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Livorno- Ricorderete la collisione fra Incredibile, il GS 42 dell’armatore Fabrizio Monacci, e Telepatia, un  prototipo Three Quarter Ton IOR di Giusti, avvenuta in occasione del Campionato d’Autunno dello Yacht Club Livorno. Incidente che portò al rapido affondamento di Telepatia lasciando uno squarcio sulla fiancata di sinistra al Grand Soleil 42.

Lo squarcio sulla prua del relitto di Telepatia, a dieci metri di profondità alla Meloria. Courtesy Il Tirreno
Lo squarcio sulla prua del relitto di Telepatia, a dieci metri di profondità alla Meloria. Courtesy Il Tirreno

Ricostruita la dinamica e accertata la responsabilità dell’armatore Giusti per la mancata precedenza dovuta al Grand Soleil (la dinamica mure a sinistra/mure a dritta), sono iniziati a questo punto i problemi per Fabrizio Monacci, l’armatore di Incredibile.

In una lettera aperta inviata a FareVela, ci spiega come mai non sia stato ancora risarcito del danno subito. Riceviamo e pubblichiamo questa lettera, invitando ovviamente le parti citate alla loro replica se lo desiderano.

“La compagnia assicuratrice di Telepatia (UNIPOL SAI) coperta da polizza RC, apriva il sinistro, presumibilmente dopo aver avviato i logici controlli amministrativi e, seppure con non eccessiva tempestività, nominava il proprio perito che effettuava due visite ispettive a bordo di Incredibile, in un clima di assoluta serenità e con atteggiamento molto distensivo e favorevole; a suo dire, potevo sentirmi sereno e totalmente rassicurato poiché la dinamica era chiarissima, i danni lamentati tutti pertinenti, la polizza adeguata.

Il cantiere produceva il preventivo, dopo essere stato addirittura sollecitato dal perito a effettuare esami e controlli ulteriori , a maggior garanzia. Clima assolutamente amichevole, quindi, proprio come ci si attende in tali situazioni.

Le sorprese dovevano ancora arrivare.

I danno sulla fiancata sinistra di Incredibile
I danno sulla fiancata sinistra del GS 42 Incredibile

Dapprima un lungo silenzio da parte del Liquidatore UNIPOL SAI, nonostante ripetute, fino a diventare pressanti, richieste. Telefonate, mail, vari contatti, tutti sempre disattesi. Nessuna risposta. Il liquidatore sembrava essere sempre molto impegnato, tanto da non aver il tempo di dare riscontro.

Filtrava la notizia che la polizza RC di UNIPOL SAI escludeva le regate. Tramite l’agente (l’unico con cui era possibile stabilire un contatto) che aveva fatto sottoscrivere la polizza di Telepatia, dove era peraltro a bordo al momento dell’incidente, veniva fatta presente l’inconsistenza di tale riferita affermazione. Egli stesso ne era convinto.

Altro lunghissimo silenzio per poi, trascorsi inutilmente 3 mesi e mezzo, veder finalmente arrivare una lettera dal liquidatore UNIPOL SAI, con l’affermazione “siamo spiacenti ma i danni lamentati, in base alle previsioni di cui all’art. 1 –peraltro non esplicitate- non rientrano nella copertura”.
Vengo poi ad apprendere che il suddetto art. 1 contemplerebbe solo la liquidazione dei danni alle persone e non anche alle cose (forse val la pena domandarsi come, salvo il caso di un investimento diretto da parte di un natante nei confronti di un bagnante, sia possibile causare danni alle persone se non dopo aver prima provocato danni alle cose. E’ vero che sussiste un’altra possibilità -una barca, condotta in maniera tale da provocare la caduta in acqua del componente l’equipaggio di altra imbarcazione, con conseguenze fisiche). Siamo comunque nel campo della teoria, mentre risulterebbero esclusi fatti certamente più concreti e quotidiani.

Viene a questo punto la curiosità di conoscere se e come sia regolata la Responsabilità Civile e quali garanzie debbano essere offerte.
Nata in campo automobilistico, dove divenne obbligatoria negli anni ‘60, la RCA, normata dalla legge 990/ 69, per la identificazione della tipologia di danni in copertura, fa riferimento all’art. 2054 del Codice Civile che li elenca in “danni alle cose e alle persone”.

Il “Codice della Nautica da Diporto”, decreto legislativo n° 171/2005, agli artt. 40 (responsabilità civile) e 41 (assicurazione obbligatoria) sancisce l’estensione della RC al settore nautico e ne individua lo stesso ambito (persone e cose) della RCA. Esistono poi svariate circolari del Ministero dei Trasporti che ribadiscono i suddetti principi.

Un’ultima considerazione circa il Regolamento di Regata 2013-2016 della FIV; all’appendice K –Guida per il bando di regata-, articolo 21 (Assicurazione), viene detto “Ogni barca partecipante dovrà essere coperta da assicurazione RC in corso di validità con un massimale di almeno _____ per incidente o equivalente.”

Per quest’ultimo aspetto viene da domandarsi se l’organizzatore della regata abbia una propria responsabilità in vigilando, sebbene all’art. 20 (Clausola Esonerativa di Responsabilità) dello stesso allegato K venga detto “I concorrenti prendono parte alla prova a loro rischio e pericolo. Vedi la Regola 4,Decisione di Partecipare alla Regata. L’Autorità Organizzatrice non assume alcuna responsabilità per danni alle cose o infortuni alle persone o nei casi di morte che avvengano a causa della regata prima, durante o dopo la stessa”. Sembra comunque di poter affermare che tale esenzione di responsabilità riguardi più specificatamente altri aspetti quali le condizioni meteo, il percorso, etc..

In conclusione, essendo impossibile per i partecipanti preventivamente verificare le polizze di tutti gli altri concorrenti (operazione invece, per lo meno teoricamente, consentita e forse demandata all’Ente organizzatore della regata) occorre che, questa sembra sia la triste lezione, i singoli partecipanti debbano purtroppo tenersi pronti ad affrontare le lungaggini di una causa civile nei confronti di chi sia responsabile della collisione, evento non raro nel corso di una regata“. (Fabrizio Monacci)

8 COMMENTS

  1. Mi permetto di fare notare che tutte le assicurazioni coprono l’attività di regata solo sottoscrivendo una specifica estensione della polizza. Nello specifico và detto che durante la regata non deve essere esposta la bandiera nazionale proprio in considerazione del fatto che l’attività di regata esula dalle comuni norme della navigazione in quanto la sicurezza è dominio del Comitato di regata che di fatti previa autorizzazione della Capitaneria di Porto delimita il campo di regata, interdicendolo alla comune navigazione.Quanto sopra in similitudine alle gare automobilistiche normalmente vietate in strada. Purtroppo sono tantissimi i regatanti che, per economia, non provvedono alla specifica estensione dell’assicurazione ed i comitati di regata non operano alcuna verifica.
    Giuseppe Accardi

    • No ho capito se la mancata copertura dei danni alle cose sia legata al fatto di essere in regata ,se fosse accaduto durante una normale veleggiata avrebbero coperto il danno?

      • Nella normale navigazione da diporto l’assicurazione paga nei termini della polizza. La regata non è considerata normale navigazione e pertanto richiede una specifica estensione. In ogni caso controllate bene le coperture offerte dalle varie agenzie, molte (nonostante l’imbarcazione sia a vela) coprono unicamente la navigazione a motore…

  2. Immagino che Telepatia abbia protestato Incredibile, altrimenti la copertura assicurativa non può essere accesa. In tale caso, non so quanto la giuria possa aver dato ragione alla protesta di Telepatia perchè, dal punto di impatto che si può vedere su Inredibile (a mezzabarca preciso), forse Telepatia non ha seguito la regola per evitare sempre e comunque gli abbordi. Forse. http://www.eziofonda.it/nipamtestocompleto.htm

    • Caro Bruno, il caso in acqua era chiaro, mure a dritta Incredibile e Telepatia mure a sinistra che manca la puggiata e va a speronare a mezza barca Incredibile. Telepatia riportò nell’urto una falla nel dritto di prua che la fece affondare in pochi minuti. Il caso sembrava chiaro. Qui, l’armatore di Incredibile sta riportando la gestione assicurativa dello stesso. Saluti.

  3. C’è una sola cosa da fare ed è strano che non si sia ancora fatta: rendere obbligatoria l’estensione della copertura assicurativa alle barche in regata.

  4. Per il caso specifico ritengo utile consultare la sentenza della cassazione n○ 25902 del 19 / 11 / 2013

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