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Roma- All is lost, un gran bel film con un Robert Redford magistrale. Lo abbiamo visto in anteprima ieri sera alla proiezione organizzata a Roma dalla Xister, l’agenzia che cura la comunicazione on line della casa di distribuzione cinematografica Universal Pictures International, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela.

Un titolo che prosegue la storia d’amore fra la vela e le grandi produzioni cinematografiche. Dopo il successo di pubblico per “In solitario”, il film sul Vendée Globe diretto da Christophe Offenstein e con uno strepitoso Francois Cluzet, a partire dal prossimo 6 febbraio il pubblico italiano e il popolo dei velisti potrà assistere alla brillante e convincente interpretazione di Robert Redford, protagonista assoluto di “All is Lost-Tutto è perduto” (Universal Pictures). Un omaggio commovente, viscerale e potente a favore dell’ingegnosità e dello spirito di sopravvivenza.

Una scena del film "All is lost" con Robert Redford. sarà nelle sale italiane dal 6 febbraio 2014
Una scena del film “All is lost” con Robert Redford. Sarà nelle sale italiane dal 6 febbraio 2014

Scritto e diretto da J.C. Chandor (già nominato agli Oscar per “Margin Call”), il film ha riscosso apprezzamenti sia allo scorso Festival di Cannes, dove è stato presentato per la prima volta, sia ai Golden Globe, aggiudicandosi la statuetta per la migliore colonna sonora originale. Affidata al compositore Alex Ebert (“Edward Sharpe & The Magnetic Zeros”), le musiche di All is Lost hanno buone chance di bissare anche nella notte magica degli Accademy Awards.

Ma a far storcere il naso a non pochi esperti e critici cinematografici d’Oltreoceano ci ha pensato la giuria degli Accademy, candidando il film di Chandor a un solo (“misero”) premio. Perché l’interpretazione del settantasettenne di Santa Monica avrebbe meritato ben altro.

Perso in mezzo all’Oceano Indiano, Robert Redford è un viaggiatore solitario e senza identità. Una scelta registica voluta per ridurre le distanze fra il protagonista e lo spettatore, allineandone i piani emozionali ed empatici.

La trama

Una mattina, mentre riposa nella sua cabina armatoriale a prua, il protagonista/Robert Redford si accorge che il suo yacht di 14 metri, il Virginia Jean, inizia a imbarcare acqua dopo aver urtato contro un container che galleggiava in alto mare. Con il navigatore e la radio fuori uso, l’uomo si ritrova poi addosso una violenta tempesta, che da inizio a una serie di vicissitudini che ci tengono incollati allo schermo.

La forza e la suggestione sprigionate da All is lost sono tutte racchiuse nella magistrale interpretazione di Robert Redford, unico personaggio di questo thriller. Qui la suspense non scaturisce da scene adrenaliniche (alcune sembrano abbastanza inverosimili), quanto dai risvolti psicologici e dal dramma interiore smossi dal susseguirsi della trama. Tanto che sullo spettatore grava continuamente la domanda per certi versi scontata ma che, allo stesso tempo, non ha una semplice risposta: al suo posto cosa avrei fatto? Come avrei reagito?

magistrale l'interpretazione di Robert redford, protagonista assoluto del film di Chandor
Magistrale l’interpretazione di Robert redford, protagonista assoluto del film di Chandor

Il film, che ci ha impressionato per la bellezza della fotografia e l’attenta regia di Chandor, particolarmente sensibile ai primi piani del volto di Robert Redford e ai particolari tanto del suo corpo, dei suoi movimenti e degli oggetti (proprio come insegnano i maestri di questo genere, fra tutti Dario Argento e Mario Bava), più che sulla vela è incentrato sulla vita nella zattera. Qui il tempo sembra diluito all’infinito, scandito dalla violenza o dallo sciabordio dell’elemento fluido, la tenacia e l’istinto sono le uniche chiavi per la propria sopravvivenza, l’ingegno e la laboriosità, unite a un’accorta manualità, aiutano ad alimentare la speranza.

Non ci sono dialoghi, il protagonista non ha un passato né una storia da raccontare alle spalle. È un uomo qualsiasi, un navigatore oceanico come ce se sono tanti che ogni giorno solcano le acque degli oceani. Tutto è fatto di gesti, espressioni, movimenti, gestualità.

In questo l’interpretazione di Robert Redford appare convincente, raggiungendo il culmine in alcune scene davvero riuscite.

Il trailer

Nonostante qualche piccola imprecisione tecnica, come abbiamo già scritto per il film francese, non c’è dubbio che il film possa avvicinare il pubblico generalista alla vela e al mare. Lo avrete già capito, lo raccomandiamo per una serata interessante al cinema.

www.universalpictures.it

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