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Città del Messico, Messico- Dopo una visita inaspettata degli agenti del fisco, mandati dal governo messicano in alcuni marina, sono stati sequestrati diverse imbarcazioni perché, secondo quanto riferito dalla stampa locale, la documentazione esibita dagli armatori “non era in ordine o completa”. La maggior parte di loro sono pensionati di nazionalità americana e canadese, ormai bloccati da più di un mese in Messico senza la possibilità di lasciare il Paese o, cosa ancor peggiore, di sapere come mettersi in regola con l’amministrazione. “Un errore procedurale” è stato spiegato dalle autorità locali, ma dopo tutto questo tempo non sono stati ancora rimossi i sigilli alle imbarcazioni.

All’autorevole giornale on-line Sail-World uno degli armatori coinvolti nel maxi sequestro, Richard Spindler, ha raccontato come “alcuni funzionari di varie agenzie per il turismo si fossero messi in contatto con la società governativa Agace, rea di aver creato il casino burocratico, confidando di risolvere il caso entro Natale”. Ormai è febbraio e la situazione è ancora in stallo.

A seguito dei controlli del Fisco messicano su oltre 1.600 barche, ben 338 sono state poste sotto sequestro perché non in possesso del Permesso Temporaneo di Passaggio
A seguito dei controlli del Fisco messicano su oltre 1.600 barche, ben 338 sono state poste sotto sequestro perché non in possesso del Permesso Temporaneo di Passaggio

Tutto nasce lo scorso novembre, quando i Dipartimento del Tesoro messicano ordina l’ispezione di oltre 1.600 imbarcazioni. Di queste ben 338 vengono sequestrate perché non in possesso del  “Permesso Temporaneo di Passaggio” del costo di 70 dollari. Il Dipartimento si è dato ora quattro mesi di tempo per decidere se rilasciare le carte necessarie alla permanenza in Messico oppure venderli all’asta.

Secondo alcuni analisti la mossa del governo farebbe parte delle nuove strategie del Presidente Enrique Pena Nieto, spinto ad accrescere il flusso di denaro nelle casse dello Stato. Come? Alzando notevolmente le tasse in uno dei Paesi industrializzati con la più alta percentuale di evasione fiscale e imponendo permessi e altra documentazione agli armatori stranieri con l’obiettivo di strizzare il loro portafoglio e minare il turismo. Quel settore da dove il Messico trae la maggior parte dei profitti e che in passato ha fortemente promosso.

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