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Trieste- Se Greenpeace arriva alla Barcolana per una delle sue azioni a sorpresa, vuol dire che allora la popolarità della Festa di Trieste è ormai globale. Quanto successo subito dopo l’arrivo della Coppa d’Autunno numero 45, intorno alle 12:20 di domenica scorsa, è stato clamoroso per una regata velica. Un piccolo gommone di attivisti di Greepeace, più un altro più grande incaricato di riprendere la scena, hanno seguito il supermaxi Esimit Europa 2, che aveva appena tagliato il traguardo fissato dagli organizzatori alla seconda boa in seguito all’accorciamento, per protestare contro lo sponsor Gazprom, il gigante russo dell’energia, per le sue azioni di trivellamento in Artico e per, hanno detto gli ambientalisti, sensibilizzare contro i loro colleghi attualmente detenuti in Russia dopo altra azione.

Il gommone di Greenpeace segue Esimit Europa 2 dopo la fine della regata. Foto Tognozzi
Il gommone di Greenpeace segue Esimit Europa 2 dopo la fine della regata alla boa 2. Foto Tognozzi

Dalla nostra posizione a bordo del TP52 Aniene, secondo nella flotta in quel momento e su cui stavamo coprendo la Barcolana, abbiamo visto distintamente il piccolo gommone con gli striscioni gialli che seguiva Esimit passando sottovento a pochi metri da noi. A bordo quattro attivisti con due striscioni, come vedete nella foto qui sotto:

Il gommone di Greenpeace è tornato poi vicino a Esimit al passaggio davanti a Barcola. Foto Ansa
Il gommone di Greenpeace è tornato poi vicino a Esimit al passaggio davanti a Barcola. Foto Ansa

Nulla di eclatante nè pericoloso, a dire la verità, visto che la regata si era appena conclusa per Esimit e l’imponente schieramento di moto d’acqua della polizia riusciva a mantenere le distanze, anche per le dimensioni contenute del gommone di Greenpeace. Appare scomposta, invece, la reazione di un gommone di assistenza di Esimit, con un membro del team con divisa ufficiale, che ha assaltato il secondo gommone di Greenpeace, quello più grande che stava riprendendo la scena e su cui anche sono stati spiegati striscioni gialli. Quello che si presume fosse un addetto alla sicurezza del team di Igor Simsic ha estratto un coltello fino a tagliare uno dei tubolari del gommone ambientalista.

L'uomo di Esimit con il coltello mentre sta per tagliare il tubolare del gommone ambientalista. Foto Greenpeace
L’uomo di Esimit con il coltello mentre sta per tagliare il tubolare del gommone ambientalista. Evidente la paura degli attivisti. . Foto Greenpeace

E’ evidente che le azioni di Greenpeace hanno un senso solo se riprese e visibili in eventi di grande richiamo, quale appunto ormai è la Barcolana. Da Greenpeace hanno fatto sapere che non c’era alcuna volontà di colpire nè la vela (e ci mancherebbe) nè la Barcolana. Si legge qui la posizione ufficiale dell’Associazione ambientalista: “La protesta di oggi non é certo contro la Barcolana, nè contro il mondo della vela. Il punto è che Gazprom, lo sponsor della barca Esimit, é una minaccia per l’Artico e per tutti noi. Ed è paradossale che questa sia la prima barca con bandiera “europea” e simbolo ufficiale dell’innovazione e dell’efficienza del nostro continente”.

Questi i fatti, che hanno poi comportato denunce incrociate tra Esimit e Greenpeace, e che hanno originato un determinato comunicato da parte di Vincenzo Spina, presidente della Società Velica Barcola Grignano organizzatrice della Barcolana.

La dichiarazione di Vincenzo Spina, presidente SVBG: “Come presidente della Società velica di Barcola e Grignano mi corre il dovere di sottolineare che quanto accaduto tra un mezzo di appoggio di Esimit e un gommone di Greenpeace è avvenuto dopo la regata e molto al di fuori del campo di regata. Si tratta di una precisazione per noi importante, che attiene agli aspetti formali dell’evento.
Altri soggetti hanno il compito di indagare secondo le leggi vigenti e a loro spetta di stabilire l’esatta dinamica di quanto avvenuto.

Comunico che, in ogni caso, la Società Velica di Barcola e Grignano ha scritto formalmente alla Giuria Internazionale della regata, chiedendo se vi siano – in relazione al comportamento di un mezzo di appoggio dello scafo vincitore – i presupposti per intervenire secondo le norme previste dal Regolamento di regata.
Per quanto attiene l’aspetto morale e marinaro, la mia posizione da presidente della SVBG e da cittadino è di considerare inaccettabile e contro ogni regola del vivere civile, prima ancora che sportivo, il ricorso a comportamenti violenti”.

Subito dopo l’accaduto Vincenzo Spina aveva dichiarato: “Sono amareggiato per quanto accaduto ieri in mare alla conclusione della regata – ha dichiarato il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano, Vincenzo Spina – la Barcolana è e deve restare una grande festa della vela. Qualsiasi comportamento teso a mettere a repentaglio la sicurezza e l’immagine della regata è per noi inaccettabile. Tutto ciò non ha nulla a che fare con lo spirito sportivo della vela e del nostro evento. Il primo elemento, dal punto di vista della Società Velica di Barcola e Grignano, è quello di tutelare la regata”.

La dichiarazione di Esimit: Da parte sua il team Esimit, ha dichiarato ufficialmente che: “Esimit Europa è molto dispiaciuto dal fatto che la 45esima Barcolana sia stata ferita da questi eventi, che sono avvenuti alla seconda boa e in seguito alla linea d’arrivo originale. Ci sentiamo offesi. Il nostro obiettivo è stato quello di dare ai nostri ospiti e al nostro staff un trasferimento sicuro sino al porto. Vorremmo anche ringraziare la polizia italiana e la Guardia di Finanza per il loro intervento a protezione della parte sportiva dello yacht Esimit Europa 2 e il loro contributo a un trasferimento sicuro fino al porto”.

Il servizio di Telequattro sui fatti:

Sull’argomento abbiamo ricevuto la seguente lettera aperta da parte di un lettore, indirizzata al presidente della SVBG Vincenzo Spina:

“Egregio Architetto SPINA,
nel condividere totalmente il suo intervento sull’uso spropositato della forza di ESIMIT Europa (non dimentichiamoci che in Russia è tuttora incarcerato un Italiano attivista di Greenpeace) da penalizzare per grave infrazione della regola 69 desidero sottoporle la visione del seguente filmato presente su YOUTUBE:
www.youtube.com/watch?v=IjgH20Th76Q
Guardi con attenzione quanto avviene tra i 30 ed i 42 secondi del filmato: ESIMIT “pompa” spostando la canting keel a destra e sinistra.
Quanto sopra è avvenuto impiegando il motore ovviamente. Analogo pompaggio è avvenuto anche in momenti successivi della regata.

E’ evidente che il comportamento tenuto dall’equipaggio di ESIMIT durante la regata (pompaggio) e dopo (atteggiamento violento) non può che comportare la squalifica dell’imbarcazione ed il deferimento degli stessi.
Colgo l’occasione per porgerle distinti saluti”,
Lettera firmata

 

1 COMMENT

  1. Non importa se il fatto è avvenuto fuori dal campo di regata ed a manifestazione conclusa: il gesto è stato compiuto dal team e per questo si meriterebbero una squalifica. La violenza deve essere condannata, in particolar modo se associata ad eventi sportivi.

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