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Itajai, Brasile- (Mauro Giuffrè) Duello finale tra i due Class 40 italiani per l’arrivo a Itajai della Transat Jacques Vabre: alla fine la spunta Bet 1128 con Gaetano Mura e Sam Manuard, che ottiene la dodicesima posizione proprio davanti a Fantastica di Stefano Raspadori e Pietro D’Alì, chiudendo in 23d 10h 29min 48s. Rocambolesca la regata di Bet: prima il disalberamento in Biscaglia risolto miracolosamente quasi senza danni, poi l’incrocio pericoloso con un cargo prima dei dolldrum che costò il bompresso, successivamente riparato e vittima ancora di una nuova avaria. Una regata tutta in salita, che probabilmente poteva avere ben altro risultato se la fortuna avesse assistito un po’ di più i due skipper, ma la grande altura è questa e impone ritmi elevatissimi all’equipaggio e soprattutto alle barche. Il duo Mura-Manuard ha dimostrato grande tenacia, un elemento assolutamente a favore di questo equipaggio che è riuscito a portare la barca a Itajai nonostante tutto.

Gaetano Mura e Sam Manuard a Itajaì
Gaetano Mura e Sam Manuard a Itajaì

Gaetano Mura, skipper di BET1128: “Non avevamo  IL CODE5 e siamo andati meno veloci; ma non abbiamo mai smesso di lottare.  nonostante no n potevamo andare veloci come gli altri. Ma in ogni secondo, ogni minuto della regata abbiamo salvaguardato il morale, non ci siamo mai abbattuti nonostante a a  Cap Finisterre abbiamo subito un disalberamento che ci ha obbligato ad uno scalo tecnico. E anche malgrado aver rottoil bompresso e la perdita di una vela siamo andati sempre avanti. Fino alla fine. E alla fine siamo arrivati in Brasile”.

Prestazione diversa per Fantastica, che finisce in 23d 11h 43min 40s: la barca era tra le più nuove e il duo Raspadori – D’Alì prometteva di essere molto combattivo e competitivo. Qualcosa però non è andato per il verso giusto, soprattutto nella mancanza di tempo necessaria per la messa a punto soprattutto in bolina con aria leggera, anche se non dobbiamo dimenticare il livello altissimo nella flotta dei Class 40, con GDF Suez che ha imposto un ritmo forsennato alla regata.

Pietro D'Alì e Stefano Raspadori all'arrivo a Itajaì
Pietro D’Alì e Stefano Raspadori all’arrivo a Itajaì

Quel qualcosa che non è andato, va forse ricercato quindi proprio nella barca nuova: il progetto Verdier prometteva di essere innovativo e competitivo, ma il tempo per una corretta messa a punto della barca per D’Alì e Raspadori è stato come detto veramente poco, essendo stata varata in tarda primavera grazie al progetto guidato da Lanfranco Cirillo. A ciò si è aggiunto il problema alle stecche della randa, che ha costretto i due skipper allo stop alle Canarie, un evento che ha complicato la rincorsa di Fantastica.
http://tracking.transat-jacques-vabre.com/fr/

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