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Sada, Spagna- Finalmente domani è il giorno della definitiva partenza della Transat 650. Dopo la frazione Douarnenez-Sada, vinta da Giancarlo pedote ma poi annullata per garantire la sicurezza della seconda metà della nutrita flotta, questa volta ciò che attende gli 84 ministi è completamente inedito nella storia della Transatlantica per i Mini 650. Un tappone unico, di ben 3.700 miglia, dalla Galizia alla Guadalupa, con cancello obbligato (ma non sosta) a Lanzarote. Sono sette, ricordiamo, gli italiani in regata, che uniti ai sei italiani impegnati nella contemporanea Transat Jacques Vabre, porta a un totale di 13 velisti tricolori impegnati ad alto livello in regate oceaniche. Un risultato di assoluto valore, che potrebbe far segnare finalmente un punto di svolta nella disciplina della course au large dove gli italiani sempre più ormai si propongono tra le prime flotte dopo i dominanti francesi.

Prysmian di Pedote
Prysmian di Pedote. Foto Vapillon

La scorsa notte altri 10 ministi che, durante quella che doveva essere la prima tappa, avevano fatto scalo a Gijon, sono giunti a Sada. Il trasferimento è stato duro: raffiche a 40 nodi e onde che hanno colpito le imbarcazioni anche in malo modo (il 7 novembre Katrina Ham si è ribaltata ed è caduta in acqua).

Poche le ore per recuperare: la direzione di corsa ha confermato che la partenza della Mini Transat 2013 avverrà domani alle 15 e che il porto di arrivo sarà non più Lanzarote, come previsto in origine, ma direttamente Pointe-à-Pitre, al di là dell’oceano. Lanzarote dovrà comunque essere raggiunta: il comitato di regata ha fissato a largo di Arracife una boa che gli skipper dovranno contornare prima di potersi lanciare nella traversata oceanica.

Si tratta della più lunga tappa nella storia della Mini Transat, che trasforma la regata inizialmente prevista in qualcosa di nuovo. Se infatti inizialmente la regata doveva essere composta da una prima tappa di 1257 miglia (Douarnenez-Arracife), uno scalo di ca. 18 giorni e una seconda tappa di 2764 miglia fino a Pointe-à-Pitre, adesso gli skipper dovranno affrontare un unico tragitto di 3700 miglia che, considerando le strambate lungo l’Aliseo, potrebbe arrivare a circa 4.000 miglia percorse.
Nuovo calcolo di risorse da portare a bordo, diversa gestione dei ritmi di regata, maggiore importanza della gestione in solitario del meteo.

Il percorso della Transat 650
Il percorso della Transat 650

Giancarlo Pedote (Prysmian ITA 747), commenta così la situazione e la nuova Mini Transat che li attende:
“Per quanto riguarda la decisione di riunire le due tappe in una unica, temo che alla base ci siano delle motivazioni legate agli obblighi dell’organizzazione. Il fatto che dovremo raggiungere il largo di Arracife prima di fare rotta verso la Guadalupa, conferma questo sospetto.
Indubbiamente mettere una boa alle Canarie potrà permettere a chi ne avrà bisogno di fermarsi (come previsto dal nuovo programma di regata), ma sarebbe stato interessante fissare una porta un po più a nord delle Canarie, per creare una rotta più diretta e quindi più breve. Quello che temo è che molti ragazzi che avevano comprato un biglietto di 2700 miglia da Lanzarote a Guadalupa, si troveranno con difficoltà a dover gestire una tappa di 3700. Si tratta di una tappa molto lunga che per molti sarà estenuante, e non è da escludere che qualcuno possa restare senza cibo e senza acqua. Tutto si può fare, però mi sembra tutto molto al limite, soprattutto considerando le condizioni della partenza.

Partire domani alle 15 significa dover affrontare una prima notte che vedrà un anticiclone molto forte con un passaggio di un fronte freddo e delle raffiche a 30-40 nodi di aria fredda. E ricordo per chi non naviga da queste parti che in Atlantico si sente molto la differenza tra aria fredda e aria calda, l’aria fredda è molto più compatta e la raffica è molto più violenta. Quello che temo è che durante le prime 48 ore di regata ci saranno molti abbandoni e che alle Canarie si fermeranno molte barche. Probabilmente alcune si fermeranno anche, prima perché la discesa fino alle Canarie sarà molto robusta.
In ogni caso all’arrivo a Guadalupe, in base a cio che ho detto potremo fare un bilancio.”

Michele Zambelli
Michele Zambelli

Michele Zambelli, il giovane skipper romagnolo del proto Fontanot ITA 342: “Sarà un’esperienza unica affrontare un percorso così lungo per delle barche così piccole con tutte le difficoltà del caso, come ad esempio, il peso dovuto al maggior carico di acqua e cibo per una navigazione di oltre 20 giorni”.

Ricordiamo che gli altri italiani tra i serie sono: Andrea Jacopini su UmpaLumpa (Pogo 2), Alberto Bona su Onlinesim.it (Pogo 2), Davide Lusso su Mastep (Zero) che ha però purtroppo dovuto annunciare il suo abbandono, Federico Cuciuc su Yoursail (Dingo 1) e Federico Fornaro su Raw News Jolie Rouge (Pogo 1).

Grazie al sito della classe Mini italiana riportiamo che le loro dichiarazioni:

Andrea Iacopini (Umpa Lumpa):
“Mi piace l’idea della tappa unica. Con il nuovo percorso della Mini Transat è come riscoprire lo spirito avventuriero di una navigazione in solitario.”

Alberto Bona (Onlinesim.it):
“La tappa unica è incredibile. Siamo i pionieri di una Mini Transat senza precedenti. Stiamo scrivendo un pezzo di storia.”

Federico Fornaro (Raws New Jolie Rouge):
“Non ho molte emozioni al momento ma solo il pensiero di preparare la barca al meglio. Tutto verrà fuori quando mollerò gli ormeggio. Al briefing, dopo aver dato la notizia della tappa diretta a Guadalupe, c’è stato un applauso e altri erano stupiti, io ero nel mezzo. La tappa unica è emozionante ma sicuramente impegnativa”.

Federico Cuciuc (Your Sail):
“Paura. Fiducia. Gratitudine. Fin qui è stato il momento della ostinazione, ora arriva il momento della velocità!! Pure troppa!!: è tutto esasperato in questa Transat!! Ma è comunque un privilegio essere qui, avercela fatta”.

Davide Lusso (MaStep):
Purtroppo Davide stamattina ha annunciato che per lui era venuto il momento di abbandonare la corsa. Tutti lo pensiamo e sosteniamo, è difficile rinunciare ai progetti, ai sogni, soprattutto quando si è così vicini.
“Ieri mattina dopo una notte Di riflessione ho deciso di porre fine all’epopea Mini Transat 2013 purtroppo per me non vi era altra scelta . Lo scafo continua a fare 30 litri d’acqua al giorno dopo il crash con federico, ho strappato il fiocco in un groppo sabato mattina davanti a capo ortegal e in 24 ore non era possibile riparare tutto e preparare una regata Di 3700 miglia … Quindi ieri mattina ho messo la prua su Gijon dove sono arrivato nella notte”

La regata potrà essere seguita grazie ad un tracking on line sul sito della Mini Transat, posizione con aggiornamenti 4 volte al giorno, ogni 4 ore dalle 8.00 alle 20.00.

http://www.minitransat.fr

1 COMMENT

  1. 3700 miglia, che potranno superare le 4000, sono davvero tante per un solitario su un 6,5 metri! C’è voluto un bel coraggio da parte degli organizzatori…

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