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San Francisco, USA- Con il Protocollo della 35th America’s Cup ormai prossimo a diventare pubblico (16 marzo?), la Coppa sembra sempre più vicina alle Hawaii, con Honolulu che nei piani di Larry Ellison potrebbe avere la meglio sulle sedi di Newport, San Diego e sulle residue chance di una San Francisco che non avrebbe accettato la notevole somma richiesta dal defender per tornare a ospitare la Coppa.

Secondo quanto riporta il San Francisco Chronicle a firma di Julian Guthrie (autrice del libro su Ellison “”The Billionaire and the Mechanic” e quindi non proprio osservatrice indipendete, Ndr), Ellison e Coutts avrebbero in mente una formula di regate in giro per il mondo con prima gli AC45 in versione foiling e poi i nuovi AC62, con finali probabilmente anche al di fuori degli Stati Uniti, e la finale di Louis Vuitton Cup e l’AC Match che, solo quelle, si disputerebbero nell’estate 2017 a Honolulu.

Larry Ellison
Larry Ellison

“Si inizierà con due anni (il 2015 e 2016, Ndr) dedicato a un circuito mondiale con gli AC45”, ha detto Ellison, “con eventi che potranno contare con la facilità di spedizione in semplici container degli AC45 e che vedranno località come Shanghai, Tokyo, Marsiglia, il Porto di Roma… (citato per due volte da Ellison…, Ndr). Con gli AC45 riusciremo a mantenere bassi i costi, i team che immaginiamo possano essere fino a 12 saranno divisi in due Division, la Pacific e la Atlantic.

Nella Atlantic avremo team da Francia (Team France, Ndr), Germania (?), Gran Bretagna (Ben Ainslie Racing), Italia (Luna Rossa Challenge), Svezia (Artemis Racing) e Svizzera (?). La Pacific Division avrà team da Australia (Team Australia), Cina (China team?), Giappone (?), Corea (Team Korea?), Nuova Zelanda (Team New Zealand) e USA (Oracle Team USA)”.

Questo secondo il marketing di Larry, visto che dei citati team al momento solo cinque sembrano poi in grado di proseguire con la costruzione di un AC62. Si va, quindi, verso una suddivisione dell’evento, con le regate preparatorie con gli AC45 e le finali riservate solo a chi potrà permettersi un AC62.

Secondo la visione di Ellison, dopo il biennio 2015-2016 i due migliori team della Pacific e i due migliori della Atlantic disputerebbero poi le Division Championship Series nella primavera 2017 con i nuovi AC62. E qui si torna a citare “Il Porto di Roma” come sede della finale della Atlantic Division, mentre la finale della Pacific sarebbe programmata a Shanghai. I due vincitori andrebbero poi alle Hawaii per disputare la finale della Louis Vuitton CUp. Lo shidante ufficiale designato sfiderebbe poi Oracle Team USA sempre a Honolulu per l’la 35th America’s Cup. Questo, almeno, nei desideri di Ellison e Coutts.

Ellison stsso ha detto che “Non ha più senso disputare la AC in una sola sede, ma deve essere necessariamente un circuito itinerante mondiale tipo Formula Uno, e con gli AC45 si spenderebbe molto meno rispetto a una lunga campagna in una sola sede”.

La realtà? La vedremo nei prossimi mesi, anche se pare evidente lo spunto preso dallo sport professionistico americano (il concetto di Division, proprio della MLB, NFL e NBA) e dalla Formula Uno (circuito itinerante mondiale) a cui si unisce la vecchia idea di Russell Coutts e Paul Cayard sul circuito pro. Dipenderà molto dalla visibilità offerta agli sponsor, visto che a parte Luna Rossa, Artemis, Oracle e Team Australia che hanno dalla loro tycoon mondiali, tutti gli altri dovranno avere a che fare con degli sponsor a cui vendere il prodotto. Una finale alle Hawaii, seppur suggestiva, lascia molti interrogativi sui costi di trasferta per chi volesse seguire la regata, anche se è evidente come Ellison punti tutto sulla copertura televisiva, che nel 2013 funzionò solo però per la finale e grazie all’enorme investimento dello stesso Ellison. L’idea che una Coppa non sarebbe più sostenibile se in una sola sede contrasta con la verità storica dei risultati eccellenti ottenuti da Newport, Auckland e Valencia. Ma Ellison e Coutts vogliono prepotentemente il circuito, che nella loro visione è il modo più immediato per ricavare introiti e gestire al meglio la flotta degli Ac45 già esistente.

Il circuito itinerante sarebbe certo appetibile, con la possibilità per i team di concorrere all’organizzazione, ma di fatto resta l’interrogativo dei team realmente partecipanti, variabile indispensabile per dare un senso compiuto. Sulle citazioni del “Porto di Roma” resta anche un notevole interrogativo, visto la stato delle opere tra Fiumicino e Ostia. Se si arrivasse davvero ai 10-12 promessi da Ellison, lo spettacolo non mancherebbe. Ne sapremo comunque di più tra pochi giorni, quando il protocollo della 35th AC sarà reso noto.

3 COMMENTS

    • Esatto, l’abbiamo riportata specificando che fa parte di un’operazione di marketing a livello internazionale portata avanti da Oracle, piuttosto ci e’ sembrato curioso che si sia prestato a questo anche il SF Chronicle, normalmente molto autorevole. Larealta’ e’ molto piu’ vicina a quanto affermato da iain Murray nell’intervista rilanciata due giorni fa da farevela. Di questo pezzo su Ellison, il fatto piu’ rilevante e’ la finale alle hawaii, che, al momento, sembrerebbero avvantaggiate veramente, da quanto ci risulta, per ospitar la finale nell’agosto 2017. Un saluto

  1. L’intervista è un estratto del testo pubblicato nel libro da voi stessi citato. Quindi queste sono idee di Ellison di diversi mesi fa, sicuramente già superate. Mi meraviglio che l’abbiate ripresa e pubblicata nonostante voi stessi vi siate accorti di quanto sia poco credibile tutta la faccenda (avete messo tanti punti interrogativi), a partire dai team fino al Porto di Roma. Certa immondizia che viene pubblicata dall’altra parte del mondo lasciatela laggiù, non state a peredre tempo a tradurla.

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