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Pointe a Pitre, Guadalupa- Può un secondo posto trasformarsi in una vittoria? Giancarlo Pedote ci ha detto di avere dentro un fuoco che lo consuma per ciò che gli è capitato alla fine della Transat e per lui, no, non sarà mai così nè potrà esserlo. Da vero sportivo e professionista della vela, lui, dice “era venuto alla Mini per vincerla, non per fare secondo”. E primo lo aveva fatto sull’acqua, dando spettacolo in sedici giorni di passione, con punte medie impensabili per un barchino che sarà ipertecnologico ma è pur sempre di sei metro e mezzo. Dettagli sconosciuti a noi che seguivano da terra, vista la totale mancanza di comunicazioni voluta dall’organizzazione, che scopriremo man mano in questa intervista che il fiorentino ci ha concesso subito dopo il primo meritato riposo in Guadalupa. Una dozzina scarsa di ore, che non sono bastate però per raffreddarlo e spegnere quel fuoco, perché Pedote dice appunto subito che lui questa regata doveva vincerla. E l’aveva vinta. Fino a quel bompresso…

L'arrivo di Prysmian. Foto Vapillon
L’arrivo di Prysmian. Foto Vapillon

Per tutti gli altri, invece, sì. Per noi osservatori, per le migliaia di velisti che l’hanno sostenuto con una passione e stima condivisa, per gli stessi altri concorrenti della Transat 650 2013 quella di Giancarlo Pedote è una delle imprese migliori nella storia della vela oceanica italiana. Osiamo. Addirittura è già un modello da seguire, come umiltà, attenzione e serietà nella preparazione, competenza tecnica, impegno. Farà bene a Michele Zambelli, ad Alberto Bona, anche loro protagonisti di un’ottima regata. Servirà da esempio. Chiunque voglia, d’ora in poi, cimentarsi con quella course au large tricolore che sta crescendo dovrà tenerne conto. Una disciplina che non è più Soldini dipendente, ma che sta diventando adulta e conta ora anche su Pietro D’Alì, Stefano Raspadori, Andrea Mura, Gaetano Mura, Marco Rodolfi, lo stesso Di Benedetto, gli altri ministi già citati. Tutti impegnati nelle grandi classiche del circuito.

Già, perché Pedote avrà anche perso la “Sua” regata ma è entrato nella storia della vela italiana. Ha portato, ci pare, a un livello “superiore” la stessa Minitransat, quell’evento nato come sfida romantica e quasi al limite delle possibilità che invece oggi è una magnifica regata, di altissimo livello, in cui si spinge, spinge, e poi ancora si spinge, con un piccolo guscio di materiali plastici che sostiene un piano velico enorme contro condizioni pazzesche, come possono essere quelle di tre settimane di Oceano Atlantico dalla Biscaglia alle Antille. Anche i francesi dovranno prima o poi rendersene conto, migliorando alcuni aspetti organizzativi e mediatici che in questa edizione non hanno brillato.

Un Gabart della Minitransat, ci verrebbe da dire, visto che come il buon giovin Francois ha vinto il Vendee Globe con una preparazione mai vista prima, il fiorentino ha affrontato questa regata come conclusione di un percorso professionale, condito già da un quarto posto alla Transat del 2009, che lo ha portato a mettersi in gioco “a casa di quelli bravi”, come è indispensabile per emergere. Misurarsi con i migliori, e così ha fatto. Prendendo casa a l’Armor Plage, presso quella capitale mondiale della vela oceanica che è la bretone Lorient. Lì ha studiato e si è applicato. Lì si è allenato con il suo perfezionismo. Dove ha anche messo su famiglia con Stefania, che lo segue con attenzione e dedizione e dove ora c’è anche il piccolo Aurelio, il gioiello di famiglia.

Ed è lui, quindi, che vogliamo ascoltare, per sapere com’è andata davvero. Ecco quindi l’intervista, che il velista fiorentino affronta ancora con la barca lunga da marinaio di diciannove giorni d’oceano. Con quel fuoco dentro che continua ad ardere. E mille domande, secche, tormentate. Come chi cerca di migliorare sempre. Un evento alla volta. Una risposta la vela italiana, però, già ce l’ha, una conferma di quanto avevamo già visto nella crescita continua degli anni scorsi. Giancarlo Pedote, 38 anni, da Firenze, è ormai una realtà della vela oceanica internazionale e vale ogni singolo euro che gli sponsor vorranno investire su di lui.

Giancarlo Pedote, secondo alla Transat 650 2013. Foto Vapillon
Giancarlo Pedote, secondo alla Transat 650 2013. Foto Vapillon

FareVela In Italia tutti le stanno facendo fior di complimenti, ma lei sembra un po’ arrabbiato…

Giancarlo Pedote No non sono arrabbiato, è che non capisco come possa essere andata così. Io ero alla Transat per vincerla e mi ero preparato in due anni per farlo e lo stavo facendo. Può sembrar brutto dirlo, ma non ero qui per far secondo e ho lottato ogni singolo momento dopo essermi preparato per farlo. Semplicemente dentro di me penso che una parte di tutto questo lavoro non mi è tornata indietro. Poi, so di aver fatto tutto il possibile e non mi rimprovero nulla. Solo che questa regata dovevo vincerla. Benoit non l’avevo praticamente mai visto nelle regate della stagione Mini, lo vedevo in partenza e poi non più. Per questo continuo a pensarci.

FV Ma, secondo molti in Italia, lei è il vincitore morale dopo una prestazione eccezionale. Dopo il record sulle 24 ore per un Mini con 273 miglia, non le basta?

GP Ringrazio tutti, quando ero in oceano, quando sei chiuso con te stesso in quei pochi metri quadrati che è un mini, mi dicevo che sentivo la forza e la spinta di tutta quella gente che mi sosteneva, sentivo quasi le loro urla di incitamento, ma alla fine io sentivo di meritarmi questa vittoria per tutto il lavoro fatto, non è andata così, ma ho lottato, eccome se ho lottato. Sono successe molte cose, sin dalla prima notte, di cui da fuori magari non vi siete nemmeno accorti, ma è stata dura.

FV Volevamo iniziare dalla fine, dalla rottura del bompresso a 300 miglia dall’arrivo, ma ci racconti…

GP Eravamo a Finisterre, dopo la partenza da Sada. La prima notte, se fate attenzione al tracking, la barca a un certo punto si è come fermata. A 11-12 nodi la barca ha urtato qualcosa di molto duro e si sono spaccate le viti che tenevamo le guance del timone. Ho chiamato via Vhf un concorrente vicino, che guarda caso era proprio Benoit Marie per dirgli che avevo rotto un timone e che in quella situazione, con 30 nodi, poteva essere pericoloso. Ho lavorato un’ora e mezza con le braccia dentro l’acqua, tutto completamente legato per non cadere fuori bordo, con la testa in acqua per cercare di rimettere a posto le viti, con un cacciavitino in mano e una vite del 7 nell’altra. Alla fine sono riuscito a rimettere tutto in posizione. Sono stato fermo quasi tre ore, ma vado avanti, rimetto su tutte le vele e vado all’attacco, ma dopo altre quattro ore suona l’AIS ed era Benoit, che mi era arrivato dietro. Ho continuato a spingere…

FV Abbiamo la sensazione che stia per dirci qualcosa…

GP Ero a 150 miglia da Puerto Calero e, a un certo punto, ho scoperto che nell’urto che mi aveva danneggiato il timone si era creata una piccola fessura di 15 cm in prossimità del meccanismo che permette alla chiglia di basculare. Una cosa gravissima, perchè quello è il cuore della barca e lì mi sono detto, hai due scelte, o mi fermo a Puerto Calero per riparare, perché come fai a riparare una cosa che secondo i movimenti della barca si apre e si chiude… Ma se mi fermo a Lanzarote, la regata la perdo, non potrò mai vincerla… e quindi ho deciso di tentare il tutto per tutto. Ho preso tutto il dyneema che avevo a bordo, tutti gli anelli, ho fatto una specie di cascata e ho legato tutto per mettere in forza sul winch per chiudere la fessura e ho cominciato a laminare e a fare la resina con 30 nodi di vento. Con la barca che partiva in surf a 13 nodi. Vibrava tutto, non riuscivo a tenere nulla fermo e quindi mi sono dovuto ingegnare per far tutto bene. Sono anche orgoglioso di come ci sono riuscito, sarebbe stato da filmarlo ma resterà solo nel mio immaginario. Sono riuscito a riparare la fessura. Ho messo dei biassiali da 200 grammi un po’ in tutti i sensi per cercare di limitare i momenti di flessione. Appena finito sono schizzato al timone e ho cercato di rendere la barca più stabile possibile in modo che tutto si seccasse bene. Al traverso di Puerto Calero, ho detto questa è l’ultima occasione, o ti fermi adesso per fare una seconda riparazione o continui. Sono stato mezz’ora sotto pilota con le mani sulla riparazione per sentire se tutto aveva preso bene, se tutto teneva e ho percepito che sembrava andata bene e ho proseguito.

FV Da fuori abbiamo apprezzato molto la scelta tattica di lasciare Gran Canaria a dritta mentre gli altri la lasciavano a sinistra. Abbiamo visto bene? Era voluta?

GP Mah, per me è stata abbastanza obbligata. Normalmente ci dovrebbe essere l’Aliseo da NE per lasciare tutte le Canarie a sinistra, ma io sono arrivato con la situazione di vento da nord strambando, per me lasciare tutte le isole a sinistra avrebbe significato molto reaching e poca poppa mentre ho avuto l’occasione di scendere subito e guadagnare del sud e mi sono buttato tra Gran Canaria e Fuerteventura per avvicinarmi ai 20° Sud alla ricerca dell’Aliseo profondo.

FV E pare abbia pagato in quella fase.

GP Mah, a dire il vero non così tanto come mi aspettavo, credo di aver guadagnato bene più per la velocità di Prysmian. Onestamente non ho avuto ancora il tempo di riguardare bene la cartografia.

FV A proposito di velocità, cosa ha scoperto di nuovo nel tuo sviluppo di Prysmian (che ricordiamo ha vinto la Transat nel 2011 con David Raison, Ndr)?

GP Io ho tirato di brutto, ho scoperto ieri di aver fatto il record sulle 24 ore (273 miglia, Ndr). Penso di aver fatto un buon lavoro, ero completamente fuso in quel mio piccolo mondo di quella piccola barca, fatto di sensazioni e quindi, come dire, scopri dei piccoli accorgimenti, come mantenere la barca sempre nei numeri elevati. La barca ha dei momenti in cui si solleva sull’acqua e ti pare di essere completamente fermo, guardi il gps e fai 13 nodi.

FV Poi è arrivato il suo allungo e poi la bonaccia in mezzo all’Atlantico…

GP Lì avevo un solo scopo, guadagnare del Sud appena possibile, ma era davvero complesso perché l’Aliseo quest’anno era bucato e quasi assente, se non in basso. Ancora devo iniziare il debriefing e ci sono molti dettagli che devo ancora capire.

FV Poi il buon posizionamento sopravvento per il nuovo vento da NE in arrivo e il nuovo allungo fino a 47 miglia con due giorni di regata. E qui siamo arrivati al momento chiave. Allora, ci racconta cosa è successo esattamente?

GP Eravamo a 300 miglia dall’arrivo, il vento era un po’ calato a 18 nodi. Ero con una mano di terzaroli e spinnaker medio. C’era onda residua. A un certo punto due onde si sono sommate tra di loro e hanno formato come una grossa lama. La barca si è trivata sulla cresta e si è intraversata con i timoni fuori dall’acqua. E’ arrivata una raffica e, per quanto abbia tirato la barra a me i timoni erano fuori dell’acqua e lo spinnaker si è trovato con tutto il carico del vento e il bompresso non ha sopportato il carico ed è scoppiato in due come un palloncino. Mi sono quindi ritrovato a 300 miglia dall’arrivo con il bompresso rotto in due. Il lavoro per ricostruirlo è stato meticoloso, dopo tre ore l’avevo completamente riparato e dopo sei ore l’avevo già rimontato mettendo su il gennaker a monte della frattura. Lo spi grande era diventato molto instabile ed era molto dificile tenerlo. Con il medio andava bene, ma con il grande era un problema. Lì ho perso un nodo, un nodo e mezzo per diverse ore e dovevo anche andare più puggiato di almeno 15° per non forzare troppo sul bompresso. Oggi ho fatto un video che vi manderò per capire meglio.

Il momento decisivo. Le posizioni alle ore 8CET del 30 novembre. Pedote in testa ha effettuato la riparazione al bompresso (si nota il tratto effettuato in poppa), ma ormai Prysmian non può tenere più l'angolo e la velocità di Benoit Marie, che infatti passa.
Il momento decisivo. Le posizioni alle ore 8CET del 30 novembre. Pedote in testa ha effettuato la riparazione al bompresso (si nota il tratto effettuato in poppa), ma ormai Prysmian non può tenere più l’angolo e la velocità di Benoit Marie, che infatti passa.

FV A quel punto si dava ancora delle chance?

GP Tutte le chance, perché mi dicevo dopo aver riparato un bompresso rotto in quel modo in sole tre ore la vita mi deve premiare per forza. Dentro di me dicevo… avrà anche lui un problema, resterà in una bolla senza vento. E poi ero così programmato per vincerla questa regata che non immaginavo una fine differente dalla vittoria. Pensavo che sarebbe successo qualcosa sulla linea. Ci ho sperato fino a che, a 10 miglia dalla Guadalupa mi trovo una barca dietro che mi fa suonare l’AIS e mi fa, “lei è un concorrente della MiniTransat, ho avvisato la direzione di corsa che sta arrivando”. E io: “E’ arrivato qualcun altro?”… “Sì, è arrivato un altro Mini da 10 minuti”. E lì, ho capito che era finita. L’avventura è finita…

FV A proposito, ma questa regola che vi danno solo le distanza dall’arrivo una volta al giorno non è un po’ anacronistica, con lo sviluppo tecnico e agonistico che c’è stato nei Mini?

GP No, non credo. Penso che la regata debba rimanere nella sua forma primitiva, per permettere a un marinaio di venirne fuori. Secondo me il Mini è bello per questo, devi essere un po’ in quella fase in cui deve venir fuori il marinaio vero. Devi immaginare dove è il tuo avversario. Io ho sempre fatto delle stime molto precise di dove poteva essere lui. Sapevo che ero più a sud e immaginavo dove fosse lui, per cui potevo elaborare una tattica di massima.

FV Vi siete mai visti?

GP No, mai. Ma come ho detto ci siamo sentiti via Vhf quando ho totto il timone a Finisterre.

FV Ha ripensato alla tappa annullata?

GP Mah, sì che ci ripensi ma tanto non serve a nulla. Certo, dici che se anche mi avessero riconosciuto il 25 per cento del distacco che avevo dato a Benoit a Sada la Transat l’avrei vinta, ma non serve a nulla ripeto. Per me questa era un’occasione di mettere in risalto il lavoro che sto facendo da due anni dal mio eremitaggio a Lorient. Ero programmato per non pensare a un risultato diverso dalla vittoria. Magari non è giusto pensarlo ma ognuno è responsabile dei propri atteggiamenti mentali e io credo di esserlo dei miei. Ho dell’amaro in bocca perché sento che mi è sfuggito qualcosa che mi ero guadagnao con il lavoro, non essere stato in grado di regalare a tutti gli amici, di cui sentivo le grida nelle mie orecchie in mezzo all’oceano, ciò che io sognavo.

FV Veramente pare che la vela italiana sia molto fiera di lei… Pensa di aver finito con i Mini?

GP Sicuramente metterò in vendita la barca e credo sia il momento di passare a un progetto diverso. Farò una riunione con tutti gli sponsor e faremo il punto. Io posso proporre delle idee poi sono delle decisioni che dovremo prendere tutti insieme.

FV Per esempio l’Imoca 60 di cui ci parlò un anno fa?

GP Certamente l’Imoca avrebbe potuto essere il premio se io avessi strappato l’uno qui. Certo, assolutamente ci penso. Non sono riuscito fino in fondo nel mio proposito e magari mi sento meno in diritto di avere tutte le carte per proporre un progetto del genere, ma sì, è un progetto che mi sentirei bene sulle spalle. Del resto ho regatato nei Proto e gli Imoca sono dei prototipi. Ci penso eccome.

FV Che ne pensa della regata degli altri italiani?

GP Mi creda, non ho avuto assolutamente il tempo da quando sono arrivato di guardare la cartografia. Un’intervista dopo l’altra, 5 minuti per mangiare, un po’ di riposo ed eccomi qui a parlare con FareVela. So, però, che Michele Zambelli e Alberto Bona sono ben dentro i primi dieci ed è un grandissimo risultato.

FV Quanto è stata dura fisicamente nei 19 giorni?

GP Ero molto allenato. Certo, ci sono stati momenti in cui spostare i pesi in barca era dura, non andava mai bene niente vista l’instabilità dell’Aliseo. Mi sono sentito però all’altezza del mezzo, in forma con la preparazione. Cerco di non tralasciarla mai. Nel 2009 ne avevo fatti 21 di giorni.

FV E su Prysmian si è mangiato bene?

GP Sì, avevo dei liofilizzati ottimi e poi il mio caro amico di Follonica Simone Gesi mi aveva mandato tutti i sacchettini preparati da sua mamma, in cui aveva messo prosciutto toscano, parmigiano, salciccia di cinghiale, anche del salame piccante… Qualcosina l’ho lasciata a casa, ma era piacevole navigare e trovare un pacchetto preparato da un amico. E poi ci aveva messo dei bigliettini… questo lo mangi quando hai bisogno di sprint, quest’altro… Fa piacere

FV Fa piacere anche a noi aver potuto assistere alla sua prova. Complimenti da tutta la vela italiana, che, le assicuriamo, l’ha seguita con grande attenzione. Grazie.

Pedote all'arrivo domenica notte. Foto Vapillon
Pedote all’arrivo domenica notte. Foto Vapillon

La situazione della Transat

Remi Fermin ha concluso lunedi sera al terzo posto nei Proto. Michele Zambelli con Fontanot è ottimo ottavo a 924 miglia dall’arrivo. Nei Serie il leader Aymeric Belloir è atteso all’arrivo mercoledì mattina. Alberto Bona con Onlinesim.it è risalito al settimo posto a 960 miglia dall’arrivo. 25.Fornaro a 1.394; 28.Cuciuc a 1.491; 33.Iacopini a 1.592 miglia.

 

Pointe a Pitre, Guadalupa- Il sogno di Giancarlo Pedote e di tutta la vela italiana ha cambiato colore, da un oro splendente a un argento che sa di impresa, perché resta la sostanza di un grandissimo risultato. La Transat 2013 va al francese Benoit Marie che con il suo proto FRA 667 Benoitmarie.com (progetto Finot del 2007, già vincitore della Transat nel 2009) ha concluso alle 22h 46m 05s CET, concludendo la regata in 18g 13h 01m 05s, a una velocità media di 8,25 nodi. Complimenti a lui per la tenacia con cui ha inseguito Pedote per 15 giorni sui 18 di regata, riuscendo a recuperare 47 miglia nelle ultime 50 ore di regata.

Prysmian all'arrivo. Foto Vapillon
Prysmian all’arrivo. Foto Vapillon

“La Minitransat è molto faticosa ma anche incredibile. Freud ha detto che la felicità è un sogno di bambino portato all’età adulta. Ebbene, penso di essere diventato adulto…”, è stato il primo commento dopo l’arrivo di Benoit Marie, 36 anni, alla sua prima grande vittoria nella classe Mini 650.

Benoit Marie nelle ultime miglia lungo le coste della Guadalupa. Foto Transat 650
Benoit Marie nelle ultime miglia lungo le coste della Guadalupa. Foto Transat 650

Giancarlo Pedote, autore di una grandissima prova che ha reso orgogliosa tutta la vela italiana, che lo ha seguito con passione, ha tagliato la linea d’arrivo alle 01:50 CET, a tre ore da Marie.

Appena possibile torneremo con le sue prime dichiarazioni, per cercare di capire cosa è successo a Prysmian nella giornata di ieri quando Pedote ha perso un vantaggio di 30 miglia in meno di 24 ore.

Prysmian all'arrivo
Prysmian all’arrivo

Un risultato comunque storico per la vela tricolore, che ottiene il miglior piazzamento di sempre alla classica transatlantica, una regata durissima durata 18 giorni (e durerà ancora molto per tutti gli altri ancora ben lontani dalla Guadalupa, a parte Aymeric Belloir che tra poco meno di tre giorni vincerà tra i Serie) che Pedote aveva preparato bene per disputarla ancor meglio. Resta il dubbio su cosa sia successo nelle ultime 200 miglia e non potrà che essere il velista fiorentino a fornire una spiegazione tecnica.

Giancarlo Pedote si conferma un velista preparato e serio, che meriterebbe in pieno un investimento ulteriore per passare a una classe maggiore, con il suo progetto Imoca 60 che adesso potrebbe prendere il volo dopo questa splendida campagna Mini. Se lo merita.

L’albo d’oro della Minitransat:
1977 Daniel Gilard
1979 Norton Smith (USA)
1981 Jacques Peignon
1983 Stephane Poughon
1985 Yver Parlier
1987 Gilles Chiorri
1989 Philippe Vicariot
1991 Damien Grimont
1993 Thierry Dubois
1995 Yvan Bourgnon
1997 Sébastien Magnen
1999 Sébastien Magnen
2001 Yannick Bestaven
2003 Armel Tripon
2005 Corentin Douguet
2007 Yves Le Blevec
2009 Thomas Ruyant
2011 David Raison

2013 Benoit Marie

Il video dell’arrivo di Marie:

Teaser arrivée de Benoit Marie, premières… di minitransat

Benoit Marie nelle ultime miglia di regata
Benoit Marie nelle ultime miglia di regata

 

Aggiornamento ore 20:00- Alle 20:00 CET Benoit Marie ha 17,3 miglia di vantaggio con 32,7 miglia ancora da percorrere. Prysmian naviga a 9,8 nodi contro i 9,5 del leader, ma a questo punto un recupero pare improbabile. L’arrivo di Marie, alle attuali medie, è previsto per le 23 italiane, quello di Pedote verso l’una italiana. Ricordiamo che nelle ultime 10 miglia, il tracking sarà aggiornato ogni 1o minuti.

Aggiornamento ore 16:30- Alle 16:00 CET, Maria ha portato a 14,9 le miglia di margine su Pedote con 71,6 miglia all’arrivo. Al momento, Prysmian sembra aver recuperato velocità, con 10,2 nodi contro i 10 di Marie. Da notare che adesso i due navigano al lasco con un angolo al vento reale sui 135°, il che potrebbe far pensare che Pedote ha risolto i suoi problemi, ma la mancanza di informazioni della Transat, che non consente collegamenti radio, porta solo a poter fare supposizioni. Dalle info che ci pervengono dalla Guadalupa, pare che il vento all’arrivo sia molto leggero, anche se i modelli parlano di 10-12 nodi da ESE, per cui la partita potrebbe essere ancora aperta, anche se appare difficile un recupero. Pedote ha comunque una leva N-S di circa 10 miglia che potrebbe aprire alcune possibilità in caso di venti instabili. Ne sapremo di più al rilevameto delle ore 20.

Aggiornamento ore 9- Alle 8:00 CET, Marie ha superato Pedote di 8,7 miglia, con 2 nodi di differenza di velocità. 148 miglia all’arrivo. Eta prevista intorno alle 23/24 di questa sera. A questo punto pare evidente, come scrivevamo ieri sera, che Giancarlo Pedote abbia un problema a bordo, probabilmente la rottura di una vela da lasco. Ne sapremo di più all’arrivo, ma non è ancora finita.

Guadalupa- Ce la farà Giancarlo Pedote a conservare le 12,2 miglia di vantaggio su Benoit Marie registrate alle 20 di sabato sera, con 252 miglia ancora da percorrere? L’arrivo dei due contendenti per la vittoria nei Proto e overall della Transat 650 è previsto per la tarda serata di domani domenica, ma ci sarà ancora molto da combattere per Prysmian.

Da quello che si può dedurre dal tracking (ma la Transat qualche informazione in più potrebbe darla visto che i tempi cambiano), qualcosa potrebbe non andare sul proto di Pedote, probabilmente la rottura di una vela da reaching? Per tutta la giornara di oggi si è notata la differenza tra la rotta in pieno vmg di Marie, con velocità sugli 11-12 nodi e quella molto più in poppa di Pedote, con velocità intorno agli 8-9 nodi. Il risultato è che Marie ha recuperato ben 6,4 miglia nelle ultime 4 ore e 13 nelle ultime 8. Difficile fare supposizioni, ma certo è che la rotta per 270-272° di Prysmian, praticamente in poppa con l’Aliseo a 14-15 nodi, appare strana per delle barche che hanno nel vmg la loro ragion d’essere. Benoit Marie dirige per 285°, di tre nodi più veloce, e in nottata stramberà sulla rotta ortodromica per Pointe a Pitre, avvicinandosi probabilmente ancora a Giancarlo Pedote.

Prysmian, difficile supporre se vi siano stati problemi a bordo nelle ultime 24h, ma la velocità media è calata e l'angolo è insolito. Foto Vapillon
Prysmian, difficile supporre se vi siano stati problemi a bordo nelle ultime 24h, ma la velocità media è calata e l’angolo è insolito. Foto Vapillon

Il vento per le prossime 24 decisive ore resterà da Est o da Est Sud Est, tra 90 e 110° vicino alla Guadalupa, che potrebbe diventare determinante con le sue coste nello sprint finale. Certo è che Pedote avrà bisogno di un angolo diverso per sfruttare al massimo le doti velocistiche del suo Prysmian ed evitare di essere superato proprio nelle ultime miglia.

Una regata stupenda per il fiorentino, che ha bisogno ora di un finale in cui raccogliere le ultime forze.

Come seguire il finale

Impossibile perdersi questo finale. Per seguirlo al meglio, twitteremo tutti gli aggiornamenti e pubblicheremo i dettagli per tutta la giornata di domenica su Farevelanet e la nostra pagina Facebook. L’organizzazione ha previsto il tracking ogni 10 minuti nelle ultime 10 miglia di percorso prima dell’arrivo. Aggiornamenti sul Facebook dell’evento e sui twitter.

Guadalupa- Finale entusiasmante alla Transat 650 dove Giancarlo Pedote e Benoit Marie stanno spingendo al massimo a un giorno e mezzo di mare dall’arrivo, previsto a questo punto per la tarda serata di domenica. L’inseguitore Marie è stato più veloce nelle ultime 24 ore , riuscendo a reguperare quasi 20 miglia all’italiano, che peraltro si è ben posizionato con una doppia strambata nelle prime ore di oggi, che lo ha portato proprio davanti alla rotta di Marie, collocandosi tra lui e la rotta diretta per l’arrivo.

Le posizioni (Pedote in rosso) dei due rivali alle 12 di oggi, con la previsione del vento per le 12 di domani domenica. Si nota la doppia strambata di Pedote nelle prime ore di oggi per posizionarsi davanti a Marie.
Le posizioni (Pedote in rosso) dei due rivali alle 12 di oggi, con la previsione del vento per le 12 di domani domenica. Si nota la doppia strambata di Pedote nelle prime ore di oggi per posizionarsi davanti a Marie.

Alle 12 di sabato, il vantaggio di Prysmian è di 25,5 miglia con 320 miglia ancora da percorrere. Basterà al fiorentino per cogliere uno storico successo per la vela italiana? Certamente Pedote dovrà ancora spingere al massimo, perché così sta facendo il suo rivale, anche questa mattina più veloce (11,6 nodi contro 10,8) nell’attuale andatura molto in poppa con un vento da ENE sui 18 nodi, che in prossimità della Guadalupa dovrebbe ruotare a destra fino a ESE, il che potrebbe portare a qualche strambata probabilmente decisiva nelle ultime ore di regata.

 

Prysmian in regata. Foto Vapillon
Prysmian in regata. Foto Vapillon

25 miglia di margine e ancora circa 32-34 ore di regata? Con un nodo di differenza non sarebbero un margine tranquillo, per cui sarà molto importante vedere la posizione e la veocità di Pedote nelle prossime 8 ore, quanto i due rivali stanno praticamente seguendo la stessa rotta di avvicinamento all’ortodromica finale. E’ evidente come Marie stia spingendo al massimo delle sue possibilità in queste ultime miglia, come è giusto che sia in una grande sfida sportiva arrivata al diciottesimo giorno di mare, con le energie che si riducono. Giancarlo Pedote è preparato per fare altrettanto. Questa sera, al rilevamento delle 20, avremo dettagli in più.

I due leader hanno scavato un baratro sugli altri, con il terzo, Remi Fermin, a 197 miglia. Ancora più lenti i ministi a centro flotta, rimasti come previsto prigionieri della zona di poco vento al acentro dell’Atlantico. Michele Zambelli è decimo a 900 miglia.

Tra i Serie, la cavalcata solitaria di Aymeric Belloir prosegue senza problemi, con 184 miglia di vantaggio sul secondo e 669 miglia all’arrivo. Purtroppo Alberto Bona è rimasto praticamente fermo nella fiornata di ieri e solo questa mattina ha ripreso un po’ di velocità dopo una rotta erratica del suo Onlinesim.it. Alle 12 è decimo a 601 miglia. 24.Fornaro a 940 miglia; 30.Cuciuc a 1.072; 33.Iacopini a 1.163 miglia.

Aggiornamento ore 12:30- Alle 12 di oggi il vantaggio di Pedote è salito a 23,4 miglia, con altre 6,4 miglia guadagnate nelle ultime 16 ore. La velocità al momento favorisce però Marie, più rapido all’ultimo rilevamento. I due dovranno affrontare una relativa rotazione a sinistra del vento nelle prossime 12 ore.

Guadalupa- Allunga ancora Giancarlo Pedote, in testa alla Minitransat 2013. Alle 20 di mercoledì, il suo vantaggio su Benoit Marie è salito a 17 miglia, frutto di una velocità media superiore di almeno mezzo nodo nelle stesse condizioni (11,7 per Prysmian contro 11,1 nodi per Benoitmarie.com). L’Aliseo di NE si è finalmente stabilito nella parte occidentale dell’Atlantico, con 930 miglia ancora da percorrere per Pedote prima dell’arrivo in Guadalupa. Dietro i leader, però, si è formata una voragine senza vento, che inevitabilmente inghiottirà la metà inferiore della flotta, per la quale si prevede una lunga traversata, superiore alle previsioni con i problemi di tenuta, riposo e alimentazione che ciò comporterà. E dopo la bonaccia dovrebbe arrivare anche della bolina.

Giancarlo Pedote, in testa alla Transat 650. Foto Vapillon
Giancarlo Pedote, in testa alla Transat 650. Foto Vapillon

Prysmian naviga al lasco mure a dritta verso la Guadalupa, coservando un sopravvento su Marie che risulta evidentemente assai comodo con un vento proveniente da NE. L’Aliseo dovrebbe resistere fino alle Antille per i 4-5 di testa. Mantenendo una media di 10 nodi, Prysmian e Marie dovrebbero riuscire a restare nel vento, evitando di essere risucchiati dalla bolla di alta pressione. Ciò potrebbe far pensare a un arrivo in Guadalupa in 5 giorni alle media attuali.

La posizione di Pedote (in rosso) e di Marie (sottovento e leggermente più a est) alle 20 di mercoledì, con la previsione del vento a 24h, per le 19 di giovedì. La linea davanti a pedote è il percorso che, a 10 nodi di media, potrebbe coprire Prysmian nelle prossime 24 ore. Come si vede, ciò consentirebbe a pedote di restare nell'Aliseo evitando la zona di bonaccia che invece ingloberà inevitabilmente la parte centrale della flotta
La posizione di Pedote (in rosso) e di Marie (sottovento e leggermente più a est) alle 20 di mercoledì, con la previsione del vento a 24h, per le 19 di giovedì. La linea davanti a pedote è il percorso che, a 10 nodi di media, potrebbe coprire Prysmian nelle prossime 24 ore. Come si vede, ciò consentirebbe a pedote di restare nell’Aliseo evitando la zona di bonaccia che invece ingloberà inevitabilmente la parte centrale della flotta

Ce la farà Pedote? La velocità di Prysmian, ulteriormente messo a punto dal velista fiorentino negli ultimi due anni di permanenza a Lorient rispetto alle già eccellenti prestazioni che lo videro vincere con David Raisom la Transat 2011, è notevole in queste andature e Pedote è riuscito a limitare i danni nel vento leggero, quando la superfice bagnata maggiore sarebbe uno svantaggio. Non resta che tifare per l’italiano, che sta compiendo una regata eccellente, ben preparata e studiata con capacità professionali e tecniche di prim’ordine. Una grande notizia per la vela italiana, che potrebbe cogliere un successo senza precedenti in una delle regate più dure di tutta la vela oceanica. Marie, da parte sua, non molla un metro, per cui occorrerà la massima attenzione per arrivare per primo in Guadalupa, visto che alle attuali media il vantaggio di Prysmian è comunque inferiore alle due ore. Una prova, questa di Pedote, che, al di là dei media di settore che la stanno seguendo con attenzione, merita di arrivare anche sui media generalisti, per non perdere un’occasione di dare il risalto dovuto a un’autentica impresa sportiva e umana.

La splendida Transat italiana è completata dal giovane Michele Zambelli, che resiste al decimo posto tra i Proto con il suo Fontanot, a 608 miglia da Pedote, e da Alberto Bona, che con Onlinesim.it è salito fino al settimo posto tra i Serie, a 434 miglia dal leader Aymeric Belloir, che naviga con ben 107 miglia di vantaggio sul secondo, circa 150 miglia dietro a Pedote. Seguono: 21.Fornaro a 765 miglia; 30.Cuciuc a 924; 32.Iacopini a 1.024 miglia.

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Guadalupa- Giancarlo Pedote non molla e lotta fino all’ultima raffica. Pare che questa appassionante Transat 650 ci stia per regalare un finale da seguire ora per ora, con ampio margine all’incertezza e almeno 3/4 pretendenti alla vittoria finale nei Proto. Dopo aver inseguito per 36 ore lottando con venti leggeri e instabili, Prysmian ha ripreso a navigare oltre i 10 nodi grazie a un flusso più sostenuto da NE e, al rilevamento delle 20 di oggi, era a sole 0,3 miglia dal leader Benoit Marie con 1.157 miglia ancora da percorrere.

Prysmian. Foto Vapillon
Prysmian. Foto Vapillon

Ma la buona notizia arriva dal log: 11,8 nodi di velocità per Pedote contro i 5,1 di Benoit Marie. Ciò, unito alla separazione laterale N-S di 37 miglia con Prysmian più alto in latitudine e tre miglia più a ovest in longitudine, potrebbe portare a un ulteriore guadagno per il velista fiorentino nelle prossime 12 ore. Il vento sembra, infatti in arrivo proprio da NE, il che avvantaggierebbe Pedote, che si trova appunto sopravvento all’avversario francese. In pratica, dovrebbe prendere per primo l’aria e con un angolo migliore, anche se con l’Atlantico impazzito di questi giorni c’è poco da fare proclami certi.

In rosso la posizione di Pedote alle 20CET di oggi con la previmeteo per le 13 di domani. Come si vede è in arrivo un nuovo flusso da NE che potrebbe spingere Prysmian, rpima di raggiungere anche Marie, posizionato sottovento all'italiano
In rosso la posizione di Pedote alle 20CET di oggi con la previmeteo per le 13 di domani. Come si vede è in arrivo un nuovo flusso da NE che potrebbe spingere Prysmian, rpima di raggiungere anche Marie, posizionato sottovento all’italiano

Il terzo, Remi Fermin, è a 57 miglia ma molto più a sud. Per la prima volta da una settimana, quindi, il vantaggio potrebbe andare a chi si trova più a nord, più vicino alla rotta ortodromica per la Guadalupa. Potrebbero trarre vantaggio dal nuovo vento il quarto e quinto, rispettivamente Bruno Garcia e Bertrand Delesne, che si trovano a 96 e 113 miglia più a nord est rispetto alla coppia di testa.

Una regata imperdibile, che conferma l’alto livello tecnico e sportivo che ha raggiunto la classe Mini 650. Michele Zambelli resiste al decimo posto a 497 miglia da Marie.

Nei Serie Aymeric Belloir con il suo Toute le Monde chante contre le cancer è nettamente in testa, con 1.258 miglia ancora da percorrere, ovvero solo 100 miglia dietro Marie e Pedote. Un risultato di assoluto valore per un Serie (varo 2011) contro i Proto. Il suo vantaggio sul secondo Justine Mettraux è di 95 miglia. Alberto Bona su Onlinesim.it continua nella sua ottima prova ed è ottavo a 385,5 miglia. Seguono: 21.Federico Fornaro a 642 miglia; 30.Federico Cuciuc a 834; 32.Andrea Iacopini a 954 miglia.

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Guadalupa- Dopo aver guidato la Transat 650 sin dalla partenza a Sada, tredici giorni fa, per Giancarlo Pedote è ora il momento di rincorrere. Prysmian è stato infatti superato nella giornata di lunedì da Benoit Marie, che ha saputo gestire al meglio la sua posizione più meridionale tra un vento assai instabile e i numerosi squalls, i rovesci tropicali che in questi giorni caratterizzano la fascia degli Alisei. Al rilevamento delle 20 di lunedì, Benoit Marie conduceva con 14,1 miglia di vantaggio su Giancarlo Pedote, che però aveva una velocità di due nodi superiore, 9,7 nodi contro i 7,4 del nuovo leader. In gioco è rientrato anche il terzo, Rene Fermin, risalito molto sfruttando al meglio la sua rotta meridionale. Ora il suo Boreal è a 60,9 miglia da Marie (46 da Prysmian), con una notevole separazione sud.

Benoit Marie. Foto
Benoit Marie. Foto Sea&Co

Per i prossimi due giorni la situazione del vento dovrebbe migliorare un po’, ma i solitari saranno chiamati al massimo sforzo per non rischiare di rimanere impantanati in una nuova bolla senza vento prevista tra 72 ore fino ai 45° W. Marie alle 20 era a 1.286 miglia dalla Guadalupa. Michele Zambelli è ora decimo a 504 miglia.

Tra i Serie Aymeric Belloir ha sfruttato bene la sua opzione meridionale e ha un solido vantaggio, 92 miglia, sul secondo. Alberto Bona su Onlinesim.it è ottavo a 396 miglia. 22.Fornaro a 611 miglia; 30.Cuciuc a 815; 32.Iacopini a 924.

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Aggiornamento ore 12- Al rilevamento delle 12 Benoit Marie ha superato Pedote di 6,2 miglia e, cosa più importante, riconquistato una longitudine più occidentale. I due proto sono prossimi all’incrocio nel bel mezzo dell’Atlantico. Tra 12 ore dovrebbe entrare un flusso più costante di vento. Dalla sua posizione più settentrionale, Pedote ha avuto qualche difficoltà nel mantenere la velocità e ha strambato per due volte nelle ultime 4 ore. La battaglia è ancora lunga.

Guadalupa- Giancarlo Pedote lotta in mezzo all’Atlantico e resiste agli attacchi di Benoit Marie. Dopo un riavvicinamento fino a 5 miglia per la giornata di sabato e domenica mattina, al rilevamento delle 20 di ieri sera, Prysmian ha riportato a 14,8 le miglia di vantaggio su Marie ma alle 8 di oggi era di nuovo sceso a 4,7 miglia. ancora non è tornato un vento stabile e i Mini navigano tra i 9 e i 10 nodi di velocità Solo in alcune tratte. La posizione di Pedote, in testa alla flotta ormai stabilmente dal passaggio di Lanzarote, appare di controllo, per quanto è possibile sui Mini che hanno un solo rilevamento disponibile al giorno. Il vento dovrebbe a questo punto mantenersi relativamente costante fino alle Antille.

Prysmian in regata. Foto Vapillon
Prysmian in regata. Foto Vapillon

In recupero al terzo posto è Remi Fermin, arrivato a 69,2 miglia traendo vantaggio dalla sua posizione più meridionale, che lo ha portato più vicino al nuovo flusso di Aliseo. Una regata ancora lunghissima, visto che Prysmian è a 1.434 miglia dall’arrivo in Guadalupa ma che Giancarlo Pedote sta conducendo davvero bene. Michele Zambelli è nono a 531 miglia.

Tra i Serie Aymeric Belloir è a 1574 miglia dall’arrivo, con 86 miglia sul secondo. Alberto Bona su Onlinesim.it è nono a 402 miglia. 21.Fornaro; 29.Cuciuc; 32.Iacopini

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Guadalupa- Giancarlo Pedote, dopo un tira e molla con l’inseguitore Benoit Marie durato tutta la giornata, alle 20 di venerdì si trovava con 24,1 miglia di vantaggio, a 1.724 miglia dall’arrivo. La buona notizia è che da domani pomeriggio i venti leggeri dovrebbero lasciare il posto a dei buoni trade winds sulla fascia dei 19-20° N, dove Prysmian si sta attualmente dirigendo con rotta SW. La rotta ortodromica è ancora preclusa dai venti leggeri e occorrerà scendere ancora prima di dirigere verso ovest. Ma da sabato sera potrebbero riprendere le percorrenze a 9-10 nodi di media. Terzo è Remì Fermin, posizionato già più a sud (35 miglia in latitudine) e che dovrebbe essere il primo a riprendere velocità, anche se il margine di vantaggio di Pedote, 125 miglia, sembrerebbe sufficiente. Michele Zambelli è settimo a 468 miglia.

Aymeric Belloir. Foto
Aymeric Belloir. Foto Vapillon

Tra i Serie Aymeric Belloir ha rallentato un po’ ma ha comunque 87 miglia di vantaggio sul secondo, Justine Mettraux. Alberto Bona è nono a 331 miglia. 21.Fornaro. Andrea Iacopini ha ripreso il mare dal sud di Gran Canaria ed è 29esimo. 30.Cuciuc.

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Tenerife- Prysmian e Giancarlo Pedote hanno vinto la prima scommessa strategica di questa Minitransat, andando a riguadagnare la testa dalla rotta meridionale, con una separazione nord-sud ancora importante (50 miglia) e una miglior longitudine. Ciò significa che le possibilità, almeno al momento, di sorpasso dell’inseguitore Benoit Marie sono nulle. Al rilevamento delle 20 di questa sera, Pedote aveva 24,1 miglia di vantaggio e navigava a 11 nodi contro gli 8,8 di Marie, che sta ora navigando per SW vista la necessità impelletente di scendere in latitudine per evitare l’enorme Alta Pressione che si trova a cavallo della rotta ortodromica diretta per a Guadalupa. Ciò lo ovrebbe portare a incrociare a breve la scia di Prysmian.

Prysmian. Foto Vapillon
Prysmian. Foto Vapillon

Una scelta, quella di navigare più basso, che Pedote aveva già compiuto tre giorni fa alle Canarie, quando aveva deciso di lasciare Gran Canaria a dritta mentre i più vicini rivali la lasciavano a sinistra. Ciò ha ben posizionato il velista fiorentino, che oltre a gran velocità dimostra anche notevole acume tattico in una situazione non facile meteorologicamente e resa ancora più complessa dall’unico bollettino meteo al giorno disponibile via SSB per i regatanti.

Oggi pomeriggio, Pedote aveva deciso di risalire un po’ in latitudine per poi strambare mure a sinistra e tornare infine in serata mure a dritta con rotta ovest sui 24° 10′ N (ricordiamo che la Guadalupa è a 16° N, quindi occorrerà scendere ancora poco meno di 500 miglia in latitudine). Prysmian è a 2.010 miglia da Pointe a Pitre. I prosimi  tre-quattro giorni, però, saranno assai complessi vista l’enorme area di venti leggeri che si stende davanti ai solitari. In generale pare che chi resterà più a sud sarà avvantaggiato, per cui la posizione strategica di Pedote sembrerebbe solida.

Bertrand Delesne ha ripreso il mare dopo la sosta a La Palma ed è ora quinto a 187 miglia da Pedote. Michele Zambelli resta sesto proseguendo la sua ottima regata. Con il suo Fontanot è a 369 miglia da Prysmian.

Tra i Serie continua la superba prova di Aymeric Belloir, in testa a 2.145 miglia dall’arrivo, con 78 miglia di vantaggio sul secondo, Simon Koster. Alberto Bona aveva dato nel pomeriggio qualche preoccupazion per la velocità ridotta, motivata da una probabile avaria, ma in serata ha ripreso a navigare verso WSW sempre in settima posizione a 189 miglia dal leader dopo aver attivato il bottone di segnalazione di non aver bisogno di assistenza. Purtroppo Andrea Iacopini sta dirigendo verso Gran Canaria a bassa velocità dopo una probabile avaria. A Puerto Calero è ancora fermo Federico Cuciuc, mentre Federico Fornaro naviga in 22esima posizione dopo essere subito sceso molto a sud lasciando tutte le Canarie a dritta.

Aggiornamento ore 9- Al rilevamento delle 8 di oggi, il vantaggio di Pedote è aumentato a 9 miglia. Prysmian è ormai quasi sulla stessa longitudine di Marie, con 90 miglia di separazione nord-sud, il che dovrebbe portare a ulteriori guadagni nelle prossime 48 ore, vista la necessità dell’inseguitore di scendere ancora in latitudine.

Tenerife- Giancarlo Pedote inizia a incassare i dividendi della sua coraggiosa, ma anche ben studiata, opzione sudista e alle 20 di martedì sera è tornato in vantaggio di 4,5 miglia su Benoit Marie. Prysmian naviga a 9,5/10 nodi di media con rotta 255° e si trova a 2.225 miglia dalla Guadalupa. Dritto e con un angolo ideale con un Aliseo che nel suo settore continua a essere robusto sui 16-18 nodi. marie, invece, ha dovuto strambare due volte per guadagnare del sud, indispensabile per sfuggire all’aria di venti leggeri che si materializzerà nella giornata tra mercoledì pomeriggio e giovedì sulla rotta ortdodromica che stava percorrendo fino a ieri mattina.

Prysmian alla partenza da Douarnenez. Foto ministransat.fr
Prysmian alla partenza da Douarnenez. Foto ministransat.fr

La doppia strambata ha comportato l’allontanamento di Marie dall’ortodromica e un rapido guadagno immediato per Pedote, che in 12 ore ha ripreso 16 miglia, contando sulla sua grande separazione laterale N-S, che ammonta ancora a 95 miglia. Ciò farebbe immaginare un ulteriore probabile guadagno per Pedote nella giornata di mercoledì, quando Marie si troverà costretto a scendere ancora in latitudine. Ottima strategia, quindi, quella mostrata sin’ora dal velista fiorentino.

A proposito, per lasciargli messaggi questo è il link:

http://www.giancarlopedote.it/it/index.php?option=com_phocaguestbook&view=guestbook&id=1&Itemid=199&lang=it

Prosegue l’ottima prova di Michele Zambelli, che la lasciato Tenerife a sinistra ed è ancora sesto a 311 miglia da Pedote.

La posizione di Pedote (in rosso) e quella di Marie (più a nord) alle 20 di martedì sera, con la previsione del vento a +24h. Come si vede sulla rotta ortodromica il vento tende a diminuire molto per gli effetti dell'Anticiclone delle Azzorre. Si nota la doppia strambata di Marie per allontanarsi dall'ortodromica
La posizione di Pedote (in rosso) e quella di Marie (più a nord) alle 20 di martedì sera, con la previsione del vento a +24h. Come si vede sulla rotta ortodromica il vento tende a diminuire molto per gli effetti dell’Anticiclone delle Azzorre. Si nota la doppia strambata di Marie per allontanarsi dall’ortodromica

Tra i Serie, solo 100 miglia dietro a Pedote, Aymeric Belloir è primo con 12 miglia su Justine Mettraux. Stesso scenario dei Proto, con belloir a sud destinato a guadagnare nelle prossime 48 ore e Mettraux a perdere. Alberto Bona su Onlinesim.it è brillante settimo, a 153 miglia. Bona è passato sopravvento a Tenerife per poi scendere subito sfiorando El Hierro e dirigere ora a WSW.

Tenerife- Passate le Canarie con scelte opposte, Giancarlo Pedote e Benoit Marie iniziano ora il lungo duello della traversata dell’Atlantico, con prua sulla Guadalupa, distante 2.440 miglia. Al rilevamento delle 20 di lunedì sera, il francese era tornato in testa, con 1,7 miglia di vantaggio su Prysmian, ma il dato è relativo visto che la distanza laterale di ben 110 miglia in senso N-S apre infinite variabili. La scelta di Pedote di lasciare a dritta Gran Canaria e Tenerife allontanandosi dall’ortodromica e scendendo molto per evitare i coni d’ombra dei vulcani spenti delle Canarie, è stata diametralmente diversa da quella di Marie che invece ci è passato sopravvento. Questa opzione ha avvicinato il velista fiorentino (regata per la LNI Follonica) al flusso migiore di Aliseo, che sembrerebbe destinato ad accompagnarlo nella discesa tra i 26° di latitudine dove si trova adesso ai 16° della Guadalupa, almeno per i prossimi 4-5 giorni. Marie invece, che naviga ai 27° 55′, dovrà necessariamente scendere per evitare una zona di venti instabili che tra circa 72 ore si dovrebbero trovare sulla rotta ortodromica che al momento il francese sta seguendo.

Bertrand Delesne a La Palma
Bertrand Delesne a La Palma

Dalla lotta si è ritirato questa mattina Bertrand Delesne, che ha dovuto fare scalo a La Palma per avaria alla pila a combustibile, indispensabile per l’energia di bordo del suo TeamWork, ora è quarto a 81 miglia. Terzo è diventato Remi Fermin, anche lui sulla rotta nord a 58 miglia da Marie.

Da applausi anche la regata del giovane Michele Zambelli su Fontanot, salito adirittura al sesto posto a 246 miglia da Pedote.

Sfiora l’incredulità la qualità della regata del francese Aymeric Belloir, primo tra i Serie a sole 60 miglia dalla poppa di Pedote sulla rotta meridionale. Belloir è addirittura quarto overall. L’Italia oceanica aumenta notevolmente la sua prestazione complessiva grazie anche ad Alberto Bona, sempre ottavo tra i Serie (145 miglia da Belloir) dopo aver scelto la rotta nord che lo porterà a lasciare questa notte Tenerife a sinistra. Così gli altri italiani: 23.Iacopini; 32.Fornaro; 34.Cuciuc

In totale sono dieci i ritirati dalla partenza da Sada.

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Lanzarote- Ore appassionanti alla Transat 650, che dopo il passaggio da Lanzarote ha ora l’intero Nord Atlantico come campo di regata. Come abbiamo visto nel pomeriggio di domenica, Giancarlo Pedote ha scelto di lasciare Gran Canaria a dritta, passando quindi a sud dell’isola. I due immediati inseguitori, Delesne e Marie, invece, hanno deciso di lasciare a sinistra sia Gran Canaria che Tenerife, il che apre un notevole arco di possibilità. I due dovranno però necessariamente gestire il cono d’ombra di La Palma, che deve essere lascia a dritta e anche lei molto elevata (2.426 metri alla cima più alta, la splendida Roque de los Muchachos). Prysmian si allontana un po’ dall’ortodromica, ma dovrebbe beneficiare del più robusto flusso di Aliseo nel settore a sud delle Canarie. Alle 20 il vantaggio di Pedote si era ridotto a 1,3 miglia, ma il numero non deve trarre in inganno perché la distanza laterale nord-sud tra Prysmian e i due inseguitori è salita a ben 68 miglia.

Prysmian. Foto Vapillon
Prysmian. Foto Vapillon

Vedremo a medio termine chi avrà avuto ragione, visto che la vera domanda è come arrivare ai Caraibi. La rotta ortodromica che stanno seguendo Delesne e Marie, al momento, sembrerebbe dare qualche problema a centro Atlantico, ma l’evoluzione dell’Aliseo nei prossimi 5-6 giorni è ancora da definire e sarà probabilmente decisiva. Considerando che la Guadalupa si trova ai 16° Nord e che Pedote è già a 27° N, Prysmian dovrà cercare gli angoli migliori per scendere ancora 660 miglia guadagnandone 2.650 verso ovest, questa infatti è la distanza che separa il navigatore fiorentino dall’arrivo nella serata di domenica. Certo è che avere due isole come Gran Canaria e Tenerife tra se e gli inseguitori non fa proprio rilassare… Ricordiamo anche che alla MiniTransat non si usano software di navigazione ed è possibile solo ricevere le carte meteo e conoscere la posizione degli avversari comunicata via radio dagli organizzatori una sola volta al giorno.

La carta della MiniTransat alle 20 di domenica sera. Si nota in rosso Prysmian che ha lasciato Gran Canaia a dritta mentre Delesne e Marie hanno deciso di lasciarla a sinistra, quindi sottovento, e sembrano intenzionati a fare altrettanco con Tenerife. Chi avrà avuto ragione?
La carta della MiniTransat alle 20 di domenica sera. Si nota in rosso Prysmian che ha lasciato Gran Canaia a dritta mentre Delesne e Marie hanno deciso di lasciarla a sinistra, quindi sottovento, e sembrano intenzionati a fare altrettanco con Tenerife. Chi avrà avuto ragione?

Da tenere presente, infatti, i coni d’ombra dei vulcani delle Canarie. Celebre è quello del Teide, che con i suoi oltre 3.700 metri influenza per miglia e miglia sottovento l’Aliseo. Pedote, però, sta scendendo molto a sud ovest, con Gran Canaria a dritta, e dovrebbe mantenere un buon vento per le prossime 72 ore. Curiosamente si tratta di quello stesso vento che sta spingendo il Fantastica di Raspadori-D’Alì dopo il pit stop a Tenerife Sud nella contemporanea Jacques Vabre. Un gran affollamento in Atlantico… visto che le due regate si sono praticamente mischiate dopo i noti ritardi nelle partenze.

Nel frattempo Nicolas Boidevezi, uno dei favoriti, ha deciso di fermarsi a Puerto Calero, approfittando della possibilità di pit stop di 12 ore concesso dall’organizzazione.

Molto bene, intanto, sta facendo anche Michele Zambelli su Fontanot, salito all’11esimo posto tra i Proto a 219 miglia da Pedote. Tra i Serie Alberto Bona è ottimo ottavo con Onlinesim.it, a 132 miglia dal leader Aymeric Belloir. Vela italiana protagonsita a questa Transat 650.

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Puerto Calero, Lanzarote- Prysmian di Giancarlo Pedote continua a guidare con autorità la Transat 650. Veloce e tatticamente impeccabile sin’ora, il fiorentino inizia a far preoccupare non poco i francesi all’inseguimento, che non riescono ad accorciare il gap nonostante non manchino i tentativi. Chi cerca bordi occidentali, come Boidevezi e Marie che si sono spinti molto a ovest rispetto al passaggio obbligato di Lanzarore dovendo ora strambare per riguadagnare dell’est. Chi ha preferito seguire la rotta logica di Pedote, come Delesne, alle 20 di sabato secondo a 41,6 miglia. Certo è che vedere un velista italiano in testa alla mitica Transat 650, con i francesi che le provano tutte per riprenderlo, è davvero una grande notizia, una delle migliori di sempre nella storia della vela oceanica italiana.

Prysmian. Foto Vapillon
Prysmian. Foto Sea&Co

Pedote alle 20 era a 90 miglia dal passaggio obbligato di Puerto Calero (Lanzarote sud), a cui dovrebbe arrivare intorno alle 5 del mattino ora italiana dopo tre giorni a 10-11 nodi di media. Poi la discesa nell’Aliseo con obiettivo di guadagnare dell’ovest appena possibile per poi dirigere sui Caraibi. Vedremo se Pedote deciderà di lasciare le Canarie a sinistra o attraversarle, dato che gli alti coni vulcanici delle isole spagnole sono noti per creare dei lunghissimi coni d’ombra.

Bene sta facendo anche il giovane Michele Zambelli su Fontanot, salito in 12esima posizione a 208 miglia da Pedote.

Tra i Serie in testa è Aymeric Belloir, con 10,8 miglia su Simon Koster. bene Alberto Bona con Onlinesim.it, nono a 112 miglia. Seguono: 22.Jacopini; 34.Fornaro; 35.Cuciuc

Lanzarote, Canarie, 15 novembre- Vedere Giancarlo Pedote in fuga nella Transat 650 è motivo di grande soddisfazione per la vela italiana, che sta iniziando a seguire con attenzione quella che potrebbe essere un’impresa: un velista italiano in testa alla mitica Mini Transat, con una flotta di francesi all’inseguimento. E non certo un caso, visto che il marinaio fiorentino, tesserato per la LNI Follonica, ha preparato questo evento in modo professionale e capillare curando tutti i particolari, suoi e della barca. Vedremo come proseguirà, certo è che sin’ora Pedote e Prysmian non hanno sbagliato una mossa anche se la regata è lunghissima e dura, visto che mancano ancora 3.144 miglia all’arrivo in Guadalupa.

Prysmian in regata. Foto Vapillon
Prysmian in regata. Foto Vapillon

Al rilevamento delle 12:00 di oggi, Prysmian ha aumentato ancora il suo vantaggio ed è a +42,2 miglia sul secondo, il francese Nicolas Boidevezi. Terzo è ora Benoit Marie, a 43,9 miglia. Ottimo posizionamento nell’approccio a Lanzarote, che andrà lasciata a dritta, visto che il Mini dalla prua tonda si trova assai vicino all’ortodromica e ha velocità medie impressionanti per un Mini (ieri record personale sulle 24 ore con 273,89 miglia a 11,4 nodi di media, davvero niente male). Tra 24-36 ore, Prysmian dovrà affrontare un relativo calo dell’Aliseo e alcune rotazioni da interpretare al meglio con eventuali strambate. Da segnalare come gli inseguitori immediati si trovino un po’ più a ovest, il che apre tatticamente scenari variabili anche se Pedote sembrerebbe in grado di gestire bene la situazione.

Da segnalare l’abbandono di uno dei favoriti tra i proto, Gwenole Gahinet, per problemi alla chiglia basculante.

Tra i Serie Alberto Bona è 12esimo, a 84 miglia dal leader Belloir. Tra i Proto buon 16esimo posto di Michele Zambelli su Fontanot, a 148 miglia da pedote.

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Aggiornamento ore 19- Al rilevamento delle 16 di oggi, Prysmian con Giancarlo Pedote ha portato il suo vantaggio sul secondo a ben 18 miglia, Benoit Marie, a medie sui 12-13 nodi.

Cascais, Portogallo- Vola Giancarlo Pedote con Prysmian in testa alla Transat 650. Il velista fiorentino sta mostrando determinazione, costanza e preparazione capillare sfruttando al massimo le doti alle portanti del suo Proto dalla prua a scow. Al rilevamento delle 8 di questa mattina era passato in testa e a quello delle 12 di oggi ha aumentato il suo vantaggio sul secondo, Benoit Marie, a 4,4 miglia. Terzo è Bertrand Delesne a 10,8 miglia. Le velocità medie nell’Aliseo portoghese sono state sempre superiori ai 10 nodi in nottata. La scelta occidentale di Pedote sembra aver quindi ben pagato rispetto a quella “costiera” di Boidevezi, attualmente sesto a 22,8 miglia dopo aver strambato ed essere riuscito verso SW.

Prysmian di Pedote
Prysmian di Pedote. Foto Vapillon

Pedote naviga veloce appena a ponente dell’ortodromica opo aver scelto di posizionarsi leggermente più a est del suo primo inseguitore. Il flusso di Aliseo da NNE-NE appare costante almeno fino a Madeira, distante circa 450 miglia dall’attuale posizione di Prysmian, poco meno di due giorni di mare alle attuali medie.

Bene anche Michele Zambelli su Fontanot, risalito in 15esima piazza a 56 miglia da Pedote.

Tra i Serie in testa è Aymeric Belloir. Continua l’ottima prova di Alberto Bona su Onlinesim.it, settimo a 19 miglia dal leader. Seguono: 28.Jacopini; 36.Fornaro; 38.Cuciuc

Da segnalare le molte avarie della scorsa notte, con Ian Lipinski, che ieri guidava i Serie a Finisterre, che ha purtroppo disalberato. A Baiona, si sono rifugiati con varie avarie Sébastien Picault (Kickers), Yann Pautremat (PrépaNautic Echo mer pour la planète), Maxime Salle (Bongo) e Richard Hewson (RG650.com).

Finisterre, Spagna, 13 novembre- E’ subito battaglia per la leadership della Transat 650 tra Giancarlo Pedote su Prysmian e Nicolas Boidevezi su Nature Addicts nelle prime ore seguite alla partenza di questa mattina (alle 9:37) della Transat 650. Dopo un mese di attesa e varie vicende, quindi, la mitica transatlantica in solitario e senza assistenza per Mini 650, è riuscita finalmente a partire e a uscire dalla Biscaglia. E lo sta facendo per quelle che sono le prime miglia della tappa più lunga della sua storia, da Sada, in Galizia, a Pointe a Pitre, in Guadalupa, 3.700 miglia di oceano via Lanzarote che saranno una prova durissima per i 27 Proto e i 47 Serie ancora in regata.

La partenza della Transat da Sada. Prysmian di Pedote è al centro della foto
La partenza della Transat da Sada. Prysmian di Pedote è al centro della foto

La partenza da Sada è avvenuta con vento medio e in queste ore, la flotta sta navigando al lasco con 17-20 nodi in intensificazione fino al passaggio di Finisterre, prima della discesa lungo le coste del Portogallo. Curiosamente, la flotta della Mini segue di poco quella dei Class 40 della Transat Jacques Vabre. In totale ci sono 12 velisti italiani impegnati in oceano tra i due eventi (Davide Lusso si è dovuto ritirare a Sada e non è partito per la Mini), un risultato ottimo che testimonia come la nostra vela finalmente stia diventando numericamente importante anche in questa disciplina della regata oceanica.

Nella MiniTransat, il capofila della flotta italiana è Giancarlo Pedote, fiorentino di gran impegno e serietà professionale, che ha lavorato duro negli ultimi anni dopo il suo trasferimento a Lorient, così come si deve fare per avere chance di vincere. Il suo Prysmian dalla prua a Scow, già vincitore della Transat 650 due anni fa con David Raison, era già giunto per primo nella frazione poi annullata da Douarnenez a Sada. Adesso è subito in lotta per la leadership. Al rilevamento delle 12, Prysmian e secondo a 0,8 miglia da Nicolas Boidevezi. Terzo è Benoit Marie a 0,9 miglia e quanto Gwenole Gahinet a 1,3 miglia. Favoriti subito avanti, quindi, per quella che sarà una regata lunghissima.

Michele Zambelli, su Fontanot, è 23esimo tra i Proto a 3,2 miglia.

Tra i Serie al comando c’è Ian Lipinski su Pas de future sans numerique, con 0,8 miglia di margine su Yannick Le Cleac’h. Miglior italiano allo start è stato Alberto Bona su Onlinesim.it, al momento 20esimo a 1,5 miglia. Seguono: 38.Federico Cuciuc su Your Sail, 39.Andrea Jacopini su Umpalumpa; 42.Federico Fornaro su Raw news Jolie Rouge

La flotta sta transitando a metà pomeriggio a nord di A Coruña.

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Sada, Spagna- Finalmente domani è il giorno della definitiva partenza della Transat 650. Dopo la frazione Douarnenez-Sada, vinta da Giancarlo pedote ma poi annullata per garantire la sicurezza della seconda metà della nutrita flotta, questa volta ciò che attende gli 84 ministi è completamente inedito nella storia della Transatlantica per i Mini 650. Un tappone unico, di ben 3.700 miglia, dalla Galizia alla Guadalupa, con cancello obbligato (ma non sosta) a Lanzarote. Sono sette, ricordiamo, gli italiani in regata, che uniti ai sei italiani impegnati nella contemporanea Transat Jacques Vabre, porta a un totale di 13 velisti tricolori impegnati ad alto livello in regate oceaniche. Un risultato di assoluto valore, che potrebbe far segnare finalmente un punto di svolta nella disciplina della course au large dove gli italiani sempre più ormai si propongono tra le prime flotte dopo i dominanti francesi.

Prysmian di Pedote
Prysmian di Pedote. Foto Vapillon

La scorsa notte altri 10 ministi che, durante quella che doveva essere la prima tappa, avevano fatto scalo a Gijon, sono giunti a Sada. Il trasferimento è stato duro: raffiche a 40 nodi e onde che hanno colpito le imbarcazioni anche in malo modo (il 7 novembre Katrina Ham si è ribaltata ed è caduta in acqua).

Poche le ore per recuperare: la direzione di corsa ha confermato che la partenza della Mini Transat 2013 avverrà domani alle 15 e che il porto di arrivo sarà non più Lanzarote, come previsto in origine, ma direttamente Pointe-à-Pitre, al di là dell’oceano. Lanzarote dovrà comunque essere raggiunta: il comitato di regata ha fissato a largo di Arracife una boa che gli skipper dovranno contornare prima di potersi lanciare nella traversata oceanica.

Si tratta della più lunga tappa nella storia della Mini Transat, che trasforma la regata inizialmente prevista in qualcosa di nuovo. Se infatti inizialmente la regata doveva essere composta da una prima tappa di 1257 miglia (Douarnenez-Arracife), uno scalo di ca. 18 giorni e una seconda tappa di 2764 miglia fino a Pointe-à-Pitre, adesso gli skipper dovranno affrontare un unico tragitto di 3700 miglia che, considerando le strambate lungo l’Aliseo, potrebbe arrivare a circa 4.000 miglia percorse.
Nuovo calcolo di risorse da portare a bordo, diversa gestione dei ritmi di regata, maggiore importanza della gestione in solitario del meteo.

Il percorso della Transat 650
Il percorso della Transat 650

Giancarlo Pedote (Prysmian ITA 747), commenta così la situazione e la nuova Mini Transat che li attende:
“Per quanto riguarda la decisione di riunire le due tappe in una unica, temo che alla base ci siano delle motivazioni legate agli obblighi dell’organizzazione. Il fatto che dovremo raggiungere il largo di Arracife prima di fare rotta verso la Guadalupa, conferma questo sospetto.
Indubbiamente mettere una boa alle Canarie potrà permettere a chi ne avrà bisogno di fermarsi (come previsto dal nuovo programma di regata), ma sarebbe stato interessante fissare una porta un po più a nord delle Canarie, per creare una rotta più diretta e quindi più breve. Quello che temo è che molti ragazzi che avevano comprato un biglietto di 2700 miglia da Lanzarote a Guadalupa, si troveranno con difficoltà a dover gestire una tappa di 3700. Si tratta di una tappa molto lunga che per molti sarà estenuante, e non è da escludere che qualcuno possa restare senza cibo e senza acqua. Tutto si può fare, però mi sembra tutto molto al limite, soprattutto considerando le condizioni della partenza.

Partire domani alle 15 significa dover affrontare una prima notte che vedrà un anticiclone molto forte con un passaggio di un fronte freddo e delle raffiche a 30-40 nodi di aria fredda. E ricordo per chi non naviga da queste parti che in Atlantico si sente molto la differenza tra aria fredda e aria calda, l’aria fredda è molto più compatta e la raffica è molto più violenta. Quello che temo è che durante le prime 48 ore di regata ci saranno molti abbandoni e che alle Canarie si fermeranno molte barche. Probabilmente alcune si fermeranno anche, prima perché la discesa fino alle Canarie sarà molto robusta.
In ogni caso all’arrivo a Guadalupe, in base a cio che ho detto potremo fare un bilancio.”

Michele Zambelli
Michele Zambelli

Michele Zambelli, il giovane skipper romagnolo del proto Fontanot ITA 342: “Sarà un’esperienza unica affrontare un percorso così lungo per delle barche così piccole con tutte le difficoltà del caso, come ad esempio, il peso dovuto al maggior carico di acqua e cibo per una navigazione di oltre 20 giorni”.

Ricordiamo che gli altri italiani tra i serie sono: Andrea Jacopini su UmpaLumpa (Pogo 2), Alberto Bona su Onlinesim.it (Pogo 2), Davide Lusso su Mastep (Zero), Federico Cuciuc su Yoursail (Dingo 1) e Federico Fornaro su Raw News Jolie Rouge (Pogo 1).

La regata potrà essere seguita grazie ad un tracking on line sul sito della Mini Transat, posizione con aggiornamenti 4 volte al giorno, ogni 4 ore dalle 8.00 alle 20.00.

http://www.minitransat.fr

Sada, Spagna- Cambio di programma radicale alla Transat 650. Visti i problemi a uscire dalla Biscaglia e il ritardo accumulato, Denis Hughes, il direttore di regata, ha personalmente presieduto il briefing oggi martedì 5 novembre alle ore 10.00 da Gijon. La XIX edizione della Mini Transat avrà quindi una rotta completamente nuova: si partirà approssimativamente l’11 novembre dal porto di Sada con rotta diretta a Guadalupe, usando come cancello l’isola di Lanzarote. Circa 3.600 le miglia di regata. I ministi potranno fermarsi in caso di necessità, ma non sarà obbligatorio, per cui la tappa avrà un tempo unico, senza somma di tappe.

Michele Zambelli a Gijòn
Michele Zambelli a Gijòn. Foto Vapillon

Il programma iniziale prevedeva una sosta alle Canarie di circa 10 giorni, il che avrebbe permesso agli skipper di effettuare il cambio di equipaggiamento, in vista di una navigazione in zone più calde e un nuovo carico per la cambusa e l’acqua necessaria per l’ultima tappa verso il traguardo di Gaudalupa.

I ritardi hanno purtroppo creato dei seri problemi logistici, costringendo il comitato di corsa a valutare l’ipotesi di un’unica tappa fino alle Antille, trasformando la regata nella più lunga Mini Transat mai svolta, con circa 4.000 miglia da percorrere no stop. La notizia è stata accolta con un applauso dagli skipper, ma il problema diventerà preparare la barca per una navigazione di oltre 15 giorni.
Prima, ovviamente, sarà organizzato il trasferimento dei 68 Mini ancora a Gijòn, Asturie, dove si trovano gli italiani, fino a Sada, Galizia, dove già si trova Giancarlo Pedote con Prysmian, vincitore virtuale della prima frazione poi annullata. Il trasferimento di 160 miglia dovrebbe partire oggi pomeriggio.

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Sada, Spagna- Così il comunicato stampa ufficiale di Giancarlo Pedote sulla questione dell’annullamento della prima parte della prima tappa della Transat 650, che il velista fiorentino aveva concluso al comando.

“La tappa Douaradnenez-Sada, non solo è stata annullata: è come se non fosse mai esistita. Questo per l’organizzazione, ma non per gli skipper che vi hanno partecipato.

Il comitato di regata ha infatti deciso di stracciare le dichiarazioni di abbandono e permettere a tutti gli iscritti di portare le proprie imbarcazioni via terra a Sada (che sarà il porto della prossima partenza) e ripartire. Come se non fosse successo nulla. Ma qualcosa è successo, eccome.

Circa 400 miglia di attraversamento del golfo di Guascogna con mare agitato, condizioni meteo non facili e coltello tra i denti (la distanza in linea d’aria è 340, ma fatti di bolina aumentano per i bordi). Minimo 60 ore di navigazione estenuante, per gli skipper e le imbarcazioni. Questo è successo, a coloro che hanno preso il via e sono arrivati a Sada o a Gijon.

La tappa può essere annullata sulla carta, ma le vele e le barche di chi ha partecipato fino in fondo ne portano i segni. Giancarlo e Prysmian sono al porto di Sada e, in attesa del nuovo via, hanno cominciato a riprepararsi al meglio: manutenzione puntigliosa per Prysmian 747, riposo e un nuovo stato di concentrazione lucida e determinata per Giancarlo.

Non ci sono ancora ipotesi certe sulla data del nuovo via. Martedì una finestra meteo potrebbe permettere agli skipper che hanno attraccato al porto di Gijon di spostarsi a Sada. Poi sguardo fisso sulle previsioni.

Giancarlo Pedote commenta così la situazione. “Entrando nel golfo di Sada cercavo la linea di arrivo e un gommone di circa 3 metri con motore scoppiettante mi è venuto incontro dicendomi che la regata era stata annullata. Solo allora ho capito che questo era il contenuto del messaggio disturbato ricevuto al VHF quando ero a 4 miglia dalla posizione della linea di arrivo. Avevo completato il 99% del percorso. È inutile nascondere quanto forte sia stato il mio disappunto. In ogni caso ho deciso di non fare una protesta al comitato di regata, per potergli lasciare il tempo di organizzarsi e iniziare a lavorare con efficacia e concentrazione una volta per tutte. Il mio vantaggio di oltre 4 ore sul secondo e sul resto della flotta lo considero un aperitivo offerto a tutti da Giancarlo Pedote e Prysmian ITA 747.”

La Transat 650 ha quindi annullato una tappa partita regolarmente e che i 5 velisti di testa, e buona parte dei proto, avrebbero concluso in sicurezza al traguardo prefissato, il porto galiziano di Sada, poco a est di A Coruña. Lo ha fatto per ragioni di sicurezza, per garantire i più lenti della flotta, specialmente tra i serie, che sarebbero incappati in forte vento in arrivo a Finisterre, quindi in bolina. Così facendo ha però penalizzato quei prototipi di punta, che avevano ben regatato, con Pedote in testa, fino a concludere senza particolari problemi la frazione (confronta le dichiarazioni rilasciatesi dallo stesso Pedote ieri). La Transat 650 non è più la regata romantica di qualche anno fa, o meglio non lo è più per una buona metà della flotta, che si prepara seriamente, si allena, spinge al massimo proprio come in qualsiasi altra classe competitiva. In fondo alla flotta, è vero, ci sono barche più lente, anche se tutte ben messe dal punto di vista marinaresco. Unire le due flotte comporta dei problemi e, forse sarebbe stato più logico far concludere i proto a Sada e dirottare i serie a Gijòn. In ogni caso un pasticcio, che toglie a Pedote 4 ore di vantaggio duramente e regolarmente conquistate. Vedremo i prossimi sviluppi.

 

Aggiornamento ore 10:45 Prysmian è arrivato in sicurezza e da leader a Sada, dietro di lui altri quattro proto. Tutti gli altri si sono diretti a Gijon, dove stanno proseguendo gli ingressi in porto, resi complicati anche da un’onda lunga pericolosa. La decisione di quando ridare un’altra partenza da Sada a Lanzarote ancora non è stata presa. Certo, per Pedote una beffa dopo due giorni di splendida regata.

Prysmian a Sada
Prysmian a Sada

Sada, Spagna- Giancarlo Pedote nettamente primo verso il porto di Sada, alle 19 CET era a 15,6 miglia dal porto galiziano con 13 miglia di vantaggio sul secondo, Gwenhole Gahinet. Prysmian, però, è stata beffata dalle condizioni meteo, in netto peggioramento rispetto ai modelli di ieri, tanto che la prima frazione della prima tappa è stata annullata alle 19 di oggi dagli organizzatori. Ciò per preservare la parte finale della flotta, che avrebbe dovuto affrontare condizioni durissime in bolina ancora in mare, mentre Pedote e i primi sarebbero arrivati in tempo. Sono solo 9 i proto che stanno dirigendo a Sada. Chi non ce la farà ad arrivare a Sada, sta dirigendo su Gijon, nelle Asturie più a est. A parte Pedote, tutti gli altri sei italiano dovrebbero arrivare a Gijòn.

Foto Ministransat
Foto Ministransat

Gli organizzatori cercheranno quindi il modo di riunire la flotta e ridare un’altra partenza della prima tappa fino a Lanzarote di questa tormenata Transat 650 2013. Una decisione controversa, anche se dettata dal buon senso viste le dimensioni dei Mini e la difficoltà della Biscaglia. Se mai si riuscità a passare Finisterre, la flotta dirigerà finalmente verso l’Aliseo portoghese, ma come è ancora tutto da decidere. Ricordiamo che la classifica della Transat 650 viene calcolata sulla somma dei tempi delle varie tappe.

Uno strano scherzo del destino per Pedote, che era a poche miglia da una storica affermazione. Mai un velisa italiano aveva infatti vinto una tappa, o una sua frazione, alla Transat 650. Adesso è il momento di mantenere la concentrazione e attendere gli eventi, cosa che il preparatissimo Pedote appare in grado di fare.

http://www.minitransat.fr

Sada, Spagna- Giancarlo Pedote su Prysmian, in avvicinamento al porto di Sada, presso A Coruña, distante circa 60 miglia, resta in testa alla prima tappa della Transat 650 2013, aumentando alle 7 di oggi il vantaggio a 8 miglia su Nicolas Boidevezi. La flotta si appresta a fare scalo in Galizia per ripararsi dal forte colpo di sudovest in arrivo a Finisterre. Ottimo il posizionamento di Pedote che controlla con un buon sopravvento i diretti inseguitori.

Prysmian in velocità in condizioni dure. Foto Transat 650
Prysmian in velocità in condizioni dure. Foto Transat 650

Mare difficile già in queste ore e purtroppo segnaliamo un incidente: l’americano Jeffrey Mac Farlane ha disalberato all’alba in circostanze ancora non chiare. Lo skipper sta bene e aspetta i soccorsi, che in queste ore sono già in azione guidati dalla Direzione della Corsa. Sempre tra i proto buon recupero nella notte di Michele Zambelli che questa mattina si assesta in diciassettesima posizione. Tra i serie è sempre in testa Ian Lipinski, migliore italiano Alberto Bona ventiseiesimo.
http://www.minitransat.fr/cartographie

Ottima la posizione tattica di Pedote in avvicinamento alla Galizia
Ottima la posizione tattica di Pedote nella bolina in avvicinamento alla Galizia

La partenza determinata di Giancarlo Pedote con prysmian in questa Transat è una splendida notizia per la vela italiana. Il fiorentino, ben preparato con un approccio professionale alla disciplina della vela oceanica, si sta dimostrando in grado di lottare per il successo finale in questa super classica. Seguiamolo, insieme a tutti gli altri ragazzi italiani, perché la regata sarà avvincente.

Aggiornamento ore 21- Giancarlo Pedote e Prysmian sono in testa alla Transat 650 al rilevamento delle ore 20 di martedì sera. Il velista fiorentino, dopo il passaggio da Raz de Sein, sta tenendo una rotta più orientale e vicina all’avvicinamento a Finisterre dopo la traversata della Biscaglia. 1.164 miglia all’arrivo a Lanzarote. Segue Pedote Julien Pulve a 0,1 miglia. terzo Gahinet a 0,5 miglia. 25esimo Michele Zambelli su Fontanot.

Tra i serie conduce Ian Lipinski. Migliore italiano Alberto Bona su Onlinesim.it, 28esimo a 15,1 miglia.

Prysmian di Pedote alla partenza di questa mattina da Douarnenez. Foto Minitransat.fr
Prysmian di Pedote alla partenza di questa mattina da Douarnenez. Foto Minitransat.fr

Douarnenez, Francia- (Mauro Giuffrè) Partenza regolare per gli 84 skipper della Mini Transat 2013, che si stanno allontanando da Douarnenez sotto un nordovest intorno ai 20 nodi accompagnato da onda formata, residuo dell’ultima per tubazione. La prima leadership tra i Serie è di Charles Boulenger su Foksamouille, con Alberto Bona ottavo e gli altri italiani subito a battagliare nel gruppo.

La partenza di questa mattina
La partenza di questa mattina

Tra i proto guida Ludovic Mechin con il vecchio Paris-Texas, Zambelli undicesimo, Pedote ventiquattresimo. Molti skipper hanno optato per una partenza prudente date le condizioni ancora impegnative, per evitare problemi nelle prime ore di regata.

La partenza si è svolta regolarmente, con un vento da Sud-Ovest con raffiche fino a 30 nodi e onde di 1,5m. Giancarlo Pedote, sul suo proto Prysmian 747, ha tagliato insieme agli altri la linea di partenza seguendo da subito una traiettoria più vicina a costa.

Usciti dalla baia di Douarnenez, la meta è Lanzarote, dove gli 84 ministi in gara si fermeranno per ripartire verso Guadalupe presumibilmente tra il 9 e l’11 novembre.

Per raggiungere l’isola delle Canarie dovranno attraversare il golfo di Guascogna, dove la situazione meteo non dovrebbe creare problemi alla flotta, e passare poi per Capo Finisterre, dove invece la situazione è sempre più complessa anche per gli effetti della costa.
Sono attesi venti forti, soprattutto nella notte tra venerdì e sabato. Forse non sarà uno scenario proibitivo come quello che la flotta avrebbe dovuto affrontare partendo in uno degli ultimi 15 giorni, ma rimane comunque una situazione da sorvegliare.

Il direttore di corsa, Denis Hugues, sorveglia infatti attentamente la situazione tanto che nel briefing delle 19.00 di ieri ha ricordato ai ministi che il regolamento offre loro la possibilità di fermarsi durante la regata in un porto di loro scelta per massimo 48 ore.

Alcuni hanno ipotizzato la zona della Coruña (Galizia, Spagna) come possibile scalo volontario per chi, restando troppo indietro, potrebbe trovarsi in mezzo a condizioni meteo molto avverse, tanto che lo stesso direttore di regata ha annunciato che, nel caso la situazione dovesse diventare pericolosa, potrebbe decidere di far terminare la prima tappa della regata a Sada, nella Coruna.
http://www.minitransat.fr/cartographie

 

 

5 COMMENTS

  1. Credo che la decisione di sospendre la tappa sia stata buona gestione, cosi come rimandare la partenza della TJV.
    Si la minitransat non è più una regata romantica…perché i primi, arrivati senza particolari problemi, dimostrano poca considerazione per gli ultimi, che invece avrebbero avuto ben altra situazione.
    Tutti tranquilli, specialmente in italia, se son fiori fioriranno.

  2. bella intervista. Ma quel pippozzo iniziale di ben quattro paragrafi pieni di retorica, luoghi comuni, poesia spiccia e melensa, per non dire nulla o cose che già sappiamo (e che gli sponsor sanno, non dovete certo convincerli voi) era proprio necessario?

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