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San Francisco, USA- Beh, l’immagine di Aotearoa al limite della scuffia… In Nuova Zelanda quattro milioni di cuori si saranno fermati, visto che ribaltarsi con un AC72… meglio non pensarci visti i precedenti. Ma lo spirito della Coppa che pervade la SF Bay dice che no, non può finire così e New Zealand si riaddrizza, e lo fa per un infinitesimale ma fondamentale dettaglio, i grinder che continuano a girare pompando energia nei circuiti idraulici traditori. Il defender non tocca quel punto di non ritorno e la barca si riaddrizza schiantandosi ma non rompendosi nell’acqua. “Credo che sarebbe bastato mezzo grado in più”, ha detto Dean Barker ammettendo di aver pensato che sarebbe stato difficile uscire da quella situazione.

Oracle passa accanto a NZL inclinato a 50°. Foto Martin Raget
Oracle passa accanto a NZL inclinato a 50°. Foto Martin Raget

Tale istante resterà forse uno dei momenti chiave di questa AC final. Una sfida sempre più appassionante, con i feriti oracliani che oggi hanno lottato al massimo delle loro possibilità, ispirati dalla tattica di un Ben Ainslie carico come nei suoi momenti migliori e sorretti da una velocità migliore in bolina dopo le modifiche di ieri. Non manca certo il thrilling a questo AC Match, che ridà fiato a un evento pressoché inesistente per tutta la Louis Vuitton Cup, non certo per colpa dei tre team che vi hanno preso parte.

L’AC Match è un susseguirsi di colpi di scena, una serie di duelli a 40 nodi (oggi NZL ha toccato i 47 nodi) e i velisti in controllo anche nelle situazioni più al limite. Il tacking duel nella bolina di race 1, con NZL che virava in lee bow sotto a USA proprio come un classico match race per rimbalzarlo a sinistra, è stato entusiasmante, così come l’immagine dell’enorme coleottero americano che inseguiva a 25 metri il kiwi volante nella poppa di race 2.

Il momento chiave ripreso da Carlo Borlenghi
Il momento chiave ripreso da Carlo Borlenghi

Curiosamente ETNZL ha perso le due regate in cui il suo carismatico guru Grant Dalton non era a bordo. Dean Barker ka detto che “è un caso”.

Si torna in acqua con un 6-0 per i kiwi domani. Lunedì riposo. A questo punto il teorico match point, in caso di doppio successo kiwi domani, sarebbe rimandato a martedì con regate 11 e 12.

Dopo la seconda vittoria di Oracle, che porta il punteggio ufficiale sul 6 a 0, Spithill e compagni hanno ripreso colore e vitalità. La seconda regata del giorno, che i kiwi affrontano senza paura nonostante la botta clamorosa presa in race 8 (morale e fisica, visto il botto che sconquassa l’AC72 all’impatto con l’acqua dopo la quasi scuffia), vedeva ETNZL al comando dopo una partenza vinta grazie a un’accelerazione fantastica nel primo traverso e una poppa da infarto, con Oracle incollato alle poppe kiwi che non mollano. Complice un salto di vento a sinistra, NZL va a girare la boa di sinistra senza ulteriori strambate mentre USA va a destra. Poi l’interruzione quando il vento supera il limite di 22,6 nodi fissato per la giornata.

Il replay della quasi scuffia kiwi:

La conferenza stampa

Dean Barker ha ammesso che “un altro mezzo grado in più di inclinazione sarebbe stato il punto di non ritorno e che il fatto che i ragazzi ai grinder abbiano continuato a girare ha salvato la situazione”. Lo skipper kiwi ha aggiunto che “dobbiamo vincere ancora tre regate e siamo soddisfatti della nostra velocità, in race 1 eravamo in controllo fino all’incidente, in race 2 eravamo in controllo prima della sospensione”.

Dean Barker in conferenza stampa, sempre più consunto il timoniere kiwi inizia ad assomigliare a un Cristo del Caravaggio. L'intensità della serie e la posta in gioco stanno provando la resistenza di tutti gli attori, compreso lo skipper kiwi. Foto Tognozzi
Dean Barker in conferenza stampa, sempre più consunto il timoniere kiwi inizia ad assomigliare a un Cristo del Caravaggio. L’intensità della serie e la posta in gioco stanno provando la resistenza di tutti gli attori, compreso lo skipper di NZL. Foto Tognozzi

Tom Slingsby ha confermato che è stato “Ben Ainslie a fare la chiamata per uno split al cancello di poppa. Abbiamo parlato molto in settimana con lui della necessità di splittare alla boa di poppa ma è stato lui a fare quella chiamata posizionandosi bene con le strambate nel primo lato di poppa”.

Tom Slingsby, la sua freschezza velica è una delle armi residue del defender. Foto Tognozzi
Tom Slingsby, la sua freschezza velica è una delle armi residue del defender. Foto Tognozzi

Jimmy Spithill ha detto che “Oracle è un team che non molla mai e siamo stati in situazione ben peggiori di questa. Siamo per la prima volta soddisfatti della velocità in bolina e non guardiamo assolutamente allo score ma sappiamo che la serie a un certo punto può cambiare. Oggi è una buona giornata per noi”. Sulle modifiche, ha detto che “Oltre alla parte prodiera del bompresso, abbiamo effettuato un altro paio di cambiamenti di cui siamo soddisfatti anche se certo non ve li possiamo dire”.

Jimmy Spithill, ha detto che finalmente ci sono buone sensazioni. Certamente era oggi meno rassegnato di due giorni fa.
Jimmy Spithill, ha detto che finalmente ci sono buone sensazioni. Certamente era oggi meno rassegnato di due giorni fa.

A questo link le dichiarazioni iniziali di Barker e Spithill sulla quasi scuffia:

https://www.facebook.com/photo.php?v=10151819966019774&set=vb.247399595274392&type=2&theater

ETNZL evita la scuffia per un'inezia. Foto vad der Borch
ETNZL evita la scuffia per un’inezia. Foto vad der Borch

Dopo la seconda vittoria di Oracle, che porta il punteggio ufficiale sul 6 a 0, Spithill e compagni hanno ripreso colore e vitalità. La seconda regata del giorno, che i kiwi affrontano senza paura nonostante la botta clamorosa presa in race 8 (morale e fisica, visto il botto che sconquassa l’AC72 all’impatto con l’acqua dopo la quasi scuffia), vedeva ETNZL al comando dopo una partenza vinta grazie a un’accelerazione fantastica nel primo traverso e una poppa da infarto, con Oracle incollato alle poppe kiwi che non mollano. Complice un salto di vento a sinistra, NZL va a girare la boa di sinistra senza ulteriori strambate mentre USA va a destra. Poi l’interruzione quando il vento supera il limite di 22,6 nodi fissato per la giornata. Tra poso la conferenza stampa, seguitela sulla nostra pagina Facebook.

Race 9 viene sospesa all’inizio della bolina quando i kiwi erano in vantaggio per il vento che per 5 minuti ha soffiato a più del limite previsto per la regata, di 22,6 nodi. Race 9 e 10 si svolgeranno quindi domani, ma ciò significa che matematicamente ETNZL non potrà vincere nel weekend, dato che il punteggio ora è 6 a 0 per ETNZL (le vittorie sono 6 contro 2). Race 11 e 12 si svolgeranno martedì.

 

Oracle sfila ETNZL che rischia la scuffia in race 8. Foto Oracle
Oracle sfila ETNZL che rischia la scuffia in race 8. Foto Grenier/Oracle

Incredibile race 8, vinta da Oracle per 52 secondi dopo uno splendido duello di virate in bolina. Ottima tattica di Ben Ainslie che è riuscito a splittare al cancello di poppa e a mantenere il tacking duel al centro del campo. All’incrocio decisivo, il quinto della serie, NZL quasi scuffia per un problema all’idraulica che non consente di invertire l’ala e rimedia una penalità per incrocio mure a dritta/mure a sinistra. La scuffia viene evitata per un’inezia e per i grinder che continuano a girare le manovella anche con la barca inclinata a 50° nella posizione che vedete qui sotto…

Il motivo tecnico è che l’ala di NZL non è autovirante. Il vantaggio è che spinge da subito dopo virata/strambata. Ma se per un qualche motivo non c’è pressione e rimane nella posizione delle mure precedenti s0no problemi… Dean Barker ha detto: “non avevamo l’idraulica per qualche ragione e se l’ala non vira quando la barca lo fa sei nei guai… Fortunatamente la barca si è riaddrizzata e non c’è stata collisione con gli altri ragazzi”.

L'attimo in cui ETNZL evita la scuffia per un'inezia nell'incrocio con USA. Foto Tognozzi
L’attimo in cui ETNZL evita la scuffia per un’inezia nell’incrocio con USA. Foto Tognozzi

Race 8 Performance Data

Course: 5 Legs/10.16 nautical miles
Elapsed Time: OTUSA – 23:09, ETNZ – 24:01
Delta: OTUSA +:52
Total distance sailed: OTUSA – 11.4 NM, ETNZ – 11.7 NM
Average Speed: OTUSA – 29.90 knots (34 mph), ETNZ – 29.32 knots (34 mph)
Top Speed: OTUSA – 44.58 knots (51 mph), ETNZ – 47.02 knots (54 mph)
Windspeed: Average – 16.6 knots, Peak – 19.6 knots
Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 8/8, ETNZ – 9/7

Ora ETNZL 6 vs Oracle 0

La giornata dll’ultima spiaggia per Oracle Team USA inizia con il consueto cielo grigio di nebbia che lascerà tra poco spazio a un vento sui 18-20 nodi per la prima regata e al limite dei 22 per la seconda. Race 8 è in programma alle 22:15 italiane. Alle 23.15 race 9. Emirates Team New Zealand conduce per 6 a -1 e ha bisogno di altre tre vittorie per riportare ad Auckland l’America’s Cup.

Race 8 – 13:15 locali 22:15 in Italia (-1.3 ebb – 21.7 knot wind limit)
Race 9 – 14:15 locali 23.15 in Italia (-0.4 ebb – 22.6 knot wind limit)

Guarda qui la diretta streaming delle regate a partire dalle ore 22:00 italiane.

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Durante le regate segui la nostra diretta sul twitter di Farevelanet.

ETNZL 6 vs Oracle Team USA -1 (9 punti necessari per i kiwi, 11 per USA)

ORACLE TEAM USA Crew List
Skipper: Jimmy Spithill (9), Tactician: Ben Ainslie (12), Strategist: Tom Slingsby (10), Wing trimmer: Kyle Langford (8), Jib trimmer: Joe Newton (5), Off-side trimmer: Rome Kirby (4), Grinders: Shannon Falcone (1), Joe Spooner (2), Jono MacBeth (3), Gillo Nobili (6), Simeon Tienpont (7)

Emirates Team New Zealand Crew List
Skipper/helmsman: Dean Barker (14), Tactician: Ray Davies (10), Wing Trimmer: Glenn Ashby (3), Trimmer: James Dagg (9), Bow: Adam Beashel (2), Pit: Jeremy Lomas (8), Pedestal 1: Chris Ward (7), Pedestal 2: Rob Waddell (11), Pedestal 3: Race 8 – Winston MacFarlane (4), Race 9 – Grant Dalton (6), Pedestal 4: Chris McAsey (5), Float/Grinder: Derek Saward (12)

Grant Dalton si prende una regata di riposo per la race 8, mentre sarà a bordo per race 9.

Iain Murray ha comunicato nel media briefing che oggi saremo al limite del vento, fissato per la corrente del giorno (oggi in uscita dalla Baia, quindi alzerà più choppy contrario all’andatura in poppa) prossimo ai 22 nodi. I modelli dicono vento appunto sui 22 nodi, siamo quindi al limite, soprattutto per la seconda regata del giorno.

Kimmy Spithill e Dean Barker. Foto Martin Raget
Kimmy Spithill e Dean Barker. Foto Martin Raget

Molte voci su modifiche alle prue di Oracle Team USA. Questa è la foto dell’AC72 americano scattata pochi minuti fa, che ne pensate? proprio il fatto della corrente contraria al vento, diversamente da quanto è sempre stato per la finale sin’ora, potrebbe portare significative differenze nelle prestazioni. Certamente Oracle ha accorciato il bompresso, come confermato dal sito ufficiale della Coppa.

Le prue di Oracle Team USA, in attesa a due ore da race 8. Foto Tognozzi
Le prue di Oracle Team USA, in attesa a due ore da race 8. Foto Tognozzi

 

3 COMMENTS

  1. Vedere un catamarano che si alza su uno scafo è una cosa abbastanza normale, certo vedere un AC72 che sta per scuffiare fa più impressione perché si pensa ai danni materiali ed economici che può causare. Tutte le foto sono impressionanti, ma quella di Tognozzi con vista soggettiva da prua è indubbiamente la più impressionante (immagino che anche farla non sia stato semplice, se non rischiosissimo).

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