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Aquileia- Per i suoi 40 anni di attività, che saranno ufficialmente celebrati a Porto Rotondo dal 31 maggio all’8 giugno con prove a mare (a disposizione di clienti e appassionati quasi tutta la flotta Solaris One, compreso il neonato di 58 piedi e le due versioni del 72) e con appuntamenti serali a terra dal sapore glamour ed enogastronomico, il cantiere italiano ha aperto per FareVela le porte dei suoi stabilimenti situati nell’antica città romana di Aquileia, lungo un canale con accesso diretto al mare.

Una giornata intensa e speciale, vissuta a contatto con una realtà che, nonostante la forte crisi del settore e la conseguente contrazione della domanda, continua a crescere in Italia e all’estero. Tanto che entro l’estate dovranno essere consegnate ben sette nuove barche, tra cui tre Solaris 37, il primo destinato alla Norvegia e gli altri due, a seguire, al Lago di Costanza e al Belgio.

Il cantiere di Solaris by Se.Ri.Gi copre un'area di 5.000 mq ed è l'azienda più importante di Aquileia. Oltre 60 persone vi lavorano quotidianamente. Come si vede in foto, accanto agli stabilimenti scorre un canale che porta direttamente al mare, sfruttato per il varo dei fast cruiser
Il cantiere di Solaris by Se.Ri.Gi copre un’area di 5.000 mq ed è l’azienda più importante di Aquileia. Oltre 60 persone vi lavorano quotidianamente. Come si vede in foto, accanto agli stabilimenti scorre un canale che porta direttamente al mare, sfruttato per il varo dei fast cruiser

Una famiglia, unita dalla passione per il proprio lavoro e salda nei principi di qualità, dedizione al “prodotto” ed esperienza. Questo è il segreto, gli ingredienti fondamentali che hanno permesso a Solaris by Se.Ri.Gi di resistere alla burrasca dei tempi e confezionare sempre un prodotto all’altezza delle aspettative, tanto da essere oggi uno dei primi cantieri italiani punto di riferimento per i mercati nazionali e internazionali.

“Il vero nostro problema”, scherzano dagli uffici dell’amministrazione situata al primo piano di una bassa palazzina di color grigio chiaro, “è l’elevato standard della nostra produzione che, se da una parte ci consente di essere più competitivi per barche sopra una certa lunghezza, dall’altra ci penalizza nel settore delle più piccoline, come il 37”. E difatti l’entry level trova un largo riscontro soprattutto nel Nord Europa, abituata per tradizione a navigare su barche “weekender oriented”.

Il Solaris One 37 è ormai pronto per il suo viaggio verso la Norvegia. L’entry level è apprezzato soprattutto in Nord Europa
Il Solaris One 37 è ormai pronto per il suo viaggio verso la Norvegia. L’entry level è apprezzato soprattutto in Nord Europa

Nonostante le previsioni meteorologiche fossero delle peggiori, quando atterriamo in mattinata all’aeroporto Ronchi dei Legionari, troviamo ad accoglierci una giornata più che primaverile: tanto sole, pochissime nuvole (soprattutto cirri) e un’alta temperatura intorno ai 22 gradi. Dopo circa 15 minuti di macchina si palesa, ai lati della strada all’altezza di un crocicchio, una grande insegna con su scritto “Solaris”. Capiamo di essere arrivati a destinazione.

Il cantiere sorge su un’area complessiva di 5.000 mq ed è suddiviso fra amministrazione e capannone dedicato alla costruzione e all’assemblaggio dei fast cruiser. Dopo una rapida visita agli uffici amministrativo e tecnico, responsabile di realizzare praticamente i disegni e le intuizioni di Soto Acebal con cui vi è un lungo rapporto di fiducia, ci dirigiamo a passo spedito verso il capannone, cuore pulsante di tutta l’attività. Il nostro mondo dei balocchi.

Grande cura e attenzione ai dettagli
Grande cura e attenzione ai dettagli

È qui che nascono i Solaris, in una struttura suddivisa principalmente in tre aree: la prima è dedicata alle barche di taglie più grandi e alla verniciatura di tutti i modelli, la seconda alle barche più piccole e infine la terza alla lavorazione e all’assemblaggio degli interni. A parte la laminazione, affidata a una società esterna situata fra Forlì e Ravenna, tutto è fatto in casa. Come il mobilio degli interni o i lavandini, le cui forme, una ovale e una squadrata, sono state studiate insieme a due progettisti e realizzate in vetroresina da uno stampo “per evitare che ci siano problemi nel momento di assemblare il tutto”.

Una volta cotte per infusione sottovuoto scafo e coperta, le maestranze del cantiere dalla lunga esperienza come Fausto, in Solaris da ben 35 anni, provvedono a lavorare i “due pezzi” preparandoli al loro incollamento e al montaggio dell’attrezzatura di coperta. Nelle parti più sensibili e strategiche, come in prossimità del tambuccio, il management ha deciso di ricorrere alla fazzolettatura per rinforzarle con resina aggiuntiva. Inoltre, per facilitare l’accesso alle parti elettriche, ad esempio, si fa largo uso di cielini plafonati e fissati con il veltro, più semplici da rimuovere. Nel frattempo, nell’ala del capannone destinata alla lavorazione dei legni, si assemblano i mobili e le parti degli interni come i bagni.

I lavori sul secondo scafo del Solaris 58. Il primo sarà a disposizione dei visitatori che arriveranno a Porto Rotondo per festeggiare i 40 anni di attività del cantiere
I lavori sul secondo scafo del Solaris 58. Il primo sarà a disposizione dei visitatori che arriveranno a Porto Rotondo per festeggiare i 40 anni di attività del cantiere

Dopodiché, una volta finita la lavorazione dello scafo, predisposto ora ad accogliere il mobilio, tramite un sistema di gru (acquistate da 3-4 anni) si cala all’interno il mobilio pre-assemblato e si rifinisce il tutto. Poi si incollano fra loro scafo e coperta e si continua con la lavorazione degli interni, con l’assemblaggio di chiglia e timone e si lavora freneticamente alle finiture. “Un lavoro maniacale, lungo e accurato”, come lo definisce il management, “che ci consente però un’alta qualità e, soprattutto, di rendere felici e soddisfatti gli armatori”.

Tante sono le soluzioni progettuali adottate negli anni dal cantiere per rendere più vivibile la barca e, in particolar modo, più sicura, affidabile e performante. Tra queste spiccano l’adozione della prua inversa, uno spigolo accentuato (“non per motivi estetici ma per alleggerire i volumi a poppa eliminando il trascinamento”), la pala del timone molto avanzata e dall’elevato aspect ratio come del resto la lama della chiglia (fissata alla carena secondo una particolare procedura), gli attacchi innovativi delle lande a poppa, i passascafi in ottone nichelati e fissati in quattro punti, l’elevata insonorizzazione della sala macchine (garantita dalla doppia battitura in mogano e dai pannelli insonorizzanti), i paglioli appoggiati per essere facilmente rimossi.

La sala macchine è stata studiata per il massimo dell'insonorizzazione. Oltre ai pannelli è previsto un doppio battente in mogano che assicura ermeticità e insonorità all'ambiente
La sala macchine del Solaris 72 è stata studiata per il massimo dell’insonorizzazione. Oltre ai pannelli è previsto un doppio battente in mogano che assicura ermeticità e insonorità all’ambiente

La nostra visita ad Aquileia è stata un’occasione unica per capire a fondo la filosofia, l’anima del cantiere fondato quarant’anni fa in provincia di Udine. Perché una barca è molto di più di un “semplice” processo di laminazione, di resinature, allestimenti e verniciature. Va oltre: ha un proprio spirito, un proprio DNA di cui il cantiere ne è portatore e la manodopera, con le maestranze in prima fila, ne sono il braccio armato.

A lavori ultimati, il Solaris (nella foto l'One 44) è pronto a volare sull'acqua per la gioia del proprio armatore
A lavori ultimati, il Solaris (nella foto l’One 44) è pronto a volare sull’acqua per la gioia del proprio armatore

Se le visite a bordo, per esempio in occasione di un salone, e le prove in mare sono utili per un approccio con la filosofia di un cantiere, scoprirne i segreti, conoscerne il mondo che si cela dietro può aiutare a capire davvero cosa sia una barca, quali sentimenti ed emozioni i progettisti e il cantiere vogliano davvero comunicare, quanta dedizione e sudore si celino dietro un progetto di successo. O di insuccesso, la filosofia non cambia. Perché il mondo delle barche, da qualsiasi ottica lo si voglia vedere, è un mondo complesso, molto di più rispetto alle automobili o agli aerei. Perché su questi gioielli del mare noi velisti ci viviamo, ne respiriamo l’aria, ci gongoliamo nella vista delle essenze e delle proporzioni, godiamo dei panorami che una crociera ci può regalare. Perché questa, parafrasando una frase celebre, non è che la nautica, bellezza.

www.solarisyachts.com

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