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Douarnenez, Francia- (Mauro Giuffrè) Codice verde sulla Biscaglia e sugli 84 Mini pronti a partire per la Transat 650 da Douarnenez: nella giornata di martedì  potrebbe finalmente esserci una finestra meteo utile per attraversare il temibile Golfo e concludere l’attesa che si protrae dal 13 ottobre, a causa del susseguirsi di depressioni che hanno interessato la zona di Finisterre nelle ultime due settimane. Scalpitano i sette skipper italiani al via, pronti a dimostrare tutte le loro capacità su un palcoscenico molto difficile. Confermata la prima tappa di 1257 miglia fino a Lanzarote, l’organizzazione ha abbondonato l’idea di una leg di avvicinamento, alla quale seguirà quella di 2764 miglia fino a Point a Pitre.

MIni 650 al lasco
MIni 650 al lasco

La prima edizione della Transat 650 si disputò nel 1977; una regata durissima fin dalle origini per i solitari, proibisce l’ausilio di gps cartografici, computer, telefono e qualsiasi aiuto esterno: conta solo l’uomo, la sua capacità e la simbiosi con la sua barca. Una prova estrema che ha messo a dura prova anche i migliori, come Michel Desjoyeaux che dichiarò a proposito della sua partecipazione: “Durante la seconda tappa, che vinco in 21 giorni, mi sono trovato solo in mezzo all’Oceano. Avevo un vero e proprio aereo da caccia sotto di me ma non sapevo più dove si trovavano i miei avversari. Avevamo solamente una piccola radio VHF che non serviva a un granché, dato che le barche erano sparpagliate sul mare. Ho vissuto un momento psicologicamente delicato. Ero partito per una competizione e mi ritrovavo come un avventuriero tagliato fuori dal mondo. Non ero preparato. La traversata mi è sembrata così dura che ho pensato di abbandonare”. Michel Desjoyeaux  correva sulla prima barca al mondo nelle regate d’altura dotata di chiglia basculante: la Transat 650 si afferma lungo la sua storia anche come un laboratorio di sperimentazione progettuale.

Come la Solitaire du Figaro, questa regata è un must do dell’altura: una palestra per gli skipper che sognano di emergere nella course au large ma hanno pochi fondi a disposizione. Alla Transat partecipano su due classifiche separate i Mini di serie e i prototipi, quest’ultimi più veloci ma al tempo stesso un po’ meno sicuri per l’alto grado di sperimentazione progettuale che si può riscontrare su alcuni modelli.

Giancarlo Pedote, Davide Lusso, Andrea Iacopini, Alberto Bona, Federico Cuciuc, Federico Fornaro, Michele Zambelli: sono questi i sette skipper italiani al via dell’edizione 2013, con Pedote e Zambelli tra i Proto e tutti gli altri tra i Serie.

Prysmian a Douarnenez
Prysmian a Douarnenez

La barca di Pedote, Prysmian, è il proto vincitore dell’edizione 2011, la famosa barca dalla prua rotonda progettata da David Raison che l’ha anche condotta alla vittoria. Lo skipper italiano ha dimostrato di essere competitivo contro i francesi, e sicuramente la concorrenza è agguerrita: Julien Pulve e Stanislav Mascard hanno progetti nuovi, Mascard del 2013, e le loro barche promettono grandi performance ma non sono i soli Proto francesi di recente realizzazione dai quali Pedote dovrà guardarsi, il gruppo di testa potrebbe essere molto folto.

Onlinesim.it di Alberto Bona
Onlinesim.it di Alberto Bona

Gli altri skipper italiani corrono con barche non molto recenti: Zambelli su un Proto Fiorenzi del 2001, Alberto Bona su un Serie Finot del 2004, Federico Cuciuc su un Serie Rolland del 2005, Federico Fornaro su un Serie Rolland 2000, Davide Lusso su un Serie Lombard 2006, Andrea Iacopini su un Serie Finot 2007. La Transat 650 può sempre riservare delle sorprese: essendo una prova dove la tenuta dei materiali e la determinazione dello skipper conta tantissimo, può succedere veramente di tutto.

http://www.minitransat.fr/

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