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San Francisco, USA- The duel… così sarà ricordata questa Coppa America da fantascienza, inesistente nelle fasi iniziali della Louis Vuitton Cup ma spettacolare oltre ogni immaginazione in questa finale. Botta e risposta. I kiwi rispondono in race 10 e si portano a due sole vittorie dalla riconquista dell’America’s Cup. Splendida la decima regata, disputata ancora con 20 nodi di vento di fronte a moltissimi spettatori e barche in acqua. Un duello a velocità folli, oltre 40 nodi in poppa e fino a 32 in bolina, con due nodi di corrente in uscita. Dean Barker arriva a resistere alla pressione e al momento favorevole di Spithill, sostenuto dall’accoppiata d’oro Ainslie-Slingsby, riuscendo a difendere con i denti e gli attributi un interno in boa decisivo. Poi nella poppa i due AC72 divorano l’acqua frantumando le onde corte del choppy provocato dalla corrente in uscita dalla Baia, andando a girare la boa di sinistra con 11″ di margine con Ainslie che va a quella di destra.

Lo sprint di race 10 verso la prima boa, dove ETNZL riesce a mantenere l'interno in boa grazie a un'accelerazione spaventosa. Foto Martin Raget
Lo sprint di race 10 verso la prima boa, dove ETNZL riesce a mantenere l’interno in boa grazie a un’accelerazione spaventosa. Foto Martin Raget

Nella bolina, però, Ray Davies decide di non coprire e le coronarie impazziscono. Ainslie bordeggia bene, USA è velocissima e recupera i kiwi che pian piano sembrano consumarsi. Ma all’incrocio decisivo, pur passando di poppa, NZL va a destra, il che equivale ad avere le mure a dritta nell’incrocio decisivo. Così è, Spithill non passa e Davies ha la chance di decidere quale boa girare. Va per quella di sinistra, mentre Ainslie è costretto a quella di destra, girata in contemporanea. Ciò per i kiwi comporta avere le mure a dritta nell’incrocio decisivo, una pazzesca picchiata a 41 nodi che i kiwi sfruttano scendendo bene per passare di due lunghezze all’incrocio che decide tutto. A quel punto è fatta e la vittoria, la settima dell’AC Match arriva per 17″. Vincere era fondamentale per i neozelandesi, che così arrivano a due regate dalla vittoria finale. Si torna in acqua martedì e NZL potrebbe giocarsi il match point. Fondamentale vittoria, perché consente di spezzare la serie dei risurgenti oracliani (di americani, sceso Kostecki, a bordo ce n’è uno solo). Che regata e che finale, signori. Gli umili, geniali e tosti kiwi sorretti da un intero popolo contro i ricchissimi, taletuosi e superbi… Uno spettacolo mai visto che lascia però aperta la domanda di quanti team al mondo possano permettersi questo livello. Ma ci sarà tempo per parlarne perché al momento la vela e la Coppa stanno vivendo una sfida che forse resterà irripetibile perchè, sì, This is the America’s Cup, e chi non c’era si è perso qualcosa.

I duellanti volano in poppa. Foto Cameron
I duellanti volano in poppa. Foto Cameron

La conferenza stampa

Il video della replica:

James Spithill continua a esternare sicurezza e un po’ di superbia. Dice che “ogni giorno le prestazioni migliorano e avere gli ori olimpici di Ainslie e Slinsgby dietro le spalle dà un po’ di peso ma anche molta sicurezza e dà una grande forza per noi avere tali talenti nel team. Questo è uno sport di prestazioni e ogni sviluppo consente di andare più veloci e il tempo è fondamentale per farlo. Essere finalmente arrivati alle regate, a un race mode, consente di fare sempre meglio e vogliamo continuare a farlo ancora”.

James Spithill e Dean Barker, due modi opposti anche nell'impostare la comunicazione con i media. Foto Tognozzi
James Spithill e Dean Barker, due modi opposti anche nell’impostare la comunicazione con i media. Foto Tognozzi

Ben Ainslie, che finalmente dopo due edizioni della Coppa vissute in barca B, riesce a salire da protagonista a bordo com merita il suo ruolo di velista più vincente della storia, ha detto che “Nella mia carriera non ho mai fatto una vela eccitante come questa”.

Il celebre ghigno di Ben Ainslie. La tattica di USA appare migliorata da quando è salito a bordo al posto di John Kostecki. Foto Tognozzi
Il celebre ghigno di Ben Ainslie. La tattica di USA appare migliorata da quando è salito a bordo al posto di John Kostecki. Foto Tognozzi

Dean Barker appare sempre più consunto, come se si stesse consumando ogni giorno che passa. Il timoniere kiwi sta lottando con tutte le sue forze per mantenere il controllo. Sicuramente la presenza di Grant Dalton aiuta, ma vederlo lottare per migliorare ogni giorno, con la massima umiltà, è una delle cose più belle e autentiche di questa AC. Riuscirà a resistere ancora per due regate da vincere, prima che Oracle completi il suo tentativo di rimonta? Il 7 a 1 è un buon margine, e certo la vittoria in race 10 potrebbe essere fondamentale. “Ogni giorno entrambi i team imparano nuove cose e da luglio abbiamo sviluppato velocità e conduzione in modo esponenziale. Siamo molto ma molto felici per la vittoria in race 10 perché loro sono migliorati ed era un momento chiave per noi”.

Dean Barker in uno dei suoi rari sorrisi. Enormi le pressioni sul timoniere kiwi. Foto Tognozzi
Dean Barker in uno dei suoi rari sorrisi. Enormi le pressioni sul timoniere kiwi. Foto Tognozzi

Race 10 Performance Data

  • Course: 5 Legs/10.02 nautical miles
  • Elapsed Time: ETNZ – 22:00, OTUSA – 22:16
  • Delta: ETNZ +:16
  • Total distance sailed: ETNZ – 11.8 NM, OTUSA – 11.7 NM
  • Average Speed: ETNZ – 32.25 knots (37 mph), OTUSA – 31.76 knots (36 mph)
  • Top Speed: ETNZ – 43.01 knots (49 mph), OTUSA – 44.98 knots (52 mph)
  • Windspeed: Average – 18.3 knots, Peak – 22.3 knots
  • Number of Tacks/Jibes: ETNZ – 7/7, OTUSA – 7/7

Nostro video con l’arrivo di race 10:

Oracle domina race 9 e mette il primo vero punto sul tabellone dell’AC Match. In un vento di 20 nodi con 2,2 nodi di corrente contraria, Spithill ha vinto la partenza e Ben Ainslie ha chiuso tutte le porte ai kiwi. Ora il risultato è di 6 punti per NZL e 1 per USA, con 6-3 nel conteggio delle vittorie. Larry Ellison, che da ieri si è fatto rivedere qui a SF, esulta ma i neozelandesi mantengono ancora un buon vantaggio, anche se saranno ora loro a dover reagire.

Race 9 Dean Barker si fa incastrare nel prepartenza sulla layline di sinistra, con la conseguenza che deve necessariamente attendere che sia Oracle ad accelerare per primo. Alla prima boa sono 4 i secondi di vantaggio per Spithill. Da quel momento Ainslie applica una spietata tattica di match race, posizionandosi sempre tra l’avversario e la boa chiudendo tutte le porte ai kiwi. Non solo, la velocità di USA, almeno con vento forte e corrente contraria (molto il choppy visto nella Baia), è decisamente migliorata dopo le modifiche segrete di due giorni fa. 40,3 nodi la velocità massima della regata, per USA, con un oncredibile 33,3 nodi in bolina (2,2 dovuti alla corrente). Anche il boathandling in virata e strambata sembra migliorato. Alla fine il vantaggio è stato di 47″ (4″ a boa 1, 18″ a boa 2 e 33″ a boa 3).

Da notare l’enorme valore aggiunto alle spalle di Jimmy Spithill, con Ben Ainslie e Tommy Slingsby che portano l’inventiva e la solidità dei fuoriclasse delle classi olimpiche alla corazzata oracliana. Adesso saranno i kiwi a dover rispondere. A noi pare che per Spithill avere Ainslie e Slingsby dietro, ovvero 5 ori olimpici, sia un buon modo di avere le “spalle coperte”… Giovani, quindi, datevi sul serio alle classi olimpiche, è l’unico modo poi per arrivare al top della vela come i citati.

Race 9 Performance Data

    • Course: 5 Legs/10.02 nautical miles
    • Elapsed Time: OTUSA – 21:53, ETNZ – 22:40
    • Delta: OTUSA +:47
    • Total distance sailed: OTUSA – 11.3 NM, ETNZ – 11.5 NM
    • Average Speed: OTUSA – 31.63 knots (36 mph), ETNZ – 31.32 knots (36 mph)
    • Top Speed: OTUSA – 42.52 knots (49 mph), ETNZ – 42.54 knots (49 mph)
    • Windspeed: Average – 17.6 knots, Peak – 20.8 knots

Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 8/6, ETNZ – 8/8

La Gallery di Carlo Borlenghi:

Segui qui la diretta streaming, a partire dalle ore 22 italiane.

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Le modifiche di USA Sulle modifiche di USA, che Jimmy Spithill ha rivelato che non ci dirà mai, il nostro esperto e opinionista Luca Devoti ci dice che: “Oltre ad aver tolto il bompresso, pare soprattutto perfezionamento delle tecniche di conduzione: meno windage, fiocchi più piccoli. Magari foil un po’ meglio, comunque l’uso delle derive in virata cambia tutto, lasciano la deriva giù che li alza e poi la tolgono quando hanno pressione. Il punto chiave comunque a questo punto potrebbe essere la tenuta psicologica di Dean Barker, storicamente un po’ in difficoltà sotto pressione”.

Foto
NZL e USA in un duello di velocità ieri. Foto Kingman

A proposito di aggressività sta facendo molto discutere qui in sala stampaun pesante twit postato dallo skipper di Oracle James Spithill sul suo profilo ufficiale, e quindi pubblico. “Non ci sono io qui, solo battiamo quegli str…i”, riferendosi ai kiwi. Gesto certamente non elegante, e molto pesante in lingua inglese, di cui è stato chiesto pubblicamente conto in conferenza stampa a Stephen Barclay, che ha preferito non commentare.

L'eleganza mattutina di Spithill
L’eleganza mattutina di Spithill

Per la cronaca l’inclinazione misurata di NZL al momento della quasi scuffia di ieri era di 44,8°…

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