SHARE

San Francisco, USA- Sir Ben Ainslie, più che Oracle Team USA, vince le race 14 e 15 e porta il defender a 8-5 (8-7 come vittorie). Emirates Team New Zealand perde per la prima volta due regate in un giorno e testimonia la sua paura di perdere nella postura scomèposta e nella parole frammentate del suo skipper Dean Barker.

Oracle, dominatore della giornata. Foto Pinto
Oracle, dominatore della giornata. Foto Pinto

E ora che succede? Domani altre due regate, la 16 e la 17, in cui ETNZL dovrà assolutamente cogliere quella ultima vittoria che ancora le manca per consegnare a un’intera nazione l’America’s Cup più contesa della storia. Ma qui, ormai, non si parla di velocità nè di scelte tecnica. Pare ormai questione solo di leader, di vincenti o di perdenti. E’ vero, Oracle Team USA è migliorato molto e la sua curva di cresita pare un po’ più ripida di quella dei kiwi. Più si va avanti, quindi, e più conviene a Oracle. Dean Barker si sta consumando come una candela accesa e tutto ormai consiste nel fatto se ciò che resta di quella fiammella sarà sufficiente per vincere questa ultima maledetta regata. Se due giorni ga è mancato un solo miglio alla storia, oggi restano tre punti di vantaggio, ma nessuno si augura di arrivare sull’otto a otto e di giocarsi magari una Coppa America per una raffica di vento sotto Alcatraz.

Oracle fa ora paura quando puggia appena un po’ in bolina e decolla in foiling controvento a 31 nodi, ma Aotearoa è comunque gran barca, portata molto bene. Il problema è nella resistenza mentale. Proviamoci noi a giocarsi il trofeo più ambito, e a doverne dare conto a tutta una nazione che ti guarda dritto negli occhi, con mezz’ora quotidiana di domande da radio e televisioni, con la possibilità di diventare un eroe nazionale o dover nascondere lo sguardo quando entri in un pub di Auckland per essere inchiodato come colui che perse la Coppa da un vantaggio di 8 a 1. Perché questo è, aggiungiamo purtroppo ma il dovere di cronisti ci obbliga ad analizzare i fatti, ciò che sta accadendo a Dean Barker. Servirà il migiore Grant Dalton per dare un’iniezione di fiducia e di gestione dello stress. Perché quando la testa perde colpi anche le parti di quella macchina perfetta che è ETNZL iniziano a incepparsi. E così si spiegano quel paio di errori tattici commessi oggi, per la prima volta, dall’impeccabile Ray Davies.

Oracle costringe ETNZL all'orza difendendo il vataggio alla prima boa nella prima regata di oggi. Foto Martin Raget
Oracle costringe ETNZL all’orza difendendo il vataggio alla prima boa nella prima regata di oggi. Foto Pinto

Dall’altra parte c’è James Spithill, lo spaccone, gran partente ma neanche lui mai vincente sotto pressione. La variabile che a questo punto fa pendere la bilancia temporale dalla parte di Oracle, è costituita da quei due tipi che sono alle spalle di Jimmy Peldicarota, ovvero Sir Ben Ainslie e Tommy Slinsgby, l’eroe olimpico, il vincente per definizione, il frantumatore di avversari, e il sorriso buono e rassicurante del talento, del bravo ragazzo australiano. La formidabile coppia, rispettivamente tattico e stratega di Oracle, è il vero valore aggiunto e costituisce quella solidità che James Spithill non aveva quando c’era John Kostecki accanto a lui. In conferenza stampa Spithill ha reso merito a Kostecki, ma la realtà è che da quando è salito Ben Ainslie le dinamiche sono cambiate. Vederli girare insieme i grinder e allo stesso tempo analizzare il campo e decidere le chiamate, il tutto con tempi di reazione da non lasciare spazio al dubbio, è uno spettacolo nella spettacolo assoluto di questa finale di Coppa.

La sicurezza e l’azzardo calcolato, la creatività degna del miglior Torben Grael, si è vista oggi nelle chiamate a 30 nodi della coppia Ben-Tommy. Aisnlie ha reso il giusto merito al suo compagno di afterguard nella chiamata al cancello di bolina di race 14 che ha deciso quella regata per gli americani. Ha parlato da leader in conferenza stampa, dicendo che “qui non si tratta di individui, qui è l’intero team che lavora e crede che possiamo vincere”. Il buon Ainslie, a differenza di Jimmy che sempre sempre recitare una parte studiata, sembra conoscere anche le tecniche di comunicazione. In conferenza o a bordo dell’AC72 parla rilassato, con il corpo disteso, respira dilatando tutta la cassa toracica ossigenando corpo e mente. Il suo rivale Dean Barker oggi era appoggiato, un po’ incupito, con le mani incrociate, ripetendo frasi positive ma non interiorizzate.

Il celebre ghigno di Ben Ainslie. La tattica di USA appare migliorata da quando è salito a bordo al posto di John Kostecki. Foto Tognozzi
Il celebre ghigno di Ben Ainslie. La tattica di USA è migliorata da quando è salito a bordo al posto di John Kostecki. Foto Tognozzi
Tom Slingsby, la sua freschezza velica è una delle armi residue del defender. Foto Tognozzi
Tom Slingsby, la sua freschezza velica è una delle armi residue del defender. Foto Tognozzi

Ainslie, più che Spithill, sta seguendo una strategia per divorarsi il suo rivale. Se Spithill attacca rinforzando le difese del popolo kiwi, Ben nasconde la sua strategia, non dà l’impressione del vincente perché il rivale non cresca. Gli dice che è molto bravo (ma sta perdendo), che ha un gran vantaggio (ma gli sta mangiando molti punti), che lo rispetta (ma gli ridi in faccia) cme rispetta tutti i suoi amici kiwi, “ma ora regato per Oracle e voglio batterli”. Dean è un mese che sembra un automa e non è storicamente abituato a questo livello di tensione. Ainslie più Slinsgby rappresentano invece cinque medaglie olimpiche e questa nota è forse l’unica che fa apprezzare Oracle, per altri versi di una supponenza e prepotenza indifendibili. Lo show in corso dato da Ben Ainslie e Tommy Slinsgby, che stanno letteralmente salvando la testa al loro timoniere Jimmy Spithill, è la miglior esibizione possibile della grandezza e della potenza della vela olimpica, al suo meglio. Superbi. I vincenti al posto giusto. Riuscirà, quindi, ETNZL a vincere questa maledetta ultima regata?

Sì, Dean Barker e i kiwi ce la possono fare. Devono farcela. Ma occorrerà attaccare in partenza. Oggi, per due volte, Barker ha avuto la possibilità di farlo ma non ha voluto rischiare. Da domani bisognerà farlo. Il ruolo di Dalton sarà fondamentale, la barca dovrà tornare a sfrecciare cme nei primi giorni della finale. Ma la Nuova zelanda può farcela. “Domani sarà un altro giorno”, ha detto Barker alla fine, “e sì possiamo vincerla questa maledetta regata”.

La gallery di Carlo Borlenghi

Race 14 Performance Data

  • Course: 5 Legs/10.22 nautical miles
  • Elapsed Time: OTUSA – 33:47, ETNZ – 34:10
  • Delta: OTUSA +:23
  • Total distance sailed: OTUSA – 12.8 NM, ETNZ – 13.1 NM
  • Average Speed: OTUSA – 23.31 knots (27 mph), ETNZ – 22.58 knots (26 mph)
  • Top Speed: OTUSA – 36.60 knots (42 mph), ETNZ – 35.41 knots (41 mph)
  • Windspeed: Average – 11.4 knots, Peak – 14.9 knots
  • Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 8/12, ETNZ – 8/12

Race 15 Performance Data

  • Course: 5 Legs/10.22 nautical miles
  • Elapsed Time: OTUSA – 27:34, ETNZ – 28:11
  • Delta: OTUSA +:37
  • Total distance sailed: OTUSA – 12.0 NM, ETNZ – 11.9 NM
  • Average Speed: OTUSA – 26.23 knots (30 mph), ETNZ – 25.40 knots (29 mph)
  • Top Speed: OTUSA – 41.80 knots (48 mph), ETNZ – 40.35 knots (46 mph)
  • Windspeed: Average – 12.9 knots, Peak – 18.0 knots
  • Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 7/7, ETNZ – 7/9

 

Diretta Streaming, alle 22:15 segnale di avviso di race 14. A seguire Race 15, se necessaria in caso di vittoria di Oracle.

Diretta sulla nostra pagina Facebook con aggiornamenti, foto e commenti.

Durante la regata diretta twitter sul nostro account.

ETNZL 8 vs Oracle Team USA 5 (8-7 come vittorie)

Race 14 In partenza NZL potrebbe attaccare da dietro ma non lo fa posizionandosi sopravvento. Ciò consente a Spithill di orzare come da regolamento portando i kiwi molto sopravvento alla boa. Da quel momento è Ben Ainslie a prendere in mano il defender, coadiuvato da un altrettanto grande Tommy Slingsby, chiamando scelte tattiche perfette e ad alto rischio. Senza sbagliare una mossa in una regata in cui il vento oscilla tra i 12 e i 15 nodi, con salti a sinistra e improvvisi buchi.

Nonostante i 24″ di ritardo al cancello di poppa, Ray Davies riesce a splittare e a riportarsi sotto, ma alla virata decisiva NZL sbaglia i tempi e rallenta consentendo a Spithill di incrociare ancora. Alla boa di bolina, con le barche molto vicine tatticamente è un’idea geniale di Ainslie a riconsegnare il vantaggio al suo timoniere, andando a chiamare una doppia virata tattica per girare la boa di destra. La cosa riesce e USA decolla. Ma non è finita perché NZL risce comunque a trovare pressione. Ma, all’incrocio decisivo con le barche praticamente pari, NZL decide di andare a destra dove trova un clamoroso buco d’aria sotto Alcatraz, che gli fa fare il classico “tergicristallo” o “bordo piatto”. USA scappa ancora e non ci sono più chance. La vittoria per Oracle arriva con 23″. Ora siamo 8-4 per ETNZL. Tensione alle stelle a Frisco.

NZL e Oracle volano in foiling in poppa. Foto Martin Raget
NZL e Oracle volano in foiling in poppa. Foto Martin Raget

Le liste equipaggio di oggi. Grant Dalton ha rinunciato ancora una volta a salire a bordo.

ORACLE TEAM USA Crew List
Skipper: Jimmy Spithill (9), Tactician: Ben Ainslie (12), Strategist: Tom Slingsby (10), Wing trimmer: Kyle Langford (8), Jib trimmer: Joe Newton (5), Off-side trimmer: Rome Kirby (4), Grinders: Shannon Falcone (1), Joe Spooner (2), Jono MacBeth (3), Gillo Nobili (6), Simeon Tienpont (7)

Emirates Team New Zealand Crew List
Skipper/helmsman: Dean Barker (14), Tactician: Ray Davies (10), Wing Trimmer: Glenn Ashby (3), Trimmer: James Dagg (9), Bow: Adam Beashel (2), Pit: Jeremy Lomas (8), Pedestal 1: Chris Ward (7), Pedestal 2: Rob Waddell (11), Pedestal 3: Winston MacFarlane (4), Pedestal 4: Chris McAsey (5), Float/Grinder: Derek Saward (12)

Ore 20 D’accordo le regole sono regole e si applicano, rendendo la vittoria del migliore ancora più soddisfacente, ma la sensazione che le regole si rispettino soprattutto quando favoriscono il defender Oracle c’è. Inutile nasconderlo, quando l’America’s Cup Match sta andando per le lunghe tra rinvii, troppo o poco vento, salti, pioggia, corrente, tempo limite, orario massimo, campo di regata costretto e via così. Comunque, ciò potrebbe rendere il successo eventuale di Emirates Team New Zealand ancora più storico. Ma per farlo, però, manca ancora questa benedetta nona vittoria, con Oracle che intanto è arrivato a tre punti e punte ormai chiaramente a mandarla per le lunghe, consapevole del fatto che più si va avanti e più la resistenza kiwi potrebbe vacillare.

Mai accampare scuse, che sono alibi per i deboli, e i kiwi non lo farebbero nè lo hanno fatto mai. Per cui a lottare questa sera per race 14 e 15, con condizioni di vento ideali, vento annunciato tra i 15 e i 20 nodi e sole dopo la pioggia di ieri. Il limite di vento per la prima prova è 21,6, per la seconda 22,7. Per cui tutti davanti al player della diretta streaming che Farevelanet vi propone anche questa sera, a partire dalle ore 22. Notizia dell’ultim’ora, tanto per semplificare e cose c’è pure una balena nella Baia. Iain Murray è arrivato a dire che se il cetaceo dovesse entrare nel campo di regata, la prova sarebbe sospesa. Da non crederci.

 

18 COMMENTS

  1. C’è un accordo economico per far durare la coppa più a lungo possibile dato che la LV Cup è stata praticamente inesistente. Gli sponsor devono rimanere in vista più a lungo e questa apparente incertezza nei risultati sta portando più persone a guardare le regate. Altrimenti non si giustificherebbero gli assurdi errori non appena i kiwi recuperano, la mancanza di aggressività in partenza e il non aver mai fatto una protesta. Spero che passato il week end dove gli ascolti sono maggiori, si finita sta messa in scena!

    • Purtroppo, per assurdo, vorremmo che fosse così, ma la faccia di Dean Barker dice tutto il contrario. Ciao Giuseppe

      • Purtroppo vorremmo che fosse così?!?! Ma siamo matti??!! ma questo cos’è? Un giornale o una fanzine di Team New Zealand. Cioé,a Fare Vela cosa gliene vine a fare (mi ca da ieri) questo spudorato tifo per i kiwi? ma il ripsetto per chi tifa Oracle o semplicemente il rispetto per chi vuole leggere di Coppa senza dover leggere articoli scritti da un ultrà neozelandese? Giornalismo da due soldi…

        • Buongiorno Pietro, A FV non gliene viene nulla, se non provare a rappresentare i sentimenti della stragrande maggioranza degli appassionati che tifa per NZL, salvo riconoscere la bravura di chi alla fine avrà vinto perchè è stato il migliore. FV è anche l’unica testa specializzata (insieme a Yacht Capital) che è andata a San Francisco per due volte, in luglio a inizio LVC e a settembre per l’AC Match, per vedere con i propri occhi cosa stava accadendo e provare a raccontarlo da cronisti ai nostri lettori, che pare stiano apprezzando in molti. Ed è proprio in loco che abbiamo visto e notato molti aspetti di Oracle Team USA che non sono proprio un esempio di sportività e di lungimiranza manageriale. Che poi i grandi velisti di Oracle Team USA possano fare la differenza è una bella storia di sport e, infatti, noi siamo qui per raccontarla. A Coppa finita analizzeremo tutti gli aspetti, anche quelli di cui sin’ora non si molto parlato. Non abbia dubbi. Ovviamente chi tifa Oracle merita l’assoluto rispetto, ci mancherebbe, e da FV non troverà mai un’anbaisi non basata sui fatti. Se legge cosa abbiamo scritto oggi, noterà come a questo punto la situazione mentale per i kiwi è assai complessa e la coppia Ainslie-Slingsby è un notevole punto a favore del defender. Un saluto

          • Evidentemente non ha proprio capito allora. Ci siamo stati per un mese, noi unica testata specializzata, e le assicuriamo che di cose interessanti ne abbiamo viste molte.

    • Io sono completamente d’accordo con Giuseppe.
      Pensiamo alla prima della regata 13, quella annullata. Com’è possibile che con tutte le informazioni che hanno su queste benedette barche, con il vento che si è mantenuto fondamentalmente stabile, con ETNZ che volava rispetto ad Oracle fino ad avere 2 minuti di vantaggio e 1200 mt di vantaggio non sia riuscita a completare la regata perchè il tempo limite non era sufficiente?
      Mi spiace… non ci credo!!!

  2. Certo se alla fine i due punti di penalizzazione di Oracle fossero determinanti, sarebbe il più grande trionfo della giustizia sportiva.
    Forza Kiwi

  3. Quando una partenza pari diventa una partenza vinta, grazie ad accelerazione e velocità in grado di resistere da sottovento alla puggiata dell’avversario , chi è dietro dovrà rincorrere. Si deve sottolineare che ieri, in entrambe le regate, Oracle è entrata nel campo con mure a sinistra, il che ha finora dimostrato costituire un grosso vantaggio in partenza. I kiwi si sono ben difesi, ma contro questa Oracle non basta più. Oggi dovranno assolutamente prendersi il sottovento in partenza e girare primi boa 1, perchè per chi arriva dietro, come è successo ieri entrambe le volte a NTZL, è poi imbottigliato sul campo “piccolo”, in relazione alla velocità delle barche, con poche opzioni tattiche ed il conseguente obbligo a forzare le scelte, anche eseguendo un più elevato numero di manovre (ogni abbattuta e virata costa rospettivamente almeno 3 e 5 secondi, di più con poco vento), nel disperato tentativo di smarcarsi. Senza quindi nulla togliere alla sostanza dell’articolo, penso che il merito maggiore nelle 2 vittorie di ieri sia attribuibile alle partenze di Spihtill… ed alla velocità diventata dannatamente buona della loro barca. Nonostante poi il buon controllo tattico di Oralce, si deve sottolineare come di bolina finora NTZL ha sempre dimostrato il suo valore. La mia fiducia nei kiwi resta intatta e sono certo che stasera Ben, Tom, James e gli altri bravi velisti di Oracle (tranne ovviamente Roussel e Larry) finiscano la loro serata a bere birra, sportivamente invitati alla grande festa kiwi… con cui si chiuderà questa bellissima, incredibile, pazzesca edizione di America’s Cup. Si accettano scommesse 😉 !!

  4. Competizione spettacolare! Anche i campioni come Dean Barker, Glenn Ashby, e Ray Davies sono uomini….e come tali quando sotto pressione fanno errori… da comuni mortali. La domanda è….ma quante partenze ha vinto Nzl su 15 regate? Questo ci dovremmo chiedere, adesso che Usa ha recuperato il gap di velocità di bolina e la maestria nelle manovre che prima vedeva in vantaggio i neozelandesi. Il resto poi ce lo mettono una coppia delle meraviglie alla tattica Big Ben – Tom Slingsby, che manderebbero dallo psicologo chiunque. Al di là del livello tecnico-tecnologico di queste fantastiche imbarcazioni, mi pare che l’elemento umano in questo momento sia il fattore determinante. Così come deve essere in uno sport. Bellissimo.

  5. Buongiorno
    al di la di scelte tattiche meno felici o di necessità e presunta sfortuna, a me pare – che quando sono sullo stesso bordo – Oracle faccia 1-2 nodi di piu… e questo sia di bolina che di poppa. Ciò è confermato anche dalle velocità medie.

  6. mi spiace dirlo ma se Barker e co. non si svegliano in partenza saranno ricordati per essersi fatti strappare dalle mani una coppa che già stringevano (8 a 1!!!!); io detesto profondamente Oracle e tutta la banda ma bisogna riconoscere che hanno fatto dei progressi incredibili e stanno navigando meglio

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here