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Fiumicino- Lo scorso 15 dicembre 2013 Report, la trasmissione d’inchiesta giornalistica curata da Milena Gabanelli in onda su Rai Tre, ha dedicato un servizio alla costruzione della futura nave scuola della Guardia Costiera. Nello specifico si tratta del Comet 85 commissionato alla Comar e in avanzatissima fase di realizzazione. Nel farlo, però, ha proposto l’ormai nota equazione vela=evasione fiscale, aumentata dal noto asso di denari “spreco di risorse pubbliche”. In più, il concetto di “nave-scuola”, che da sempre fa parte delle marinerie internazionali, non è stato minimamente analizzato. Ora, in caso di media generalisti, è facile ricevere consenso usando tali categorie. Nostro compito, invece, è quello di indagare. E lo abbiamo fatto.

Un frame del servizio che Report ha dedicato alla costruzione della nave scuola della Guardia Costiera
Un frame del servizio che Report ha dedicato alla costruzione della nave scuola della Guardia Costiera

I fatti

Il cantiere Comar, con sede a Fiumicino, si era aggiudicato nel 2009 il bando europeo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della CE S119 in data 25 giugno 2009, grazie al progetto del noto Studio Vallicelli, che, peraltro, aveva già firmato nel 1994 il progetto della nave scuola Orsa Maggiore della Marina Militare.

Abbiamo sentito poi Flavia Proietti, titolare della Comar, lo stesso studio di progettazione Vallicelli e l’ufficio stampa della Guardia Costiera. I militari, però, hanno preferito non rilasciare alcun commento ufficiale contando su quanto già dichiarato al giornalista di Report. Ci siamo chiesti se i disegni fornitici dalla Comar rispondessero a una definizione di “Nave Scuola”.

Come si può notare osservando il piano degli interni del nuovo Comet 85, il maxi non ha nulla a che vedere con i progetti di barche a vela destinate al diporto. A bordo, infatti, dovranno essere alloggiati i diciotto membri dell’equipaggio nelle sette cabine. Così, dove generalmente è prevista un’armatoriale dai generosi volumi, troviamo invece un’ampia cabina di prua con letti a castello da destinare agli allievi in addestramento. Altre due cabine, a sinistra e a dritta, svolgono la medesima funzione seppur con dimensioni più contenute. La zona a poppa del quadrato è dedicata ai membri fissi dell’equipaggio: di fronte alla cucina la cabina sarà destinata ai sottoufficiali mentre le due poppiere ospiteranno gli ufficiali.

Il layout degli interni mostra chiaramente l'impostazione del Comet 85 destinato alla formazione dei giovani allievi della Guardia Costiera
Il layout degli interni mostra chiaramente l’impostazione del Comet 85 destinato alla formazione dei giovani allievi della Guardia Costiera

A dividere le due zone notte vi è un quadrato “open space”. La murata di sinistra è occupata interamente dal carteggio, che permette di avere in contemporanea quattro postazioni di lavoro: una per le comunicazioni, due per la navigazione e una per il controllo. A dritta è pensato un grande tavolo ideale sia per le riunioni sia per il consumo dei pasti.

“Quando siamo stati chiamati dalla Comar per presentare il progetto di una nave scuola per la Guardia Costiera”, spiega Alessandro Nazareth, socio dello studio Vallicelli, “abbiamo subito pensato all’Orsa Maggiore e alle soluzioni progettuali che abbiamo adottato in quella occasione. D’altronde i motivi che hanno spinto i due Corpi a richiedere una nave scuola sono i medesimi: formare gli allievi, addestrarli a gestire le situazioni, anche di emergenza, che si possono incontrare andando per mare, navigare in ogni condizione meteo marina”.

Il Comet 85 in cantiere. Le linee sportive e la carena performante fanno pensare a uso anche in regata, sempre a scopo formativo
Il Comet 85 in cantiere. Le linee sportive e la carena performante fanno pensare a uso anche in regata, sempre a scopo formativo

Non tradisce invece lo spirito corsaiolo e sportivo dei Comet il layout degli esterni: linee filanti, carena potente, ampio pozzetto a doppia timoneria dove tutto l’equipaggio può manovrare comodamente, trasto con scotta di randa alla tedesca, piano velico generoso e chiglia molto profonda per aumentare il momento raddrizzante. Lo scafo è costruito con la tecnica dell’infusione sottovuoto e presenta rinforzi in carbonio unidirezionale per mantenere il dislocamento contenuto ed evitare le torsioni. Tutti accorgimenti progettuali che fanno pensare a un futuro utilizzo della barca anche in regata. Il budget della Guardia Costiera ci è stato confermato da fonti dirette sui tre milioni di euro.

“Quando abbiamo progettato il Comet 85, di cui la Comar ha anche voluto una versione per il diporto”, continua Nazareth, “ne abbiamo immaginato un uso in regata. Non vedo nulla di male nel fatto che il maxi partecipi a eventi di livello internazionale, come transatlantiche o transpacifiche: è proprio durante le regate lunghe che gli uomini vengono meglio addestrati: imparano a fare squadra, a saper affrontare le condizioni più impegnative e dure a cui l’Oceano li sottopone, a manovrare e lavorare in sinergia e affiatamento”.

Intervistato dal giornalista di Report, il Comandante Filippo Marini aveva spiegato come mai la Guardia Costiera avesse deciso di dotarsi di una nave scuola: “Siamo fortemente convinti che la tradizionale barca a vela sia quel tipo di navigazione che può, più di ogni altra, incrementare l’arte marinaresca del nostro personale”. Secondo quanto abbiamo raccolto, la barca sarà utilizzata per crociere itineranti di addestramento, principalmente in Mediterraneo.

Nostro commento
Questi i fatti accertati. Ora, una nave scuola ha senso per un’istituzione operativa come la Guardia Costiera? Tutti noi velisti, che sul mare abbiamo visto operare spesso la Guardia Costiera italiana, corpo che ci pare ancora sano ed efficiente in un’Italia altrimenti spesso sul punto di “affogare”, crediamo che una barca scuola, in generale, sia non solo utile, ma anche auspicabile. Altro discorso è l’opportunità o meno di investire tali risorse in un momento così delicato. Quegli allievi che poi si ritroveranno a operare in salvataggi in mare, gestione di migranti o sicurezza dei diportisti, ricevono addestramento di livello su una barca appositamente pensata allo scopo. E, in questo senso, la vela continua a svolgere un ruolo fondamentale. In un momento in cui l’arte della navigazione, soprattutto nel diporto, poggia sempre più sulla tecnologia, la perizia marinaresca e la capacità di andar per mare ricorrendo ai più tradizionali sistemi di navigazione diventano allora una priorità e una necessità. E a ciò, come confermato dalle nostre fonti, il corpo armato sente di non poter rinunciare.

Date queste premesse, non dovrebbe stupire quindi l’intenzione della Guardia Costiera di dotarsi di una nave scuola per la formazione del futuro personale operativo. E, a differenza di quanto sostenuto da Report, ovvero che “la Guardia Costiera italiana potrebbe essere la prima guardacoste al mondo a costruire appositamente per i propri equipaggi una barca a vela”, la Guardia Costiera italiana si andrebbe ad aggiungere alle decine di marinerie che, da decenni, già sfruttano le capacità e le nozioni richieste nella gestione di una barca o nave a vela per l’addestramento del proprio personale. Oltre alla Marina Militare italiana, che dispone di un’ampia flotta sia per crociere addestrative (Vespucci, Palinuro, Orsa Maggiore, Stella Polare, Gemini… solo per citarne alcune), vi sono moltissimi altri esempi, a cominciare dalla Tall Ship Eagle della US Coast Guard.

La Tall Ship che la US Coast Guard utilizza per formare il personale nelle funzioni di pattugliamento della costa, salvataggio in mare e assistenza ai diportisti
La Tall Ship Eagle della US Coast Guard

48 COMMENTS

  1. E’ certamente auspicabile che l’addestramento marinaresco del personale della Guardia Costiera possa includere periodi di imbarco su una sua nave scuola a vela e, essendo la regata d’alto mare estremamente motivante per l’equipaggio, è anche giusto che, senza le esagerazioni che contraddistinguono le più spinte odierne imbarcazioni da regata, talvolta causa di inaccettabili decadimenti della sicurezza della navigazione, possa essere anche in grado di partecipare a regate d’alto mare, meglio se oceaniche. Le numerose navi a scuola a vela della Marina Militare hanno ampiamente dimostrato che sono ancora oggi il mezzo addestrativo più efficace per la formazione marinaresca e del carattere dei futuri Ufficiali e Sottufficiali.

    • Gent.mo Comandante Basile, visto il momento storico, non crede che una scelta più di basso profilo fosse da privileggiare? un VOR 70 usato…ad esempio…

      • Un VOR70 usato costa molto di più in termini di acquisto, manutenzione, riadattamento alle necessità di una nave scuola, e successivi costi.

        Una barca ex novo, invece, risulta più economica.

        E tre milioni per un 85 non sono niente, soprattutto se fatto così bene.

    • l’inchiesta giornalistica soprattutto se pubblica deve diffondere informazioni giuste è non di parte come in questo caso contro i militari e gli sprechi che oggi vanno tanto di moda ma solo a “parole”. Tutte le marinerie del Mondo con una tradizione professionale seria utilizzano per la formazione degli allievi unità a vela. Questo vale sia per la marina militare che per la mercantile per formare i futuri Comandanti a governare un mezzo. Purtroppo oggi le risorse sono esigue è pochi istituti nautici possono ancora permettere una barca a vela per la formazione pratica.

  2. Ho una certa esperienza di navi scuola, avendo comandato il Corsaro II, la Stella Polare e l’Amerigo Vespucci per concordare pienamente con il giudizio di Farevela, ma vorrei aggiungere che, oltre al migliore addestramento marinaresco che una nave a vela, specialmente se di piccole dimensioni, può offrire, c’è anche una componente più importante: la formazione ed il consolidamento del carattere, che ho avuto modo di constatare in tutti i giovani che avevano avuto quell’esperienza.

  3. Non v’è dubbio che per un completo addestramento marinaresco gli “allievi” dell’Accademia Navale e delle varie scuole della Marina debbano passare anche per la navigazione a vela. Ma questa nave è destinata ad essi o al personale operativo della Guardia Costiera? Perchè nella seconda ipotesi, non è coerente continuare un addestramento rivolto a chi, già operativo, dovrebbe già essere formato e ampiamente preparato.

  4. questo è il secondo servizio che la Gabbanelli produce sulla nautica, il primo era sulla tassa di stazionamento,… stesso taglio da incompetente sull’argomento e “veterocomunista” – vedi il manifesto elettorale “che anche i ricchi piangano” del defunto Rifondazione Comunista. Sicuramente non “all’altezza” di una brava e capace giornalista quale è ma fatto slo per fare audience. E’ scontato che una nave scuola per la CP è fondamentale.

  5. Buongiorno,
    scusate se dico una banalità, ma la guardia costiera non fa parte della Marina Militare? allora mi chiedo perchè non utilizzare il parco barche citato nell’articolo ed in particolare, ad esempio la cosiddetta nave scuola Orsa Maggiore? Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.
    Cordialmente,
    Daniele del longhi

    • Ciao Daniele, osservazione interessante. Inviatiamo, magari, l’ammiraglio Iannucci e il comandante Basile a dire la loro opinione.

      • Premetto che sono velista, e regatante, e per di più opero nel settore delle vendite, quindi di parte…ma sono anche onesto e non mi piacciono ipocrisia e falsità. Quindi non prendiamoci in giro! Che alla Guardia Costiera faccia piacere avere un’imbarcazione da regata è comprensibile e che ogni corpo abbia la sua squadra agonistica pure (ricordo che c’è anche un altro Comet 45 S, non costato poco neppure quello, che corre per l’Aeronautica Militare). Il ritorno d’immagine per le Forze Armate credo che lo si debba cercare più con le operazioni sul campo che con i cotillons degli eventi sportivi e, francamente, non credo che altre imbarcazioni possano procurare più lustro delle giustamente famose navi scuola citate, orgoglio non solo della MM, ma di ogni italiano nel mondo. Che la vita in barca sviluppi lo spirito di squadra e tempri alle asperità della vita non v’è dubbio; ma questo può essere utile nel team building con i “cittadini borghesi” che fanno tutt’altro nella vita, mentre credo che debba essere di default per qualsiasi militare. Anche se è vero che il progetto della barca in questione sia partito molti anni prima dell’esplosione della crisi (se si è trascinato fino ad oggi non è per colpa del cantiere costruttore) è anche vero che la barca sia sfrontatamente un po’ “oltre” i limiti del buon senso (qualità non in dotazione a chi indossa una divisa, come mi disse una volta un ufficiale)…e qualche cuccetta al posto della cabina armatoriale non attenuano il senso di spreco. Come giustamente osserva il sig. Daniele sarebbe stato possibile ottenere un buon mezzo di prestigio e performante andando a cercare nell’enorme parco usati incrementato dalla crisi, che vede anche barche blasonate e di grande prestigio languire sugli invasi a prezzi ridicoli. Per concludere non credo che il perfezionamento della vela possa essere di utilità pratica a chi deve operare con mezzi a propulsione artificiale…o forse è in programma l’inseguimento degli scafisti con barche a vela? Buonvento a tutti.

        • Grazie del contributo Max, per dovere di informazione specifichiamo che la Guardia Costiera ci ha dichiarato che non sono previste regate con la nuova barca, ma solo campagne di addestramento itineranti.

          Un saluto

          • PAPA FRANCESCO DOCET. Grazie dell’informazione, ma la tua precisazione sulle dichiarazioni d’intenti della GC non fa che acuire il senso di presa in giro. Il progetto è evidentemente nato con ben altre velleità, che la crisi attuale e le critiche dei “buonsensati” hanno reso non più realizzabile perchè impopolare e perchè fuori budget (non può di certo, una barca così, permettersi di arrivare millesima in regata e per restare ai vertici sappiamo quali siano i costi). E’ chiaro che “illo tempore” qualcuno ha avuto gli occhi più larghi della pancia. E la precisazione sul non impiego competitivo rende doppiamente beffardo il progetto nella scusante della veleggiata didattica: se uno compra una Ferrari e poi cerca di defilarsi affermando che non supererà i 100 km/h e la userà solo per far pratica di guida al figlio, ribadisco che mi sento un po’ preso in giro… Perchè per quelle finalità va bene anche una Panda. Buonvento.

          • Quanto affermato dalla Guardia Costiera è corretto dato che la tipologia costruttiva della barca non è paragonabile o simile a quella delle barche da regata che sono interamente stratificate con pelli preimpregnate e carbonio, non ci sono chiglie basculanti o dagger board e quant’altro è oggi necessario per competere ad armi pari con gli altri concorrenti.

  6. Rispondendo a Daniele de Longhi, il parco barche della Marina Militare è appena sufficiente per l’addestramento del suo personale. La Guardia Costiera ha una doppia dipendenza (MM e Ministero Trasporti) ed il suo bilancio è tenuto dal Ministero dei Trasporti. Perciò l’addestramento del personale della Guardia Costiera, anche per l’abilitazione al comando del suo personale, se eseguita sulle navi della MM costa notevolmente alla Guardia Costiera. Con la nave scuola per la Guardia Costiera questa potrà così rendersi indipendente dalla MM, risparmiando anche notevolmente sul costo dell’addestramento.

  7. Rispondendo a Raffaele Ronchini, personalmente posso anche essere d’accordo sul fatto che il “momento storico” del Bel Paese non è certo il migliore per varare una nuova imbarcazione di cui bene o male fin’ora si è fatto a meno. Evidentemente a conti fatti la Guardia Costiera ha ritenuto che questo costo poteva essere affrontato senza gravare eccessivamente sul suo bilancio, anche in vista del risparmio sui costi dell’addestramento sui mezzi della MM.

    • Il dibattito è interessante, e Giancarlo Basile ha già fornito alcune risposte, alle quali mi associo.

  8. Sembra che tutti quelli che scrivono condividendo un’operazione che altro non è che uno scandaloso spreco di denaro pubblico facciano finta di non sapere che ci sono centinaia di imbarcazioni a vela messe sotto sequestro dall’autorità giudiziaria per i più svariati motivi in giro per i porti ed i cantieri italiani che vengono messe all’asta e non si vendono e che spesso alla fine devono essere smaltite a spese dello stato. Solo nel porto di Cagliari ci sono almeno due imbarcazioni a vela sotto sequestro di dimensioni paragonabili a quella dell’articolo che si possono tranquillamente utilizzare per l’addestramento in quanto già acquisite al patrimonio dello stato, una finirà per affondare nella darsena della Guardia Costiera
    Cerchiamo di non prenderci in giro

  9. Il commento di Max Buonvento è senza dubbio il piu equilibrato.
    Con rispetto per tutti e tutte le parti in gioco, ha saputo rilevare l’esagerazione del progetto. L’inutilità di fronte alle alternative di tantissimi mezzi usati ed economicissimi giacenti in cantieri di tutta italia.
    Insomma, un progetto non solo “tirato ed estremo”, ma in perfetto stile italiano, con dietro tantissime “buone ragioni” inventabili a giustificare l’iniziativa.
    Tutto cio non giustifica di certo la strumentalizzazione fatta da Report. Ma sono due argomenti distinti e separati.
    E delle ragioni di fondo il servizio della Gabanelli le conteneva.

  10. Caro Roberto Dessy, gli scandalosi sprechi di denaro pubblico sappiamo bene essere ben altri di questi tristi tempi. Le barche usate da adibire a navi scuola, come è accaduto per alcune che a suo tempo vennero regalate alla MM, hanno bisogno di essere completamente ristrutturate per essere impiegate come navi scuola, cosa parecchio costosa e risultanti comunque sempre inferiori a quelle espressamente disegnate allo scopo. A me non sembrano soldi sprecati quelli per elevare il livello professionale dei marinai della GC che potranno fermarmi per mare.

  11. A prosecuzione del mio ultimo intervento, teniamo ben presenti i tanti salvataggi effettuati ai diportisti dai marinai della GC, anche per questo motivo è importante che siano veri Marinai.

  12. Ho letto con attenzione gli interventi precedenti.
    Sono un operatore del settore e sicuramente di parte come lo è, del resto, il giornalista. Ritengo che prima di parlare di sprechi di denaro pubblico vadano analizzati i costi e la loro congruità anche in rapporto al periodo in cui sono stati deliberati. Ora, un bando europeo, pubblicato nella Gazzetta nel giugno del 2009 nasce ovviamente da molto più lontano, sicuramente ben prima della crisi. Certamente ben prima delle difficoltà nelle quali si trova oggi il cantiere, come tutto il comparto della nautica italiana, maliziosamente sottolineate dal giornalista in caccia di scoop. La scelta fatta dalla Guardia Costiera va pertanto analizzata nell’ ottica e nel periodo in cui è stata operata.
    Inoltre iI costo di tre milioni di Euro, in quel momento storico, era assolutamente congruo per uno scafo di oltre 82′ interamente “one-off” ,in tutti i suoi singoli componenti, progettato e realizzato appositamente per un singolo committente. Pertanto sicuramente non si deve parlare di spreco nel senso di un pagamento abnorme rispetto al bene come avviene di norma per tutte le spese pubbliche.
    Oggi, con il senno del poi, tutto sembra assurdo ed inopportuno, ma perché non pensare che questo denaro ha sostenuto tramite il cantiere settanta famiglie di operai e di tutto l’ indotto che ha ruotato attorno a questo progetto, i loro consumi ed il gettito fiscale che ne è derivato? In un momento storico nel quale la nautica è stata massacrata (-92%) per pura demagogia dalle scelte miopi di una politica assurda, in cui c’è bisogno di sostenere i consumi, in cui si spostano le fabbriche all’ estero, il vero spreco è quello delle scelte di una classe politica miope ed avulsa dalla realtà. Mi auguro che ci siano dieci, cento mille di operazioni come questa purché le cifre siano congrue!

    • Max Buonvento for President ! e quello che più mi dispiace è di non poter concordare con quanto scritto da Giancarlo Basile per cui ho grande stima. Barche adatte od adattabili in giro ce n’ è una grande quantità, l’ allestimento poteva essere fatto in una struttura militare, impiegando personale militare che avrebbe anche imparato a fare queste cose.
      Anche considerando che l’ operazione è stata avviata in altro momento storico si configura tutto come uno spreco enorme, un’ operazione sbagliata sotto tutti i punti di vista.
      Resta il fatto che di addestramento, per chi opera sui mezzi militari, c’ è davvero un grande bisogno, mica hanno tutti il passato di Basile, magari !

    • Orazio,a parte il fatto che sei un pò di parte, un comune mortale prima di avrere un prestito deve vedere i sorci verdi, a volte gira con le pezze al culo pur di vedere coronato il sogno di una vita e rischia di suo all’inizio e poi deve fare i salti mortali per sotenere il sogno che viene fiscalizzato di continuo.Ora non pensi che quel comune mortale dovrebbe avere gli stessi diritti dellla GC? Entrambi danno lavoro agli operai dei cantieri.

      • Scusami ma non ho mai detto che il privato non debba essere sostenuto ed incentivato nei suoi consumi. Ho solo fatto sentire un’ altra voce a sostegno di un’ operazione nata parecchio tempo fa e criticata alla luce di ciò che accade adesso.

  13. E sarebbe questo lo spreco di denaro pubblico?ma per favore…c’è ben altro di cui la Gabbianelli dovrebbe occuparsi ma i suoi sponsor si offenderebbero.

  14. non dimentichiamo che oggi gli ufficiali della GC provengono dall’Accademia e non più solo a nomina diretta e quindi l’addestramento è sicuramente più settoriale e quindi a parere mio tutto quello che riguarda il miglioramento della formazione è il benvenuto anzi mi auguro che anche per i Sottufficiali della GC come lo ero io migliori la formazione anche nelle loro scuole come lo era alcuni anni fa ed oggi per mancanza di fondi è purtroppo in calo

  15. Solo oggi ho avuto modo di leggere i vs commenti e solo ora mi sono deciso a rispondere a Voi tutti; competenti sicuramente sia di mare che di tecnica ma certamente nessuno di Voi ha mai vissuto 40 anni, come i miei, di questo corpo, appendice mai sazia e mai certa, della mamma Marina. Tutti possiamo essere concordi sulle necessità addestrative degli uomini del mare ma prima dobbiamo in modo dettagliato ed informato capire dove gli stessi ruotano e lavorano, per chi e per come, la logica del loro impiego e delle loro stessa esistenza; le norme e la regolamantazione di un corpo che in realtà è l’esatto contarrio di un corpo privo di encefalo e con membra assemblate per altri. Informatevi prima di fare certe afferamazioni; non sò quanto poteva costare costruire un piccolo ospedale o chissà casa altro di utile ma certo 3 mln di euro per una barca a vela e per un corpo che solo nel suo nucleo assorbe più di 700 anime in divisa di cui una buona quota signori con le bitte ma sa senza i soldati tutti pronti agli estremi sacrifici per un avanzamento bè mi sembra uno schiaffo alla povertà.

  16. E’ vero che la barca in oggetto non ha le specifiche costruttive finalizzate alle regate professionali dei campionati estremi, ma è anche vero che non è una barca da passeggio e le barche di serie del cantiere in questione, nella felice versione Sport, sono molto prestazionali ed hanno sempre ben figurato su tutti i campi di regata, anche in versione standard e in mano a comuni mortali. Dunque non mi meraviglierei di vedere questa “gran turismo” tra gli iscritti di una Middle Sea Race, una Giraglia o una Barcolana. Detto questo concordo pienamente col fatto che non bisogna mai dimenticare che ci sono tante famiglie di lavoratori dietro a queste opere: tecnici specializzati ed artigiani da proteggere e conservare, più un indotto che coinvolge tante categorie. Ma avrei preferito che il committente fosse un magnate americano e che un Corpo dello Stato (anche senza la crisi) avesse dato un segnale di sobrietà ed oculatezza andando a cercare una bel racer oceanico di seconda mano. Oppure che, invece di addurre le solite giustificazioni irritanti, si fosse risposto con fiera schiettezza:”Beh, ci siamo voluti fare la barca “sborona” (benchè congrua nei costi)”. Concordo pienamente su fatto che una politica ipocrita, ottusa e miope abbia portato alla castrazione della nautica da diporto, mortificando il diporto e il piacere di andar per mare ed auspico non già che si facciano mille progetti come questo (augurio più provocatorio che realistico), ma che si possano ricreare le condizioni che permettano a mille signor Rossi di tornare a desiderare di andar per mare (a vela come a motore) con la propria imbarcazione, senza doversi vergognare, senza essere vessati ingiustamente e senza dover vendere l’anima…alle banche, e che si costruiscano mille 38 piedi che possano dare da mangiare non a 70, ma a 700 famiglie. Buonvento

    • Adesso si che siamo d’ accordo! Il mio intento e la mia provocazione erano solo per mettere in luce alcune peculiarità del progetto sgombrando il campo da tutte le critiche legate alla non congruità del prezzo o alla errata connotazione di barca da regata. Che sia una barca bella e brillante sarà motivo di orgoglio della Guardia Costiera e della nostra cantieristica che spero possano essere degnamente rappresentate in quante più manifestazioni possibili. Ovviamente non potevo e non dovevo entrare nel merito di decisioni prese tanti anni fa. Max Buonvento sa perfettamente che anch’io sono per i mille Sig. Rossi!

  17. ….peccato che la guardia costiera lamenta di non avere più fondi e spesso di non poter fare uscire le motovedette perchè spesso senza carburante…. fa le sanzioni più assurde per fare cassa… chissà se il fisco andrà a controllare i conti della guardia costiera…. Di buono ci sarà che la guardia costiera imparerà ad andare per mare….

    Meditate gente, meditate….

    • ho letto i vostri commenti è condivido l’idea che era uno spreco evitabile, è anche vero che da lavoro a parecchia gente. Non posso commentare l’effettiva necessità di una barca del genere, ma da velista posso capire quanto sia inutile questa barca. In parole povere se avessi avuto tremilioni da spendere per un prog. del genere non averi fatto un 85′ per 18 pax ma allo stesso costo potevano realizzare ben 6 barche da 50′ con cui addestrare minimo 60 pax …. questo è uno spreco di risorse…. trovo anche molto utile fare regate per migliorare le capacità dell’equipaggio, con sei barche uguali avrebbero potuto fare molto di più, sono ben sei comandanti messi alla prova… che dire si potevano sprecare meglio i nostri soldi . Una domanda, ma a che serve il ponte in teak?? un saluto a tutti in particolare ad orazio che conosco come persona molto competente nel settore e mio rivale in regata 😉

      • ..ma é lampante il ponte in teak serve ad addestrare gli allievi a lucidarlo.
        Ricordo che tempo fa la marina militare inglese metteva in vendita 5 HR31 usati per scopi addestrativi, oggettivamente mi sembra che la GC non abbia brillato per senso della misura.

  18. Non s’erano mai visti tanti commenti su un argomento proposto da farevelanews. E’ un fatto sicuramente positivo, la gente si sta svegliando, c’è da sperare che qualcosa possa cominciare a cambiare in meglio!

  19. Se si dovesse seguire in tutto la regola del risparmio, anche le fontane, i monumenti, gli armamenti ecc. sono tutti sprechi su cose superflue. Ma in questo modo si fermano di lavorare tutti! Benissimo, allora dobbiamo fare tutti il pensionato o il politico; e poi chi laora per pagarci la pensione e lo stipendio?? Mandiamo invece per mare i giovani a fare esperienza !

    • caro elio il tuo è un ragionamento bocconiano , ma che nel 2013 non funziona più… per risollevare l’economia è assolutamente necessario ridurre le tasse e per riuscirci devono abbattere i costi inutili… onestamente un ” maxy di lusso” non serve a nulla

  20. Cari tutti vi ringrazio per i commenti quasi sempre illuminanti… personalmente penso anche io che:
    1) la necessità di addestrare i membri del Corpo con barche a vela sia imprescindibile;
    2) si potevano fare più barche più piccole o riadattare un usato, mantenendo quindi valido l’argomento economico dalla parte dei cantieri e dell’indotto;
    3) con buona pace della Gabanelli (che adoro) regatare è molto utile in senso formativo per un corpo militare (che non adoro ma è necessario, sopratutto CP) e comunque in generale le regate fanno “girare l’economia”;
    4) detto tutto ciò, qualcuno ha pensato di girare i commenti alla redazione di Report? loro di solito sono molto recettivi.
    Grazie a tutti e buon vento

    Luca Arnuzzo

    • Resto molto perplesso dal commento del Sig. Luca; pur non “adorando” il corpo militare cp ritiene che sia formativo e quindi necessario l’acquisto di un tale exstralusso; ma il Sig. Luca conosce il corpo cp; ritengo molto ma molto poco; comunque bontà suo e del rispettabilissimo commento; personalmente se non conosco non commento e se conosco e bene dico quello che penso. Cordialmente

  21. Ho preso la patente nautica vela e motore oltre le 12 miglia 2 anni fa presso la capitaneria di porto di Fiumicino. Quando feci l’esame pratico oltre a me, al mio istruttore, ad un ufficiale della capitaneria sali’ a bordo un “esperto velico”. Durante la parte dell’esame a vela (virate, abbattute, andature e recupero di uomo a mare) l’ufficiale non disse nulla e il giudizio fu totalmente demandato all’esperto velico. Deduco quindi che il personale della capitaneria di porto non abbia competenze nel campo della vela. Ben venga allora l’addestramento con la nave scuola ed il conseguente risparmio da parte della collettività dei gettoni presenza e rimborso spese dati a tutti gli esperti velici di cui ogni capitaneria di porto si avvale.

    • Scusami, Luciano, per buona creanza dico “non ci siamo spiegati”, ma solo per buona creanza !
      Il punto non è se l’ addestramento ad andare per mare serva ad uomini che debbano andare per mare, il punto è se per fare questo genere di addestramento sia necessario spendere quelle cifre lì ed avvalersi di un mezzo supertecnologico come quello lì, con tutte le buone barche che in questo momento giacciono abbandonate sui piazzali dei cantieri e che con quattro soldi, utilizzando personale militare e attrezzature militari, si potrebbero convenientemente allestire facendo anche fare pratica di manutenzione !
      Tutto qui, e questo discorso era valido anche quando la decisione è stata presa, altrochè se era valido !!!

    • Caro Luciano, la collettività risparmia già sui gettoni di presenza dato che gli esperti velici, come me, lo fanno gratis!

  22. Ma acquisire le barche a vela confiscate dallo Stato? come recentemente ha fatto la GdF con una barca a vela utilizzata per trasporto stupefacenti? Costo= Zero!

  23. Gentile Redazione:
    “Questi i fatti”… ma anche non solo.

    Questo il bando di gara:
    http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/10/29/T-08BFC967/s5

    …e queste le caratteristiche della barca:
    http://www.comaryachts.it/Card.aspx?BoatId=22&Modo=S

    Poi dici le combinazioni…
    Un amico commentava la straordinarietà che il bando di gara… specificasse un dislocamento…37000 kg! (5% di tolleranza).
    Essere -eventualmente- capaci di farla più leggera non sarebbe stato apprezzato.
    Singolare. Meravigliosamente singolare.

    Ironicamente tutto ciò ben prima di entrare nel merito circa l’opportunità di una nave scuola e di quale tipo.

  24. La GC ha speso 3 milioni di euro per una barca scuola, bene! Mi risulta pero’ che gia’ da tempo le ci sono piu’ di 30 motovedette ferme in manutenzione in tutta Italia, che non vengono riparate per mancanza di fondi per l’ acquisto di costosi ricambi. Anche l’approvigionamento di carburante e’ diventato problematico sempre per penuria di soldi. Al Porto di Roma, le motovedette escono per il pattugliamento ordinario molto meno frequentemente. Ho avuto modo di notarlo dal momento che la mia barca e’ ormeggiata difronte al molo della GC.

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