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San Francisco, USA- Incredibile, ma questa Coppa America finirà mai? Spithill era ormai cadaverico e Ben alla fine ha detto “meglio forunati che bravi”… Ma in 40 minuti arrivare a un piccolo misero miglio dalla conquista della Coppa e sentire il Comitato che ti blocca… non una bella mano per i kiwi che avevano saputo destreggiarsi al meglio nella nebbia e nelle ariette della Baia lasciando Oracle a distanza abissale. In partenza era stato Spithill il più svelto, ma poi con i code zero a riva sono stati i kiwi a trovare il vento. Mitico Ray Davies, il tattico di NZL, che è andato a cercarsi le raffiche trovandole con mosse tanto coraggiose quanto rassicuranti per il suo timoniere Dean Barker. Come sempre si fa nella vela quando il vento è ballerino, alzando gli occhi al cielo per guardare le nuvole. Anche nell’era spaziale degli AC72.
Frustrazione su NZL nell'istante in cui viene sospesa una regata dominata a un miglio dalla conquista dell'America's Cup
Frustrazione su NZL nell’istante in cui viene sospesa una regata dominata a un miglio dalla conquista dell’America’s Cup
Alla fine, però, i 40 minuti del tempo limite sono risuonati insensibili spegnendo la gioia dei neozelandesi. Un bel colpo di sorte per Oracle, ma ora i kiwi devono stare attenti a non perdere la concentrazione, perché Oracle è a 3 punti e in crescita, mentre NZL, che davvero meriterebbe questa Coppa, non deve distrarsi. “Pensare positivo e essere concreti, come avevamo fatto oggi, per dare ancora una volta il meglio domani”, ha detto Dean Barker. Dall’altra parte Spithill, al solito aggressivo anche in conferenza stampa, ha detto che “A terra ci rispettiamo ma in acqua arriveremmo a ucciderci, non abbiamo altra opzione se non fare tutto ciò che sia possibile per vincere, continuiamo a pensare a una regata alla volta”.
Dean scruta il rivale Jimmy nella conferenza stampa di ieri. La finale di Coppa si sta trasformando anche in una sfida psicologica tra i due. Foto Borlenghi
Dean scruta il rivale Jimmy nella conferenza stampa di ieri. La finale di Coppa si sta trasformando anche in una sfida psicologica tra i due. Foto Borlenghi
E ora che succede? Tutta la Nuova Zelanda stava soffiando su quell’ala, ma agli antipodi dovranno soffrire ancora, con la speranza di una mano da Sir Peter Blake sotto forma di una raffica amica. Così sarebbe potuto essere ma è andata diversamente.
Perché, invece, le raffiche amiche ci sono state sì, ma per Oracle Team USA, che è andato a vincere la ripetizione di race 13 per 1’24”. Quasi morto mezz’ora prima, con la Coppa praticamente già imbarcata su un volo per Auckland, Oracle resuscita prolungando ancora questa incredibile finale di America’s Cup. Adesso siamo 8-3 nel punteggio (8-5 per le vittorie) e ai kiwi restano ancora cinque match point. I primi due si giocheranno domani sera, sempre dalle 22.15 e sempre con le ormai seguitissime dirette su Farevelanet.
Oracle precede NZL nella ripetizione di race 13. Foto Martin Raget
Oracle precede NZL nella ripetizione di race 13. Foto Martin Raget
In partenza Dean Barker era riuscito a resistere a un assalto coltello alla gola di Spithill, con una scodata da maestro che ha impedito l’ingaggio (in quel caso, Spithill avrebbe potuto orzare impedendo a NZL di partire) consetendogli di lanciarsi in vantaggio verso la prima boa. In poppa Aotearoa scende meglio e più rapida, quindi si avvicina maggiormente alla boa quando le barche sono mure a sinistra. Ma ecco che, alla fatidica Alcatraz, arriva la prima raffica favorevole, sotto forma di una maggior pressione sulla sinistra (per chi scende) che in pochi secondo riporta sotto Ben Ainslie. Il quattro volte oro olimpico, che da quando è salito su Oracle sta facendo vedere cosa significa saper vincere così tanto in una classe olimpica come il Finn, coadiuvato dal sempre brillante Tom Slingsby chiama la strambata mure a dritta. Dean Barker è mure a sinistra. O si stramba o si prova a passare… Ray Davies commette forse il suo primo errore della finale forzando. Un duello faccia faccia in foling a 25 nodi, ovvero circa 50 nodi di avvicinamento… Ci vuole molto, ma molto sangue freddo. E quello di Spithill come quello di Barker è gelido, glaciale. Come le acque della Baia su cui in quell’istante sfrecciano i 72. Barker ci prova ma le prue di Oracle sono vicine e ti puntano come un forcone lanciato in un pagliaio. Vorrebbero azzannarti, se solo fosse possibile, ma all’ultimo istante Jimmy orza per evitare una collisione di dimensioni catastrofiche e protesta. Gli umpire ci pensano un po’ ma la penalità c’è, non ci sono dubbi. In ogni caso la strambata successiva di NZL li porta dietro.
L'incrocio chiave di race 13. NZL forza mure a sinistra ma non passa, USA evita la collisione con un'orzata all'ultimo istante. Penalitù per i kiwi
L’incrocio chiave di race 13. NZL forza mure a sinistra ma non passa, USA evita la collisione con un’orzata all’ultimo istante. Penalitù per i kiwi
L'incrocio visto da dietro USA
L’incrocio visto da dietro USA
Ma non è finita, perché al cancello di poppa è ora NZL a scendere bene con aria sulla sinistra. Davies invece di girare la boa di destra, ordina una strambata per presentarsi mure a dritta su Oracle. E lì è Superben che si materializza ancora una volta, chiamando una puggiatina per conquistare l’interno sulla zona delle tre lunghezze alla boa di sinistra, che come noto da regolamento prevale sulle mure a dritta. I kiwi si ritrovano con un due di picche in mano e devono ristrambare a bassa velocità per girare la boa.
Nella bolina Ray Davies riesce a riconquistare un po’ di leva utile, ma poi un salto esagerato (la seconda raffica pro oracliana) a sinistra di 45° mette fine alla regata trasformando la poppa in un lato senza senso fino alla quinta vittoria di Oracle e al terzo punto sul tabellone. Ora siamo 8-3 e domani sera ci sarà ancora da soffrire ed entusiasmarsi, per una delle più intense finali di America’s Cup che si ricordino. Anche se, ripetiamo, tutta la Nuova Zelanda è stata a soli 1.852 metri dalla riconquista della Coppa. Chi si intende di mentalità sportiva, sa che si deve guardare solo al domani e a far bene ciò che si sa far bene. Questi e altri saranno i pensieri notturni di Dean Barker e di James Spithill dall’altra.
Gallery di Carlo Borlenghi:
La conferenza stampa in streaming:

Race 13 Performance Data

Course: 5 Legs/10.08 nautical miles
Elapsed Time: OTUSA – 27:20, ETNZ – 28:44
Delta: OTUSA +1:24
Total distance sailed: OTUSA – 10.9 NM, ETNZ – 10.8 NM
Average Speed: OTUSA – 24.16 knots (28 mph), ETNZ – 22.63 knots (26 mph)
Top Speed: OTUSA – 33.90 knots (39 mph), ETNZ – 33.74 knots (39 mph)
Windspeed: Average – 9.8 knots, Peak – 13.2 knots
Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 5/7, ETNZ – 6/8

Il replay della regata

Un’altra sfida da non perdere, che, in caso di successo oracliano, vedrà poi anche race 14. Vento previsto tra i 10 e i 15 nodi, che dovrebbe garantire anche la seconda regata in caso di necessità. Per seguirla in diretta, al solito, questo è il player:

Diretta sulla nostra pagina Facebook con aggiornamenti, foto e commenti.

Durante la regata diretta twitter sul nostro account.

 Punteggio ETNZL vs Oracle Team USA 8-3 (8-5 come vittorie)

ETNZL insegue Oracle nella race 12. Foto Martin Raget
ETNZL insegue Oracle nella race 12. Foto Martin Raget

 

5 COMMENTS

    • La regata è stata annullata per raggunto tempo limite massimo, fissato in 40 minuti dal via. I kiwi erano a un miglio dalla vittoria della Coppa con Oracle spacciato. La norma è contenuta nelle istruzioni di regata, quindi doveva essere applicata. Un saluto

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