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San Francisco, USA- Allora… ci credete? Siamo 8 a 8. Domani sera alle 22:15 italiane si terrà la sfida finale, la regata del secolo tra il defender Oracle Team USA ed Emirates Team New Zealand per la conquista della più incredible America’s Cup che si sia mai vista. James Spithill, Ben Ainslie e Tommy Slingsby hanno guidato oggi USA alla vittoria in due regate disputate con 18-21 nodi di vento.

Cosa accadrà nella regata finale, la diciannovesima della serie? L’accoppiata dorata Ben-Tommy continuerà a sostenere il suo timoniere Jimmy Spithill o l’omai spento Dean Barker riuscirà a ritrovare un briciolo di sicurezza nei suoi mezzi e a evitare di essere ricordato da un’intera nazione come l’uomo che perse la Coppa dopo aver condotto per 8 a 1 ed essere arrivato a solo un miglio dalla vittoria? Cinismo senza fine dell’America’s Cup dove non si fanno prigionieri, di quella sfida assoluta che priva la Nuova Zelanda di un successo strameritato nella prima settimana di regate, a casua di un limite di tempo assurdo (la media richiesta era di 15,33 nodi) ma che ora invece sta naufragando di fronte alla compatta corazzata oracliana, splendida in questa settimana finale dopo una battaglia che sarà ricordata negli anni, per somma soddisfazione del suo ideatore Russell Coutts. Una Coppa inesistente nella Louis Vuitton Cup, con con soli due team e mezzo, ma spettacolare, intensa, umana, durissima nella sua finale.

Dean Barker al timone di NZL, la sua postura non è quella di una settimana fa. Foto Martin Raget
Dean Barker al timone di NZL, la sua postura non è quella di una settimana fa. Foto Martin Raget

Ma cosa è riuscito a fare Oracle al suo scafo dieci giorni fa, quando la situazione per il defender sembrava compromessa? Cosa hanno fatto i costruttori arrivati dalla Nuova Zelanda, quale modifica ha consegnato a Spithill una  barca in ìgrado di volare in full foiling a 32 nodi in bolina, di accelerare all’istante nei traversi. Non che NZL sia più lenta, solo che vi sono particolari che sembrano fare la differenza (perché NZL non ha tolto il bompresso oggi? Inutile conquesto vento). Nel complesso è la fiducia che sembra diversa.

Race 18 Se la prima regate è stata compromessa in partenza, la seconda ha visto Barker gestire meglio la partenza da sottovento e ad allungarsi in poppa. Poi il fluido alla strambata decisiva tra tattico e timoniere è venuto a mancare, con Davies che non copre Ainslie aprendo la porta allo split. NZL a destra sotto Alcatraz. USA a sinistra. All’incrocio decisivo, Ray Davies, il tattico kiwi, dice “li teniamo” ma la virata in lee bow è un po’ troppo bassa e Barker esce alto e lento invece di scappare in velocità verso il boundary. Spithill arriva in foiling fotonico a 32 nodi e si ingaggia sopravvento. La virata gemella, obbligata dal confine del campo a destra, porta automaticamente i kiw nei rifiuti. La prova finisce lì, perchè i neozelandesi vanno ancora più in palla e riescono a perdere la bellezza di un minuto e quattro secondo in una bolina, il lato più tragico di questa Coppa insieme all’ormai famosa Kostecki Call, le cui conseguenze portarono a bordo Ben Ainslie, dando inizio alla risalita yankee.

E domani? Dean Barker non è un vincente ma può trovare un briciolo di energia residua e farcela ancora. Anche Jimmy Spithill può tremare. Chi non tremerà sarà ancora una volta Ainslie, che sta acquisendo con questa Coppa un’aurea che completa la sua già unica leggenda olimpica. Ma in una sfida secca tutto può succedere. Le possibilità sono più o meno pari. Il vento sarà ancora sui 20 nodi e lo spettacolo sarà indimenticabile: ventritre minuti che entreranno nella storia dello sport, perché l’America’s Cup Match 2013 di San Francisco entra di diritto tra le storie sportive dell’anno.

Spithill blocca Barker da sottovento nella prima regata del giorno, sarà penalità per i kiwi e regata finita. Foto Martin Raget
Spithill blocca Barker da sottovento nella prima regata del giorno, sarà penalità per i kiwi e regata finita. Foto Martin Raget

Race 17 Velocità simili oggi, ma Spithill che assalta alla gola Dean Barker in partenza lasciando bloccato un Dean Barker che a 35 secondi dal via aveva avuto la sua chance di ben posizionarsi senza sfruttarla. Lasciata la porta aperta, Spithill vi si è gettato ingaggiandosi e orzando con successivo contatto e penalità inevitabile per i kiwi (e Ben Ainslie che manda a quel paese gli amici-rivali invitandoli a torgliersi dal contatto). Regata finita prima di iniziare, nonostante che NZL abbia mostrato buona velocità concludendo a 2. 8-7 per ETNZL e alle 23:15 regata 18. USA a due vittorie dalla difesa della Coppa, ETNZL ancora con la maledetta regata da vincere. Vento ideale sui 18-20 nodi.

Race 17 Performance Data

Course: 5 Legs/10.11 nautical miles
Elapsed Time: OTUSA – 24:04, ETNZ – 24:31
Delta: OTUSA +:27
Total distance sailed: OTUSA – 11.8 NM, ETNZ – 11.6 NM
Average Speed: OTUSA – 29.62 knots (34 mph), ETNZ – 28.63 knots (33 mph)
Top Speed: OTUSA – 44.02 knots (51 mph), ETNZ – 46.33 knots (53 mph)
Windspeed: Average – 16.8 knots, Peak – 20.0 knots
Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 8/6, ETNZ – 7/5

Race 18 Performance Data

Course: 5 Legs/10.11 nautical miles
Elapsed Time: OTUSA – 22:01, ETNZ – 22:55
Delta: OTUSA +:54
Total distance sailed: OTUSA – 11.7 NM, ETNZ – 11.9 NM
Average Speed: OTUSA – 31.92 knots (37 mph), ETNZ – 31.23 knots (36 mph)
Top Speed: OTUSA – 45.79 knots (53 mph), ETNZ – 47.57 knots (55 mph)
Windspeed: Average – 19.3 knots, Peak – 21.8 knots
Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 7/7, ETNZ – 10/6

Foto Gallery di Carlo Borlenghi:

I limiti del vento sono per fortuna abbastanza elevati, grazie alla corrente in entrata nella Baia (quindi contraria in bolina): 24.7 nodi per Race 1 e 24.1 nodi per Race 2.

La conferenza stampa:

Alle 22:15 di questa sera, in programma race 17. Alle 23:15 vedremo se ci sarà anche la race 18.

Diretta streaming al solito su Farevelanet, con questo player (a partire dalle ore 22).

Diretta sulla nostra pagina Facebook con aggiornamenti, foto e commenti.

Durante la regata diretta twitter sul nostro account.

ETNZL vs Oracle Team USA 8-6 (8-8 come vittorie)

L’ultima notte dell’America’s Cup a San Francisco? In caso di vittoria kiwi, saremmo sul 9 a 6 e la Coppa torna ad Auckland. In caso di vittoria di Oracle, sarebbero gli americani a trovarsi sul 7 a 8, il che con i due punti di penalizzazione equivarrebbe a 9 vittorie, ovvero quanto prescritto dal protocollo per la 34th AC. Le voci di un Larry Ellison che si porta la Coppa sul suo yacht Rising Sun e ricorre alla Corte di New York si fanno insistenti a San Francisco.

Mah… scenario da brividi. Intanto vediamo se i kiwi riusciranno a vincere questa maledetta nona regata e a conquistare la Coppa più controversa della storia. Per farlo devono superare il clamoroso blocco che li rende ormai da cinque regate incapaci di attaccare in partenza o di ritrovare la destrezza nella conduzione e la fantasia nel bordeggio. Mentre dall’altra parte Oracle, in netta progressione tecnica, e Jimmy Spithill si godono i vantaggi di avere due vincenti come Ben Ainslie e Tom Slingsby sulla poppa. Questa sera, a bordo dell’AC72 anche Grant Dalton… il suo carisma servirà.

ORACLE TEAM USA Crew List
Skipper: Jimmy Spithill (9), Tactician: Ben Ainslie (12), Strategist: Tom Slingsby (10), Wing trimmer: Kyle Langford (8), Jib trimmer: Joe Newton (5), Off-side trimmer: Rome Kirby (4), Grinders: Shannon Falcone (1), Joe Spooner (2), Jono MacBeth (3), Gillo Nobili (6), Simeon Tienpont (7)

Emirates Team New Zealand Crew List
Skipper/helmsman: Dean Barker (14), Tactician: Ray Davies (10), Wing Trimmer: Glenn Ashby (3), Trimmer: James Dagg (9), Bow: Adam Beashel (2), Pit: Jeremy Lomas (8), Pedestal 1: Chris Ward (7), Pedestal 2: Rob Waddell (11), Pedestal 3: Grant Dalton (6), Pedestal 4: Chris McAsey (5), Float/Grinder: Derek Saward (12)

Ben Ainslie e Tom Slingsby, 5 ori olimpici alle spalle di Jimmy Spithill, sembrano essere il vero valore aggiunto di Oracle Team USA. Foto Martin Raget
Ben Ainslie e Tom Slingsby, 5 ori olimpici alle spalle di Jimmy Spithill, sembrano essere il vero valore aggiunto di Oracle Team USA. Foto Martin Raget

22 COMMENTS

  1. NZL mi pare un catamarano più “potente” di Oracle, e ottimizzato per una pressione maggiore: la svolta appare molto legata alle condizioni del vento, generalmente inferiore rispetto alle prime regate. La differenza di velocità è troppo evidente anche quando regatano a poca distanza. Anche nelle strambate è chiara la capacità di restare in foiling di Oracle, mentre appena la pressione varia NZL si siede. Già nei video di allenamento impressionava la stabilità di Oracle in foiling, niente oscillazioni o sbandate. Insomma mi pare che i problema sia il mezzo e non il manico.

  2. Se la “Kostecki call” è diventata famosa, questa viratona di NTZL come la chiameremo nella storia? Mi spiace per loro, anche umanamente, ma si è trattato di un errore imperdonabile e drammatico.

  3. Indubbiamente i kiwi stanno regatando peggio, ma ora USA 17 cammina di più, sia con 13/15 nodi sia con 20 nodi.
    Stramba, vira e accellera più velocemente, hanno veramente fatto una magia oltre ad avere avuto un gran c##o……… Se stasera partono davanti la vedo proprio dura

  4. qualcuno mi spiega perché NZL nel race 17 ha preso penalità e USA nel race 18 che ha fatto la stessa cosa di NZL nel race 17 non l’ha presa??
    la sommiamo alla regata annullata per limiti di tempo e tutte le altre porcate alle quali stiamo assistendo da troppo tempo????

    qualcuno mi spiega perché quel genio di Ray Davies sta dando lezioni da ormai diversi giorni di cosa non fare nel match race (vedi virata race 18)???

    ah ho capito tra poco esce un cartello con scritto “”siete su scherzi a parte””

  5. L’avessero fatta i neozeolandesi una rimonta del genere, oggi staremmo qui a leggere un articolo con fanfare, trombe e tamburi. Ragazzi, sveglia, Oracle ha fatto un’impresa eccezionale. Nel titolo e nel testo si legge che “l’America’s Cup Match 2013 di San Francisco entra di diritto tra le storie sportive dell’anno”. Solo dell’anno? Sono sicuro che se la rimonta l’avesse completata New Zealand ora stareste scrivendo che “l’America’s Cup Match 2013 di San Francisco entra di diritto tra le leggende sportive di tutti i tempi”. Poi, sempre nell’articolo, leggo di Dean Barker che verrà “ricordato da un’intera nazione come l’uomo che perse la Coppa dopo aver condotto per 8 a 1”. Solo da una nazione intera? O dal mondo intero? Ma poi, poveraccio, mica solo lui. Quel genio di Dalton dove è? Non ho mai letto una critica vera ai neozelandesi. Per esempio: vogliamo parlare della loro presunzione? Si credono sempre i migliori e, infatti, non hanno un timoniere o un tattico di riserva, perché sono convinti di avere a bordo i più forti. Oracle ha sostituito Kostecki con Ainslie e poteva sostituire Spithill con lo stesso Ainslie mettendo Slingsby alla tattica eventualmente. Perché non lo dite? Barker e Davies (il secondo più bollito del primo) da chi potevano essere sostituiti? Una presunzione e una supponenza che ha portato i kiwi anche a non sfruttare mai la postmonment card. Ma dico, Oracle ha una serie di vittorie consecutive incredibili, provate a rompergli il ritmo (come Oracle ha fatto nei loro confronti, no?). Non scriviamo neanche questo però. E Luna Rossa? Dove sono finiti quelli di Luna Rossa che quando New Zealand vinceva si facevano intervistare (anche da voi), dicendo di preparare le valigie per la Nuova Zelanda? Poi, ancora con la storia del limite di tempo assurdo che non ha permesso a New Zealand di vincere la regata e la Coppa. Le regole sono uguali per tutti ed esistono. Al 90° l’arbitro fischia, che c’è di male? Dai, lasciate perdere…

    • Buongiorno Roberto, beh, ma scrivere che Dean Barker e Ray Davies non sono velisti del livello di Ainslie e Slinsgby cosa è se non una critica? Abbiamo scritto più volte che NZL è un ingranaggio perfetto, che funziona solo se tutto va come lo vedono loro, se una cosa si rompe (in questo caso la paura dello skipper Dean Barker, ma le ha viste le interviste degli ultimi giorni? terrificanti come postura del corpo, parole usate, messaggi inviati), se si rompe una parte ne risente tutto l’insieme, così è da sempre. Vero che non hanno un timoniere e tattico di riserva (il solo Adam Beashel o Glenn Ashby potrebbero farlo, ma hanno ruoli chiave a bordo, o il Peter Burling che ha vinto la RBYAC e una medaglia a Weymouth) e questo è un loro problema.
      Sarebbe forse però il caso di attendere la regata di questa sera, prima di dare un giudizio finale, non le pare? Secondo quanto abbiamo potuto osservare a SF NZL non è riuscita a vincere la Coppa, ovvero a vincere le 9 regate, prima che Oracle riuscisse a migliorare molto le proprie prestazioni (“ogni regata che facciamo aiuta a conoscere gli AC72”, ripetono tutti da USA, a NZL, a LR e Artemis), a mettere a bordo il decisivo Ainslie, che con Slingsby funziona alla pefezione, e a godere di piccoli ma importanti aiutini dal CDR, tra rinvii, salti di vento e regole scritte male. Certo sono regole e l’ingenuità dei neozelandesi è di averle accettate, e qui siamo d’accordo con lei un po’ di presunzione ce l’hanno. Ma i famosi 40′ di tempo limite sono davvero un esempio chiaro: su 10.22 miglia implicano una velocità media di 15,33 nodi per completare la regata e di 18 nodi conseiderando il bordeggio. Va bene che sono AC72, ma ancora non F18 da caccia.
      I kiwi sono caduti nel tranello e nelle pressioni tese loro da tutto l’ambiente oracliano ed è certo una loro colpa cisto che “This is AC”. La questione mentale, come sempre nello sport professionale di altissimo livello, si rivela decisiva. Stasera sapremo la risposta finale. In una regata secca può sempre succedere di tutto. Che poi, per il futuro di una Coppa con almeno una decina di team, questa testata preferirebbe veder vincere NZL è altro tema, che non ci impedirà certo di raccontare le cose come sono successe veramente e dare i giusti meriti a chi alla fine vincerà. Un saluto

    • se chiunque altro avesse fatto quello che Oracle ha combinato (é la parola più adattta mi creda!!) da Valencia 2007 ad oggi sarebbe stato squalificato a vita! questi sprigionano intrallazzi e trucchetti da ogni poro e non mi meraviglierei se si scoprisse che le recenti modifiche all’AC72 fossero taroccate come quelle degli AC45 (mi chiedo come mai nessuno abbia chiesto una verifica dati i precedenti)…purtroppo però grazie alla reattività da pesce lesso di NZL li dovremo sopportare ancora…o guardare qualcos’altro!!

  6. Non credo che cambiava molto se la virata fosse stata giusta. Alla prossima virata sarebbero stati comunque avanti, o se non alla prossima quella dopo ancora. USA faceva 31 nodi in foil in bolina! e NZL? Faceva “solo” 26…appare evidente come sarebbe finita comunque. Anche vedendo i dati, USA va sempre quei .7 nodi in piu in media, e questo si traduce in minor tempo per percorrere il percorso.
    Pensiamo a Luna Rossa vs NZL. NZL erano sempre piu veloci e hanno stravinto. Pensate che se a bordo di Luna Rossa ci fossero stati i Kiwi avrebbero vinto lo stesso? Io dico assolutamente no! Non è che se sei bravo ma hai il mezzo peggiore vinci per forza solo perchè sei bravo. Se la barca è piu veloce, e lo ce lo dimostrano i dati, c’è poco da fare. Puoi fare le migiori manovre che vuoi, avere i migliori velisti a bordo, e prendere la raffica giusta, ma alla fine della regata sarai sempre e comunque dietro anche se parti davanti.
    Partire davanti…qualche giorno fa si diceva che NZL ha sbagliato tutte le partenze, che se girava davanti la prima boa avrebbe vinto etc… ora è partito bene ha girato la prima boa in vantaggio e..? Alla prima bolina, al primo incorocio era gia quasi pari e ha perso lo stesso! Torniamo sempre li..si è vero che se giri davanti scegli il lato giusto, il vento migliore….vinci la regata..ma se hai la barca piu veloce o molto simile in prestazioni! Altrimenti ad un certo punto del percorso ti ritroverai dietro perdendo i 200 metri di vantaggio che avevi in partenza, senza aver sbagliato niente. L’unica salvezza è un errore enorme di USA o una rottura, o come l’atro giorno con vento debolissimo, prendere l’unica raffica e andare avanti.
    Dite che Barker è provato ed è curvo, non è piu quello della prima settimana. Certo, immaginate di essere al suo posto, con la consapevolezza che l’altra barca è piu veloce e che nonostante ce la metti tutta, parti davanti o dietro, alla fine sei sempre dietro. Per me non è paura, è la consapevolezza che l’altra barca è piu veloce della tua e c’è poco da fare.
    Come ultima considerazione poi, il punteggio..sono 10 a 8, e 10 è maggiore di 8, hanno vinto (purtroppo) loro. Immaginate se NZL vince, va sul 10 a 9 per USA e si porta la coppa a casa! Cioè perdendo sul campo vinci? Non mi sembra una cosa bella. Ma tanto come dicevo oramai USA è in una serie positiva fantastica, la barca è piu veloce e vincerà anche questa sera salvo sorpresone.

  7. Scusate . . . . mi viene un dubbio su come possano essere cosi tanto cambiate le prestazioni di ORACLE. Stiamo parlando di giorni, tra l’altro dove fai regate. . . e non sviluppo!! come è possibile che nelle prime sei o sette regate, la differenza prestazionale (soprattutto in bolina) era imbarazzante a favore di NZL ed in qualche girono diventa l’esatto contrario?? Ho letto dei progettisti Neozelandesi con set credo di derive nuove, ecc ecc ma tutto azzeccato all’ultimo tuffo?? Insomma mi lascia perplesso il quadro prestazionale così cambiato, al punto da (perché no!!) ipotizzare qualche modifica fuori regolamento (il peso ad esempio!!). Stiamo parlando del massimo della prestazione velica, con mezzi (chiamarle barche . . . mi viene strano) che sono in ottimizzazioni da almeno un anno, se non di più!! come fai a passare da 22/23 nodi in bolina, con angolo tra l’altro nemmeno fantastico, e con simili condizioni di vento, a 27/30 nodi in foling con angolo pure meglio??? il tutto in qualche giorno??? mah!!! e vogliamo parlare delle accelerazioni dopo le virate?? ieri sera in virata ORACLE non scendeva mai sotto i 13 nodi mentre NZL spesso andava a 9/10 . Non fraintendetemi!! Spithil Ainslie e C. sono velisti fantastici, ma in ogni caso ora è il mezzo a fare la differenza. Quando viaggi con tali differenze prestazionali, anche se Il tattico chiama una virata di troppo o splitta in un salto di vento errato, alla fine vince . . . . e tutti . . .. . mitico .. . . bravo . . . . . leggenda . . .. . . ma vai a sapere se effettivamente è tutta farina del tuo sacco!! In ogni caso (mia opinione) questa coppa America, apparte questo finale da cardiopalma, a me non ha divertito, sarà anche il mezzo del futuro… ma il match race trova la sua massima completezza con i monoscafi, magari con foil, con cosa volete voi .. . ma con i monoscafi.

    • Ciao Claudio, sapremo stasera la risposta. Se vince Oracle si va avanti con i multiscafi, se vince NZL probabilmente si potrebbe andare a monoscafi plananti forse anche con foil. In ogni caso una sfida leggendaria, ciao

  8. Salve, una domanda: l’altrio giorno, mi sembra lunedì, leggevo nei commenti, in risposta a un signore, che lei ha scritto di aver assistito a un tentativo di corruzzione della giuria internazionale. Poi il commento è stato cancellato. Può spiegare il pecrhé per favore? Se c’è stato un tentativo di corruzzione è un fatto gravissimo. Salve

    • Ciao Luca, il commento è stato giustamente cancellato perché la parola usata, nella fretta, non era quella corretta e avrebbe potuto implicare conseguenze non rispondenti alla nostra volontà. Il concetto che volevamo esprimere era quello di “pressioni” nell’ambiente, un po’ da entrambe le parti, con la Giuria Internazionale che si è trovata a gestire in modo egregio una situazione davvero complessa. E come è ovvio la parola “pressione” ha un significato ben diverso riconducibile alle attività di lobbying tipiche del mondo anglosassone. Un saluto

  9. Certo i velisti Oracle sono di altissimo livello probabilmente superiore a quello dei Kiwi’s però vincere 7-8 regate consecutive secondo me si spiega con il fatto come dice il nostro Tognozzi,che la barca Americana ha fatto dei progressi mirabilianti,mai visti in una finale;grazie ai software Oracle,al bilionario Ellison,che quasi tutto può,alle loro reprimenti regole…..Quindi questo poi si tramuta in sfiducia nel team ETNL ,sanno che hanno a che fare con avversari quasi invincibili e nonostante questo arrivati ad un passo dalla vittoria,la velocità Oracle li ha spiazzati inducendoli a fare errori inspiegabili per loro,che sono (e questo comunque vada..)grandi velisti…chissà magari se si regata oggi,che non avvenga il miracolo(incredibile la parola fino ad una settimana fa..)e i kiwi vincano,poi però ci potrebbe essere un coda di tribunali etc etc.con magari uno spareggio….ma qui sto veramente andando un po oltre…saluti…

  10. Forse Luca si riferisce al mio commento, che era solamente provocatorio nei confronti di Tognozzi.
    Infatti anch’io preferivo una vittoria di ETNZ, ma ho provocatoriamente incitato Oracle e commentato che se i giudici, “pressati” da ETNZ, non avessero annullato la seconda regata, Oracle avrebbe vinto anche quella.
    Diciamo che ho usato la stessa tecnica interpretativa degli avvenimenti che usa il Sig. Tognozzi, solo che l’ho utilizzata per Oracle, anziché per ETNZ, come continua a fare Tognozzi.
    La differenza è che io sono ben conscio che la regata è stata annullata per Time Limit e non me la prendo, mentre il Sig. Tognozzi crede veramente che ci sia una grande congiura…
    Mr. Tognozzi, come le ha detto il Sig. Branzini più sopra, se una regata viene annullata dopo 40 minuti non è perché è in atto una congiura, ma perché c’è un regolamento che vale per tutti!
    Se la Giuria emette un’allerta per una balena nella baia e avvisa che interromperà la regata in caso di sconfinamento nel campo di regata, è buonsenso, non corruzione al soldo di Oracle…
    Potrei andare avanti, perché leggo divertito questo blog da un pò…
    Divertito perché il suo tifo sfrenato nei confronti di ETNZ spesso sconfina nel disperato ricorso a teorie complottistiche, alla velata demonizzazzione del nemico, ecc. Cose da stadio, insomma.
    Niente a che fare con Cronismo e Giornalismo.
    Ma la prego, vada avanti così, perché mi fa sbellicare!
    Come mi fa sbellicare il video delle “Valigie di Max Sirena”! Meraviglioso pezzo di umorismo Crozziano.
    Se però leggiamo l’intervista in chiave tecnica, mi vengono da fare un paio di considerazioni…
    Ma magari ce ne dirà di più Tognozzi, che ha promesso di sviscerare tutti gli aspetti tecnici ed i “dietro le quinte” una volta che sarà finita la Coppa…
    All’inizio ho detto: “preferivo una vittoria di ETNZ”.
    Da qualche settimana non più: la gestione Coutts-Ellison mi ha fatto vedere una delle più belle Coppe di sempre. Poco mi importa se costa tanto, se ci sono pochi Team, ecc.: questo è il più bello spettacolo velico di sempre!
    I sorpassi in gara sono sempre pochi (ma lo sono anche in F1 e MotoGP), ma almeno vediamo dei mostri volare al limite delle leggi della fisica.
    Un ritorno ai monoscafi sarebbe pessimo, a mio avviso.
    Senza contare che, se vincesse Oracle, mi aspetto di vedere un video di Max che disfa le valigie…

  11. Tutto questo per dire: avrà notato, Tognozzi, che già qualcuno si prende la briga di scriverle per invitarla a moderare i toni del suo tifo, a ritrovare equilibrio, a dedicarsi alla cronaca e al giornalismo?
    Se questo fosse il suo blog personale, nulla da obbiettare.
    Ma questo è il sito di un’autorevole rivista di settore di cui Lei è responsabile editoriale, e come tale da Lei ci si aspetta equilibrio ed equidistanza nei commenti e nelle valutazioni.
    Lei non crede?
    Perché, fatte le debite proporzioni e applicando lo stesso metodo, uno potrebbe pensare che magari a Lei piacciono Elan e odia i Beneteau, e magari ci parla bene dei primi e male degli altri solamente per un suo sentimento istintivo…

    Comunque, per quanto mi riguarda, vada avanti così.
    Anche perché in questo momento non ho nessun bisogno di cambiare barca!

    • Caro Gigi, FareVela è nota, e speriamo apprezzata, proprio perché non fa sconti a nessuno e cerca di raccontare, per quanto le riesca, l’attualità velica. Che la gestione di Oracle della Coppa abbia portato alla più bella finale di sempre, evento imperdibile (che infatti noi, a differenza di altre testate nazionali, non abbiamo sottovalutato, anzi, recandoci a SF per documentarla nei limiti delle nostre possibilità), è stato scritto su questa testata sin dallo scorso luglio. Abbiamo inviatto i lettori a seguirla per lo spettacolo che avrebbe offerto (confronti il numero di settembre in edicola, ovvimente chiuso a inizio agosto).
      Che la Louis Vuitton Cup sia stata un fallimento è altrettanto evidente. Così come il fatto che una Coppa con tre team non sia un successo è stato riconosciuto da tutti, Oracle compreso. Che poi questa finale sia spettacolare lo stiamo scrivendo ogni giorno.
      Riconosciamo i meriti di Oracle, dei suoi grandi campioni, la genialità dei kiwi nel trovare il foiling e le loro paure attuali, sentendo le opinioni degli esperti. Segnaliamo gli eventuali loro errori (drizza code 0, scelte tattiche, paura, bompressi). Intervistiamo Max Sirena, che è ovviamehte responsabile delle sue eventuali valutazioni e analisi in merito, che eventualmente andranno a detrimento della sua analisi finale della Coppa.
      Se il migliore questa sera sarà Oracle sarà lui a essere celebrato, se lo saranno i kiwi, saranno loro a essere celebrati. Entrami i contendenti saranno celebrati in quella che è senza dubbio la migliore e più coinvolgente finale di America’s Cup. FareVela è anche responsabile di trasmettere i sentimenti dei suoi lettori e, le assicuriamo, per i commenti e le email che riceviamo le preferenze per NZL supeano quelle per Oracle di gran lunga, a parte ovviamente e giustamente chi è direttamente coinvolto in quel gran team. E una delle domande che si e ci fanno spesso gli appassionati è sul futuro della Coppa. Ai monoscafi lenti non si tornerà più e nessuno ci pensa, per ammissione di tutti gli intervistati. Se proprio ce lo chiede, ma questo davvero non interessa a nessuno, la nostra preferenza sarebbe per un multiscafo con foil sui 60 piedi. Questa Coppa è un punto di non ritorno, lo hanno detto i velisti coinvolti e noi lo abbiamo riportato, aggiungendo che pare sia proprio la realtà. Dovere di cronisti è anche riportare eventuali pressioni, non come un complotto, ma come ciò che si è visto a San Francisco. O forse la sentenza della Giuria Internazionale sul caso AC45 è stato uno scherzo e non conta più?
      Sulle considerazioni su Elan e Beneteau, la prendiamo come una battuta visto che tali ipotesi non sono contemplate in FareVela, che come osserva giustamete lei non è certo un blog ma una testata giornalistica. A tal proposito la invitiamo a darci la sua opinione sull’articolo tecnico appena pubblicato sulle prestazioni dei due rivali. La ringraziamo e a presto

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