l’intuizione vincente del foiling e di portarla alle estreme conseguenze, quelle di un AC72 che ormai riesce a navigare in bolina fino a 27-29 nodi, a non sbagliare mai una strambata. La velocità media sull’intera regata di NZL è stata oggi di 30,21 nodi, strabiliante, un nodo superiore a quella di USA.

Cosa accade in Oracle Team USA? Spithill non è riuscito a celare in conferenza stampa che sulla barca appoggio, a quattr’occhi con Russell Coutts, è successo qualcosa. Il CEO che chiede conto di un errore allo skipper? La consapevolezza che la Coppa stia sfuggendo di mano? Qui si rincorrono le voci che in Oracle sarebbe addirittura pronto un Piano B (leggi avvocati) in caso di sconfitta. Fantavela? Probabile, ma certo è che la tanto vituperata Coppa America couttsiana sta riservando un finale avvincente. Una resa dei conti degna dell’OK Corral. Gli oracliani, sia quelli in acqua sia quelli che li sostengono per non vedere compromesso il proprio posto di lavoro, iniziano a sentire la terra tremare sotto i piedi. D’altronde siamo a San Francisco, zona sismica per eccellenza e la scelta di affidare il management del team più ricco della storia della vela agli stessi velisti si sta rivelando una scossa imprevista, in grado di sballare i sismografi della SF Bay. Qual’è la priorità? La vittoria del team o la difesa del proprio potere? In Oracle stanotte voleranno coltelli. Spithill ha detto che c’è ancora molto lavoro da fare ma è evidente che i kiwi vanno di più e non basta l’aggrassività di Jimmy in partenza.

L'espressione imperscrutabile di Dean Barker in conferenza stampa. Foto Tognozzi
L’espressione imperscrutabile di Dean Barker in conferenza stampa. Foto Tognozzi

Non così in Team New Zealand, dal quale traspare uno spirito di corpo introvabile in Oracle. Lì dove c’è una summa di velisti, uno per uno ottimi, ma che forse hanno perso di vista il fatto che questa è soprattutto una regata da vincere, risponde un vero equipaggio, in cui l’automa Dean Barker si muove, con aria imperturbabile e all’apparenza inespressiva. In cui Grant Dalton esprime forza e carisma. In cui il sorriso del tattico Ray Davies incute speranza. In cui, insomma, ci sono dei velisti, degli uomini che lottano uniti per vincere. Dean Barker non ha mai vinto una medaglia olimpica, in partenza non vale Spithill. Ma messo all’interno dell’ingranaggio Emirates Team New Zealand funziona. Come sembra un meccanismo perfetto la macchina volante Aotearoa, che oggi lasciava una scia d’acqua nebulizzata nella Baia mentre Oracle arrancava contro due nodi di corrente. E la successiva scelta di non regatare, per “ritrovarsi”, non pare da sportivi veri, da quelli che piuttosto che perdere affonderebbero con il loro coleottero nero e rosso di fronte ad Alcatraz. La Coppa è il massimo livello di scontro possibile ed è per questo che anche non disputare una regata pare una fuga di fronte alle proprie responsabilità di sportivi, di membri di un team che ha avuto moltissimo tempo per difendere il Trofeo più antico dello sport.

Domani è giorno di riposo. Giovedì si disputeranno race 6 e 7. ETNZL è a 4 punti. Gliene mancano 5 per conquistare la Coppa. Oracle deve vincere ancora 10 regate. Dean Barker non lascerà trasparire un’espressione soddisfatta neanche sotto tortura, mentre domani non sarà una giornata facile per James Spithill, l’ambizioso giovane australiano che studia da capo, per Russell Coutts il rivoluzionario e per John Kostecki, il tattico che si lasciò tradire dalla Baia in cui imparò a navigare.

La gallery della giornata di Carlo Borlenghi:

ETNZL 4 vs Oracle Team USA -1 (vince chi arriva prima a 9 vittorie)

Race 5 Performance Data

Course: 5 Legs/10.27 nautical miles
Elapsed Time: ETNZ – 22:45, OTUSA – 23:50
Delta: ETNZ +1:05
Total distance sailed: ETNZ – 11.4 NM, OTUSA – 11.5 NM
Average Speed: ETNZ – 30.21 knots (35 mph), OTUSA – 29.17 knots (33 mph)
Top Speed: ETNZ – 46.94 knots (54 mph), OTUSA – 44.93 knots (52 mph)
Windspeed: Average – 20 knots, Peak – 24.1 knots

Upcoming America’s Cup Schedule
Thursday, Sept. 12: Race 6 (1:15 pm PT), Race 7 (2:15 pm PT)
Saturday, Sept. 14: Race 8 (1:15 pm PT), Race 9 (2:15 pm PT)
Sunday, Sept. 15: Race 10 (1:15 pm PT), Race 11* (2:15 pm PT)
Monday, Sept. 16: Race 12* (1:15 pm PT)
Tuesday, Sept. 17: Race 13* (1:15 pm PT), Race 14* (2:15 pm PT)
(*If necessary)

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Race 5 Uno dei maggiori abbagli tattici nella storia della Coppa America? Certamente la scelta di John Kostecki di chamare una virata immediata dopo aver girato con 8″ di vantaggio su ETNZL la boa di sinistra del cancello di poppa ha comportato una perdita di ben 85 secondi in una sola bolina. Tale scelta ha regalato prima il riavvicinamento ai kiwi e poi la possibilità di lanciarsi subito in bolina verso destra e guadagnare, all’incrocio successivo, la destra e il diritto delle mure a dritta incrociando dietro agli americani. Dal secondo incrocio due virate in faccia a USA da parte di Ray Davies e americani apparsi in confusione. Dominio kiwi nella poppa finale, con regata vinta per un minuto e cinque secondi. Punteggio ora ETNZL 4 vs USA -1.

In partenza Dean Barker è apparso ancora conservativo non pressando più di tanto James Spithill, che è andato ad accelerare meglio da sopravvento per poi girare la prima boa con 2″ di vantaggio. Nella poppa duello a 40 nodi, con due belle strambate in foiling per entrambi i team, fino alla scelta di Kostecki di provare a virare subito sui foil ma l’AC72 americano è caduto come un ascensore senza cavi precipitando a 7 nodi, lasciando via libera agli increduli kiwi. In bolina poi ETNZL va più forte e la partita si risolve, anche perché USA si è trovata ad arrancare contro corrente nella parte destra del percorso, lì dove sarebbe inevitabilmente finito NZL se Kostecki non avesse chiamato quella virata. “Degli 85″ persi nella bolina, almeno 45 sono da attribuire alla velocità superiore di ETNZL controvento, oltre all’errore tattico di USA”, ci ha commentato tecnicamente il nostro opinionista Luca Devoti.

USA in race 5, foto martin Raget
USA in race 5, foto Kingman

La giornata Quelli di ACRM tifano appena un po’ per Oracle, il presentatore Andy Green ha detto a Grant Dalton come si sentiva oggi dopo la sconfitta in race 4, Grant ha risposto “veramente ne abbiamo vinte tre…”. Guerra di nervi oltre che in acqua… Poi il bravo Andy si è corretto e ha iniziato con un dall’altro del vostro 3 a 0 come imposterete la regata oggi?… Spithill nascosto dietro i suoi occhiali da sole e all’apparenza più aggressivo, Barker astratto e asettico. Vedremo…

Ore 11:45 locali (20:45 CET) La presentazione degli equipaggi, nostro video:

 

Riuscirà Dean Barker a resistere agli attacchi di Jimmy Spithill? Foto Martin Raget
Riuscirà Dean Barker a resistere agli attacchi di Jimmy Spithill? Foto Martin Raget

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