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San Salvador- Spindrift 2, il maxi trimarano oceanico di Dona Bertarelli e Yann Guichard, ce l’ha fatta. Il nuovo record della Discovery Route da Cadice a San Salvador, Bahamas, è suo e con un tempo eccezionale, per la prima volta sotto i sette giorni sulla Rotta che fu di Cristoforo Colombo. Spindrift 2 ha concluso alle 00:48:55 locali, le 05:48:55 UTC di oggi, coprendo le 3.885 miglia dell’ortodromica in 6 giorni 14 ore 29 minuti e 21 secondi. La media è stata di 24,5 nodi. Tale tempo migliora di 20 ore 29 minuti e 32 secondi il precedente primato di Groupama 3 con Franck Cammas. La distanza effettivamente percorsa, seguenzo una rotta più settentrionale e vicina all’ortodromica di quanto fece Cammas, è stata di 4.503 miglia a 28,4 nodi di media.

L'equipaggio di Spindrift esulta all'arrivo. Foto
L’equipaggio di Spindrift esulta all’arrivo. Foto Schmid
Spindrift 2 nelle ultime miglia di navigazione prima di San Salvador
Spindrift 2 nelle ultime miglia di navigazione prima di San Salvador

Sulle 24 ore, la miglior distanza è stata di 714,4 miglia a 29,7 nodi di media. La velocità massima registrata è stata di 46,08 nodi. Ricordiamo che dell’equipaggio di Spindrift fa parte anche l’italiano Simone Gaeta.

Le dichiarazioni:

Dona Bertarelli
Un’ultima notte molto dura: “Attraversata la zona di transizione caratterizzata da numerose tempeste, abbiamo trovato improvvisamente forti venti da nord – est con 30/35 nodi per tutta la notte. Lo stato del mare è peggiorato rapidamente, con punte di onde di 5/6 metri corte e incrociate. Sembrava di essere in Mediterraneo! E’stato abbastanza faticoso. Spindrift 2 ha accelerato rapidamente tra le onde e il governo del timone era abbastanza stressante. Abbiamo dovuto dirigersi velocemente ovest senza sollecitare troppo l’attrezzatura. Stavamo correndo contro il tempo e il tempo corre molto in fretta.”

Attraversando il traguardo: “E ‘stato un momento impegnativo e un po’ strano perché San Salvador è una piccola isola circondata da spiagge che abbiamo dovuto approcciare molto da vicino per distinguere la barca che che ospitava il funzionario del World Speed Sailing Record Council che doveva certificare il record. E’ stato un po ‘stressante a causa della vicinanza dei banchi di sabbia. Poi c’è stata un’esplosione di gioia a bordo … un bel momento ” .

Sul record: “Abbiamo percorso una buona rotta, un percorso efficace, credo che questo nuovo record sarà difficile da battere, il risultato di un’ottima programmazione e questa è una grande soddisfazione . . . . “.

Le emozioni: “L’emozione è stata grandissima, in particolare quella per l’attesa del momento in cui abbiamo attraversato la linea del traguardo. Allora ho davvero goduto per questa regata, per la mia prima traversata dell’Atlantico, per il record,  . . . qualsiasi dubbio avessi potuto avere su questa barca è svanito. E’ una macchina straordinaria con un grande equipaggio grazie anche a un’eccezionale preparazione fatta dai nostri tecnici a terra e una scelta felice del percorso, l’ottimo lavoro fatto da Erwan Israel in navigazione, con Richard Silvani a terra “.

A livello personale: “Oltre al piacere e alla soddisfazione per il risultato, penso di aver imparato molto su me stessa. Ho timonato in condizioni difficili, soprattutto la notte scorsa con un mare davvero difficile e con 35 nodi di vento. Yann era al mio fianco perché la navigazione in quelle condizioni era molto fisica. Questa barca ha una potenza incredibile. La regata è finita. Torniamo a Miami e non sono stanca, sto già pensando al Jules Verne Trophy “.

Su Yann Guichard: “Ho scoperto ancora di più sullo skipper Yann, leader dei suoi uomini, la sua compostezza, la serenità, la calma in tutte le circostanze sono incredibili. Yann è una persona ricca di risorse che irradia fiducia e pragmatismo . . . ”

Sull’equipaggio: “Abbiamo messo insieme un mix di competenze e una varietà di esperienze diverse: dalla Coppa America al Figaro, vela inshore e offshore. L’insieme di queste competenze ha funzionato a meraviglia”.

Una donna e 13 uomini: “Dovreste chiedere all’equipaggio quali sono state le loro impressioni avendo una donna a bordo. Dal mio punto di vista forse perché sono cresciuta in un mondo maschile e ho sempre navigato con i ragazzi non ho avuto nessun problema particolare. Dalla banchina alla barca, dove si condividono le stesse cose, il passaggio è molto rapido. Abbiamo imparato a farlo poco a poco in un’atmosfera davvero piacevole”.

Yann Guichard:
La partenza: “Abbiamo scelto in una buona finestra meteo per partire. Sapevamo fin dall’inizio a Cadice che c’era la possibilità di realizzare qualcosa di importante, abbiamo fatto e fatto bene, con un ottimo tempo di riferimento ma non era una conclusione scontata . . . . Sapevamo che nell’ultimo terzo del percorso le cose si sarebbero complicate.  Abbiamo avuto molto vento e mare sul tratto tra Cadice e le Canarie così come nelle ultime 24 ore l’attraversamento della zona di transizione è stata stressante con le burrasche che ci hanno rallentato più volte. Abbiamo finito velocemente in condizioni difficili per gli uomini e la barca. Questa è stata la prima traversata per Spindrift 2 e per Dona. Siamo tutti felici e molto soddisfatti”.

Il segreto: “La ricetta è semplice. Un buon equipaggio, una buona finestra meteo, una buona rotta, più vicino possibile alla Lossodromica, una grande barca ben preparata da tenere sempre sotto controllo e una buona convivenza che fa venire voglia di andare oltre con gli uomini e con la barca”.

Pensando a Colombo: “Questo è un aspetto ricco di emozioni. Abbiamo pensato molto a  Colombo  avvicinandoci alle isole. Abbiamo provato a immaginare questi uomini che arrivano lì dopo 70 giorni in mare. Abbiamo provato un grande rispetto per loro, anche questa è la magia di questo . . . record, una pietra miliare nella storia delle grandi scoperte”.

Su Dona: “Dona è orgogliosa di un lavoro ben fatto. Mi sono subito reso conto che a bordo era felice e a suo agio. Lei è stata a lungo al timone anche in condizioni  molto difficili . . . ”

www.spindrift-racing.com

13 COMMENTS

  1. Salve, articolo interessante, anche se mi sembra di averlo già letto anche su qualche altri sito. Possibile? A parte questo. Io sono un fans di Giovanni Soldini e con mio dispoacere notai che durante il record new york san francisco avevate insistito molto, polemizando con qualche lettore anche, sul fatto che Soldini aveva una barca più lunga di 10 piedi, e più recente, rispetto alla barca che deteneva il record. Bene, non capisco allora per quale motivo in questi giorni non abbiate mai e dico mai scritto che questo spindift è lungo 130 piedi mentre groupama3, oltre ad essere due anni più vecchio, era lungo solo 103 piedi, cioé ben 27 piedi in meno!!! Chissà, magari se soldini era lo skipper ci avreste fatto anche un titolo… saluti da Federico.

    • Ciao Federico, La parte iniziale dell’articolo non puoi averla letta su altri siti, in quanto è di nostra redazione. La parte finale, ovvero le dichiarazioni di bordo, sono tratte dal comunicato stampa dall’ufficio stampa di Spindrift.
      Avrai anche notato che, esattamente come il record di Soldini, abbiamo pubblicato queste news nella sezione Porti e crociere e non in quella regate, in quanto per noi di FareVela non si tratta appunto di regate, ma di sfide legate ad altre logiche, perfettamente legittime ma che non ci entusiasmano pur riconoscendone il valore tecnico. Chiunque le intraprenda. Un saluto e grazie per seguirci

      • beh, una molto minima parte iniziale. Ma a parte questo, che centra questa storia di porti e crociere? cioè, volete dire che era una crociera? e comunque, perché tutte quelle tirate sui 10 piedi in più quando c’era soldini e niente di niente sui 27 piedi di adesso come vi ho scritto? mica mi avete ancora risposto…. e poi che vuol dire “non si tratta appunto di regate, ma di sfide legate ad altre logiche, perfettamente legittime ma che non ci entusiasmano pur riconoscendone il valore tecnico”? non capisco, veramente. quali logiche? e se non vi entusiasmano perchè ne parlate e pubblicate pezzi lunghissimi? e poi le paginate sui jule verne, il record di miceli, etc etc? boh, che strana logica!

        • Ciao Federico, le pubblichiamo perché è nostro obbligo informare i lettori su tutto quanto accade a vela. Non scegliamo certo noi ciò che deve essere pubblicato o no. Cerchiamo solo di offrire dei resoconti speriamo fedeli, provando a chiamare le cose con il loro nome e un tentativo di record non è una regata (che si fa contro degli avversari) ma è una navigazione, tecnicamente e tecnologicamente molto interessante, che si fa contro il tempo.
          Nel caso di Spindrift rientra la logica di avere la barca più grande in assoluto per battere dei record, senza bisogno di sponsor visto che Dona Bertarelli può permettersi ciò, “regalandosi e regalando” a Yann Guichard un 130′. Groupama giustamente segue una campagna mediatica di esposizione commerciale del marchio, esattamente e giustamente come ha anche fatto il Maserati. Tutto qui.
          Un saluto e grazie per la tua attenzione.

          • Seleziono la lettura degli articoli in internet (non solo su questo sito, ma anche, per dire, Il Corriere della Sera) in base alla quantità di commenti, perché con questo internet le news sono orami quasi tutte uguali in un walzer infinito di copia e incolla. Legere i commenti (e commentare come sto facendo io) credo che sia uno dei pochi motivi che ha internet di esistere, per il semplice fatto che la qualità è nettamente inferiore alla carta stampata. Però, appunto, in internet ci sono i commenti (come sui giornali ci sono le rubriche delle lettere) e li trovo interessanti e divertenti. In questo caso, fatta questa lunghissima premessa logorroica per la quale mi scuso, mi sono sentito di dover scrivere un commento, perché, in effetti, anche io mica ho capito bene questa storia del porti e crociere, del record che non è una regata… mi sembra di stare dentro un pub a Cowes il venerdì sera. Buona serata!

          • Buonasera Ruggero,
            grazie per la sua email, che leggiamo solo adesso (ci scusi per il piccolo ritardo). Ha ragione, Internet a volte rischia di creare un gran “calderone” di notizie copia-incolla e di voci incrociate, che a volte creano l’effetto di nascondere molto la realtà dei fatti. Ha, però, un pregio, è immediato, facile e consente commenti e un rapporto diretto con i lettori/utenti del web. Come FareVela proviamo a coniugare attenzione nell’analisi, cronaca e verifica delle fonti, speriamo di riuscirci ma siete voi lettori a dirci se ci riusciamo o no.
            Nello specifico, crediamo di aver risposto all’amico Federico dell’altro commento. Fare Vela Net, come avrà notato, divide le notizie di cronaca in quattro macro sezioni che sono: 1)Regate, 2)Barche, 3)Accessori e 4)Porti e Crociere. I record oceanici vengono inseriti nella sezione 4, semplicemente perché fatichiamo a considerarli “Regate”, dove per definizione si devono avere degli avversari contro cui misurarsi. Ciò non toglie che tali tentativi di record siano dal punto di vista tecnico, tecnologico e marinaresco, spesso assai interessanti e infatti cerchiamo di seguirli il più possibile. Quanto, poi, il record è particolarmente importante (come fu il tempo record assoluto di Maserati nella tratta NY-Capo Horn, o i successi al Jules Verne) gli dedichiamo anche l’apertura della home page, come avrà notato in passato.
            Si tratta solo di una nostra suddivisione, dettata dalla struttura di Farevelanet, visto che le notizie devono essere, appunto pèubblicate per categorie.
            Speriamo di averle risposto e grazie per i suoi commenti, che leggiamo spesso anche sul nostro Facebook.
            Un saluto e magari davvero avere il piacere di conoscerla in un pub di Cowes.

          • ah, non lo scegliete voi ciò che pubblicate??????? e chi lo sceglie? Scusate ma continuio a non capire. così come non capisco perchè per spindrift è nornale avere la barca più grossa e per soldini no. boh.

          • Ciao Federico, cerchiamo di spiegarci meglio. Nostro dovere professionale è riferire, analizzare e documentare i lettori su quanto avviene nel mondo velico. Quindi riferiamo ciò che accade, non ciò che vorremmo che accadesse. In questo senso noi “diamo le notizie e non le scegliamo”, per poi commentarle negli spazi opportuni di approfondimento, con l’aiuto di esperti o provando ad analizzare ciò che accade. Ovviamente FareVela ha una sua linea editoriale dove si privilegiano alcuni eventi e che può essere riassunta nel “chiunque faccia davvero vela, in tutti i modi, è di nostro interesse”. Tutto qui. Un saluto

          • spero non lo abbiate ritenuto inopportuno, tale da essere censurato. Tra l’altro il contator dei messaggi ne segna 8 e ne vedo pubblicati solo 5. Gli altri 3 devono essere i mie tentativi di nvio del commento. Saluti.

  2. Seleziono la lettura degli articoli in internet (non solo su questo sito, ma anche, per dire, Il Corriere della Sera) in base alla quantità di commenti, perché con questo internet le news sono orami quasi tutte uguali in un walzer infinito di copia e incolla. Legere i commenti (e commentare come sto facendo io) credo che sia uno dei pochi motivi che ha internet di esistere, per il semplice fatto che la qualità è nettamente inferiore alla carta stampata. Però, appunto, in internet ci sono i commenti (come sui giornali ci sono le rubriche delle lettere) e li trovo interessanti e divertenti. In questo caso, fatta questa lunghissima premessa logorroica per la quale mi scuso, mi sono sentito di dover scrivere un commento, perché, in effetti, anche io mica ho capito bene questa storia del porti e crociere, del record che non è una regata… mi sembra di stare dentro un pub a Cowes il venerdì sera. Buona serata!

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