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San Francisco, USA- Questa rischia di trasformarsi in una delle storie sportive più incredibili di sempre, e non solo nella vela. Un team che conduce per 8 a 1, e che ha mancato la nona e decisiva vittoria solo per un misero miglio, milleeottocentocinquantaduemetri oltre il tempo massimo, che si vede rimontare fino all’8 a 6. Mentre a Emirates Team New Zealand manca ancora quella maledetta vittoria, Oracle Team USA è ora a soli tre successi dalla difesa della sua America’s Cup. E, soprattutto, ha un’inerzia dalla sua che pare la corrente in uscita dalla Baia nei giorni di luna piena.

Oracle Team USA ha vinto anche race 16 con un delta finale di 33 secondi, portando a sei i suoi punti e pareggiando il conteggio delle vittorie effettive. Emirates Team New Zealand sembra vittima della paura di perdere del suo timoniere Dean Barker. La barca non sembra più snella, portata alla perfezione come nei primi giorni, è confusa, saltalenante, a volte si siede in strambate che soli dieci giorni fa riuscivano alla perfezione. Vi sono scelte che appaiono contorte, come quella oggi di issare il code zero nel traverso senza usarlo. Risultato: un drag spaventoso, in barche basate quasi solo sull’aerodinamica è come mettere un palo di trenta metri sulle prue, e una velocità molto inferiore a quella di Oracle Team USA, che infatti decolla e saluta per cotanto regalo. “In effetti, non aiutava”, ha ammesso Dean Barker nella prima intervista dopo la sconfitta, ma allora perché farlo? Confusione? Paure?

USA in foiling e NZL seduta, è l'immagine della regata di oggi. Foto Martin Raget
USA in foiling e NZL seduta, è l’immagine della regata di oggi. Foto Martin Raget

Il resto della regata non ha storia, con Ben Ainslie e Tom Slinsgby che dipingono boline con una sicurezza irrisoria, frutto della loro sapienza velica e di una semplicissima annotazione. Loro sono dei vincenti. Lo hanno dimostrato dovendo gestire situazioni da infarto in anni di vittorie nelle classi olimpiche al massimo livello. Dean Barker, che alle Olimpiadi è arrivato 13esimo in un’edizione (Finn, Atene 2004), è una ruota del sin’ora perfetto ingranaggio Team New Zealand. Se si inceppa un  meccanismo sono guai. Il resto della macchina soffre, fa fumo, perde olio. Aotearoa sembra un’altra barca ma non è più lenta. Sono James Spithill e compagni a portare meglio la loro. Un tredicesimo non è la stessa cosa di cinque ori olimpici, in quanto a gestione dello stress. Inutile girarci intorno.

Per colmo dell’ironia, potrebbe essere stata proprio l’ormai celebre Kostecki Call, l’errore che costò al tattico titolare John Kostecki il posto e fece salire a bordo Ben Ainslie dopo race 5, il punto di svolta di questa Coppa, al di là degli evidenti miglioramenti americani, che Spithill non manca di ripetere a ogni intervista, come se ogni notte nell’enorme Base al Pier 80 della periferia di Frisco legioni di piccole formichine provvedessero a chissà quali migliorie. Detto per inciso, ma come è stato possibile che chi lo ha avuto nel team (compresi i kiwi) abbia tenuto un dio della vela come Ben Ainslie su un gommone per quasi tre Coppe?

La conferenza stampa live:

Emirates Team New Zealand è ora completamente accerchiato. Appare come il convoglio di pionieri nel ridotto con gli indiani che cavalcano in cerchio e tirano frecce, fucilate, pietre. Già perché la voce che è iniziata a circolare a San Francisco, se verosimile, sarebbe più pesante delle intere Montagne Rocciose. Se domani, udite udite, Oracle dovesse vincere race 17 portandosi sul 7-8, potrebbe fare un gesto clamoroso: 7+2=9, ho vinto nove regate, quindi mi tengo la Coppa e ricorro alla Corte di New York, competente per faccende legate al Deed of Gift. Alla faccia della sentenza di una Giuria Internazionale indipendente e di un caso di AC45 truccati.

Quali pensieri nella mente di Dean Barker? Foto Bontempelli/SailRev
Quali pensieri nella mente di Dean Barker? Foto Bontempelli/SailRev

Ma questo non deve oggi preoccupare i kiwi. E’ ora di far gruppo, distrarsi, pensare a partire bene e navigare pulito. I sorrisi che si iniziano a scorgere sui volti degli oracliani sono evidenti e la scelta di oggi di ritardare la partenza per rendere possibile solo una regata, appare una piccola tessera della pressione in cui Emirates Team new Zealand sta cadendo senza paracadute. Qualunque occhio velico scorgeva nella Baia le condizioni per partire da almeno un quarto d’ora, invece si sono attese le 13:45 per rendere matematicamente impossibile una seconda regata. “This is the America’s Cup, guys”, dove non si fanno prigionieri, ed è quanto esattamente sta accadendo a San Francisco.

Ciò non toglie che Oracle Team USA stia ora navigando meglio, che la barca sia veloce e i suoi uomini pensanti siano eccelsi. Che il team sia coeso, una vera corazzata, ben pagata ma anche con grandi mezzi tecnologici e professionali. I veri campioni a bordo aiutano. “Avere Ben e Tom lì dietro è per noi un valore aggiunto enorme, si compenetrano alla perfezione”, ripete sempre Spithill, non a torto. A oggi Oracle meriterebbe anche di vincere sull’acqua questa America’s Cup. Appunto. Sull’acqua. Domani altre emozioni su questi schermi.

Folla oggi all'AC Park.
Folla oggi all’AC Park.

Race 16 Performance Data

  • Course: 5 Legs/10.21 nautical miles
  • Elapsed Time: OTUSA – 30:43, ETNZ – 31:16
  • Delta: OTUSA +:33
  • Total distance sailed: OTUSA – 11.8 NM, ETNZ – 11.7 NM
  • Average Speed: OTUSA – 23.21 knots (27 mph), ETNZ – 22.46 knots (26 mph)
  • Top Speed: OTUSA – 38.05 knots (44 mph), ETNZ – 36.61 knots (42 mph)
  • Windspeed: Average – 12.0 knots, Peak – 14.1 knots
  • Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 10/10, ETNZ – 10/10

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11-13 nodi da WSW sul campo di regata. Si parte alle 22:45. NZL ha il code zero a bordo, USA no.

Ore 20 Lo scontro più sensazionale e intenso che si sia mai visto nella storia dell’America’s Cup vive oggi, questa volta davvero, il momento della verità. Riuscirà Emirates Team New Zealand a vincere quella maledetta nona regata o il defender Oracle Team USA continuerà nella sua rimonta? Oggi alle 13:15 ora della California (questa sera, alle ore 22:15, in Italia) si disputa la race 16, seguita alle 23:15 dalla race 17. In caso di almeno un successo kiwi, l’America’s Cup volerà ad Auckland e Luna Rossa sarà il prossimo challenger of record. In caso di due vittorie di James Spithill e compagni, invece, ci troveremmo sull’8-7, con le due regate in programma martedì 24 settembre da infarto, compresa l’eventuale bella finale sull’8-8.

Le condizioni meteo prevedono vento più leggero, con una decina di nodi per la prima regata e sui 14-15 per la seconda. Il che obbligherà probabilmente a opzioni tattiche da tutto o niente e a scelte ad altissimo rischio. Ma, si sa, alla fine vinceranno i migliori e questa giornata assegnerà probabilmente il più ambito trofeo velico e il diritto a deciderne il futuro. Opzione che, comunque, terrà conto del punto di non ritorno rappresentato da questa edizione couttsiana.

Il punteggio è di 8-5 per ETNZL, ma le vittorie sono 8-7 per i neozelandesi, il che significa che l’equilibrio è ormai assoluto. Decisiva pare sia l’attitudine alla vittoria. La capacità di dare il meglio nel momento decisivo, nel gesto non rimandabile, sia essa una regolazione o una scelta tattica. Dean Barker, il timoniere kiwi, pare allo stremo delle sue risorse mentali. Dall’altra parte Spithill è sorretto da Ben Ainslie e Tom Slingsby, due vincenti per definizione che però non tengono il timone in mano. La partita è apertissima e sarà probabilmente determinante l’aggressività in partenza di uno dei due contendenti. Oracle è migliorato molto, più di quanto sia riuscito a fare NZL nei 17 giorni di passione dell’AC Match. Basterà?

ETNZL 8 vs Oracle Team USA 6 (8-8 per le vittorie)

Dean scruta il rivale Jimmy nella conferenza stampa di ieri. La finale di Coppa si sta trasformando anche in una sfida psicologica tra i due. Foto Borlenghi
Dean Barker scruta il rivale Jimmy Spithill, un vero duello. Foto Borlenghi

20 COMMENTS

  1. Ma ETNZ ha tirato il freno a mano?
    Dal giorno della quasi scuffia la sue prestazioni sono scese vertiginosamente…
    Un saluto e grazie

  2. Se quei giudici corrotti non avessero annullato la seconda regata li avremmo umiliati.
    Non importa, guardiamo avanti: invece di vincerla domani, la vinceremo mercoledì!
    Forza Oracle!

  3. Buongiono, basta parlare di paura di perdere, fantasmi, comportamenti opportuistici del CdR o altre considerazioni astratte.
    Da una rivista “tecnica” mi aspetto considerazioni tecniche: il punto che chieri si è visto chiaramente è l’accelerazione di OUSA subito dopo la partenza e la maggiore velocità. Spiegate perché, il resto lasciatelo alla dietrologia di matrice calcistica…
    Saluti

    • Ciao Valerio,
      appunto, da rivista tecnica quale siamo facciamo sempre considerazioni tecniche. Ed è esattamente per questo che la questione “mentale” rientra in gioco, l’allenamento mentale degli sportivi è una variabile tecnica, che si allena, ci si allena a far bene, ci si allena a vincere. Proprio come si preparano le vele, o si studia la tattica o si allena il fisico o si cambia una prua. Purtroppo, storicamente, Dean Barker, bravissima persona e umile, non è mai stato un vincente. Ainslie, e Slingsby sì. Proviamo insieme a vedere il modo con cui Dean porta la barca, non è più quello della prima settimana. Iri i kiwi hanno commesso l’errata valtazione di issare il code zero nel traverso iniziale, drag spaventoso e 25 nodi contro 32, regata finita lì. E’ stata una scelta errata, e lo stesso Barker ha detto che in effetti “non aiutava”.
      Questa è la ragione dell’accelerazione di OTUSA nel traversetto. Il code zero issato fa un drag spaventoso in mezzi basati sull’aerodinamica. Mettiamoci poi il fatto che Barker non spinge in partenza quando potrebbe, ovvero lascia che sia Spithill ad attaccare, cosa in cui riesce benissimo. Come giocare una regata sul campo preferito dell’avversario e non portarlo sul proprio.
      Oracle è migliorato moltissimo, Spithill adesso (con le spalle protette dai due fuoriclasse) ora porta la barca meglio, è più sicuro. Ma non è che improvvisamente NZL non va più, solo non viene spremuta a fondo. E al momento decisivo, quello in cui o si vince o si perde, loro hanno iniziato a sbagliare le manovre chiave (ieri una virata quando si erano riportati sotto).
      Sui comportamenti opportunistici del CdR l’elenco è lungo, ma fanno parte del gioco, lo capiamo benissimo. La Coppa è sempre stata così. Il defender fa di tutto per mettere in difficoltà lo sfidante e pare che i kiwi stiano cadendo in pieno nel tranello.
      Fa quasi tenerezza sentire Dean continuare a ripetere che “Sì, possiamo vincere questa regata” mentre con gli occhi guarda nel vuoto. Immaginate la pressione di un intero popolo e la possibilità di essere ricordato come “colui che perse la Coppa da 8-1”. Ci pare che la questione mentale conti eccome, al di là degli indubbi meriti di Oracle. Diciamo che NZL non è riuscito a chiudere la partita prima che la ovvia curva di miglioramento tecnico di Oracle riportasse le velocità in parità e poi dalla parte di Spithill. Possono ancora vincerla questa regata? Lo vedremo stasera. Un saluto

  4. Io non calcherei troppo la mano sullo stress, i kiwi hanno fatto qualche errore sicuramente, ma USA 17 ora cammina di più, lo dimostra la regata in cui hanno passato ETNZ in poppa dandogli anche una penalità. E vedere un sorpasso è cosa abbastanza rara in questa AC. Vuoi la barca, vuoi il campo gara ( stanno regatando con molto meno vento di prima, come ampiamente pronosticato per il mese di settembre) è chiaro che gira tutto a favore degli americani, bravi anzi bravissimi comunque a partire sempre davanti (cosa importantissima) e azzeccare tutto.
    Speriamo che stasera ci sia più vento e, ancora una volta, forza kiwi!

  5. E’ ormai chiaro che il netto ribaltamento delle prestazioni delle due barche lo si deve a Ben e Tom, e non solo nelle funzioni di tattico e stratega: la costante maggior velocità di Oracle di circa un nodo infatti dimostra che alla barca sono state apportate determinanti modifiche volute quasi certamente dai due grandi campioni.

    • Quoto in pieno. È la prova che la vela olimpica è anche sopra l’Americascup. Speriamo che tanti giovani, attirati dalle sirene dell’altura anzitempo, abbiano come esempio Ben e Tom.

  6. Bravo Michele, secondo me hai centrato il punto. Un 13° non è come 5 ori ed un argento (a 18 anni dopo una lotta alla pari contro un monumento come Scheidt nei laser). Comunque regate bellissime. Imperdibili.

  7. lLa scelta di tenere il code 0 issato e arrotolato in partenza è preoccupante. Sono sbalordito. Chiunque, anche partecipando ad una semplice regata da circolo, sa in base all’angolo ed alla forza del vento quali vele usare in partenza sulla propria barca. Del resto la situazione meteo nei minuti precedenti lo start è anche apparsa regolare. E’ un errore enorme, speriamo non fatale. Ritardare l’accelerazione e perdere solo 25 metri da sottovento significa consentire alla barca avversaria di uscire dall’ingaggio e puggiarti addosso, trasformando il vantaggio dell’interno in una situazione senza scampo. Come già scritto girare primi la boa 1 in questo campo, reso minuscolo anche per il gioco delle correnti, è la chiave della regata, mentre la tattica ha pochi spazi. Ok quindi Ben, Tom, i folletti buoni degli ori olimpici, le formichine del Pier 80… ma con un regalo così diventa tutto molto più facile per Oracle. Qualcuno mi spieghi come sia stato possibile: sono frastornato più di Dean Barker.

    • Ciao Marco, scelta davvero incomprensibile e decisiva. Non hanno accelerato proprio per il drag, la velocità media nel traverso è stata di 25,53 contro 30,19 di USA, un abisso. Rompi l’ingaggio, puggi addosso all’avversario e tanti saluti. Piuttosto, a domanda esatta, Barker ha risposto che il code zero issato a quel punto “It doesn’t help”, ma quindi perché? Unica risposta possibile è che abbiamo perso il controllo. Domanda utile è anche ma perché il “collante” Dalton non è a bordo? Forse conterebbe di più avere il suo carisma che un watt in più di potenza ai grinder, ma magari hanno ragione loro. Ciao

  8. La pressione psicologica conta eccome, Ben ha vinto 4 ori olimpici sempre partendo da dietro e sicuramente la sua presenza dà forza e fiducia a tutto il team. Ben lavora alla perfezione con Slingsby, altro eccelso velista (che però a Qingdao era uno dei favoriti ed è andato malissimo, non lo scordiamo, mentre Ben non ha mai sbagliato un colpo).
    Però vedendo le regate si nota negli ultimi giorni una differenza di velocità in tutte le andature a favore di Oracle. E la differenza c’è non solo quando ETNZ mette un inutile code zero. La differenza c’è sempre e nei primi giorni del match Oracle non faceva 30 nodi di bolina come adesso. Allora la differenza era tutta a favore dei kiwi. Sarebbe curioso vedere la progressione delle velocità medie di Oracle dal 7 settembre in poi.
    Posso spezzare poi una piccola lancia in favore di Dean Barker? Sicuramente è sotto pressione, ha sbagliato un paio di virate (ed è successo anche a Spithill) ma avere un tattico che ti fa fare due strambate quadre come ha fatto l’altro giorno Ray Davies quando avevano preso la raffica giusta e stavano scendendo verso la boa in velocità non ti può dare molta fiducia.
    Purtroppo i kiwi adesso vanno piano, e non lo dico certo io per primo che è la velocità a fare il buon tattico. Lo diceva Torben, vero?
    Infine, per il mio gusto era molto più bello vedere le regate Olimpiche l’anno scorso, tutti ad armi pari e vinceva il migliore. Punto.

  9. Per come la vedo io, USA ha recuperato il gap con NZL che aveva all’inizio, ha migliorato le performance giorno dopo giorno, e poco conta se ha bordo sono poi saliti olimpionici fantastici. Sono riusciti a migliorare la barca e adesso vanno meglio di NZL. Prima non riuscivano a fare strambate in foil ora le fanno meglio dei kiwi. La velcità in bolina, in poppa, traverso, sono sempre superiori (in media) a quella di NZL. Diciamo che Oracle ha migliorato e continua a farlo, i kiwi sono rimasti al palo con le performance che avevano il primo giorno.
    Cioè USA ha vinto 5 regate consecutive, una curva che NZL non ha avuto, qualcosa significherà pure, non è questione di sfortuna/fortuna, è questione di velocità della barca.
    A questo punto una vittoria NZL è possibile solo se USA commette errori grossolani o se con poco vento beccano la raffica giusta, altrimenti con qualsiasi altro vento constante, la coppa resta a San Francisco.
    Per quanto riguarda il punteggio, in effetti ora sono sul 8-8 e sarebbe triste vincere la coppa “perdendo” per 9-10 o pareggiando 9-9.

  10. Posso dirne un’altra?
    Quando sull’8-1 avevo visto Larry Ellison tranquillo e sorridente che festeggiava la vittoria mi sono detto che c’era sotto qualcosa.
    Un tipo del genere se odora la sconfitta fa un gran casino, non se ne sta tranquillo a guardare.
    Secondo me sapeva di essere molto più veloce e lo scherzetto di cui parlavi (fuga con la coppa sottobraccio al settimo punto) è possibile.

    • Sì, possibile, realisticamente potrebbe anche accadere. Lo scopriamo questa sera. resta il fatto che non vorremmo che si dimenticasse il fatto che una Giuria Internazionale indipendente ha emesso un verdetto sul caso in cui uomini di Oracle hanno volontariamente barato sugli AC45 delle ACWS, da qui i famosi due punti di penalizzazione. Se Oracle ora è più veloce, vincerà anche le tre regate che gli mancano. Quindi, race 17, in programma questa sera alle 22:15 potrebbe essere quella decisiva in tutti i sensi. Se vincono i kiwi sono 9-8 come vittorie e la Coppa va ad Auckland. Se vince Oracle siamo a 9 vittorie americane e il fatto clamoroso potrebbe accadere. Ne stanno parlando molto a SF, ma potrebbe anche essere un modo di mettere ancor più sotto scacco i kiwi. Ciao

  11. Ciao,infatti anche a me risultava strana la sicurezza del team Oracle,quando erano molto indietro,diciamo che da quando hanno usato la postponement hanno poi fatto delle modifiche importanti sulla barca e si dice stante ad alcuni siti neozelandesi che abbiano fatto arrivare proprio da Auckland 30 boat builder,per accellerare il tutto.Evidentemente questo jolly che avevano era molto importante e forse ci avevano anche pensato a monte,nel senso che arrivare a vincere 9 regate,non è semplice per i challenger.Però io ancora non darei per morti i kiwis,è vero che hanno sbagliato molto ultimamente e sono anche stati sfortunati,essendo stati bloccati per ben tre volte mentre erano in testa(questo non va dimenticato…)la serie negativa si può interrompere…Non credo che si possa fare qualcosa invece per Oracle sulla penalità;ne andrebbe della credibilità di questa competizione,già provata in questi ultimi anni,dalle note vicende Alinghi-Oracle..
    Una domanda Tognozzi,ma ETNZ ha eventualmente(anche se cambiare adesso..)qualcuno che dia una mano o dia proprio il cambio al tattico Davies?Come sono le riserve Kiwis?

    • Ciao Roberto, no, Ray Davies non pare avere una riserva in ETNZL. I kiwi sono molto compatti. Da capire se Dalton sarà a bordo questa sera. Ciao

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