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San Francisco, USA- Passata la meraviglia per l’esito finale della 34th America’s Cup, con Oracle Team USA che rimonta da 1-8 a 9-8, il mondo velico si sta interrogando su come sia stata possilibe una rimonta del genere e come l’AC72 del defender abbia potuto cambiare le sue prestazioni in nodo così netto. Se lo chiede anche Dean Barler nel suo blog, nel primo scritto dopo l’amara sconfitta.

Oracle Team USA. Foto Borlenghi
Oracle Team USA. Foto Borlenghi

Challenger of record Australiano/Artemisiano?

Prima, però, occorre segnalare che il primo atto della nuova America’s Cup è già compiuto con Larry Ellison e Tom Ehman, portavoce del GGYC, che hanno confermato di aver ricevuto, immediatamente dopo la conclusione della decisiva race 19, la sfida ufficiale di un Club, che quindi sarà il challenger of record della prossima Coppa, la numero 35. Da fonti assai autorevoli, il New York Times, apprendiamo oggi che tale clun potrebbe essere l’Hamilton Island Yacht Club dal Queensland, Australia. Un rumor vedrebbe addirittura Iain Murray, il Race Director della Coppa appena conclusa, coinvolto in quel sindacato. Ciò sarebbe, però, teoricamente anche collegabile ad Artemis, il cui timoniere ricordiamo è l’olimpionico di 49er Nathan Outteridge, anche lui aussie, e il cui prossimo saling director sarà l’inglese Iain Percy. Si può ipotizzare la costruzione di un gruppo australiano, compatibile con la regola della nazionalità in fieri, che potrebbe essere appunto rappresentato dallo Yacht Club del Queensland. Il proprietario di Artemis, Torbjorn Tornqvist, è svedese ma nulla vieta che possa lanciare una sfida con uno yacht club di altro paese, a cui poi farebbe capo una regola di nazionalità.

Iain Percy con Tornqvist, sono loro il challenger of record?
Iain Percy con Tornqvist, sono loro il challenger of record?

Che i velisti aussie e kiwi siano preponderanti nella nuova AC, del resto, è evidente, si pensi oltre a Outteridge, a Tom Slingsby, a Glenn Ashby, Adam Beashel e molti altri. Lo stesso Ian Murray, race director di ACRM, è australiano. Un ritorno dell’Australia in Coppa, poi, non afrebb che riporatare nelle cronache una lunga tradizione, cultimata come noto con la storica vittoria di Australia II nel 1983.

Torniamo però alle prestazioni di Oracle Team USA. L’interessante dibattito che si è aperto su Farevela.net conduce ad alcune ipotesi:

1) Barca migliorata in bolina, sì senza dubbi, ma come e perché?

2) Uso di un sistema di origine aeronautica (SAS) per la stabilizzazione semi-automatica dei foil. La domanda è quanto semi-automatica, visto che la regolazione umana è fondamentale e prescritta come obbligatoria dalla Regola 42 delle RRS.

3) Migliorie dovute alla possibilità di “copiare” i kiwi e alla presenza a bordo del nuovo tattico Ben Ainslie, che ha dato maggio tranquillità al timoniere James Spithill.

4) Un paio di errori di ETNZL, tra cui quello di non togliere il bompresso in regate con 20 nodi.

5) Regolazione e centratura diversa, dopo che Russell Coutts ha preso le decisioni, dopo la fatidica race 5, che sintetizzavano le proposte dei vari dipartimenti prgettuali.

Fattore umano Per gli evidenti miglioramenti in bolina, collegati a una maggior pulizia tattica e determinazione garantite dalla coppia Ainslie-Slinsgby, l’evidenza dei fatti è tale che può essere data per assodata.

La questione del SAS (Stability Augmentation System), invece, sta facendo dibattere molto gli appassionati. Su SailWorld un’interessante articolo di Richard Gladwell, che analizza la questione fondamentale dell'”automatismo”.

Dal nostro esperto Beppe Giannini, riceviamo queste note tecniche:

– la chiave è effettivamente il SAS, e non altro. Soprattutto di bolina, in quanto permetteva di tenere lo scafo sottovento fuori ma basso sull’acqua e quindi migliore angolo, al contempo con meno resistenza dello skimming kiwi. L’affinamento del software spiega il continuo miglioramento delle prestazioni, alla faccia delle nostre dotte diquisizioni

– la Giuria nell’ultima protesta aveva confermato l’interpretazione degli stazzatori

http://noticeboard.americascup.com/wp-content/uploads/2011/09/PI_49.pdf

che consentiva l’introduzione di un POSIZIONATORE nel circuito che regola l’angolo di attacco della deriva (cioé l’operatore invece di premere il bottone fino a quando non legge su una scala che è stato raggiunto il valore desiderato, lo imposta e il sistema ci va da solo, se i grinder pompano), e non altro

– Oracle ha realizzato il SAS che, con tutti i sensori già a bordo, non è niente di particolarmente complicato (lo avrebbero quindi potuto anche fare su NZL, senza garvare eccessivamente sui budget). Il punto chiave è se questo fornisce una indicazione di target all’operatore, il quale imposta il posizionatore della deriva, o se invece il dialogo è senza intermediario, naturalmente con risposta molto più rapida ma direi proprio vietato dalla Stazza e dalla RRS 42. Sul fatto che un intermediario umano possa avere tempo di reazione adeguato ci sono pareri discordi.

– gli stazzatori non avrebbero chiarito bene le loro risposte alle richieste di ETNZ di ispezionare la barca Oracle nell’ultima settimana. Ovviamente a regata finita, non è più possibile inoltrare proteste.

Resta il dubbio che i tempi di reazione dell’attuatore umano obbligherebbero a smorzare talmente il loop di controllo che poi tutti questi vantaggi non sappiamo se si vedrebbero. Il che comporta che vedere tutti i trimmer (non solo quello delle derive) ridotti a meri esecutori che devono solo tenere centrata una pallina non è che sia il massimo… velisticamente parlando ed è proprio qui che si è aperto il dibattito sulle RRS42.

La rincorsa di Oracle team USA a ETNZL è stata agevolata dal fattore "tempo"
La rincorsa di Oracle team USA a ETNZL è stata agevolata dal fattore “tempo”. Foto Borlenghi

Per quanto riguarda la centratura, come avevamo preannunciato, abbiamo parlato con l’italiano Mario Caponnetto, del team progettuale Oracle Team USA, che ci ha chiarito diversi punti in modo formale.

Sul sistema SAS non ci è stato detto nulla, ma ci è stato detto molto su altri aspetti:

In momenti successivi nel corso della finale sono state modificate le seguenti cose:

1) Poppe modificate, piccoli accorgimenti per ridurre la cavitazione avevamo anche problemi di velocità massime. I numeri iniziali che vedevamo di NZL erano più alti dei nostri. Sopra i 40 nodi diventa molto importante la cavitazione delle appendici. E’ che non pensavamo di andare così veloci e quindi avevamo inizialmente sottovalutato la cosa. Loro invece ci sono riusciti e ci hanno costretto ad affrontare il problema. Alla fine ci siamo riusciti. Abbiamo lavorato molto sui timoni, soprattutto sull’intersezione tra la pale e la parte orizzontale, punto vitale alle alte velocità. Nel reach andavamo molto forte ma poi anche in poppa abbiamo migliorato.

2) Rake dell’ala appoppato.

3) Evoluzione nel portare la barca regata dopo regata, copiando ciò che facevano i kiwi, i quali per assurdo “hanno allenato” il defender a migliorare, visto che si erano presentati, ci è stato riconosciuto “a un livello altissimo e abbiamo dovuto rincorrerli per mesi e le prime regate sono stati vitali per noi per migliorare, visto che mai avevano regatato davvero su un AC72”.

4) Una volta raggiunte le velocità sui 30 nodi in bolina, il minor drag della barca di Oracle, ovvero la miglior aerodinamica della piattaforma rispetto al sistema di cavi di NZL, ha fatto la differenza, migliorando sempre più le prestazioni in bolina. Quindi alle alte velocità controvento, il minor drag diventa fattore decisivo.

5) Per le derive usate, si tratta dell’ultimo set arrivato dalla NZL.

6) Le prue non sono state cambiate nè è stato variato l’angolo di attacco.

7) E’ stata fatta una centratura differente dopo le prime 8 regate (quindi dopo il confronto tra Coutts a Spithill) e la presenza/ingresso a bordo di ottimi velisti, che hanno saputo comunicare al meglio con il design team, è stata determinante. Quindi anche il fattore umano ha avuto il suo peso.

8) Estrema difficoltà ad evitare la cavitazione a velocità sui 40 nodi, anche qui miglioramento.

9) Miglioramento nel trim dell’ala, diversi carichi su foil e timoni. “Modifica decisiva in questo senso nel fatto di essere riusciti a trovare un mood “Bassi e veloci” in bolina, che faceva fare sì più strada ma a un VMG migliore. Anche qui l’apporto di Coutts e dei velisti nel prendere questa decisione è stato importante. Quando inizi a fare 28 nodi in bolina, il nostro minor drag funziona e fa migliorare. Non riuscivamo a trovare questo mode, quando siamo riusciti a trovarlo ci siamo messi ad andare più di prima e forse più dei kiwi. Non è facile stabilire quanto fossimo più veloci. Lì poi ci si sono messi i velisti, che non hanno più sbagliato nulla tatticamente e come conduzione”.

10) “Erano tutte cose che sapevamo e sono satte applicate nei famosi 4 giorni. Tra il dire e il fare, però, c’è molto… Tali decisioni possono essere prese dopo aver visto le barche in regata. Alla prima regata noi non sapevamo dove eravamo, regatare contro gli ottimi kiwi ci ha aiutato molto per prendere le giuste decisioni. E’ stata tutta una rincorsa. Un mese fa cercavamo di fare delle buone strambare mentre i kiwi erano avanti nel boat handling. Al solito il tempo è un fattore determinante in Coppa. Se non avessimo speso tanto tempo a navigare sulla barca e a navigare bene, a imparare dai kiwi come si virava e strambava, non sarebbe servito modificare nulla, è stato determinante. Hai voglia a cambiare rake o trim, ma se poi la barca non si porta bene non serve. Loro hanno fatto un lavoro stupendo. Ma diciamo anche la verità, abbiamo vinto in una maniera strepitosa ma avremmo potuto anche perdere. Se i kiwi arrivavano entro il tempo limite in race 13 non ce l’avremmo fatta. Il fattore TEMPO è stato decisivo”.

11) Anche su Oracle non hanno capito perché su NZL non abbiamo tolto il bompresso. “Non era una cosa vitale ma qualche decina di metri in una bolina alla fine li dà. Insomma noi ci siamo trovati con una piattaforma più pulita. Quando abbiamo messo a punto il volo, in cui NZL aveva un vantaggio iniziale enorme, tutto è aumentato in modo esponenziale.

12) Occorreva un compromesso tra rigidità e windage, la nostra barca 1 era troppo poco rigida. Barca 2 era più semplice e pulita.

13) Abbiamo fatto 10 foil e alla fine abbiamo usato gli ultimi due arrivati, che ovviamente erano stati progettati tempo prima. Se continuassimo a regatare, tra tre mesi con queste barche arriveremmo a 50 nodi e a 30 nodi fissi in bolina.

La nostra fonte ha chiarito che alla fine il fattore tempo sia stato determinante. Da qui l’analisi del “tranello” del protocollo in cui sono occorsi i kiwi, con limiti alle 14:40 e limiti di vento bassi o alti, la ristrettezza del campo di regata che non consentiva di spostare le boe… tutte regole esistenti e concordate ma che alla fine hanno dato quel tempo indispensabile per migliorare a Oracle. E, infine, al di là dei SAS, pare proprio che Oracle Team USA abbia vinto questa Coppa grazie alla genialità e al livello di preparazione dei Kiwi. E’ stato osservando loro in regata, che il team di Oracle ha potuto prendere, con le ottime professionalità di cui disposne, le decisioni che hanno cambiato poi il corso degli eventi. Il che è davvero il colmo per i neozelandesi.

La pulizia aerodinamica di Oracle ha dato il meglio alle alte velocità, comportando incrementi decisivi. Foto Borlenghi
La pulizia aerodinamica di Oracle ha dato il meglio alle alte velocità, comportando incrementi decisivi. Foto Borlenghi

9 COMMENTS

  1. secondo me:
    neozelandesi hanno vinto questa competizione,perchè non si può nascondere o dimenticare che sono stati fermati ben quattro volte quando erano in vantaggio e stavano vincendo la regata,sono stati fermati quando la barca americana non era competitiva,e siccome le motivazioni : velocità del vento e della corrente , sono facilmente mistificabili essendo gli americani padroni di casa e avendo gia imbrogliato con gli AC45 è facile per me immaginare la truffa , per questo motivo non dedicherò più neanche um un secondo a questa centocinquantennale guerra fatta con enormi capitali ed enormi ingiustizie

  2. Bastava che per aggiudicarsi la coppa si arrivasse a 7 vittorie e la vittoria sarebbe stata dei kiwis evidentemente ad Oracle contavano sulla loro potenza economica e sul fatto di essere defenders per aggiustare le cose in caso di necessità..arrivare a vincere 9 regate per un challenger è veramente tanta roba….la cosa più brutta di questi ultimi anni è vedere vincere imbarcazioni con quasi nessun velista locale,c’erano tanti neozelandesi(anche in Oracle)ma anche australiani e inglesi e di americani veramente pochi….notizie di Max Sirena?

  3. I neozelandesi pur essendo grandi velisti non hanno fatto vedere lo spirito vincente. Quegli “occhi da tigre” che ti permettono di superare le avversità siano essi naturali o artificialmente costruite dagli avversari. La timida protesta sul SAS non è altro che l’ultimo esempio. Meglio i leoni di luna rossa con barca inferiore ma pronti a combattere in mare e a terra.

  4. Le forze aerodinamiche, sia portanti che resistenti, che si sviluppano sulle strutture del mezzo in movimento fra due fluidi sono direttamente proporzionali al quadrato della velocità. Ciò significa che quando la velocità raddoppia la portanza e la resistenza quadruplicano i loro valori. Alle elevate velocità perciò l’efficienza aerodinamica, rapporto fra portanza e resistenza, è più sensibile ad una diminuzione delle resistenze passive, soprattutto di bolina, quando il vento apparente supera facilmente i 45 nodi. Ed è l’efficienza aerodinamica che, a parità di altri valori, determina le prestazioni della barca, soprattutto in bolina, non tanto per l’angolo col vento che è sempre molto piccolo quanto per la sua intensità. Oracle nelle ultime 8 regate ha indiscutibilmente migliorato l’efficienza, sia aumentando la portanza con una più accurata regolazione dell’ala, sia diminuendo la resistenza con una migliorata pulizia aerodinamica. Su NZL l’efficienza aerodinamica è rimasta invariata, quando non è addirittura peggiorata, e non poco, con un gennaker tenuto rollato, e un inutile bompresso armato. Assieme all’aumento dell’efficienza idrodinamica dei foil determinata dall’impiego del SAS, ritengo che siano questi i motivi principali del forte aumento delle prestazioni di Oracle che gli hanno permesso l’incredibile rimonta. Sono convinto che, se i due equipaggi avessero ipoteticamente cambiato le barche, si sarebbero avuti risultati molto simili. Sono sempre state le barche più veloci a stare avanti.

  5. Bella coppa, livello professionale altissimo,tutto ciò è stato possibile solo perchè? ormai i kiwi fanno parte predominante in tutti i sindacati ma non solo loro, la regola della nazionalità ?USA pochini(Allison $) .

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