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Roma- Il nostro opinionista oceanico Marco Nannini approfondisce per FareVela il tema della navigazione invernale (articolo tratto da FareVela, novembre 2013):

Ci sono tanti modi di navigare, c’è chi ama le regate in boa e chi la grande altura, c’è chi non regata per niente e si gode la vita a bordo da crocierista. Le combinazioni si moltiplicano ulteriormente se aggiungiamo il fattore delle condizioni meteo “fuori stagione”. I fattori da prendere in considerazione al cambiare delle stagioni sono quelli relativi alla temperatura dell’aria e di conseguenza della temperatura dell’acqua, delle precipitazioni, dell’intensità media del vento e della probabilità di consizioni meteo avverse e di intense burrasche. Un punto di partenza per fare considerazioni sulle medie stagionali sono le “Pilot Charts” pubblicate sul sito della National Geospatial-Intelligence Agency (http://msi.nga.mil/NGAPortal/MSI.portal?_nfpb=true&_st=&_pageLabel=msi_portal_page_62&pubCode=0003 )

In Mediterraneo, si può navigare anche in invermo?

La pubblicazione 106 relativa al Nord Atlantico riporta un riquadro specifico per il Mediterraneo fornendo mappe relative all’intensità e direzione del vento prevalenti, temperatura dell’aria e del mare e altre informazioni climatiche per i dodici mesi dell’anno.

Pilot Chart del mese di luglio
Pilot Chart del mese di luglio

Osservando la carta relativa al mese di luglio è possibile notare subito che per i mari italiani le intensità medie del vento sono appena fra il forza 1 (vento fra 1 e 3 nodi) e il forza 3 (vento fra 7 e 10 nodi) e vengono addirittura registrati in media 16 giorni di bonaccia totale.

La percentuale media di navi che riporta venti di intensità pari o superiori al forza 8 nel mese di luglio è trascurabile per tutto il Mediterraneo, gli zero riportati in figura indicano che il numero di burrasche è talmente basso che non è statisticamente rilevante. Questo vale per la maggior parte del Nord Atlantico e anche per il temutissimo Golfo di Guascogna, non a caso scelsi proprio questo mese per fare il trasferimento della mia barca dall’Inghilterra all’Italia, quando si è in regata non c’è certo bisogno di andare a cercarseli i guai.

Giorni di burrasca in luglio
Percentuale di giorni di burrasca in luglio

Se prendiamo la stessa figura per il pieno inverno, nel mese di gennaio, il 10% delle navi in transito nel Golfo di Guascogna trova il mare in burrasca, nel Nord Atlantico questa cifra arriva ad oltre il 25% in alcune aree. Nel Mediterraneo la situazione è sicuramente più tranquilla, ma anche nei mari italiani tra il 2 e il 5% delle navi in transito registra venti di intensità pari o superiori al forza 8. In altre parole, se d’estate una sventolata è possibile ma rara, d’inverno è un’evenienza che dobbiamo mettere in conto.

Windfinder – Statistiche vento e temperature Elba
Windfinder – Statistiche vento e temperature Elba

Ogni medaglia ha due faccie. Se guardiamo i dati statistici relativi all’Isola d’Elba troviamo anche delle buone notizie, se nel mese di agosto la probabilità di trovare venti pari o superiori al forza 4 sono appena del 9% (un forza 4 corrisponde a 11-16 nodi di vento, ideali per una bella veleggiata), nei mesi fra ottobre e aprile questa probabilità è superiore al 25%. In zone notoriamente ventose come Capo Corso il vento medio di agosto è circa 11 nodi, nulla di troppo emozionante, ma in inverno la media si aggira intorno ai 16-19 nodi. Ricordiamoci che qui si parla di intensità di vento medio, queste statistiche sono garanzia di condizioni perlomeno interessanti nel fuori stagione.

Prendiamo in considerazione per un momento anche le temperature medie, per esempio in ottobre all’Elba si registrano ancora 17 gradi di media (inclusa la notte), tutt’altro che spiacevoli e anche i 13 gradi di media per novembre sono più che tollerabili.

Pilot Chart mese di Novembre
Pilot Chart mese di Novembre

Torniamo per esempio alle Pilot Chart, nel mese di ottobre e novembre i giorni di bonaccia sono circa 4 al mese e i venti sono in media fra forza 3 e forza 4, trattasi di medie, ma le premesse sono ottime se volte andare a vela invece di farvi la solita smotorata estiva. Certo le temperature sono in calo ma sicuramente fra ottobre e inizio novembre basterà una piacevole giornata di sole autunnale per regalarci una fantastica veleggiata. Sfortunatamente c’èuna nota negativa, nel clima Mediterraneo, i mesi fra ottobre e marzo sono sicuramente molto più piovosi e non c’è da stupirsi che i velisti della domenica preferiscano di gran lunga i mesi asciutti di giugno, luglio ed agosto.

Precipitazioni Mediterraneo

L’importanza del vestiario

Navigare in inverno può regalare dunque qualche emozione in più ma non dobbiamo sottovalutare il cambio di temperature e dovremo scegliere l’abbigliamento adatto. Partendo dalla temperatura dell’aria dovremo infatti togliere ancora parecchi gradi dovuti al cosidetto windchill, che ci fa percepire una temperatura piu’ bassa in caso di vento. Con temperatura dell’aria a 10 gradi una bolina in una ventina di nodi di vento si fa piuttosto tosta visto che la temperatura percepita è intorno allo zero.

Per restare caldi ci sono alcune regole fondamentali. La prima poteva dirvela anche vostra nonna, è quella di coprirsi bene e restare asciutti, c’è chi vi parlerà di abbigliamento a buccia di cipolla e altri trucchi ma anche in questo campo la tecnologia ha fatto progressi, esiste dell’ottimo abbigliamento tecnico che funziona alla grande anche nelle condizioni più estreme, il grosso problema è che costa un occhio della testa. Trovare abbigliamento impermeabile non è infatti il problema, per ripararsi dagli spruzzi e dalla pioggia basterebbe una qualsiasi cerata vecchio stile in tessuto gommato, e i pescatori infatti non vanno certo in giro con cerate che costano uno stipendio per volta, il problema sorge quando volete rimanere asciutti anche facendo sforzi fisici e sudando. La propria sudorazione è il nemico numero uno del velista nei mesi freddi, infatti se vi coprite a puntino ma poi sudate man mano aggiungerete umidità ai vostri indumenti rendendoli sempre più inefficaci nel proteggervi dal freddo.

Il windchill – temperatura percepita
Il windchill – temperatura percepita

Gli abiti tecnici per la vela sono infatti realizzati in Gore-Tex, un tessuto che blocca l’acqua dall’esterno ma permette al vapore acqueo generato dalla sudorazione di uscire… il restare asciutti diventa una questione abbastanza tecnica, bisogna allontanare il sudore dalla pelle il più rapidamente possibile, farlo evaporare e permettergli di fuoriuscire dalla cerata in Gore-Tex. Solitamente si fa riferiemento a un sistema a tre strati, uno a contatto sulla pelle, uno che ci isoli termicamente, uno che ci protegga dall’acqua esterna.

3layer-system

Vi sono cerate di molte marche in giro, ma quando parliamo di grande altura ci sono pochi prodotti all’altezza di proteggerci dagli elementi in condizioni estreme. Il sistema a tre strati che ho indossato durante il giro del mondo ha funzionato egregiamente. Indossavo un base layer composto da calzamaglia in polyestere (ora sono passato ad una in lana merinos che non puzza come il sintetico), calzettoni tecnici tipo quelli da sci, un pile (facoltativo a seconda della temperatura), il mid-layer tecnico, ovvero un completo salopette e giacca foderati internamente di pile ed esternamente da un leggero Gore-Tex, poi la cerata vera e propria, anch’essa in Gore-Tex che indossavo sopra tutto. Gli stivali erano in neoprene gommato, di una nota marca francese. Il modello più evoluto ha una ghetta che si mette sopra cerata per evitare che lavorando a prua con mare formato l’acqua riesca a farsi strada verso l’interno degli stivali.

I guanti termici in gomma da pescatore sono gli unici che vi proteggono dal freddo in inverno, io personalmente non uso guanti da velista, che anzi trovo fastidiosi specie quando bagnati, preferisco lavorare a mani nude o se devo timonare a lungo proteggermi dal freddo con guanti impermeabili.

Marco Nannini a bordo del suo Class 40 con tempo cattivo. In pozzetto lo strato esterno ci ripara dagli elementi
Marco Nannini a bordo del suo Class 40 con tempo cattivo. In pozzetto lo strato esterno ci ripara dagli elementi

Vestirsi adeguatamente e restare asciutti in un ambiente ostile come quello della barca a vela non è sempre semplicissimo, se non avete vestiti tecnici ricordate alcuni punti fondamentali, evitate il cotone a tutti i costi e usate solo materiali sintetici come il pile o tutt’al più la lana, che può tenervi caldo anche da umida. Se vi sentite umidi per via del sudore non avrete altra scelta che cambiarvi e fare attenzione agli sbalzi di calore e gli sforzi improvvisi che vi fanno sudare.

Il rischio ipotermia

A tutti noi sarà capitato di vedere un velista senza giubbetto di salvataggio e senza cintura al lavoro a prua o all’albero in inverno e con tempo cattivo. Occorre a questo proposito fare un’ulteriore considerazione legata alle temperature invernali. Col freddo c’è infatti un altro buon motivo per fare il possibile per rimanere a bordo, il rischio di ipotermia in caso di uomo a mare.

Curva con i tempi di sopravvivenza in mare in base alla temperatura
Curva con i tempi di sopravvivenza in mare in base alla temperatura

Premesso che bisogna prevenire a tutti i costi una situazione di uomo a mare, spero che il grafico qui sopra vi dia uno spunto in più per pensare alla vostra sicurezza e ad abituarvi a legarvi quando siete in barca. Una persona che cada in acqua a 5 gradi centigradi ha pochi minuti di autonomia prima di essere totalmente indebolito al punto da essere incapace anche solo di collaborare con un soccorritore ed è improbabile che sopravviva oltre le due ore in acqua (ma spesso si perde conoscenza e si affoga prima). Per fortuna le nostre acque non sono mai cosi fredde e le cose migliorano all’alzarsi della temperatura dell’acqua. Tecnicamente non possiamo neanche parlare di rischio ipotermia in estate, visto che un uomo a mare dovrà preoccuparsi più dell’annegamento per affaticamento che dell’ipotermia stessa, ma in inverno, anche in Mediterraneo quando l’acqua scende intorno ai 15 gradi una persona perderebbe rapidamente le proprie energie rischiando di annegare se non stava indossando un giubbotto e rimanendo in acqua per più di un ora e mezza o due potrebbe già incappare in problemi medici.

Grafico della temperatura dell'acqua in Mediterraneo nel 2012/2013
Grafico della temperatura dell’acqua in Mediterraneo nel 2012/2013

La preparazione della barca

Abbiamo dunque parlato di come prepararci alla navigazione invernale, d’inverno è ancora più importante che abbiate una barca ben preparata per le condizioni che andrete ad affrontare. Troppo spesso vedo barche che sono state chiaramente studiate solo per quei due mesi di alta stagione, luglio e agosto, con vele adatte a quel fatidico range 0-10 nodi ma assolutamente inadatte alla navigazione in venti sostenuti. Già in 20-25 nodi di vento reali la bolina si trasforma quasi in una lotta per la sopravvivenza con improbabili genoa spanciati sul rolla fiocco ridotti a fazzoletti senza forma e rande in laminato leggerissimo magari con solo una o due mani di terzaroli.

Se volete navigare tutto l’anno dovete attrezzare adeguatamente la vostra barca per non essere costretti a nascondervi subito al bar al primo sbuffo di vento, ma siccome il vento forte può capitare tutto l’anno questo non dovrebbe far parte di un argomento specifico per l’inverno.

Le considerazioni da fare sono semplici ma cruciali, dovete essere in grado di ridurre l’invelatura in maniera sicura, dal pozzetto e in maniera efficiente, dovete avere una vela di prua che vi consenta di navigare (e non di sopravvivere) con vento sostenuto. E difficile fare considerazioni generiche visto che tanto dipende dall’armo e dimensioni della vostra barca, le vele avvolgibili possono mantenere una certa efficienza solo se parzialmente avvolte, dovrete avere il modo di issare una vela da lavoro per venti sostenuti come una trinca per esempio armata su uno stralletto interno da tenere ingarrocciata e legata sul ponte per le navigazioni con probabilità di venti sostenuti.

La randa dovrà avere la possibilità di essere facilmente ridotta fino a consentirvi di affrontare venti sostenuti in sicurezza, spesso la colpa non è vostra ma dei costruttori e cantieri che sfornano bellissimi camper galleggianti assolutamente inadatti alla navigazione, ma questo è un argomento che meriterebbe un discorso a parte. Per ora spero di vedervi in mare anche nei prossimi mesi, spero che non fuggiate tutti sulle piste da sci…” (Marco Nannini)

Per consultare il calendario di attività invernali della Scuola di Vela d’Altura aperta da Marco Nannini a Marina del Fezzano (La Spezia) visita il sito: www.marconannini.it

 

 

1 COMMENT

  1. Naturalmente tutto sta nella giusta logica. Tutto ciò di cui si parla in questo articolo è assolutamente e rigorosamente preciso. Grazie.

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