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Torino- Dal 21 maggio al 9 settembre la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo organizzerà nella sua sede di via Modane 16 a Torino la mostra “Altro dalle Immagini. Da Guarene all’Etna 1999/2014”. Curata da Filippo Maggia, l’esposizione ospiterà le opere di giovani artisti come Elisa Franceschi (Vicenza, 1987), Eva Frapiccini (Recanati, 1978), Claudio Gobbi (Ancona, 1971), Tancredi Mangano (Lisieux, Francia, 1969), Paola Pasquaretta (San Severino Marche, 1987), Bruno Pulici (Milano, 1981), Francesca Rivetti (Milano, 1972), Elisabetta Senesi(Tolentino, 1977), Valentina Sommariva (Milano, 1986), Giulia Ticozzi (Milano, 1984).

Sono passati ormai 15 anni dalla prima edizione di “Da Guarene all’Etna”, progetto lanciato nel 1999 dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo volto a indagare le pratiche dei giovani artisti italiani impegnati nell’interpretazione del linguaggio delle immagini.

Da allora sono stati 41 gli artisti che via via hanno partecipato a questa iniziativa dalla periodicità quasi triennale: la prima edizione nel 1999 si è svolta nello spazio dell’ex Chiesa del Carmine di Taormina, alla Galleria Civica di Modena l’anno successivo e infine a Milano presso la Galleria del Credito Valtellinese nel 2001; un’edizione rinnovata nel febbraio del 2002 all’ex Padiglione Italia del complesso della Biennale di Venezia; nel 2003, una nuova selezione di artisti a Guarene d’Alba, poi proposta a Palermo presso la Civica Galleria d’Arte Moderna nel 2004, a pochi mesi di distanza dall’edizione tutta al femminile dal titolo “Tell Me Why”, sempre a Guarene. Nel 2006, altri nove giovani autori vengono presentati, per arrivare all’edizione del decennale del progetto, nell’autunno del 2009, ove si ritrovano i 35 artisti sino ad allora invitati.

L'artista Francesca Rivetti esporrà alla prossima edizione di "Altro dalle Immagini. Da Guarene all'Etna 1999/2014"
L’artista Francesca Rivetti esporrà alla prossima edizione di “Altro dalle Immagini. Da Guarene all’Etna 1999/2014”

I dieci artisti presenti in “Altro dalle Immagini. Da Guarene all’Etna 1999/2014” partecipano con i loro lavori a un’offerta complessiva assai eterogenea e variegata quanto a forme e utilizzo del linguaggio delle immagini, ove la fotografia recita un ruolo chiave ponendosi come riferimento preciso e imprescindibile anche quando non sembra risultare al centro della ricerca dell’artista.

Questo nuovo approccio è alla base della poetica di questi artisti dalla tradizione italiana le cui generazioni precedenti  hanno sempre guardato al paesaggio e alle varie declinazioni dai tempi di Luigi Ghirri, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Guido Guidi, insistendo poi con i più giovani Vincenzo Castella, Olivo Barbieri o Walter Niedermayr. Essi hanno privilegiato un’interpretazione diretta del mondo che è ben presente anche nelle opere di molti dei protagonisti delle precedenti edizioni di Da Guarene all’Etna: basti pensare ai lavori di Vittore Fossati, Andrea Abati, Luca Campigotto, Andreoni e Fortugno, Antonio Biasiucci o Francesco Jodice.

Se nel metodo è immediatamente percepibile lo scostamento da un modus videndi che è insito nel DNA della fotografia italiana, è soprattutto nei contenuti che il salto generazionale ultimo si fa sentire, evidenziando come la pratica artistica, il vedere il mondo per immagini per arrivare ad altro dalle immagini in sé, sia un processo necessario, approdo ultimo e unico di una ricerca che attraversa molteplici territori che il fotografo può, grazie alla sua particolare sensibilità, sintetizzare e restituire in opera.

Esemplari, in tal senso, i lavori mixed media e installativi di Elisabetta Senesi, Paola Pasquaretta, Eva Frapiccini, come lo sono da altra prospettiva quelli di Tancredi Mangano, Claudio Gobbi o Giulia Ticozzi, fra scrittura visiva, storia e letteratura, e in altra forma quelli composti da immagini in movimento di Francesca Rivetti, Bruno Pulici e Valentina Sommariva. Elisa Franceschi, infine, più vicina all’importante passato della fotografia italiana, utilizza il paesaggio come tableau ove collocare il mondo degli adolescenti, oggi senza dubbio fra i più enigmatici e insidiosi.

La mostra avrà una colonna sonora. La Fondazione presenta la seconda edizione di soundtrART, la mostra sonorizzata, concorso rivolto a musicisti, dj, compositori, professionisti, aspiranti e dilettanti, anche professionisti che potranno comporre la colonna sonora della mostra basandosi sul concept e immagini della opere.

www.fsrr.org

 

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