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Rio de Janeiro, Brasile- Se la Star si avvicina al suo reintegro olimpico, come undicesima medaglia a Rio 2016, lo dovrà a Dilma Roussef, Presidente del Brasile, che ha fatto nelle scorse settimane forti pressioni sul Comitato Olimpico Internazionale, ricevendo anche l’appoggio dell’ISAF presieduta da Carlo Croce, che ha già richiesto al CIO l’inclusione di un’undicesima medaglia per la Star. Secondo quanto ci risulta, una decisione definitiva sarà presa in una riunione del Comitato Esecutivo del CIO che si terrà il 2 febbraio durante gli ormai prossimi Giochi Olimpici Invernali di Sochi.

Scheidt-Prada in regata a Weymouth 2012. Non sarà questa l'ultima Olimpiade della Star? Foto Borlenghi
Scheidt-Prada in regata a Weymouth 2012. Non sarà questa l’ultima Olimpiade della Star? Foto Borlenghi

Il Brasile spinge molto per la Star data la sua lunga tradizione di medaglie in questa disciplina, che va da Alan Adler a Torben Grael e Robert Scheidt. Lo stesso Scheidt, che al momento ha ripreso a regatare in Laser vincendo tra l’altro l’ultimo Mondiale disputato in Oman, potrebbe scegliere di tornare alla Star per i Giochi di Rio.

La classe Star internazionale, grazie al finanziatore svizzero che ha dato vita alla Star Sailors League, è riuscita comunque a mantenere, almeno per gli eventi di punta, un livello tecnicamente alto. Non è chiaro, al di là delle Olimpiadi di Rio, come invece la Star potrebbe essere reinserita nel circuito preolimpico dell’ISAF Sailing World Cup e dei Mondiali ISAF di Santander in programma il prossimo settembre. Per la più longeva delle classi i prossimi giorni saranno quindi decisivi.

14 COMMENTS

  1. E poi, saranno contenti gli attuali membri delle squadre olimpiche se dovessero trovarsi a dividere con un´altra classe i (pochi) soldi che gli sono giá stati assegnati.

  2. @Michele, certo, ma il fatto stesso che la Star sia riuscita a muovere il presidente del Brasile (che spero abbia cose piú importanti a cui pensare) la dice lunga sulla sportivitá con cui questi signori accettano le decisioni ISAF.

  3. La solita storia di soldi e zero etica, una classe dove non navigano che vecchi, costosissima e inutile che torna solo per politica nel senso piu becero del termine, come se il presidente del Brasile non avesse cose piu importanti da fare. Il CIO dopo Rogge torna a essere poco trasparente se la logica sportiva non segue lo sport ma le telefonate dei presidenti di paesi che piu che emergenti chiamerei bananieri. Credo che la Roussef neanche sappia cosa sia la Star… magari potrebbe conoscere il brodo…star…. Odiosa dinamica, perche nessuno al mondo si beve l’arrogante panzana che i migliori velisti navighino in star. Quando la realtà è che ci navigano atleti finiti, con unica eccezione di Robert Scheidt, che non ha bisogno della Star per mostrare il suo valore. Che dire del kitesurf? che non riesono ad arrivare al presidente, che magari come nel caso del brodo star, potrebbe pensare che il kitesurf sia un dentifricio… ma opportunamente istruito dal c….ne, oggi si dice lobbyista, potente di turno, potrebbe anche fare una telefonatina al CIO. La miseria etica dell’uomo non ha eguali.

    • Secondo voi è un caso che la Star e il Finn siano due barche complementari con velisti sia nazionali che internazionali che passano da una all’altra classe tipo Freddy loof,Ian Percy,Xavier Rohart,Bruno Parada,e in Italia Enrico Passoni,Silvio Santoni,Paolo Semeraro …. se volete posso continuare.
      Secondo voi allora anche il Finn sarebbe da eliminare ? La verità invece è che sono entrambi barche per UOMINI e per velisti al top, oltre che di grandi tradizioni .Comunque W la Star e se qualcuno rosica pazienza esistono le farmacie e il malox lo danno anche senza prescrizione medica.Saluti Renato

  4. Cari Lamberto e Gian Piero,
    è certo che non avete mai navigato con una star, altrimenti non direste le cose che dite.
    Secondo voi è una barca che sopravvive da più di 100 anni (mentre altre classi nascono e muoiono) solo per l’attività di lobby ?
    La verità è che è l’essenza della vela ! E che (sigh) ultimamente si è confuso la vela con la velocità (e in questo senso hanno dato una grossa mano anche i catamarani di Coppa America)… La star, è vero, è lenta… ma di bolina non esiste scuola di tattica migliore ! Se si è esterni ad un salto di vento (ossia non si prende uno scarso e si vira, prima degli altri) si prendono i kilometri ! E questa è la vela ! Con buona pace del kitesurf !
    E solo il motivo di cui sopra basterebbe a dire che è tutto fuor che inutile !
    Poi, per quanto riguarda l’osservazione che sia costosissima, basta dire che Mark Reynolds ha vinto l’oro a Barcellona nel ’92 e a Sydney nel 2000 (8 anni dopo !!!!) con la stessa barca !!!!
    Provate a chiedere a qualcuno che va in 49er o il 470 quante barche si è costretti a cambiare in 8 anni di campagne olimpiche al top !!! La verità è che la barca magari costa anche 35.000 euro (ma si trovano usati supercompetitivi a meno della metà) ma poi le spese relative all’imbarcazione sono finite !!
    Per quanto riguarda poi il fatto che “ci navigano vecchi” … vorrei semplicemente far notare che questi “vecchi” sono l’olimpo della vela e sono gente tipo Torben Grael, Paul Cayard, John Kostecky, Freddy Loof, Robert Scheidt… e potrei continuare…. e proprio grazie al fatto che il fattore tattico e le regolazioni sono una parte fondamentale, questi immensi monumenti della vela continuano a confrontarsi in maniera competitiva.
    Sarebbe (passatemi il paragone un po’ forzato) come se si riuscisse, nel calcio, a far ancora spazio a gente alla Maradona, in competizioni aperte e non impossibili dal punto di vista fisico, come è il calcio moderno.
    Io , con tutto il rispetto per i ragazzi che sudano nelle classi olimpiche, credo che una competizione olimpica aperta anche a tutti questi campioni (che hanno ovviamente un’attenzione mediatica superiore) farebbe bene a tutto il movimento della vela, che, persa la Coppa America per i motivi che sappiamo, ha bisogno di immagine forte e che possa giungere anche al pubblico generalista.
    Poi, aggiungo infine, che, secondo me, con gli strumenti informatici oggi a disposizione, una regata di star (proprio per la sua apparente lentezza ma per la ricchezza di spunti tattici) è (al pari delle regate dei monoscafi classe coppa america) un prodotto che può essere anche molto televisivo ! (quest’ultima.. opinione personale)
    Fatevi prestare una star e andate a tirare due bordi ! Capirete che forse la cavolata è stata toglierla dall’olimpiade, non rimettercela !
    Buon Vento
    Paolo Masserdotti

  5. Già in occasione del quadriennio se non ricordo male di Sidney 2000, dopo essere stata estromessa dalle Olimpiadi, la Classe Internazionale Star mostrò il suo peso politico rientrando, con un inciucio, nel panorama olimpico come 11° Classe. Senza ombra di dubbio i modi di agire della Classe Internazionale Star sono poco eleganti e sfociano nell’arroganza di chi non accetta le selezioni delle Classi Olimpiche da parte dell’ISAF. Tutto questo a prescindere dal fatto che è una gran barca, storica e con un fascino tutto suo. Ma non è l’unica (anzi….). E’ però l’unica Classe che se esce dalla porta di Olimpia, vuole rientrarvi dalla finestra. E questo modo di agire è inaccettabile. Soprattutto da chi dovrebbe seguire dei canoni di correttezza e sportività.

    Saluti
    Marco

    • Ricordi male, Marco…
      La Star fu estromessa nel ’76 a Montreal a favore del Tempest (che oggi è praticamente sparito dalla scena velica mondiale).
      Rientrò nel 1980 a Mosca (a proposito… un gentile pensiero in questi giorni al grandissimo Valentin) e fu proprio nelle olimpiadi seguenti che con inciuci si tentò di rimetterla out (adducendo la scusa dei costi superiori alle altre classi).
      In quel periodo la classe star era rappresentata da Riccardo Simoneschi che – semplicemente e senza inciuci – dimostrò che la questione dei costi non era assolutamente vera e che a consuntivo (come già detto in altro post) la gestione della barca risultava più economica di altre classi olimpiche (Soling e 470 in particolare).
      Anche a te formulo un grande invito a fare due bordi con una stella, certo che cambierai idea.
      BV
      Paolo

      • Per dovere di cronaca la tempistica segnalata da Marco Radman è corretta, la Star fu estromessa dopo Savannah 1996 e rientrò come undicesima medaglia a Sydney 2000, grazie anche all’intensa azione del presidente ISCYRA Riccardo Simoneschi. Dopo la mancata partecipazione nel 1976, la Star è stata presente ai Giochi nel 1980, 1984, 1988, 1992, 1996, 2000, 2004, 2008 e 2012. Vedremo il 2 febbraio cosa deciderà il CIO.

  6. Caro Marco penso che non si possano dare giudizi di antisportività agli staristi,e neanche agli amici brasiliani , del resto loro sono la nazione ospitane dei giochi 2016 ed hanno grandi campioni in casa quindi è ovvio che spingono la classe.
    E’ come se all’era di Alberto Tomba avessero tolto lo slalom speciale dalle discipline olimpiche con un’olimpiade in Italia cosa avremmo fatto noi ?
    Ciao Renato

  7. Si la star è una barca vecchia, va a vela e non a motore.
    Anche tra le barche a vela non è tra le più nuove, però è una barca che merita lo status olimpico e poi se la federazione volesse rinnovare la vela dovrebbe rivedere tutte le classi olimpiche, nessuna esclusa e rivedere tutte le classi.
    Il 470 è sicuramente più antiquata, il Finn anche se rinnovato e reso super atletico è uno scafo che mostra la sua età, per cui dico, o si rivedono tutte le classi olimpiche o altrimenti la Star merita il suo posto nell’olimpo della vela.
    Ultima considerazione, Rio 2016 si svolgerà d’inverno probabilmente con poco vento, forse la star sarà la classe più spettacolare.

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