SHARE

Capo Verde- Brutto incidente per Bet1128 di Gaetano Mura e Sam Manuard, che rompono il bompresso e perdono uno spinnaker per un incrocio troppo ravvicinato con un cargo. Lo skipper sardo ha perso così una delle vele fondamentali e vede compromessa la sua rimonta, che stava procedendo molto bene nelle ultime 72 ore, anche se non una velocità media sufficiente a difendersi da chi sta dietro. Bet1128 comunque resta in regata e punta all’arrivo in Brasile. Alle 20 era ancora 12esimo a 325 miglia dal leader GDF Suez.

L’incidente è avvenuto a ovest di Capo Verde all’alba di martedì. Questo il racconto dello skipper sardo.

Bet1128 di Gaetano Mura
Bet1128 di Gaetano Mura

Diario di Bordo  

Duro colpo per Bet112 ed il suo equipaggio stamattina all’alba a largo delle isole capoverdiane 
stavamo navigando con 5 e 2 mani a grande velocità con grossa onda formata, dopo la notte insonne ero riuscito finalmente a stendermi sulla cuccetta per dormire. Ho sentito la voce di Sam che mi chiamava e dal tono ho intuito che bisognava sbrigarsi. Ho tirato su la cerata che avevo calato sulle gambe, ho afferrato la giacca e son volato fuori. Eravamo ad un incrocio pericoloso con un cargo, con il quale Sam aveva già  comunicato via radio per accordare l’incrocio, ma il cargo reagisce in maniera anomala. Sam chiude la calza dello spi che nella manovra fa una caramella (si attorciglia su se stesso NDR) corro in aiuto ma proprio in quel momento la bugna dello spi va in acqua  mentre la barca sta volando giu da una grossa onda…tutta la nostra forza  non serve a niente si parla di tonnellate. Lo spi trascinato si riempie come un otre incomincia a lacerarsi trasportando con se l intero bompresso che si tronca di netto. La vela tira paurosamente sull’albero, la barca si intraversa, incassiamo un frangente che arriva all’ interno..tutto sotto i nostri occhi impotenti che abbiamo come priorità il togliere via GAMBE E BRACCIA DALLE scotte impazzite. Ho messo la drizza sul winch ed ho tirato con tutta la forza per avvicinare la vela alla poppa. Ho preso il coltello dalla barra del timone e ho tagliato con fatica il dinema dell’ inferitura che teneva tutto.

La barca liberata dal carico  ha tirato un respiro di sollievo. Ma non è finita. Tutta la vela con le scotte e altre manovre e sotto la barca incastrata sul bulbo ed il bompresso penzola pericolosamente fuoribordo vincolato solo dalla tak line (cima di una manovra NDR). Mi e venuto da piangere, è normale, ti crolla il mondo addosso, ma  ho ingoiato le lacrime nel momento stesso in cui arrivavano …mi son detto “testa alta coglione che se ti dai una mossa porti le palle e la barca in Brasile”. Ho  guardato Sam…non ci siamo detti niente ma ci siamo capiti…bisogna andare sott’acqua  e dopo aver assicurato il possibile e tentato tutto per evitare questa spiacevole immersione…ho infilato la testa sott’acqua con la maschera per avere conferma bisogna immergersi.

Ci sono cresciuto in acqua, dalla finestra di casa mia in Sardegna se butto un sasso finisce in mare… da ragazzino ho passato il mio tempo ad immergermi dovunque a pescare in apnea a esplorare le grotte con la bombole, ma andar giù  adesso in mezzo all’oceano con la barca che rolla e beccheggia senza tregua di traverso al mare  e che non si riesce comunque a fermare del tutto… beh l’idea non mi piace davvero..ma non c’è scelta. Gaetà  devi andare!!Sam prepara un sistema di cime al quale potrò  tenermi. Per  sicurezza infilo il braccio in un altra scotta assicurata al winch mi metto una maglia e tengo la calzamaglia per una temperatura psicologica. Cazzo ci sei nato sott’acqua …coltello tra i denti nel vero senso, 123 sotto. Sin da piccolo andare sott’acqua mi rilassa e incredibilmente avviene anche ora per un istante per via della familiarità dell’ emozione. Il mare è  blu cobalto bellissimo! La mura della vela ha fatto 2 giri  attorno al piede del sail drive del motore la barca fa un paio di nodi e faccio una fatica immane per avvicinarmi alla vela e farlo in sicurezza per non correre il rischio di essere intrappolato dal biscione che oscilla in tutti i sensi… Una scena tragicomica la calzamaglia si gonfia impedendomi di nuotare verso il centro della barca me la levo e la lancio a Sam… Sono in mezzo all’oceano nudo con l’uccello di fuori, un coltello tra i denti e un mantra nella testa che ripete che nulla è impossibile..due immersioni e siamo liberi.

Monto a bordo come un gatto recuperiamo il salvagente che   Sam aveva filato per sicurezza…bravò mon
gars! (bravo ragazzo mio) Sam ha un bel sorriso, abbiamo “soluzionato” anche questa..cosa facciamo? La gara e finita? Andiamo in Brasile più veloci che possiamo anche cosi ed è unaltra storia ma sarà  la nostra storia. Dopo una veloce riassetata abbiamo dato il solent..c’è tanto vento e un bel mare al momento andiamo abbastanza veloci e facciamo progetti su una possibile riparazione di fortuna del bompresso appena le condizioni meteo saranno più  clementi..  Peccato la nostra rimonta era eccezionale  cercata e
 sudata fino in fondo …ma bisogna essere fatalisti c’est la vie…come diceva Forrest Gump  “la vita e come una scatola di cioccolatini …non sai mai quello che ti capita”…..il pot au noir magari ci concede momenti di tregua per mettere una pezza. E tutto da Bet1128…ma direi che ce n’è d’avanzo.

Martedì 19 novembre notte

Un pensiero ai disastri che colpiscono la mia isola e le persone coinvolte. Tanto cordoglio e solidarietà

Come è diversa la vita a bordo senza spi dopo 15 giorni abbiamo fatto un po’ di ordine ed un minimo di pulizie, tutto è un po’ più asciutto a bordo..apparenti piccoli particolari che aiutano psicologicamente. Facciamo dei gran turni di riposo concedendoci delle vere e proprie dormite. Non ti devi troppo preoccupare dei rinforzi di vento o del groppo che arriva, la barca scivola su randa e solent,una configurazione polivalente… definiamola cosi per consolarci e vedere il lato buono delle cose. Ora per esempio il vento ha rinfrescato e Bet1128 sola soletta fa velocità di tutto rispetto regalando di tanto in tanto qualche puntatina a 18 nodi quando ad un’ onda gli va di spingerci nel posto giusto. Sam dorme e io davanti al computer mi sono appena preparato un bel porridge caldo con lo sciroppo d’acero come piace a me ed oggi pomeriggio ho bevuto il mate che di solito a bordo e un lusso delle grandi e rare occasioni di relax. Nel pomeriggio abbiamo anche aperto un sacchetto di simpatici regalini che la mia amica Grazia ci aveva messo a bordo prima di partire. grazie Grazia apprezzati. Ogni tanto tiriamo fuori un’ idea nuova sul posizionamento di un bompresso di fortuna che ci faccia portare spi o cod0. Ovvio che le aspettative sono cambiate ma intendiamo comunque giocare tutte le carte sino al fischio dell’ arbitro. (Gaetano Mura)

Fantastica di D’Alì-Raspadori resta al 14esimo posto, a 400 miglia dal leader. Il Class 40 armato da Lanfranco Cirillo è transitato nel pomeriggio di martedì da Capo Verde, su una rotta molto orientale (addirittura l’isola di Sal a dritta) che necessariamente dovrà tornare verso ponente nelle prossime ore per approcciare un passaggio delle calme equatoriali intorno ai 27-28° W non troppo penalizzante.

Tra gli Imoca 60 Macif ha riguadagnato su PRB e alle 22 aveva 17,8 miglia di vantaggio su PRB al traverso di Recife con 1.462 miglia all’arrivo di Itajaì. Team Plastique di Di Benedetto è nono a 700 miglia da Gabart.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here