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San Francisco, USA- L’America’s Cup resta americana dopo una delle più incredibili rimonte che lo sport internazionale ricordi. Oracle Team Usa ha difeso con merito la sua Coppa, quella organizzata con una completa rivoluzione voluta da Russell Coutts e Larry Ellison, ma per farlo ha dovuto impiegare 19 giorni di passione, sfiorare l’abisso, risalire un pozzo assai profondo, passare da scelte progettuali radicali alla scelta degli uomini migliori e infine prendere un vantaggio in velocità su un Emirates Team New Zealand che aveva ormai concluso la sua curva di crescita. I kiwi non hanno chiuso con la nona regata e si sono ritrovati a dover gestire la rimonta, prima giudicandola impossibile dall’alto dei sette match point a disposizione, … “domani potremo vincere questa regata”, poi cominciando a soffrirne, specialmente dopo le modifiche segrete che hanno cambiato le prestazioni del defender, fino a commettere errori di valutazione e infine a tremare fino al pareggio. In sintesi, mentre Oracle cresceva, e i giorni a disposizione aumentavano, New Zealand era preda di un’involuzione.

L'equipaggio di Oracle Team USA in trionfo attorno a Larry Ellison, subito salito a bordo di USA 17. Foto Martin Raget
L’equipaggio di Oracle Team USA in trionfo attorno a Larry Ellison, subito salito a bordo di USA 17. Foto Martin Raget

La conferenza stampa in streaming (dalle 01:00 CET)

Le dichiarazioni principali:

Dean Barker: “Ci siamo resi conto per la prima volta che eravamo nei guai forse ieri, quando abbiamo virato sotto di loro e se ne sono andati con una velocità notevole”

Grant Dalton: “Ci siamo accorti che il delta in bolina stava diventato importante da un paio di giorni. Non so cosa sia andato storto, troppo presto, il mio lavoro è ora di supportare i ragazzi, il team, la Nazione, perché sono tutti devastati”.

Grant Dalton: “Certamente non ci spettavamo un 9-8. SF è stata una grande sede velica, non so quale sarà il futuro della Coppa e per noi Auckland è ovviamente un campo di riferimento”.

Grant Dalton: “Rispetto alla finale di LVC, siamo ora notevolmente più veloci ma loro alla fine lo sono stati di più”.

Grant Dalton: “Io ho detto che gli AC72 erano troppo costosi non che siano sbagliati, e che ci sia bisogno di qualcosa di più accessibile perché altrimenti Oracle rischia di spaventare molti potenziali challenger. Per noi è troppo presto per parlare del futuro, non è possibile sapere cosa accadrà. Siamo stati seguiti da tutta la Nazione ed è chiaro che ora è un momento duro per tutti”.

Dean Barker: “Oracle ha fatto miglior foiling in bolina di noi”

Grant Dalton: “Noi abbiamo speso 100 milioni di dollari, non ho idea di quanto abbiano speso loro, certo non poco”.

Larry Ellison: “Cosa gli ho detto quando erano sotto 8 a 1, beh, che un 8-1 è senz’altro molto motivante e oggi quando sono salito a bordo volevo essere sicuro che si rendessero conto che avevano appena vinto l’America’s Cup”.

Tom Slinsgby: “Arrivo dalla vela olimpica in singolo ed è un bel salto arrivare qui. E’ tato un grande onore essere qui in questo team e regatare con loro”.

Ben Ainslie: “Dire se ci speravo è una domanda dura, sono rimasto molto impressionato da tutto il team, dal sailing team allo short e ai progettisti, tutti hanno fatto un lavoro incredibile. penso ad Andrew Simpson oggi, avrebbe amato questa regata e ci manca molto oggi. Sono molto privilegiaro ad aver fatto parte di questo team”.

Jimmy Spithill: “Come rimonta? La numero uno in tutti gli sport. Come ci siamo riusciti? Non mollado mai, affrontando situazioni molto dure, come la scuffia e la protesta, ci hanno unito molto”.

Larry Ellison: “Russell Coutts ha il suo lavoro con noi se lo desidera, è il nostro leader, quello che ci ha dato le idee giuste e che ci ha fatto capire come loro non potessero andare più veloci di noi in bolina. Lui non ha mai perso un’America’s Cup”.

Larry Ellison: “Per vincere la Coppa si spende lo stesso che per perderla. Una Coppa scena ETNZL è inconcepibile”.

Larry Ellison: “Abbiamo ricevuto una sfida (probabilmente quella dello SSV svedese di Artemis?), così che abbiamo un challenger of record e lo sveleremo in futuro. Per il futuro crediamo che catamarani che fanno 40 nodi siano la strada da seguire ancora”.

Jimmy Spithill: “Il 12 e 13 settembre abbiamo fatto molti cambiamenti di configurazione alla barca, modifiche tecniche, abbiamo cambiato il modo di portarla, abbiamo messo insieme molte cose che hanno fatto la differenza e che hanno coinvolto velisti, progettisti e tutti nel team. Non c’è una sola cosa che ha fatto la differenza, ma un insieme di cose e abbiamo un gran numero di ottimi sistemi di gestione a bordo (lo Speed Augmentation System, SAS? sistema di controllo di origine aeronautica, ovvero i soldi servono eccome)”.

Race 18 Oggi, i kiwi hanno continuato a regatare con il bompresso e hanno pagato la minor velocità in bolina, non media ma nei momenti decisivi degli incroci dopo lo split che vedeva kiwi a destra e USA a sinistra, dopo un’epica strambata chiamata da Ainslie all’ingresso del cerchio delle tre lunghezze. Boa più vicina, maggiori spunti (la velocità media sul lato di bolina sarà peraltro di 24,61 NZL e 23,96 USA) e grandissima tattica dell’accoppiata Ainslie-Slingsby.

Alla partenza i due non esagerano, consci della posta in gioco e si accontentano di partire insieme, nonostante un paio di tuffi in attacco di Spithill che Barker gestisce bene. Allo sparo i due sono pari e la velocità nel traverso volante è simile (39,24 nodi NZL e 39,82 nodi USA), il che consente a Ray Davies di mantenere l’interno su Ben Ainslie. E qui in puggiata Spithill si schianta dai foil in un mare di schiuma bianca. E lì si nota la mancanza del killer istinct da parte dei kiwi, invece di puggiare e scappare, Dean Barker orza un po’ per difendere il suo sottovento, consentendo a Spithill di rilanciare l’AC72 e portarsi subito a ridosso. Ray Davies gestisce bene gli attacchi, pazzeschi di Ainslie che pare un treno in corsa lanciato per travolgerti. L’immagine di Dean Barker con il mostro oracliano alle spalle è di un’intensità travolgente.

NZL interna alla boa 1 su USA. Foto Pinto
NZL interna alla boa 1 su USA. Foto Kingman

Alla fine i kiwi riescono a mantenere il controllo fino alla layline di sinistra. Ma alla strambata, Ainslie illude Davies portandosi un po’ più alto. Non c’è ingaggio, quindi USA seguirebbe NZL a destra, boa che chiaramente Ray Davies vuole andare a girare. Invece si tratta di un modo per conquistare l’acqua necessaria alla strambata finale, che arriva all’ingresso del cerchio delle tre lunghezze ed è eseguita in modo spettacolare, con USA 17 che accelera e si fionda a sinistra, soli 3″ dietro i kiwi (sarebbero stati ameno il doppio se avessero girato quella di destra con un’inevitabile virata a bassa velocità.

Ben Ainslie ordina subito l’attacco e Ray Davies si presta al suo gioco. Il primo incrocio è kiwi per un nulla, il secondo è USA per le mure, il terzo è USA per  due lunghezze e il quarto, il quinto, il sesto praticamente non ci sono più. USA scompare verso il Golden Gate e la regata finisce qui. All’arrivo saranno 44 i secondi di margine. Mentre tutto l’equipaggio americano festeggia, Dean Barker piange al timone di Aotearoa. Ha perso un vantaggio di 8 a 1 e con lui piange l’intera Nuova Zelanda.

Ma non era lui il migliore e non ha vinto. Onore comunque a tutti i componeneti di Emirates Team New Zealand, che sono stati capaci di rivoluzionare questo gioco, di volare per primi e a cui è mancato alla fine solo un misero miglio. La Coppa va a Sir Ben Ainslie, l’uomo decisivo di questa vicenda, ai soldi di Larry Ellison, all’immaginario di Russell Coutts, alla freschezza geniale di Tommy Slingsby, all’aggressività di Jimmy Spithill, a Gillo Nobili e Shannon Falcone, a tutti gli ingegneri (il genovese Mario Caponnetto e i triestino Michele Stroligo tra gli altri), a tutto il team della multinazionale che ha cambiato la storia dell’America’s Cup e che ora sarà chiamata a ridisegnarne le regole. Certo si resterà sui catamarani a foil, magari su dimensioni un po’ più gestibili epr aumentare il numero degli sfidanti. Hanno vinto i ricchi e i potenti, ma anche vinto chi ha saputo circondarsi dei migliori, c’è molto di umano in questa vicenda e certo non si tornerà più indietro, esattamente come voleva Russell Coutts.

USA 17 a 40 nodi in poppa. Foto Pinto
USA 17 a 40 nodi in poppa. Foto Pinto

Race 19 Performance Data
Course: 5 Legs/10.07 nautical miles
Elapsed Time: OTUSA – 23:24, ETNZ – 24:08
Delta: OTUSA +:44
Total distance sailed: OTUSA – 11.9 NM, ETNZ – 12.2 NM
Average Speed: OTUSA – 30.55 knots (35 mph), ETNZ – 30.55 knots (35 mph)
Top Speed: OTUSA – 44.33 knots (51 mph), ETNZ – 45.72 knots (53 mph)
Windspeed: Average – 18.2 knots, Peak – 21.3 knots
Number of Tacks/Jibes: OTUSA – 9/7, ETNZ – 9/7

Oracle Team USA riceve l'America's Cup. Foto Martin Raget
Oracle Team USA riceve l’America’s Cup. Foto Martin Raget

La gallery di Carlo Borlenghi:

Ore 19 Il gran giorno è arrivato. Otto a otto, chi vince questa sera si porta a casa l’America’s Cup. Oracle Team USA, che ha saputo rimontare da 1 a 8 vincendo sette regate consecutive ed è a 9-2 nelle ultime 11, ed Emirates Team New Zealand, che invece ha sprecato ben sette match point facendosi appunto rimontare da 8 a 1. Vincerà la nuova velocità di Oracle e la storica freddezza di Ben Ainslie, vero leader carismatico di questo team a questo punto, la superba capacità di starter killer di Jimmy Spithill o la disperazione dei kiwi, sostenuti da un’intera nazione. Regata secca, tutto può succedere, come in gara sette delle World Series di baseball o nell’ultima azione di un suberbowl in pareggio allo scadere del tempo.

Il vento sarà anche oggi al limite, con vento previsto sui 20-24 nodi, corrente in entrata e un gran bel sole, che illumerà una giornata già destinata a passare alla storia della vela e di tutto lo sport come una delle più incredibili vicende sportive (ma non solo, tecnologiche, imprenditoriali e umane) che si siano mai viste. Siamo sull’8-8 (in realtà 10-8 come vittorie, quindi anche in caso di successo kiwi Oracle avrebbe vinto 10 regate sull’acqua, da calcolare i 2 punti di penalizzazione per il caso Ac45).

Per seguire la diretta, ecco il player. Race 19 va in scena alle 22:15. Diretta streaming dalle 22. Imperdibile.

Diretta sulla nostra pagina Facebook con aggiornamenti, foto e commenti.

Durante la regata diretta twitter sul nostro account.

ETNZL – Oracle Team USA 8-8 (8-10 come vittorie)

21:50 ci sono 20 nodi da 265° sul campo di regata, partenza alle 22:15 CET, collegamento streaming dalle 22

Dean Barker e Jimmy Spithill, i due protagonsiti di queat incredibile finale i America's Cup. Foto Martin Raget
Dean Barker e Jimmy Spithill, i due protagonsiti di queat incredibile finale i America’s Cup. Foto Martin Raget

Le liste equipaggio. A bordo del defender l’italiano Gillo Nobili e l’italo-antiguano Shanon Falcone. Su NZL regata Grant Dalton:

ORACLE TEAM USA Crew List
Skipper: Jimmy Spithill (9), Tactician: Ben Ainslie (12), Strategist: Tom Slingsby (10), Wing trimmer: Kyle Langford (8), Jib trimmer: Joe Newton (5), Off-side trimmer: Rome Kirby (4), Grinders: Shannon Falcone (1), Joe Spooner (2), Jono MacBeth (3), Gillo Nobili (6), Simeon Tienpont (7)

Emirates Team New Zealand Crew List
Skipper/helmsman: Dean Barker (14), Tactician: Ray Davies (10), Wing Trimmer: Glenn Ashby (3), Trimmer: James Dagg (9), Bow: Adam Beashel (2), Pit: Jeremy Lomas (8), Pedestal 1: Chris Ward (7), Pedestal 2: Rob Waddell (11), Pedestal 3: Grant Dalton (6), Pedestal 4: Chris McAsey (5), Float/Grinder: Derek Saward (12)

34th America’s Cup Race by Race
Race 1 (Sep. 7):
Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by :36 Punti 1/-2
Race 2 (Sep. 7): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by :52 Punti 2/-2
Race 3 (Sep. 8): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by :28 Punti 3/-2
Race 4 (Sep. 8): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :08* Punti 3/-1
Race 5 (Sep. 10): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by 1:05 Punti 4/-1
Race 6 (Sep. 12): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by :46 Punti 5/-1
Race 7 (Sep. 12): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by 1:06 Punti 6/-1
Race 8 (Sep. 14): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :52* Punti 6/0
Race 9 (Sep. 15): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :47 Punti 6/1
Race 10 (Sep. 15): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by :16 Punti 7/1
Race 11 (Sep. 18): Emirates Team New Zealand d. ORACLE TEAM USA by :15 Punti 8/1
Race 12 (Sep. 19): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :31 Punti 8/2
Race 13 (Sep. 20): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by 1:24 Punti 8/3
Race 14 (Sep. 22): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :23 Punti 8/4
Race 15 (Sep. 22): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :37 Punti 8/5
Race 16 (Sep. 23): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :33 Punti 8/6
Race 17 (Sep. 24): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :33 Punti 8/7
Race 18 (Sep. 24): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :54 Punti 8/8

Race 19 (Sep. 25): ORACLE TEAM USA d. Emirates Team New Zealand by :44Punti 9/8

USA 17 e Aotearoa, la sfida finale. Foto Borlenghi
USA 17 e Aotearoa, la sfida finale. Foto Borlenghi

America’s Cup: il record dei timonieri della storia della Coppa
1.
Russell Coutts (NZL) – 14-0 (1995, 2000, ’03)
2. Dennis Conner (USA) – 13-10 (17-10 including 1974 role as starting helmsman for Courageous)
3. Jimmy Spithill (AUS) – 12-8 (2010, ’13)
4. Harold S. “Mike” Vanderbilt (USA) – 12-2 (1930, ’34, ’37)
5. Dean Barker (NZL) – 11-20 (2000 (1 race), ’03, ’07, ’13)
6. Charlie Barr (SCO) – 9-0 (1899, 1901, ’03)
7. Emil “Bus” Mosbacher (USA) – 8-1 (1962, ’67)
8. Henry “Hank” Haff (USA) – 5-0 (1887, ’95; also won twice as tactician in 1881, ’86)

 

41 COMMENTS

  1. Un’altra regata senza storia… la differenza di velocità era imbarazzante, così come sempre nell’ultima settimana. Dean Barker, Ray Davies e tutti i kiwi hanno fatto il possibile, ma ha vinto la barca di gran lunga più veloce. Altro che paura, o errori tattici, oggi non hanno sbagliato niente e il risultato è stato lo stesso. Complimenti a Oracle, ma sapevano benissimo di essere molto più veloci e si ha quasi l’impressione che abbiano creato ad arte la grande aspettativa e la “regata del secolo”, il “great comeback” siano un espediente perché senza il mega vantaggio iniziale dei kiwi sarebbe stata una noiosa processione, come ETNZ vs Luna Rossa. Sembra incredibile come sono migliorate le prestazioni della barca in una o due notti.

    • Marco, guardati i dati http://live.virtualeye.tv/acstats/live.html Non è così diversa, anzi. L’enorme è la capacità di farla quanto conta e con una tattica perfetta di Ben e Tommy, che ha consentito a Spithill di concentrarsi solo sulla conduzione, così come deve essere. Conta anche la testa, eccome se conta. Ainslie ha spaiato da fuoriclass qual’è alla boa di poppa, prima alzandosi per crearsi l’acqua e accelerare dopo la strambata. C’è molto del suo in questa vittoria ed è incredibile come lo abbiano tenuto su un gommone per tre coppe passate. Domani ci hanno promesso che ci diranno cosa hanno cambiato su Oracle.
      Da finnista a finnista, sappiamo che un 13° ai Giochi (Barker, 2004), non vale 5 ori olimpici ed è giusto che sia così. I kiwi dovevano vincere entro regata 12-13 e non ce l’hanno fatta, poi Oracle è diventato troppo forte e qualche errore l’hanno commesso. Ciao

      • Scusami Tognozzi ma dissento sulla tua interpretazione. Che Ainslie sia un fuoriclasse nessuno lo mette in dubbio. Che Spithil sia uno tosto, un vincente anche questo è pacifico (anche se quando stavano 8 a 1 per NZL . . . non mi sembrava questo fenomeno!!!!). Qui ha contato il cambio di performance della barca e probabilmente un fattore emotivo e motivazionale maggiore per ORACLE. Gli americani si sono inventati qualcosa all’ultimo tuffo, che ha cambiato totalmente la barca. probabilmente Ellison avrà ricoperto d’oro i sui velisti (fattore molto motivazionale!!) ed il gioco è fatto. Cosa vuol dire a spaiato da fuoriclasse!!! alla boa di poppa ORACLE era dietro e NZL ha deciso di prendersi la boa di SX. ad ORACLE non restava altro che girare l’altra. NZL ha passato la boa a 30 nodi ed ORACLE a 20!!! dove lo vedi il genio scusa!! con barche scambiate, ORACLE avrebbe preso un minuto alla boa di bolina. Invece nonostante l’iniziale vantaggio di NZL ad inizio bolina, dopo tre incroci erano gia dietro. dimmi dove vedi gli errori di NZL e dove vedi i maghi su ORACLE. semplicemente vai più forte . . . superi e copri . . . . come faceva NZL nelle prime sei o sette regate. Il succo del discorso per me stà tutto qui. Mi resta la grande perplessità (come ho già detto in un altro post di ieri) di come sia stato possibile cambiare radicalmente la barca, soprattutto in bolina, rispetto alle prime regate. E mi chiedo anche come sia stato possibile per ORACLE arrivare sull’orlo del baratro (stavano 8 ad 1 !!!!!!) ed azzeccare chissà quale set di derive o di ali o di aerodinamica . . che li abbia di fatto consegnato la coppa in mano. Poi .. . chiaro se a bordo avevano dilettanti della domenica, avrebbero senz’altro perso (forse!!!) una regata . .. qual tanto che bastava a NZL. Morale della storia (per me si intende) onore a NZL che è arrivata a giocarsi la coppa con metà del budget (e forse meno) e per un paio di minuti nella regata fuori tempo massimo, hanno sfiorato un successo clamoroso. Il resto mi pare scontato. La rimonta ha del sensazionale solo perché nessuno avrebbe immaginato un salto prestazionale così enorme. Se domani metti Alonso sulla RedBull e Vettel sulla Ferrari . . . . pensi che lo vinca Vettel il mondiale???

        • Nessuno ha notato che il cambio di prestazioni ha coinciso con il cambio di tattico? bravura del tattico o manovra studiata per distogliere…..?! Non trovate strano che una barca su cui si lavora da anni abbia cambiato così radicalmente le prestazioni in soli 2gg? in realtà non sono cambiate poi molto le prestazioni ma il modo di gestire la barca, per le prime 9 regate sembrava che non riuscissero a tenerla sui foil durante le strambate e le virate, poi improvvisamente rimaneva sui foil anche in bolina :-)!

  2. Grazie per le mille emozioni che ci avete regalato. Fantastico! Ma come ha fatto NZ a perdere? o come a fatto USA a vincere?. BELLISSIMO
    Andrea Saratti

    • tnz ha perso perche sono dei brocchi, simpatici ma brocchi…..100 milioni di dollari bastano per vincere se non si e brocchi…..dean non ha i mai vinto ne con il laser ne con il finn, dove aveva dieci volte piu soldi dei suoi competitori, visto che suo padre e ricco sfondato, ne coi monoscafi.oracle e antipatico ma coutts ben e slingsby hanno vinto con tutto le barche su cui sono saliti….stop, i laser sono tutti simili , ma slingsby va mezzo nodo piu veloce degli altri. quello che stupisce semmai e che oracle andasse cosi piano all inizio, ma non sottovalutiamo il fatto he il wing trimmer era saltato a bordo all ultimo….e trimmare una wing e assai difficile , e spithill e delllo,stampo di dean……ovvero ha bisogno di coutts che gli dica di navigare piu poggiato di bolina…sic…la coppa e uno strano mondo dove campioni veri e brocchi tremendi si alternano come giullari alla corte dei ricchi di turno che generalmente hanno sempre una caratteristica comune , sono narcisisti e poco competenti…..un mondo chevriproduce perfettamente la realta del momdo in cui viviamo, e per quello che tutti ridono alle battute …..poco divertenti…di ellison, perche sperano di continuare ad avere un qualche soldo…..e csito che i soldi sono tanti …giu tutti a fare i giullari…hats down a coutts che e rimasto alla larga dalla conferenza stampa, avra gia deciso di andarsene , stanco di essere bistrattato alla corte di ellison.il sistema di stabilizzazione per i foil e una idea semplice e neppure troppo costosa, con 100 milini di dollari a budget, se non si mette e un grave errore, cosi come e un grave errore avere un bompresso che serve solo ad andare piu piano….quando anche i campioni di casa nostra…prada …..lo hanno tagliato via , cosi come oracle.tnz si e addormentata al momento del dunque , inutile dire sonomdei campioni…per una volta diciamo la verita …sono stati dei brocchi

      • Hola Loco,
        dare dei brocchi ai kiwi forse è un po’ troppo, non credi? Come velisti singoli non valgono quelli di Oracle, specialmente in afterguard, ma come gruppo li valevano o forse superavano. La variabile enorme che tu cogli, e quì ci sembri molto acuto e conoscitore delle dinamiche della vela professionale, è il rapporto il budget, i fondi no limit e le relazioni con il megaowner, che ha budget infinito e tutti lo circondano per trarne vantaggio. La Coppa come la massima espressione delle regate armatoriali? Vedere Larry Ellison dominare la conferenza stampa post vittoria, oscurando Spithill, Ainslie e Slingsby, non è stato un bello show. Hai ragione, moltissime domande forzate e piaggeria per sperare in favori futuri dal “padrone”. E l’assenza dell'”antipatico” (ma vincente) Coutts era chiara anche perché è stato lui a riportare a galla Oracle (ricordiamo la strigliata beccata da Spithill sul gommone dopo race 5). Cosa accadrà? certo che se i kiwi toglievano quel bompresso o non issavano quel code zero forse adesso stavamo raccontando un’altra storia. Comuqnue complimenti per la verve (anche se attento alla tastiera dell’iPad, scommettiamo che hai scritto con quello o simili), non è che ti va di fare il nostro opinionista? Ciao

  3. Non sono daccordo ancora una volta sul fatto che la vittoria l’hanno fatta gli uomini a bordo di OTUSA. Inutile dire che la velocità media nella prima bolina è stata a favore di NZL senza dire che hanno fatto piu strada (600 metri in piu!). Riportata così è una notizia forzata, tendente a voler far credere che hanno regatato alla pari con i mezzi e con la differenza fatta solo dagli uomini. Non è così e i dati parlano chiaro. La VMG di oracle è stata quasi sempre superiore, ovvero barca piu veloce. Questa storia degli uomini medagliati a bordo non mi piace affatto e i dati la smentiscono.
    Resta però il fatto che hanno creato una bella coppa america, e una pessima LVC, ma ci sta, forse è anche giusto così. Una coppa che non è e non deve essere per tutti, una sorta di fuoriclasse per pochi fuoriclasse. Tornare alla “lentezza” degli ACC sarebbe assurdo, un’altra edizione con AC72 non sarebbe male e sicuramente sarebbe accessibile ad altri team ora che questi mostri iniziano ad essere piu comprensibili a tutti con foil etc., e sicuramente possono migliorare ancora molto.
    Bravi a OTUSA per aver creduto in questi AC72, e bravi a NZL spesso rivoluzionari quando si parla di vela, ma fermi a 1000 metri dal riportarla in Nuova Zelanda, quei 1000 metri che Oracle ha percorso piu velocemente grazie ai fondi senza fine di Larry Ellison.
    Alla prossima coppa!

    • Ciao Oreste, Oracle in bolina era più veloce, ma secondo lei con John Kostecki accanto James Spithill sarebbe riuscito a portarla così bene? Noi crediamo che per vincere ci vogliano gli uomini migliori e che Ainslie e Slingsby lo siano appare pacifico. Ovviamente non è solo la nostra opinione, ma anche quella di persone che i suddetti velisti li conoscono personalmente, con valori e debolezze. Il mezzo è migliorato moltissimo, ed è stato Russell Coutts a trovare il bandolo della matassa (ricordate la chiacchierata sulla pilotina con Spithill?) e Ainslie ha gestito benissimo la carica agonistica a bordo. Per vincere ci vogliono i vincenti e i citati lo sono. Non riusciamo a capire cosa abbia contro i medagliati a bordo. Se hanno vinto delle medaglie vuol dire che sono più bravi di chi le medaglie le ha vinte o no? Ovvio che il mezzo è stato sviluppato al meglio, con soluzioni di vario tipo e una gestione dei sistemi durante il foiling che pare sia stata decisiva, ma poi i mezzi sono usati dagli uomini o no?. Ai monoscafi non si tornerà, lo ha appena confermato Larry Ellison in conferenza stampa, come è logico e ormai anche giusto. La Louis Vuitton non c’è stata, la Coppa è stata una meraviglia. Un saluto

  4. La mia più grande ammirazione è per il team NZL . Una nazione così piccola ed isolata in grado di essere i migliori in due sport a diffusione planetaria come vela e rugby. Quanto di US c’era in oracle? solo i soldi e forse uno o due velisti. E NZL ha usato metà del budget di US che ha fatto tutte le regole e correva in casa. O forse non sapete che la base di vivaio di rugby dell aNZL è un decimo di quella di francia o inghilterra, ma queste le prendono regolarmente …..C’è davvero da prendere esempio qui in italia verso la serietà e la bravura di questo popolo fantastico che si misura senza paura con le sfide più dure …. NZL è un team di gente bravissima seria e preparata. MI dispiace davvero perchè loro e anche lo sport della vela lo meritavano….. adesso invece con US avremo il solito circo – spettacolo per pochi eletti con i soldi.

  5. E’ finita! La coppa resta in america e i sogni di tutti i velisti come me si sono infranti! Non per la coppa in se che è stata esaltante ed ha spostato i confini della vela avanti di 20 anni senza possibile ritorno! bensì per il fatto che le belle qualità umane dei kiwi come umiltà, correttezza, eleganza di comportamento sono state battute dallo strapotere americano, dall’arroganza, dalla prepotenza….. il sogno romantico della vela cade sotto la macchina da guerra messa in moto da Ellison e compagni evidentemente più ricchi, più organizzati e più veloci dei kiwi. Peccato !
    Per quanto riguarda il servizio di fare vela in questa coppa che dire: impeccabile! merita un abbonamento a vita alla rivista. Grazie Oscar

  6. Tognozzi lasci da parte la tua “passione” per Ainslie. Lasci perdere la sua ricerca degli eroi, delle mosse da fenomeno e tutto il resto. Da sempre la Coppa America la vince la barca più veloce. Stop. Oracle era nettamente più veloce di Team New Zealand, avesse avuto quelle performance sin dall’inizio può starne certo che Kostecki non sarebbe stato sbarcato. Dice bene: Oracle svelerà (speriamo) le modifiche concrete fatte alla barca e finalmente ci capiremo tutti qualcosa, perché fino a oggi nessuno sa il vero motivo per cui Oracle abbia vinto la Coppa.

    • Ciao Roberto, Crediamo che tenda un po’ a sottovalutare il contributo di Ainslie e Slingsby in questa storia, saluti

      • Credete? O crede… Comunque: Oracle barca più veloce di New Zealand. Stop. Tutto il resto sono chiacchiere.

        • Insistete sugli uomini, io sulla barca. Quella piu veloce vince. Non è che su OTUSA c’erano i geni della vela e su NZL dei filosofi. Alla domanda “ma secondo lei con John Kostecki accanto James Spithill sarebbe riuscito a portarla così bene?” la mia risposta è ovviamente si. Rispondete invece voi a questa che ho fatto altre volte senza ricevere risposta. Credete che scambiando gli equipaggi tra NZL e OTUSA, NZL avrebbe vinto? E scambiandoli con quelli di Prada avrebbe vinto Prada? Secondo il vostro ragionamento si, ma la logica ci suggerisce una semplice risposta…no

          • Con Kostecki avrebbero perso la coppa. Sicuro. Seconda domanda: Se Ainslie e Slingsby fossero stati su NZL…….NZL avrebbe vinto la coppa quando era in vantaggio tecnico. Inoltre è bene specificare che sono gli uomini che mettono a punto un’imbarcazione.

          • Che bel dibattito si e’ aperto, ottimo, sintomo che la vecchia Coppa continua ad appassionare. Se la vela ne trae giovamento ne siamo tutti felici. Grazie a tutti per i contributi

  7. Penso che, come accade in tutte le cose, il determinarsi di un evento sia da imputare a più fattori:
    – non è possibile rimontare da 8 a 1 senza avere un team straordinario, motivatissimo e ultracompetente;
    – non è possibile rimontare da 8 a 1 senza una barca che vada più veloce dell’avversaria.
    La vittoria di Oracle quindi ci sta tutta, e stento a credere che la svolta tecnica relativa all’imbarcazione sia stata il frutto di un “trucco” (certo, i precedenti non depongono a favore della sportività del team).

  8. Sono pienamente d’accordo con Michele, non si vincono tutte quelle medaglie olimpiche se non si è un vero Campione. Ma poi scusatemi, quando Oracle le stava prendendo di brutto ed ha deciso di far salire a bordo Sir Ben, pensate lo abbia fatto solo per uno sfizio…. Lo hanno fatto perché sapevano che il suo talento e la sua determinazione avrebbe portato un grosso valore aggiunto al team, ma soprattutto contavano sulla sua genialità, la sua freddezza e lucidità nel gestire la pressione. Probabilmente quella che é mancata a ETNZ.
    E il risultato finale ne é una prova.

    • e sull’8 a 1 senza medaglie olimpiche a bordo come ci era arrivata invece? Semplice, con una barca più veloce. Datevi pace, in Coppa America vince la barca più veloce e basta.

  9. Basta guardare le traiettorie delle due barche per vedere quanto ETNZ navigasse di bolina decisamente più bassa di Oracle. Ciò spiega perchè, nonostante la buona velocità dei neozelandesi, il divario al gate sia stato così netto. Negli ultimi 3 giorni le prestazioni delle barche di bolina erano diventate diverse. Penso che gli ultimi errori di ETNZ siano stati indotti nel tentativo di forzare, per tentare il disperato miracolo. Quando tra i mezzi c’è un divario simile, a mio parere la tattica non è determinante. Credo che le diavolerie informatiche di Oracle abbiano “aggirato” i limiti imposti dal regolamento fornendo dati importanti per la regolazione dell’ala, che anche se eseguita manualmente, era monitorata con un sistema di tuning molto efficiente. E’ mancato solo un soffio, quando nei giorni scorsi era ancora possibile. Onore al talentuoso e ricchissimo vincitore… ma da oggi basta con la storia che in Coppa America “non c’è secondo”. Il secondo c’è e sono loro: i bravi, onesti e coraggiosi neozelandesi. Bravi tutti e grazie a FV per il magnifico spettacolo.

  10. sicuramente è stata una coppa America emozionante e una rimonta che entrerà nei libri delle grandi imprese sportive.
    Quando avvengono tali imprese si cerca sempre di individuare degli “eroi” , i personaggi simbolo, i vincenti e in questo caso quasi tutti
    identificano in ben Ainslie l eroe
    colui che ha cambiato la storia di un team che sembrava destinato a perdere.
    dopo tutto la storia di Ben ainslei è perfetta per elevarlo al grado di eroe
    e nessuno può negare che sia un grande velista, un grande campione.
    Non solo quando c è un eroe ci sono anche degli sconfitti e in questo caso la storia sembra volerne individuare 2: il povero Kostecki e il buon Barker.
    Inevitabilmente siamo portati ad esaltare il lato “umano ” dell’ impresa sportiva a creare sorta di “romanticismo epico” magari esagerando un po’ ,trasformando anche la più banale chiamata in mitologica, perfetta , geniale……e mettendo un po’ in disparte un analisi “fredda” dei fatti che dopotutto è meno appassionante.
    cercando di rimanere su un analisi “fredda”
    per me è indiscutibile l apporto dei 2 campioni olimpici all impresa del team Oracle ma non lo ritengo il fattore decisivo.
    parto da un dato di fatto: Oracle in circa 2 giorni
    a terra ha cambiato nettamente le sue performance.
    Le sue prestazioni sono migliorate incredibilmente , specialmente in bolina, secondo me per due motivi che non comprendono la conduzione tattica e strategica della regata e quindi esulano dall apporto dei due Olimpici:
    1-cambiamenti tecnici-progettuali
    2- conduzione della barca, ovvero ottimizzazione delle regolazioni e delle manovre.
    Sui cambiamenti tecnici-progettuali non posso dire nulla , spero che il team oracle comunichi le modifiche-migliorie fatte.

    sulla conduzione della barca vorrei dire:
    che andrebbe esaltato molto il lavoro di chi si occupava dell ‘ ala e delle varie regolazioni e di chi dettava i tempi per le manovre delle derive.
    C è però un altra cosa da dire a proposito: nell’ intervista a James Spthill parlate del Speed Augmentation System( SAS)
    ecco che allora si ripropone il dilemma fra
    fattore umano e fattore tecnologico.
    Non è che poi scopriamo che Oracle è migliorata così nettamente grazie a un software e al lavoro di un team di mega-ingegneri?? e che se ci fosse stato a bordo l ottimo Kostecki Oracle 2 avrebbe rimontato lo stesso??
    è stato più decisivo il lavoro di ben ainslei o quello
    degli ingegneri??
    Negli sport in cui i mezzi vengono sviluppati al massimo si discuterà all infinito se la differenza viene fatta dai piloti-equipaggi o dalla tecnologia.
    io sono sicuro che se Alonso guidasse la red bull
    batterebbe l ottimo Vettel sulla ferrari
    e mi sento di dire che il buon Barker su l ultimo Oracle avrebbe battutto l armata spithill, Ainslei, Slingsby.
    Quante partenze ha vinto barker?
    si è scritto che Barker fosse bloccato dalla paura
    ma ciò nonostante nelle ultime due regate ha vinto la partenza arrivando per primo alla boa 1………insomma non male per uno discreto , non vincente e impaurito..no??
    cmq la storia la scrivono i vincitori
    questa coppa rimarrà la coppa del trio Ainslei, Spithill;Slingsby
    Kostecky verrà ricordato purtroppo per la sua chiamata sbagliata
    Barker sarà definito un non vincente
    e a lungo si dibatterà sul fattore tecnologico e su quello umano.
    Le grandi imprese sono anche quelle che offrono tanti temi di discussione.
    Io mi sento di fare i
    complimenti ad oracle
    i complimenti a etnz
    e a Fv che mi ha permesso di appassionarmi e di seguire questa avvincente coppa.
    saluti
    Lorenzo.

  11. Nelle prime 11 regate Davies era un genio e Kosteki bollito, dopodichè Davies è diventato dalla sera alla mattina incapace ed Ainslie il deus ex machina della conquista all’arrivano i nostri dell’America’s Cup; come spesso accade la verità stà nel mezzo.
    Scusate l’ovvietà ma forse mai come in questa situazione è veritiero il detto “barca veloce fa il tattico bravo”.
    Per quanto riguarda le modifiche miracolose ad USA 17 non credo proprio che le svelino a tutti quanti così da facilitare il compito di eventuali prossimi sfidanti; a proposito……in rete gira la voce (che sa tanto di leggenda metropolitana) che il buon Larry sull’1 a 8 abbia ingaggiato i migliori (fantomatici) ingegneri navali neozelandesi affidandogli il compito di migliorare USA 17 e coprendoli d’oro per due settimane di lavoro…….

    • che poi, Ainslie le prime due regate le ha perse, quindi è ovvio che il contributo determinante per la vittoria è stato il cambio di passo della barca.

  12. Per una volta sembrava che la passione potesse vincere contro la ricchezza, poi però ha prevalso quest’ultima, come quasi sempre accade … Peccato!

  13. Ciao Tognozzi,volevo comunque ricordare che sull’8-2(8-4 senza penalty) è stata annullata una regata quasi vinta da ETNZL,per questa assurda regola dei 40 minuti limite massimo di regata..regola accettata anche dai challenger..beh che dire?peccato….è andata cosi,certo che però contano sempre gli uomini ma contano sempre di più i mezzi a disposizione.

  14. Prima di tutto, grazie e complimenti per i vostri approfonditi resoconti e epr le dirette streaming, che ci hanno tenuto compagnia per tutta questa America’s Cup. Per il resto, sono d’accordocon Luciano: “barca veloce fa il tattico bravo”, che è la stessa cosa che ha detto ieri sera il commentatore USA quando Oracle è andata via di bolina: “boat speed, boat speed, boat speed: the tactician’s best friend!” Senza nulla togliere a quel fenomeno di Ben Anslie, che ritengo sia il miglior velista della storia. Complimenti ancora e continuate così!

  15. a pensarci bene in questa coppa ci sono tutti gli elementi non solo per una eccellente puntata di sfide (spero che la tv italiana la faccia) ma anche per un filmone holliwoodiano.
    con eroi protagonisti in entrambi i team.
    solo ripensando al fiato spezzato del grande Dalton
    con la faccia segnata dallo sforzo china sul grinder
    alle occhiate di Ainslei o alle espressioni di Barker
    al timone
    a quello che è successo al buon kostecky
    agli incroci a 40 nodi mi vengono i brividi.
    un team che rappresenta la tecnologia , il nuovo,
    ed un approccio “moderno”(senza limiti di budget) alle sfide sportive
    L altro team che invece mantiene un profilo più umano, passionale.
    un team spinto da una nazione intera contro un team guidato da un miliardario eclettico
    che non risulta facilmente simpatico.
    tradizione contro modernità.
    passione contro ricerca tecnologica
    e tante storie umane dei singoli campioni che si intersecano – lottano tra loro per cambiare o confermare la loro storia e quella di una grande evento sportivo
    il pubblico che sceglierà i suoi buoni e i suoi cattivi
    e un finale pazzesco.
    ci mettiamo alla regia uno tipo Christopher Nolan
    e per me il successo è garantito.

  16. In ogni caso .. . . la mia opinione l’ho già postata ed è in linea con mlte altre lette , , , , , aggiungerei questo. Se non mettono un freno al budget di una campagna, dubito che la prossima edizione si farà. Perché tu puoi essere stato superbravo a portare il tuo CAT in finale (vedi appunto NZL) ma se il tuo concorrente . . . ormai battuto . . .in acqua in tutte le condizioni di vento . . . . . ha la possibilità di chiamare la NASA e farsi studiare un polimero che a contatto con l’acqua di mare, reagisce creando una spinta allo scafo (sto teorizzando naturalmente), spendendo magari 50 milioni di dollari in 4 giorni . . . . . come fai a vincere??? puoi solo sperare nell’affondamento del mezzo od in un errore macroscopico dell’equipaggio .. . ma stiamo parlando dei migliori velisti al monto, quindi tolta la seconda ipotesi, rimane solo la prima. Mi domando quindi come si fa a partecipare ad una LV e poi nel caso ad una AC, sapendo che il defender ha possibilità illimitate e quindi può anche fare un miracolo (perché di questo si parla!!) ad una regata dal baratro. Pensate ad esempio se NZL vinceva la regata con poco vento, rientrando nel tempo limite!!! Barker eroe dell’anno, prima pagina sul TIME, Davies diventava il mago del vento, il tattico venuto da marte . . . e via dicendo. Ellison il magnate strafottente e Coutts e company, quelli che avevano perso l’AC con un budget che è simile al PIL del portogallo. Dove era Ainslie in quella regata???? (era a bordo!!) e come mai Davies agganciava le raffichette, interpretava il campo ed Ainslie aveva un miglio di ritardo??. La risposta è semplice (sempre a mio modestissimo parere). fino a quella regata NZL era più veloce, più reattiva, accelerava meglio, era più stabile sui foil .. . e via dicendo. Dopo è arrivato un set up dalla galassia di Andromeda (o chissà da dove . . . ma soprattutto chissà con quali costi) e . .. . finita la storia. Il mezzo è troppo preponderante (come ormai tutti gli sport tecnici). Questo voler cercare romanticamente l’eroe . . e poi cinicamente il brocco (come qualcuno ha detto di NZL) mi pare riduttivo e ipocrita. Finisco dicendo che (da appassionato e praticamente di vela) a me non ha divertito e nemmeno particolarmente emozionato vedere queste regate a 40 nodi. Io non riuscivo a leggere lo svolgimento delle regata. Le famose virate sugli scarsi, i duelli da 20 o 25 virate ravvicinate. Qui con il campo di regata delimitato elettronicamente, le barche (salvo rari episodi) fanno i lati fino al limite e poi virano fino all’altro limite. chi fa angolo e velocità vince .. . l’altro perde (sui monoscafi .. . qualche variabile e scelta in più .. . gestita dagli uomini . . .c’è).

    • Ciao Claudio,
      ci pare che tu abbia colto la questione con precisione
      ecco finalmente il punto e la ragione per la quale questa testata avrebbe preferito la vittroria di NZL, salvo raccontare la Coppa per come si è svolta e dare i giusti meriti a chi l’ha vinta. L’accessibilità e la possibilità di vittoria. Larry Ellison vince e basta, ha i soldi per farlo, ma quanti potranno competere con lui. nei prossimi mesi scopriremo le loro intenzioni, ma certo è evidente a tutti come la Coppa debba sempre rimanere un evento d’elite, non per tutti, ma comunque garantire almeno un 8-10 sfidanti e la possibilità teorica di vittoria.
      I kiwi ce l’hanno avuta e fino a regata 13 erano meritevoli della storica impresa di strappare la Coppa a SF secondo un protocollo redatto dal defender a suo uso e consumo. Poi è andata diversamente e il tempo, e le capacità dei grandissimi velisti presenti in Oracle assistiti dai mezzi senza limiti, hanno volto a favore del defender.
      Una vittoria di NZL avrebbe riportato la Coppa a una dimensione più umana, pur restando nel settore della velocità (su questo non si torna indietro, e diciamo anche giustamente). Con la vittoria di Oracle, vedremo quanti riusciranno a competere. Ma ci stanno pensando, almeno ora si sono resi conto dell’errore che ha portato a una Louis Vuitton inesistente. Ma la finale è stata indimenticabile e da lì proveranno a ripartire, speriamo con un po’ meno di arroganza e piaggeria verso l’attuale “padrone” della Coppa. Grazie del tuo contributo

  17. Il S.A.S. di cui parla Spithill non è lo Speed Augmentation System ma lo Stability Augmentation System. E’ corretto dire che è sistema di controllo di origine aeronautica; leggendo in rete ho letto che è un sistema computerizzato usato dai piloti automatici degli aerei e che tramite dei giroscopi corregge automaticamente le imbardate intervenendo sul timone; è chiaro che se sulla wing c’è un sistema di questo tipo il vantaggio in stabilità è impressionante ma l’unico dubbio è capire come lo facciano funzionare, visto che il regolamento prevede che tutti i sistemi di bordo devono essere comandati manualmente……Team New Zealand ha posto il quesito alla commissione tecnica che ha affermato che il sistema è regolare. Anche Ray Davies ieri in una intervista ha accennato a come USA 17 fosse molto facilmente “rock steady” mente TNZ doveva fare una fatica bestia…..

  18. Che Oracle abbia vinto e con una incredibile rimonta è ormai storia della vela, ma io credo che “Britannia still rules the waves”. Non so se avete notato che sul totale dei 22 membri di entrambi gli equipaggi 12 erano Neozelandesi, 5 Australiani ed uno, in un ruolo importante, Inglese.
    Tutti paesi con l’Union Jack sulla loro bandiera!
    C’era un solo Statunitense, in un ruolo di media importanza, su Oracle.
    Per non parlare delle innovazioni tecnologiche che i Neozelandesi hanno escogitato e che sono servite agli Americani per realizzare notevoli progressi e poi trovare quel paio di nodi in più di bolina che hanno consentito loro di vincere.
    Credo che ci sia qualcosa da rivedere per il futuro e che sia arrivato il momento di riconsiderare il problema della nazionalità.

    • Grazie ammiraglio, ha ragione. In effetti ci stanno pensando, così è troppo. Certo, bisognerà convincere Ellison.

    • Aggiungo un ulteriore elemento alla tua analisi: il costruttore dei due cat di Oracle è la Core Builders Composites con sede ad Auckland……c’è un filmato che mostra che i dipendenti della C.B.C. ieri erano gli unici kiwi che, con tanto di mogli e figli, hanno festeggiato la vittoria di Oracle Team; dimenticavo….il costruttore, con tutto il suo know how, è di proprietà di Larry Ellison…..

  19. Che bello leggere tanti commenti interessanti e competenti!
    Grazie a Michele Tognozzi e a Farevela per questa opportunità.
    Cercando in rete una spiegazione all’incredibile cambio di passo di Oracle ho letto qualcosa su questo fantomatico SAS. Se siamo arrivati (come sembra) alla regolazione computerizzata di vele, ale e appendici (anche se alimentata con l’energia umana dei grinder) abbiamo perso gran parte del fascino del nostro sport.
    D’altra parte se si pensa alle possibili applicazioni di queste tecnologie a tutte le barche a vela anche da crociera ci sono sviluppi pazzeschi davanti.
    Ma lasciateci fare le regate con la nostra sensibilità e i nostri errori!!!

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