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Isola del Giglio, ore 20:20- Tra pochi minuti, esattamente due anni fa, la Costa Concordia naufragava al Giglio per una scellerata manovra del suo comandante Francesco Schettino. Era il 13 gennaio 2012, ore 21:45 e 02 secondi, quando la Costa Concordia, nave da crociera di 295 metri di lunghezza per 35 di larghezza, 8,5 di pescaggio e 114.500 tonnellate, impattava con la fiancata sinistra contro la notissima Secca delle Scole poco a sud di Giglio Porto. In un’ora lo scarroccio fino all’incaglio a Punta Gabbianara (grazie al Grecalino di quella notte, che evitò una tragedia immane, visto che la nave si sarebbe rovesciata in alti fondali). A questo link la ricostruzione di quelle drammatiche ore che Farevelanet fece a partire dal 14 gennaio 2012. 32 persone, tra le 4.234 presenti a bordo, persero comunque la vita.

Dopo due anni il relitto è ancora lì, anche se è stato raddrizzato lo scorso 16 settembre con un’imponente e mai tentata prima impresa ingegneristica. A Grosseto è in corso il Processo contro Schettino. Oggi una delegazione dei naufraghi è sfilata fino al Teatro Moderno dove si sta svolgendo il Processo, con i giudici che hanno accordato un minuto di silenzio in memoria delle vittime. Schettino, però, non c’era e l’udienza non si è svolta, perché in concomitanza con lo sciopero odierno degli avvocati. Si riprenderà il 27 gennaio prossimo. Ha preferito non farsi vedere e limitarsi a frasi di circostanza.

I lavori sul relitto raddrizzato della Costa Concordia. Foto GiglioNews
I lavori sul relitto raddrizzato della Costa Concordia. Foto GiglioNews

Avevamo scritto a suo tempo che la Magistratura avrebbe dovuto fare il suo corso e che questa testata non si sarebbe intromessa in faccende che esulavamo dal territorio di nostra competenza, ovvero la navigazione e le regole della stessa. Ciò per restare ai fatti, ovvero quelli già accertati oltre ogni ragionevole dubbio dalle perizie e che confermano come una nave di quelle dimensioni sia stata letteralmente portata da chi ne aveva il comando su una Secca nota e ben segnalata nelle carte dell’Isola del Giglio. Un’enorme negligenza, che ha addirittura creato neologismi (“non fare lo Schettino”, “Schettinata”…) e che ha avuto una visibilità planetaria. Non c’è stato luogo, fuori d’Italia, in cui non ci sia stata posta la domanda, ah… l’Isola del Giglio… “quella di Schettino e della Concordia”.

La situazione attuale

Ebbene, com’è la situazione a due anni di distanza da quella tragedia? Il relitto, come confermato nella conferenza stampa dello scorso 10 gennaio dovrebbe essere rimosso nel mese di giugno 2014. “Ad oggi “, ha detto Commissario per l’emergenza Franco Gabrielli, “confermiamo che la tempistica per la rimozione della nave sarà quella del mese di giugno, mentre la scelta finale sul porto dove verrà smaltita la Costa Concordia sarà fatta entro marzo”. Ovvero due anni e mezzo dopo il naufragio.

Per il porto dove sarà trainato il relitto, una volta tornato alla galleggiabilità, Piombino, il più vicino al Giglio, punta forte alla commessa per lo smaltimento e ha dato il via ai lavori di adeguamento del fondali del bacino. Tra i porti italiani sono interessati anche Genova, Palermo e Civitavecchia. Ma ve ne sono altri otto all’estero che parteciperanno alla gara internazionale.

Le relazioni settimanali sono pubblicate dal sito GiglioNews, che dall’inizio ha seguito con attenzione ed efficacia la vicenda.

L'immagine da AIS dell'impatto della Costa Concordia alle Scole, ore 21:45:02 del 13 gennaio 2012. Courtesy
L’immagine da AIS dell’impatto della Costa Concordia alle Scole, ore 21:45:02 del 13 gennaio 2012. Courtesy QPS

Per il processo, Schettino e i suoi legali puntano ad addossare la colpa agli ufficiali della Costa Concordia di guardia prima dell’arrivo dell’ex comandante in plancia. Gli ufficiali riversano le responsabilità sullo Schettino. Un tutti contro tutti, insomma, con non poche note gossippare a margine e conseguenze mediatiche, come nelle migliori tradizioni italiane. Ora, per quanto ci riguarda, attendiamo con fiducia la sentenza del Tribunale, nella consapevolezza che l’enormità di quanto è successo possa avere solo una spiegazione per chi si occupa di cose di mare. Ovvero quella nave lì, a 295 metri dalla costa del Giglio e ad appena un’ottantina dallo scoglio maggiore delle Scole, su un fondale minore o simile al suo pescaggio, non ci sarebbe mai dovuta passare. E di questo, da Codice della Navigazione, il suo comandante è responsabile (confronta Codice della Navigazione, capo IV, art. 292 e seguenti, “Il comandante è responsabile della rotta seguita dalla nave”).

1 COMMENT

  1. tUTTO GIUSTO, MA NON BISOGNA DIMENTICARE LE DEFICIENZE COSTRUTTIVE DELLA NAVE!
    AL MINIMO DANNO è RIMASTA SENZA ENERGIA (POMPE, SCIALUPPE, ASCENSORI ETC…) E QUINDI A CARICO DI COSTA.

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