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Malta- Dopo ben sei giorni di regata e con l’arrivo delle ultime barche entro il pomeriggio di oggi, si è conclusa la Rolex Middle Sea Race 2013. La regata di 607 miglia è stata contrassegnata dal record di iscritti (99) e dalla vittoria overall IRC del 52 piedi italiano B2 di Michele Galli, con Francesco de Angelis skipper, seguita al secondo posto dal Baltic 65 Nikka di Roberto Lacorte con Tommaso Chieffi skipper. Una doppietta di assoluto valore per la vela d’altura italiana, che a Malta porta sul podio anche la vittoria di Marco Rodolfi e Matteo Auguadro nei Class 40 con TWT UComm, il successo in doublehanded IRC di Massimo Juris e Pietro Luciani su Blucolombre, il secondo posto nella ORC Overall di Cantankerous e la vittoria in classe ORC 4 dei marsalesi di Sagola Biotrading.

B2, guidato da Francesco de Angelis alla vittoria alla Rolex Middle Sea Race. Foto Arrigo/Rolex
B2, guidato da Francesco de Angelis alla vittoria alla Rolex Middle Sea Race. Foto Arrigo/Rolex

In attesa della premiazione finale al Mediterranean Conference Center alla Valletta, pubblichiamo i vincitori di classe della grande classica del Mediterraneo:

Line honour, Morning Glory, 86′, Plattner (GER)

IRC Overall Middle Sea Race Trophy, 1.B2, IRC52, Galli/de Angelis (ITA); 2.Nikka 65, Baltic 65, Lacorte/Chieffi; 3.Emma, Swan 60, Killinger (GER); seguono 86 – classifica ufficiale della RMSR

IRC Class 1 Alegre, Mills 72, Soriano (GBR)

IRC Class 2 B2, IRC52, Galli/de Angelis (ITA)

IRC Class 3 Oiltanking Juno, J133, Anastasi (MLT)

IRC Class 4 Otra Vez, J122, Gatt Floridia (MLT)

ORC Overall 1.Emma, Swan 60, Killinger (GER); 2.Cantankerous, Cookson 50, Tognella (ITA); 3.B2, IRC52, Galli/de Angelis (ITA), seguono 48

ORC Class 1 B2, IRC52, Galli/de Angelis (ITA)

ORC Class 2 Emma, Swan 60, Killinger (GER)

ORC Class 3 Oiltanking Juno, J133, Anastasi (MLT)

ORC Class 4 Sagola Biotrading, Grand Soleil 37, Fornich (ITA)

Class 40 TWT UComm, Rodolfi-Fornaro (ITA)

Doublehanded IRC Blucolombre, First 40.7, Juris-Luciani (ITA)

Imoca 60, Hugo Boss, Thomson-Altadill (GBR)

Marco Rodolfi al timone del Class 40 TWT UComm. Foto Auguadro
Marco Rodolfi sul Class 40 TWT UComm. Foto Auguadro

 

Il diario di bordo di Sagola Biotrading

Sagola Biotrading è una barca tutta siciliana, a dire il verso “Marsalese”,  con un team proveniente dalla Città dei Mille grazie ad un main sponsor Marsalese ed un progetto di supporto a WWF Italia, veleggiando proprio in quel mare con un messaggio sullo scafo e sulla randa per sensibilizzare pubblico, velisti e cittadini. È la prima volta che una barca da regata sposa una campagna del WWF ed è stata l’occasione per rilanciare con forza un appello anti-trivelle che in pochi mesi ha già raccolto 35.000 adesioni e avviato un importante processo per la tutela di Pantelleria:   www.wwf.it/ilpetroliomistastretto.

“E’ la prima volta che il Panda sale a bordo di una barca da regata insieme a velisti impegnati in prima persona per preservare il loro mare, un mare di una bellezza stordente, minacciato da esplorazioni petrolifere che lo rovinerebbero per sempre – ha detto Marco Costantini, responsabile Mare del WWF Italia – Andare a vela è un simbolo perfetto della potenza dell’energia pulita e dell’importanza di un mare in salute. Una grande occasione per ribadire, insieme ai 35.000 italiani che hanno già aderito alla campagna, un secco no alle energie insostenibili e chiedere un nuovo modello di sviluppo per il nostro paese. Un Mediterraneo di Qualità, con acque pulite e libere dalle trivelle, può garantire bellezza, tradizioni, economia a vantaggio di tutti.”

IL GIORNO PRIMA DELLA PARTENZA
Dopo i preparativi durati alcuni giorni Sagola Biotrading è finalmente pronta. Noi anche. Un briefing la sera prima della partenza davanti ad un prime rib con salsa BBQ, serve a stemperare la tensione che, nella consapevolezza di avere una barca veramente competitiva, si è annidata in noi in modo crescente.
SAGOLA-BIOTRADING è un Grand Soleil 37, con un equipaggio essenzialmente marsalese: una barca fra le più piccole con prestazioni al top e un rating formidabile. In queste regate lunghe di altura è molto importante la tattica, la meteorologia e il fatture C. Si poichè in alcune aree del percorso, famose per le bonacce o per le tempeste, non puoi mai sapere a priori se il vento ti accompagnerà nel suo letto o ti saluterò lambendoti le guance, lasciandoti “abbonacciato” in un fazzoletto di mare mentre i concorrenti sfilano via al tuo fianco.
Sagola Biotrading corre sotto l’egida del wwf per un progetto di sensibilizzazione contro l’istallazione di piattaforme petrolifere in tutto il Canale di Sicilia e in particolare, di una a sole 5 miglia da Pantelleria. Correre con uno sponsor di questo calibro trascende il desiderio assoluto di vincere nella consapevolezza che essere i portabandiera di un messaggio così nobile e forte, già ti fa sentire un vincitore.

A bordo di Sagola
A bordo di Sagola

IL 1° GIORNO DI REGATA
La partenza è sempre suggestiva. Alle 11.50 del 19 Ottobre, il classico colpo di cannone dà inizio alla competizione.
Nel grande porto industriale de La Valletta, sotto ai bastioni del forte, si riuniscono tutte le barche che partiranno scaglionate per classi. Dallo sloop antico tutto in legno a Hugo Boss, l’IMOCA 60 di Alex Thompson ci sono tutte le barche dei nostri sogni. E noi siamo lì con loro, pronti a dar battaglia.
La partenza avviene in modo regolare e in pochi minuti siamo già in mare aperto con dietro quasi tutti. Scapoliamo la boa di disimpegno e ci mettiamo in rotta per Capo Passero, la punta estrema della Sicilia. I fast cruiser, i class 40, i VOR prendono una rotta più portante per sfruttare al meglio le carene e i grandi Gennaker. Nel giro di poco spariscono all’orizzonte con velocità superiori ai 20 nodi.
Le nostre guardie sono organizzate perfettamente in turni di 4 ore: riposo, stand by, pozzetto. Ognuno pensato per avere sempre attivi un timoniere, un prodiere e un tailer.

IL 2° GIORNO DI REGATA
Raggiungiamo la Sicilia sul far della sera, costeggiando fino a Siracusa per poi staccarci alla volta della Calabria. La corrente è molto forte e purtroppo contraria. In molti ci sfilano in centro canale e ben presto iniziamo a perdere posizioni. Tutto lo stretto sarà strategicamente deleterio. Usciamo da Messina con un forte vento di poppa. Cavalchiamo a 14 nodi e anche più verso Stromboli tenendo testa a imbarcazioni ben più grandi della nostra. Doppiato lo scoglio di Strombolicchio teniamo una rotta a sud, sottovento a Stromboli che si rivelerà vincente. All’altezza di Salina, infatti, il position tracker ci vede in grande recupero su una cinquantina di barche che hanno scelto rotte estreme a sud o a nord. In medio stat virtus, è il caso dire. La sera cala presto davanti a Salina ed è grande la soddisfazione di vedere tante luci di via alle nostre spalle.

IL 3° GIORNO DI REGATA
Le Eolie non hanno una via di mezzo, non generano un termico e sono pertanto caratterizzate da venti di gradiente, quando il gradiente c’è. Una giornata intera per raggiungere Capo San Vito, dopo Palermo, senza perdere posizioni. Ogni tanto ci superava un maxi attardato dalla bonaccia del giorno precedente. Impossibile tenergli testa e comunque non è in gara con noi: i suoi colleghi sono già verso Pantelleria. Entriamo nelle Egadi con uno Scirocco sostenuto e la barca in bolina picchia e sbanda. C’è bisogno di bilanciare il piano velico e la notte la si passa seduti in falchetta appoggiati alle draglie con i piedi fuori bordo. E’ difficile dormire in queste condizioni e più che altro si alternano stati di veglia a sonno apparente. I membri più leggeri dell’equipaggio possono scendere sotto per portare cibo o caffè a chi rimane fuori. Al timone i turni si riducono a due ore soltanto per consentire una migliore performance.

IL 4° GIORNO DI REGATA
Una notte intera con vento e onda formata ti infreddolisce e ti toglie molte certezze. Non è paura del buio ma le piccole luci che incroci, condividendo con te quel sottile malessere, fanno si che la notte sia meno buia e l’orologio corra più veloce.
All’altezza di Pantelleria veniamo avvicinati da amici del wwf che scattano qualche foto e girano un po’ di video.
Boliniamo duramente fino a Lampedusa. Il forte vento in faccia ci costringe a bordi stretti e durissimi e la carena che batte ad ogni onda ti consente solo qualche pisolino di recupero.
“Fuori i pesi” è la frase più ricorrente dello skipper e allora ti appoggi alla falchetta con i pedi che sfiorano l’acqua e la cerata che è l’unica barriera fra te e “l’acqua volante”.

IL 5° GIORNO DI REGATA
Scapoliamo Lampedusa in testa alla classifica e le aspettative sono alte. Il vento purtroppo non ci premia. Una bolina larga di oltre 90 miglia verso Malta favorisce barche armate di Code 0, una vela che, in questi casi, fa veramente la differenza. Due nodi in meno su un tratto di percorso di questo genere sono una enormità. Attraversiamo il traguardo in abbrivio fino al suono della tromba che assieme ad uno scrosciare di applausi, dallo yacht club, sancisce il nostro arrivo.
Sono stati quattro giorni e una manciata di ore senza cali di attenzione o segni di cedimento anzi, la possibilità di vedere in tempo reale la nostra posizione è stata foriera di buonumore e di energia per tutto l’equipaggio.
Nonostante il tilt degli strumenti di bordo dal primo giorno tagliamo il traguardo primi in classe 4 ORC e quindicesimi assoluti contro 99 imbarcazioni partenti.
Al di là del risultato fra i ragazzi dell’equipaggio è emerso il valore umano di una esperienza che ha arricchito tutti, segnando i confini che ognuno di noi internamente possiede.
Se hai l’umiltà di accettare come costruttiva ogni esperienza dalla più entusiasmante alla peggiore, allora sei certo che ogni giorno potrà darti qualcosa: un semplice sorriso, un’armonia di colori, modelli da interiorizzare o da eliminare.
La vela è questa: l’equipaggio, i valori condivisi, la gioia e l’amarezza.
La vela scuola di vita.

Ringraziamo tutto l’equipaggio per la costanza e professionalità dimostrata, per la loro genuina “sicilianità” spezzata solo a tratti da accenti fiorentini e emiliani, nonchè gli sponsor che di fatto ci hanno permesso di portare a termine questo progetto:
Maurizio Mannone, Presidente di Biotrading integratori alimentari al termine della regata commento l’avventura di Sagola: “Esprimiamo grande soddisfazione a Peppe Fornich ed al suo team per i risultati ottenuti in questa durissima competizione che mette a risalto, oltre alla capacità di mettere a punto il mezzo tecnico, il valore, la preparazione fisica e l’affiatamento di tutta la squadra, dimostrando a tutti ancora una volta, che il fatto umano risulta sempre determinante sul mezzo. Sono grato a tutto il team di avere bene interpretato il valori etici a cui Biotrading si ispira da oltre un quarantennio.

“Ho condiviso la gioia di un’esperienza unica – sono le parole di Peppe Fornich, timoniere di Sagola Biotrading – ogni volta è come se fosse la prima volta, ogni volta si provano sensazioni diverse. Il ringraziamento a tutti quelli che hanno creduto in noi, al nostro team, sia a mare che a terra, a chi ha tifato per noi, gli uomini di mare sono di poche parole, ma quello che porto dentro è grande come il nostro mare.”

SAGOLA BIOTRADING CREW:

PEPPE FORNICH
MARCO FORNICH
GIUSEPPE ALAGNA
MARIO NOTO
LORENZO GHELFI
MASSIMILIANO PAXIA
ALBERTO ZACCAGNI
PAOLO CODELUPPI
GASPARE BUFFA
DANILO MARGIOTTA

Al lasco verso Alicudi al tramonto. La Middle Sea regala sempre atmosfere uniche. Foto Rolex
Al lasco verso Alicudi al tramonto. La Middle Sea regala sempre atmosfere uniche. Foto Rolex

www.rolexmiddlesearace.com

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