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Santa Marinella- Lo scorso week end il porto di Santa Marinella ha ospitato un Clinic di Team Racing per affinare le complessità del regolamento e delle strategie che caratterizzano la specialità del 2K Team Racing. La due giorni è stata organizzata da Filippo Maria Molinari, presidente della Associazione Internazionale 2k Team Racing (www.2kteamracing.com) in collaborazione con Cristiana Monina, responsabile del neo team del Circolo Canottieri Aniene – Sez. Vela Altura, e con Paolo Brinati, segretario dell’ Associazione Nazionale Classe Este 24 , coordinata dai massimi esperti europei di 2k: Bruce Hebbert e Luigi Bertini coadiuvati dai campioni europei in carica Tom Hebbert e Sam Littlejohn. Presente anche il Rome Racing Team, timonieri Saverio Ramirez ed Edoardo Mancinelli Scotti.

Filippo Molinari a bordo di uno dei team partecipanti al clinic. Foto Cutini Costa
Filippo Molinari a bordo di uno dei team partecipanti al clinic. Foto Cutini Costa

Anche la partecipazione dei Team dello Yacht Club Costa Smeralda che ha patrocinato questa iniziativa, rafforzata dalla presenza del suo direttore sportivo Edoardo Recchi, e del segretario generale Jan Pachner, ha contribuito a dare ufficialità e ad accendere i riflettori su questa interessante disciplina che si pratica oramai da anni nelle acque inglesi e americane.

La due giorni è iniziata sabato mattina con il primo incontro alla quale hanno partecipato una cinquantina di atleti, appassionati velisti e più titolati timonieri come Antonio Sodo Migliori, Alberto Signorini, Cristiana Monina, Edoardo Mancinelli Scotti e altri che non hanno voluto mancare a questo evento, nato per diffondere questa disciplina molto spettacolare e complicata anche per i più esperti, i meccanismi che si creano all’interno delle due squadre in gara fanno capire che non conta esser veloci e arrivare primi, ma conta “piazzarsi” nei primi tre per i due equipaggi che formano un’unica entità, uno spirito di squadra elevato alla massima potenza. Vedere in aula campioni e velisti che hanno nel loro palmares diversi titoli mondiali, la dice lunga sul significato delle regate di TR.

Cristiana Monina
Cristiana Monina

Dopo il benvenuto da parte degli organizzatori e le 4 ore di aula, dove oltre alle regole di regata, le sue applicazioni e alcuni consigli per affrontare questa doppia battaglia tra le boe poste molto vicine tra loro, sono stati rappresentati alla lavagna i casi specifici e le molteplici strategie, che in alcuni casi “stridono” con quelle di una regata di flotta , dove invece conta arrivare davanti ed essere sempre più veloci dell’avversario. Le coperture per rallentare chi sta dietro, aiutando a “risalire” l’altra metà della compagine, il vero gioco di squadra mette in evidenza quanto sia importante la sintonia tra il gruppo, la rapidità nelle scelte e il contatto diretto con l’avversario, le “sportellate” sono all’ordine del giorno, cuore, polso e cervello, un mix perfetto per una regata sempre adrenalinica e ricca di colpi di scena. I match sono quasi sempre aperti fino alla linea d’arrivo e i ribaltamenti della leadership sono il pane quotidiano per i 2K Team Racer.

Il supporto di Bruce Hebbert e Luigi Bertini in aula con lezioni di teoria animate dall’interesse dei presenti, i consigli dei campioni europei in carica Tom Hebbert e Sam Littlejohn sono stati fondamentali, il ripetere in mare più e più volte le manovre e le strategie che vengono a crearsi durante una regata di Team Racing, hanno permesso ai team di crescere molto in questa due giorni, la pioggia battente non ha fermato lo spirito da clinic-college che ha contagiato i partecipanti. Allenamenti e ripetizioni di schemi di attacco e difesa delle posizioni si sono così visti incrociare le prue dei team non curanti della pioggia che ha cominciato a scendere nella seconda mattinata della domenica.
Ma le condizioni “bagnate” fanno parte del campo di regata, si sentiva sussurrare dall’esperto inglese, abituato a climi nordici ben diversi.

Un momento del Clinic
Un momento del Clinic

Filippo Molinari, Presidente 2k International Team Racing Association: “Un grazie sentito a tutti i partecipanti ma soprattutto ai nostri coach che hanno trasmesso i meccanismi di questa disciplina con serietà e professionalità.Peccato il tempo, ma la perfetta organizzazione in loco da parte della Associazione Este24 ci ha permesso comunque di andare in acqua sia sabato che domenica per mettere in pratica la teoria appena appresa. Ho percepito da parte di tutti i partecipanti e da molti rappresentanti di prestigiosi Club Italiani che sono passati a trovarci in questi giorni , un enorme interesse in questo nuovo format: una vela a basso costo, per tutti: sia uomini che donne, adrenalinica e divertente. Che cosa chiedere di più? “

Alessandro Rinaldi – Presidente della Classe Este24 e responsabile della Sezione Vela Altura dell’Aniene: “Quando Filippo M. Molinari ci ha raccontato dell’esperienza di questa disciplina ci siamo subito entusiasmati perché abbiamo colto il lato agonistico e sportivo di questa specialità. Anche se siamo all’inizio della formazione del Team ed agli albori del gioco del team racing, vogliamo impegnarci per entrare in gara in qualche competizioni nazionale ed internazionale per condividere con altri Clubs l’esperienza del duello in acqua, con il tuo compagno da salvare o essere a tua volta salvato in un gioco infinito fino all’ultimo metro d’acqua disponibile prima dell’arrivo. Stiamo così preparando un team insieme a Cristiana Monina e Paolo Brinati e a breve cercheremo di presentare un programma di allenamenti e incontri, magari chiedendo ai Circoli italiani coinvolti di organizzare dei match di training in prossimità degli eventi internazionali”.

Tra gli organizzatori Cristiana Monina, velista professionista, fondatrice e a capo della Nautical Events Development, che, nel suo commento post evento, si focalizza sul duplice aspetto corporate e sportivo della disciplina: “Il clinic 2K Team Racing è stato una tappa importante verso l’obiettivo di formare nuovi equipaggi per la creazione di un circuito italiano. I massimi esperti nel 2K Team Racing presenti ci hanno trasferito nozioni tecniche e prospettato un quadro delle casistiche che possono venire a crearsi in mare. Per i nuovi team è stato interessante capire il funzionamento di questo gioco. Dal punto di vista professionale, occupandomi dell’organizzazione di eventi sportivi per le aziende a scopo di Team Building e Incentive, ritengo sia funzionale applicare questa disciplina a un discorso corporate perché adatta a favorire la sintonia tra i compagni di squadra a bordo e il team mate, fondamentale per stimolare ed incentivare il lavoro di squadra. Il 2K Team Racing è quindi un format che stiamo lanciando anche nei nostri eventi aziendali”.

La Classe Este 24, tornerà in acqua a Santa Marinella, domenica 9 febbraio per la penultima tappa del Campionato Invernale. Il 2K Team Racing si sposterà a Gran Canaria dal 21 al 23 febbraio.

 

FareVela ha preso parte all’evento e questo è il resoconto del nostro inviato a Santa Marinella Federico Maselli:

Lo scorso weekend abbiamo preso parte al Clinic sul team Racing grazie all’invito di Filippo Molinari, presidente in pectore dell’associazione internazionale 2K Team Racing, e Cristiana Monina, responsabile del neo team del Circolo Canottieri Aniene – Sez. Vela Altura. Abbiamo avuto così la possibilità di conoscere da vicino la nuova disciplina approfondendo da una parte “le regole del gioco” e dall’altra sperimentando a bordo cosa realmente significhi regatare con questa nuova formula. L’evento di Santa Marinella è stato solamente il primo di una serie di appuntamenti che porteranno l’associazione internazionale a farsi conoscere dal pubblico di velisti italiani nei prossimi mesi, a cominciare da quello di Anzio previsto per fine maggio.

Sono stati due giorni impegnativi ma divertenti durante i quali noi, insieme ad altri cinquanta partecipanti, siamo stati coinvolti sia a terra (con lezioni in aula sulle principali regole del gioco e relative simulazioni alla lavagna) sia in mare. Professori d’eccezione sono stati Bruce Hebbert e Luigi Bertini, entrambi umpire di fama internazionale e forti sostenitori del nuovo format. Infatti, come ci ha confessato lo stesso Bertini quando eravamo con lui in gommone a seguire un volo, “il Team racing è più affascinante del Match Race e delle regate di flotta perché è come una partita a scacchi: ci vuole strategia, strategia e strategia. Non conta la velocità, ma l’affiatamento con l’altro equipaggio, saper interpretare al volo le situazioni che ti si presentano e avere subito la soluzione”. Un gioco sottile in cui il tattico riveste un ruolo fondamentale perché deve saper leggere la situazione, prendendosi su di sé la responsabilità non solo del suo equipaggio, ma anche dell’altro team.

Un'altra fase del Clinic di Santa Marinella. Foto Cutini Costa
Un’altra fase del Clinic di Santa Marinella. Foto Cutini Costa

In questo format, in definitiva, non conta la velocità, l’essere primi come nel Match Race (dove ogni volo si decide all’80% in partenza) o nelle regate di flotta. Perché ogni barca dovrà sempre tenere sott’occhio quello che fa la compagna e, se in difficoltà, aiutarla a uscire dalla situazione delicata in cui è incappata. Perché a perdere è tutto il team quando una delle due barche della stessa squadra arriva ultima. E così non mancano i colpi di scena, come abbiamo avuto modo di sperimentare in prima persona.

Ultimo giro. Alla boa di bolina la nostra barca con Tom Hebbert alla tattica e Antonio Sodo al timone è terza. Dietro di noi l’equipaggio del Cus Roma Vela con cui stiamo regatando insieme. Con questa combinazione (terzo e quarto posto) siamo perdenti. Poi Tom Hebbert decide di dar vita a strambate e contro strambate per acquisire il diritto di rotta sul diretto avversario (in seconda posizione) togliendogli il vento e chiudendogli l’entrata sulla linea di arrivo. Con la consapevolezza di aver ottenuto il controllo sull’avversario (impossibilitato nelle manovre), Tom grida subito al timoniere del Cus di fare velocità e tagliare la linea di arrivo. Quando lo skipper della prima barca si accorge di quanto sta avvenendo (ecco, questo è una regola d’oro del Team Racing: non perdere mai di vista il compagno di squadra e per questo in genere si incarica specificatamente un membro dell’equipaggio) ormai è troppo tardi: stava tagliando la linea di arrivo e quindi era fuorigioco, non poteva più intervenire e venire in soccorso del compagno. A questo punto, con il Cus in salvo oltre la linea di arrivo, strambiamo velocemente e andiamo a tagliare anche noi il traguardo.

In questa disciplina, come abbiamo avuto modo di sperimentare, sono altre le doti richieste all’equipaggio e allo skipper. Come ci ha spiegato lo stesso Molinari, “per vincere non bisogna essere necessariamente campioni olimpici ma saper giocare di squadra, essere affiatati ed essere allenati a risolvere le situazioni, capovolgendo anche i pronostici più negativi”. E, sulla nostra pelle, divertendoci anche noi a giocare con i diversi team nati in occasione del Clinic, ci siamo resi conto delle finalità didattiche di questa disciplina. (Federico Maselli)

Una delle lezioni teoriche al Clinic. Nel 2K Team Race si applica continuamente il regolamento
Una delle lezioni teoriche al Clinic. Nel 2K Team Race si applica continuamente il regolamento

Sull’esperienza del 2K Team Race ospitiamo anche il contributo di Saverio Ramirez, uno dei più esperti match racer italiani, che con il suo Rome Racing Team ha preso parte all’evento di Santa Marinella:

Sì ci siamo decisamente divertiti.
La specialità si è dimostrata molto interessante da subito e le piccole ma sostanziali differenze con il Team Race più diffuso (il 3 vs 3 su barche da 2) rendono i match decisamente più imprevedibili ma allo stesso tempo facilmente comprensibili ai più.
Per noi il 2K è una novità – abbiamo sempre fatto molto Team Racing in passato parallelamente alle nostre attività principali, sin da quando andavamo in Optimist e regatavamo 4 vs 4 fino a tempi più recenti in cui partecipavamo all’italiano assoluto 3 vs 3 sui doppi (vincendo l’ultimo nel 2011) e sempre con gli stessi elementi in squadra dato che io, il mio secondo timoniere e altri membri attuali siamo stati molto spesso insieme con il team di club o con la nazionale – e devo dire che non ci siamo mai divertiti così tanto come in questo ultimo anno in cui abbiamo preso parte agli eventi 2K di Londra e Roma (organizzato da noi ad Anzio presso la sede nel nostro circolo, RCCTR) oltre a 2 clinic (di cui questo è il secondo). Il divertimento è altissimo sia in acqua, perché i match sono molto spesso combattutissimi dall’inizio alla fine, sia a terra perché il contorno degli eventi è sempre al top.
Il fatto che si regati a vele bianche ha il duplice effetto di consentire schemi tattici che prevendano manovre molto complesse e tirate e di rendere la classe facilmente avvicinabili anche a chi non ha grande esperienza, perché non dovrà superare lo “scoglio” di imparare prima a manovrare bene la barca con 3 vele su.

Rispetto al Match ha in comune diversi requisiti in termini di “skills”, e anche alcuni schemi tattici sono molto aderenti. Le differenze tecniche (strategia e tattica), però, chiaramente sono molte, oltre al fatto che lì si usa anche la vela di prua. Uno dei risultati, in termini generici, è che nel Match a livelli alti spesso un piccolissimo errore costa la vittoria della regata, nel 2K Team Racing invece è molto più frequente riuscire a rientrare in gioco e tenere il risultato sospeso fino all’ultimo metro, anche se a livelli alti sono sempre quei pochi cm guadagnati in quella determinata manovra che fanno la differenza. E poi ovviamente rimane il fatto che il gioco di squadra a più barche dà sempre una dose di adrenalina in più. (Saverio Ramirez)

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