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Genova- A due giorni dalla chiusura del Salone Nautico Internazionale, sono stati pubblicati i numeri della 53esima edizione. Un’edizione caratterizzata da numerose novità (logistica rivista, spazi più concentrati e meno giorni) e una sensazione basata su quanto abbiamo visto a Genova: adesso è la vela che pare tenere a galla la fiera.

In tutto sono stati 750 gli espositori, 1.000 le barche e 100 le novità presentate nei cinque giorni di manifestazione. I visitatori sono stati 114.870, 14 i convegni, 26 gli eventi aperti al pubblico, 60 i laboratori al Sea Experience Stage, oltre 550 gli incontri riservati agli operatori professionali provenienti da 14 paesi. 1.380 i giornalisti accreditati provenienti da 26 paesi.

La voce ufficiale, inevitabilmente, cerca di dare una sensazione positiva: “Questi risultati ci soddisfano e danno il senso dello sforzo compiuto in questi mesi per proporre un Salone diverso, adeguato al momento di mercato e più aderente ai bisogni di espositori e visitatori”, sottolineano gli organizzatori Fiera di Genova e Ucina, Confindustria nautica, “in particolare sul fronte degli espositori, si registra un cauto ottimismo e segnali di interesse e vitalità in un mercato che, ricordiamo, ha comunque perso negli ultimi cinque anni il 60% del proprio fatturato complessivo”.

Vista aerea del salone Nautico di Genova. Ben visibile il Red Wall, l'installazione architettonica che ha accompagnato i visitatori fino alle banchine e ai padiglioni
Vista aerea del salone Nautico di Genova. Ben visibile il Red Wall, l’installazione architettonica che ha accompagnato i visitatori fino alle banchine e ai padiglioni

elicottero (2 di 21)

“In questa logica”, hanno proseguito gli organizzatori, “le presenze e le dichiarazioni rilasciate al Salone del Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del Direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera se da una parte confermano la centralità della manifestazione rispetto al settore, dall’altra danno importanti segnali sulle volontà che il Governo e le istituzioni intendono perseguire per dare nuovi strumenti e sostegno per la ripresa dell’intero comparto.

Sempre secondo quanto riferiscono gli organizzatori, “il gradimento che emerge dalle prime indagini svolte su un campione rappresentativo di visitatori intervistati all’uscita testimonia che la durata della manifestazione, il layout, la suddivisione in aree tematiche e il Red Wall sono stati positivamente recepiti. Sono stati invece ritenuti ancora da perfezionare alcuni servizi: ad esempio la ristorazione giudicata inadeguata dal 68% degli intervistati”.

Dal punto di vista dei social media, il Salone ha registrato circa 450.000 contatti unici sul sito ufficiale con oltre 566.000 visite totali. La pagina Facebook ha registrato oltre 17.000 fan (e nell’ultima settimana 4.500 “ne parlano”, pari a 25% del totale fan).

Com’era davvero?

Al di là dei dati ufficiali, la sensazione visiva è stata che il settore motore medio sia quasi completamente scomparso e che la vela abbia riempito, con la sua passione e “fedeltà” quegli spazi ridotti che la Fiera quest’anno proponeva. Alcuni grandi gruppi cantieristici ormai prediligono Cannes, ma a Genova comunque barche si sono viste, e alcuni operatori ci hanno segnalato anche un buon movimeno commerciale, con molta concretezza da parte di potenziali acquirenti e meno “curiosi”. Certamente la fedeltà alla vela è superiore a quella che si può riservare a motore, che con la caduta di reddito di una fascia media è il primo a saltare. Per la vela un po’ si tiene duro e la sensazione del mercato specifico è stata buona. In generale, comunque, chi era abituato a un Salone da epoca d’oro, diciamo 1995-2008, stentava a riconoscersi negli spazi ridotti e nelle mancanza dei consueti padiglioni S, C o Marina Due, fino quasi a chiedersi se quello fosse ancora il “Nautico”.

Unanime è stata, peraltro, una certa lamentela per le tariffe praticate dalla Fiera agli operatori, non certo calate di pari passo con la contrazione del fatturato delle aziende, e l’osservazione che i servizi in Fiera continuano a latitare. Su FareVela di novembre, approfondiremo il tema con un reportage dal Salone Nautico 2013.

www.genoaboatshow.com

1 COMMENT

  1. diciamo la verità: era un pianto. il punto è che gli organizzatori dovrebbero, nell’interesse della città, abbassare i prezzi e favorire al massimo gli operatori. Se no il salone ce lo perdiamo….avete presente lo sketch della “torta di riso finita” ? ecco…

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