SHARE

San Francisco, USA- E alla fine Dean Barker un sorriso lo concesse… L’impenetrabile timoniere di Emirates Team New Zealand, perfetto ingranaggio dell’altrettanto esatta macchina da vela kiwi, ha detto in conferenza stampa che “c’è ancora molto da regatare e siamo assolutamente concentrati sull’obiettivo”, ma la sensazione qui a San Francisco è che le due vittorie odierne di ETNZL, la prima con 46″ di vantaggio e la seconda con 1’05”, siano il definitivo colpo del KO. Jimmy Spithill ha dichiarato che “possiamo ancora vincere delle regate e ce ne sono ancora molte”, ma dall’espressione in sala stampa pareva non crederci neanche lui visto che poi ha aggiunto “per ora ne hanno già un bel pezzo in borsa”. In effetti, se race 6 è stata combattuta, con il trio Spithill-Ainslie-Slingsby capace di lasciar dietro di ben 9″ alla prima boa i neozelandesi, ancora passivi in partenza nella consapevolezza della loro maggior velocità, e uno splendido tacking duel nella bolina, race 7 è stata un massacro per la multinazionale americana, relegata al ruolo di comparsa. Più lenta in bolina, più lenta nelle virate, equivalente in poppa ma mai decisiva nel momento della verità, come invece ha saputo fare il tattico di ETNZL Ray Davies, brillante nell’impostazione del bordeggio e della copertura.

Dean Barker sorride in conferenza stampa. Foto Tognozzi
Dean Barker sorride in conferenza stampa. Foto Tognozzi

Esemplare la manovra di dial down ordinata nell’incrocio decisivo a metà bolina in race 6, con Dean Barker che “punta” mure a dritta a 35 nodi Spithill, costretto a puggiare oltremodo per dare acqua, con conseguente vantaggio successivo per i kiwi che vanno dalla parte giusta in accelerazione verticale. La virtù nel momento decisivo, che fa la differenza tra vincere e perdere, cosa che i neozelandesi stanno realizzando in ogni occasione nella SF Bay. E poi la sensazione continua di un vero team, una squadra unita senza primedonne, con l’immagine che rimarrà scolpita nella memoria velica collettiva di Grant Dalton che, a 56 anni, sputa sangue e anima ai verricelli, soffrendo come un dannato ai remi per spingere la propria barca alla vittoria.

La sconfitta dipinta sul volto di Jimmy Spithill in conferenza stampa. Foto Tognozzi
La sconfitta dipinta sul volto di Jimmy Spithill in conferenza stampa. Foto Tognozzi

Per far riattraversare in senso inverso il Pacifico alla Coppa. Dalla San Francisco Bay al Golfo di Hauraki. Un vero leader, diverso dal galletto Jimmy Spithill, skipper di quel team che si credeva invincibile per potere economico ma che invece sta lasciando il passo all’inventiva, alla creatività, allo spirito e alla passione dei kiwi e di un’intera nazione, la piccola e sperduta Nuova Zelanda che in questa storia sta facendo un figurone, mettendo alle corde uno degli uomini più ricchi del mondo e la sua compagine. Con il doppio del budget, regole scritte da soli, tempo infinito, Oracle Team USA ha finito per dimenticarsi che questa è soprattutto ancora una regata, dove vince la barca migliore e la barca più veloce, oggi, è Aotearoa.

Più compatta, equilibrata, con l’equipaggio di undici persone che si muove come un sol uomo nelle virate con rollio, un’armonia dinamica che lascia a bocca aperta. Uno di quei gesti da manuale, da studiare. Ma come fanno? E piccoli particolari, come il fiocco autovirante che i kiwi hanno e gli americani no. O la rigidità della struttura e l’ala twistabile. Onore ai kiwi, dunque, e tante domande per Russell Coutts e James Spithill. Neanche la mossa Ben Ainslie è servita, come d’altra parte non poteva servire, visto che il geniale velista inglese non può nulla quando paghi un nodo e mezzo in bolina. Non che non ci abbia provato il baronetto di Sua Maestà, solo che il missile all black pennella bordeggi e nebulizza quell’acqua della baia dove sta naufragando la superbia di chi la sacra Coppa volle vincere in un tribunale.

 

La nostra intervista a Max Sirena, skipper di Luna Rossa, che ci ha detto come ormai sia ora di preparare le valige per la Nuova Zelanda. “Magari Oracle potrà vincere una regata ancora, ma il risultato finale non cambierà. I kiwi sono stati bravissimi. Patrizio Bertelli e tutti noi siamo contenti del risultato che si sta profilando”.

 

 

3 COMMENTS

  1. Che spettacolo di superiorità ha dimostrato nella settima regata l’equipaggio neozelandese, relegando a comparsa il team americano. Avanti , continuate a dare lezioni di sportività a questi americani arroganti.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here