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Genova– (Mauro Giuffrè) Il maltempo continua a imperversare da nord a sud su molte regione italiane. Dopo un inizio di inverno relativamente mite e tranquillo, la tregua è ormai saltata da fine dicembre con la “tempesta di Natale” che ha spazzato le coste, concentrando la sua violenza maggiore su Liguria e Toscana. Il fenomeno del passaggio delle depressioni atlantiche in Mediterraneo, che si muovono da ovest verso est, è tipico dei mesi invernali: quando il margine inferiore della pertubazione attraversa la zona di mare tra le Baleari e Genova la rotazione del vento verso i quadranti meridionali causa le violente mareggiate, particolarmente funeste su Liguria e Toscana se il vento soffia da sudovest.

La mareggiata di Natale a Varazze
La mareggiata di Natale a Varazze

Il levante ligure e la Toscana sono state tra le zone italiane maggiormente colpite dalle mareggiate anche durante il mese di gennaio, e a ciò si sono aggiunti le precipitazioni particolarmente intense che hanno causato frane, smottamenti e disagi ad abitazioni e viabilità. A piangere i danni maggiori è la zona dello spezzino, con i mitilicoltori locali messi in ginocchio distruggendo quasi completamente gli allevamenti, per danni alle aziende che ammontano a oltre 300 mila euro. Complessivamente i danni calcolati in Liguria per il maltempo tra dicembre e gennaio ammontano a circa 350 milioni di euro. In Toscana da segnalare gravi danni alla nautica minore al porto canale del Puntone di Scarlino.

Il fenomeno delle “bombe d’acqua” tiene col fiato sospeso tutto il Nord Italia proprio in queste ore, con una nuova ondata di allerta meteo diffusa: la situazione in Liguria resta assolutamente da monitorare: i numerosi fiumi, rivoli e piccoli torrenti in piena hanno raggiunto il livello di guardia e stanno riversando in mare una grande quantità di detriti. Molto rischiosa la navigazione anche se la condizione del mare non è proibitiva: i fiumi hanno infatti rilasciato in acqua pericolosissimi tronchi d’albero, un vero spauracchio per tutte le imbarcazioni da lavoro che in questi giorni sono comunque costrette a navigare.

Tutti fenomeni tipici delle stagioni invernali, ma sull’intensità e la frequenza è obbligatorio interrogarsi, per capire quanto i mutamenti del clima stiano influenzando l’evoluzione del meteo.

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