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Weymouth, UK- Un anno fa Andrew Simpson, 36 anni, campione olimpico, moriva intrappolato sott’acqua tra i rottami contorti di Artemis. Impossibile dimenticare quella tragica notte europea mentre a San Francisco era quasi mezzogiorno. “Artemis” si è rovesciato. Il twit, le verifiche, le voci che impazziscono. A ritmo da AC72, se non fosse che quel catamarano ancora inadeguato di Artemis non era ancora pronto per volare. Lo streaming delle reti TV della Bay Area. Tutto in diretta. Anche un possente ragazzo inglese riverso su una banchina. Massaggio cardiaco. Gesti chiari quanto impotenti. Poi più nulla, la telecamera che capisce e ritorna a cercare il relitto trasportato dalla corrente della Baia.

Andrew Simpson sul podio olimpico di Weymouth 2012
Andrew Simpson sul podio olimpico di Weymouth 2012

La vita di Andrew “Bart” Simpson finì così, prima e unica vittima ufficiale dell’America’s Cup che vuole sfidare le leggi della fisica. A un anno di distanza, Bart è diventato un simbolo. Oggi lo hanno ricordato tutti i suoi amici, da Ben Ainslie, suo compagno di tante serate, sbornie comprese, in giro per le città olimpiche, a Iain Percy, suo timoniere di ori olimpici nella classse Star, agli altri grandi di quella vela britannica che domina ormai da anni la scena olimpica. Lo hanno ricordato a Weymouth, aprendo la Andrew Simpson Sailing Centre al Weymouth and Portland National Sailing Academy. La Fondazione che porta il suo nome, portata avanti con rigore e dignità dalla moglie Leah, ha raccolto 500.000 sterline e, proprio nel Centro di Weymouth, si propone di promuovere la pratica della vela tra i ragazzi di ogni condizione facilitandone anche uno sbocco professionale nell’industria velica.

Ben Ainslie e Iain Percy oggi all'inaugurazione del Andrew Simspn Sailing Center a Weymouth
Ben Ainslie e Iain Percy oggi all’inaugurazione del Andrew Simpson Sailing Center a Weymouth

Il 21 settembre, poi, ci sarà la Bart’s Bash, l’evento mondiale con regate simultanee a cui hanno aderito centinaia di club velici in tutto il globo, tra cui anche molti italiani. Bart, però, non c’è più e non resta che ascoltare le parole di Sir Ben Ainslie quando dice anche di aver pensato di mollare tutto dopo quell’incidente. “Una reazione immediata ovvia… Ciò che è accaduto a Bart”, spiega Ainslie in un bel pezzo sull’Indipendent di oggi, “ti fa pensare a cos’è veramente la vita. Un grosso scossone che ti fa ragionare. Ma lui sarebbe stato furioso con me se mi fossi fermato così invece io ho il compito di fare tutto ciò che posso per lui e la vela britannica. La vita non sarà più la stessa senza di lui ma se mai dovessi riuscire a riportare l’America’s Cup a casa, il primo bicchiere sollevato in alto sarebbe per un gran velista e per un ancora più grande essere umano”.

Andrtew Simpson e Iain Percy festeggiano l'oro di Qingdao 2008 insieme a Ben Ainslie e Bryony Shaw. Foto Getty Images
Andrew Simpson e Iain Percy festeggiano l’oro di Qingdao 2008 insieme a Ben Ainslie e Bryony Shaw. Foto Getty Images

Un Centro Nazionale di Vela, un po’ come se da noi ci fosse un Centro dedicato ad Agostino Straulino, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Ma questa è un’altra storia. Ricordiamoci di Bart, però, la prossima volta che uno spruzzo d’cqua gelida ci laverà la faccia mentre risaliamo il vento su una qualunque delle nostre barche a vela, magari proprio il prossimo 21 settembre iun una delle regate a lui dedicate.

www.andrewsimpsonsailing.org

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