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Boston, USA, 25 maggio- La vicenda delle ricerche del naufragio del Cheeki Rafiki si è conclusa nel modo più triste, ovvero la constatazione della definitiva scomparsa dei quattro velisti inglesi. Il relito del 40.7 è stato rintracciato da un elicottero militare nella giornata di sabato e una nave da guerra americana è stata dirottata nell’area, a mille miglia a est di Cape Cod. Un sommozzatore ha verificato il relitto constatando che la zattera era ancora nel suo alloggiamento, senza registrare traccia dei dispersi.

La US Coast Guard ha diffuso anche una foto, in cui si nota la mancanza della chiglia con la stessa danneggiata, con probabili vie d’acqua.

Il relitto del First 40.7. Foto US Coast Guard
Il relitto del First 40.7. Foto US Coast Guard

Il militare ha verificato il nome Cheeki Rafili sullo specchio di pooppa e ha riferito che le finestrature erano rotte e lo yacht completamente allagato, senza bolle d’aria. Ciò toglie ogni speranza di trovare ancora in vita i quattro velisti inglesi dispersi, James Male, Andrew Bridge, Steve Warren e Paul Goslin.

Il foreign Office inglese ha fatto sapere che le ricerche con l’Hercules della RAF proseguiranno ancora per una giornata.

Boston, USA, 22 maggio– Grandissimo seguito internazionale della vicenda del naufragio del Cheeki Rafiki e della ricerca dei quattro velisti inglesi scomparsi nel Nord Atlantico. Le ricerche, riprese nella giornata di martedì dalla US Coast Guard in un’area di circa 100 miglia quadrate a mille miglia a est di Cape Cod dopo che erano state sospese domenica sera, stanno diventando imponenti. Oltre ad aerei americani e canadesi si è aggiunto anche un Hercules della Royal Air Force decollato dall’Inghilterra e atteso sull’area per le 14UTC di oggi. Vi sono poi cinque navi commerciali e almeno una trentina di yacht privati, alcuni addirittura salpati da Antigua e diretti nell’area delle ricerche.

La cartina della zona delle ricerche, courtesy Daily Mail
La cartina della zona delle ricerche, courtesy Daily Mail

Le speranze di trovare ancora in vita Andrew Bridge, James Male, Steve Warren e Paul Goslin, sono evidentemente legate alla possibilità che siano riusciti a salire sulla zattera di emergenza, dopo che il First 40.7 si è rovesciato nella mattinata di venerdì scorso. La sopravvivenza in acque sui 15°, infatti, non supera le 20 ore secondo le tabelle della USCG, a meno che non si sia appunto su una zattera correttamente lanciata a mare: lancio della stessa, taglio della cima che la collega alla barca, salita a bordo dopo essersi tuffati o scesi in acqua, messa in opera dell’ancora galleggiante e procedure legate al mantenimento del calore corporeo.

Una zattera del modello presente a bordo del Chheki Rafiki. Courtesy Daily Mail
Una zattera del modello presente a bordo del Chheki Rafiki. Courtesy Daily Mail

L’avvistamento del probabile relitto del 40.7, rovesciato e senza bulbo, avvenuto sabato scorso dalla nave della Maersk farebbe pensare a un rovesciamento abbastanza repentino, il che fa domandare se i velisti abbiano o no avuto il tempo di attivare le procedure di emergenza. Le condizioni del vento e lo stato del mare, fino a 50 nodi con onde di cinque metri, potrebbero far ipotizzare anche che i velisti indossassero le cinture e giubbetti regolamentari. Avrebbero avuto il tempo di farlo? Certo, la verifica del relitto avvistato dalla nave, ovvero la constatazione se i corpi dei velisti o la zattera fossero a bordo, sarebbe il primo passo per delle ricerche proficue. ma prima, però, quel relitto dovrebbe essere “ritrovato”.

La Petty Officer della USCG, una delle navi impegnate nelle ricerche. Foto USCG
La Petty Officer della USCG, una delle navi impegnate nelle ricerche. Foto USCG

Questa mattina uno degli yacht partecipanti alle ricerche ha segnalato l’avvistamento di alcuni rifiuti di legno e plastica nella zona delle ricerche, ma che non sono attribuibili al momento al Cheeki Rafiki. L’ammiraglio James Loy, ex comandante della US Coast Guard, ha affermato oggi che “i quattro velisti inglesi sono probabilmente purtroppo morti”.

L’onda emotiva e la partecipazione per questo caso, che è tra le prime notizie in Inghilterra da quattro giorni, è enorme e non si contano i messaggi su twitter di uomini pubblici, velisti di fama, uomini politici, semplici cittadini e ovviamente familiari dei dispersi.

Segnaliamo la completa ricostruzione del Daily Mail oggi online.

 

Boston, USA- Clamorosa marcia indietro della US Coast Guard americana, che ha annunciato oggi la ripresa delle ricerche dei quattro velisti inglesi dispersi nel naufragio del First 40.7 Cheeki Rafiki. Le proteste della Comunità velica internazionale e del Governo del Regno Unito, unita alla petizione con oltre 210.000 firmatari avviata da Nicola Evans di Belvedere (UK), un compagno di vela dello skipper disperso Andrew Bridge, hanno portato al ripensamento della Guardia Costiera americana. Una portavoce della USCG ha specificato che le ricerche sono riprese dalle 12:30 UTC di oggi e che “vedranno il coordinamento di mezzi aerei e navali”.

I quattro velisti dispersi
I quattro velisti dispersi

Come si ricorderà, dopo l’inizio dell’emergenza nella mattinata di venerdì scorso le ricerche erano proseguite per 53 ore per poi essere sospese, nella convinzione che la sopravvivenza in quelle condizioni (venti a 50 nodi e onde di 5 metri in Nord Atlantico) fosse impossibile oltre le 20 ore. Ciò, però, non considerava l’ipotesi che i quattro velisti inglesi fossero riusciti ad abbandonare la barca rovesciata a bordo della zattera di salvataggio, eventualità che poteva accrescere notevolmente le possibiliotà di sopravvivenza proprio per le caratteriostiche tecniche che le zattere oceaniche devono avere, secondo l’international standard ISO 9650.

Il relitto del 40.7 rovesciato senza la chiglia, avvistato e fotografato da una nave della Maersk Line a circa 1.000 miglia dalle coste del New England, aumentava poi le domande e la mancata verifica sul fatto che i velisti fossero ancora a bordo nella barca sottosopra e se la zattera fosse presente o meno, hanno scatenato la reazione di grandi nomi della vela internazionale, semplici armatori e comuni cittadini. Da qui la ripresa delle ricerche, che tengono viva la speranza dei familiari dei dispersi, Paul Goslin, 56 anni, lo skipper Andrew Bridge, 22, Steve Warren, 52, e James Male, 23.

Il 40.7 all'Antigua Sailing Week. Foto
Il 40.7 all’Antigua Sailing Week. Foto Wright

Il Cheeki Rafiki era impegnato nel trasferimento di ritorno dall’Antigua Sailing Week, a cui aveva preso parte con un equipaggio di charteristi, alla sua base di Southampton, in Inghilterra.

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http://www.bbc.com/news/uk-27492026?ocid=socialflow_twitter

Boston, USA- Allarme in Atlantico e in Gran Bretagna per il naufragio del First 40.7 Cheeki Rafiki e per la sorte di quattro velisti inglesi di cui non si hanno più notizie dallo scorso venerdì. La barca, che stava ritornando in Inghilterra dopo aver preso parte all’Antigua Sailing Week, la celebre regata caraibica, si sarebbe rovesciata dopo che nella giornata di giovedì era stata segnalata una via d’acqua a bordo con la barca che aveva comunicato di dirigere verso le Azzorre. Da venerdì mattina nessuna notizia dal 40 piedi, ma segnale di distress lanciato che ha dato avvio alle ricerche. La barca appartiene alla società di charter specializzata in regate Stormforce Coaching.

Il First 40.7 Cheeki Rafiki
Il First 40.7 Cheeki Rafiki

A bordo Andrew Bridge, 21 anni, Paul Goslin, 56, James Male, 23, e Steve Warren, 52. Secondo qaunto dichiarato da Stormforce il solo Bridge era pagato per il trasferimento, anche se tutti e quattro i velisti sono stati definiti esperti.

I soccorritori, con aerei canadesi e americani attivati per le giornate di venerdì e sabato, tengono presente anche l’ipotesi che i quattro possano essere saliti a bordo della zattera d’emergenza e che siano quindi alla deriva in Atlantico. Le ricerche aeree sono state però sospese dopo 48 ore, dando inizio a proteste da parte della comunità velica anglosassone.

A questo link si legge il comunicato ufficiale della US Coast Guard, in cui si specifica come una nave, la Maersk Kure, avrebbe avvistato un relitto di un 40 piedi rovesciato che corrisponde alla descrizione del Cheeki Rafiki. In particolare si riferisce che nella zona, a circa mille miglia a est del Massachusetts, venerdì erano presenti onde di 5 metri e venti fino a 50 nodi. Le ricerche sono state sospese dopo 53 ore, dopo aver avvertito le famiglie dei dispersi, perché si è considerato che la sopravvivenza in quelle condizioni non poteva andare oltre le 20 ore.

La foto del relitto del 40 piedi avvistato dalla nave della compagnia Maersk. Si nota lo scafo rovesciato senza bulbo, che confermerebbe l'ipotesi della perdita della chiglia. Fa scalpore il fatto che tale relitto non sia stato controllato per verificare la presenza della zattera a bordo o dei corpi dei velisti
La foto del relitto del 40 piedi avvistato dalla nave della compagnia Maersk. Si nota lo scafo rovesciato senza bulbo, che confermerebbe l’ipotesi della perdita della chiglia. Fa scalpore il fatto che tale relitto non sia stato controllato per verificare la presenza della zattera a bordo o dei corpi dei velisti

In Inghilterra, però, si chiedono se è stata davvero considerata la possibilità che i 4 velisti siano su una zattera di salvataggio e che, in tal caso, le tabelle di sopravvivenza delle autorità americane non sarebbero sufficienti a spiegare la fine delle ricerche. Un caso che potrebbe far discutere molto nelle prossime settimane. Molti nomi noti della vela oceanica internazionale ne stanno discutendo sui social network.

Cheeki Rafiki aveva la sua base alla Shamrock Quay Marina di Southampton, come riporta il Daily Telegraph.

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