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Lanzarote- Sono molte le storie della Volvo Ocean Race che sta per iniziare (partenza da Alicante il 4 ottobre 2014). Tra queste c’è quella di Gerd-Jan Poortman, olandese, 36 anni, una compagna e due bambini. Ha iniziato ad andare in barca quando era un bambino dislessico con difficoltà a scuola e ora si prepara per la Volvo Ocean Race a bordo di Team Brunel. “Ho fatto molti sacrifici, ma questa è la vita di un velista e ne sono molto orgoglioso” dice.

Gerd-Jan Poortman sulla prua di Brunel
Gerd-Jan Poortman sulla prua di Brunel

Gerd-Jan Poortman è stato uno dei primi velisti ad essere scelto per salire a bordo della barca olandese guidata da Bouwe Bekking. In un’intervista esclusiva, spiega come si è diventato uno dei migliori velisti oceanici del mondo. “Ho iniziato ad andare in barca subito dopo aver imparato a nuotare, dovevo avere sei o sette anni, I miei genitori mi comprarono un Optimist. Facevo parte di un piccolo circolo velico in Olanda, su un laghetto e ho imparato a regatare proprio lì, meraviglioso.”

La video intervista, con sottotitoli in italiano:

“Però ero un ragazzino un po’ speciale, la scuola era un problema. Sono dislessico e studiare era difficile. Dovevo liberare un po’ di tutta quell’energia e la vela era il modo migliore per farlo. Ho fatto parte della squadra giovanile olandese con l’Optimist e il 420 prima di trasferirmi per un anno negli Stati Uniti per frequentare il liceo. A quel punto, la vela è diventato uno sport costoso e i miei genitori volevano finalmente comprarsi una macchina nuova. Mi hanno detto: “hai 18 anni e devi organizzarti da solo” perciò ho dovuto scegliere e ho iniziato ad andare su barche grandi. Per fortuna ho trovato dei team validi e ho cominciato a trovare buoni imbarchi”.

“Sono un velista professionista dal 1999. La prima regata importante è stata in quell’anno, quando mi hanno chiamato per far parte del team olandese all’Admiral’s Cup. Abbiamo vinto, è stato un grande successo e una grande opportunità, che mi ha fatto molto crescere. Ho partecipato alla mia prima Volvo nel 2005/06 con il team dei giovani di ABN AMRO TWO, un momento cruciale della mia carriera e un enorme passo avanti. La seconda volta è stato con Delta Lloyd nel 2008/09, abbiamo messo in piedi il team tre settimane prima della partenza con una barca di seconda mano. E’ stata dura ma alla fine siamo riusciti ad essere competitivi. E adesso sono qui, a Lanzarote, ad allenarmi per la prossima edizione con Team Brunel. Sono stati tre mesi molto positivi, e il 7 maggio partiamo per l’Olanda. Ogni giorno di navigazione è stato fruttuoso, per la preparazione. Vado, letteralmente, da casa in palestra e in barca e dalla barca a cena. E’ la mia routine e quasi, quasi posso vedere le tracce del percorso sulla strada”.

“Questa volta però, a casa ho due bambini e una compagna che adoro. E’ la prima volta che faccio la regata con una famiglia, è una gara nella gara. Sono molto grato alla mia ragazza, sono qui, al sole e faccio quello che amo di più. La sera vado a letto dopo una giornata di vela e lei resta con i bambini che piangono.”

Al lavoro a prua di Team Brunel
Al lavoro a prua di Team Brunel

“E’ dura, ma lei mi dà quest’opportunità e le sono molto grato. Vengono a trovarmi spesso, e anche a loro piace quel che faccio. Il bimbo più grande ha tre anni e trova tutto molto interessante. Devo fare molti sacrifici dal punto di vista delle relazioni sociali, ma questa è la vita di un velista professionista. Sono quasi sicuro che dopo questa Volvo cercherò un lavoro più vicino a casa per poter passare più tempo con loro.
La Volvo Ocean Race è la regata più bella che esista. Quando sono diventato un velista professionista, non ci credevo. Sembra tutto così lontano, quei velisti erano i miei eroi. Mi ricordo di essere andato a Southampton nel 1997. Stavo dietro le transenne e pensavo: “Wow questi sono degli dei!” Otto anni dopo, ero uno di loro, sulla linea di partenza su ABN AMRO TWO. Mi rivedo nei giovani a bordo di Brunel, sono motivati e li si deve aiutare un po’.”

“A bordo sono prodiere, mi occupo della gestione della barca, dell’organizzazione e dei cambi di vele, e sono anche il velaio del team. Questa volta, l’equipaggio è molto più piccolo e noi, gli otto velisti, dobbiamo avere ruoli molto diversi ed è per questo che ci stiamo allenando qui a Lanzarote. Sono orgoglioso di quel che ho fatto. Abbiamo iniziato questa campagna un anno e mezzo fa con Bouwe Bekking e Gideon Messink, per cercare di riportare un team olandese in regata e oggi siamo qui. E’ vero, questo è solo l’inizio. Ogni volta che torno a casa, sono orgoglioso ma anche cauto. Penso a tutto il lavoro che c’è da fare e penso, meglio andare a letto e riposarsi…”.

www.volvooceanrace.com

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