SHARE

Aggiornamento 9 giugno- ACEA ha comunicato questa mattina i primi emendamenti al Protocollo, che riguardano alcuni punti chiave e subito oggetto di perplessità. La nomina del Regatta Director e dei suoi ufficiali di Regata, inizialmente prevista a carica del defender e del Challenge of Record, sarà ora demandata a tutti i team partecipanti, con un voto per team (i team possono rimuovere il RD a maggioranza del 75%). Fatto questo decisivo, perché dal Regatta Director dipendono poi una serie di nomine direttamente influenti sullo svolgimento dell’evento. Ricordiamo che il Regatta Director sarà anche responsabile delle trattative con l’ISAF (leggi sotto).

E’ stato anche chiarito come, dall’inizio delle AC World Series in poi, i team coinvolti nella Coppa debbano avere un permesso scritto del Commercial Commissioner dell’AC per partecipare ad altri eventi fuori dalla AC (per esempio EXSS, World Matrch Race Tour…). Inizialmente si era creata confusione, e polemica, sul fatto che ci si riferisse ai singoli velisti (che per esempio non avrebbero potuto prendere parte ai Giochi Olimpici), ma è stato specificato che si parla di “any entity that has been selected to represent any yacht club…”, ovvero i team.

Leggi qui la voce critica di PJ Montgomery, commentatore storico kiwi della Coppa.

Qui sotto gli emendamenti:

m195_ac35-protocol-amendment-1

San Francisco, USA- Sono quattro le sedi ancora in corsa per ospitare la parte finale nel 2017 della 35th America’s Cup. Oltre a San Francisco in gioco sono rimaste San Diego, Chicago e le Bermuda. La sede sarà rivelata il prossimo novembre ma proprio questo ritardo, insieme ad altre parti del Protocollo annunciato nei giorni scorsi, ha sollevato le prime critiche di Emirates Team New Zealand.

Spithill festeggia la vittoria nella 34th AC, 26 settembre 2014 a San Francisco. Foto Borlenghi
Spithill, Falcone ed Ellison festeggiano la vittoria nella 34th AC, 26 settembre 2014 a San Francisco. Foto Borlenghi

Critiche aspre, per voce dello stesso leader kiwi Grant Dalton che ha dichiarato come l’incertezza sulla sede renda quasi impossibiloe concludere accordi di sponsorizzazione per quei team che, come appunto quello neozelandese, non si basano su un proprietario multimilardario ma sulla raccolta di sponsor.

“Non so come si possano conciliare i due aspetti. Senza una sede non puoi raccogliere fondi reali così che ciò rende il tutto assai complicato per i team commerciali”, ha detto Dalton alla Newstalk ZB, “Gli sponsor non prenderanno nessuna decisione finale. Senza avere una sede che sia rilevante per loro, non potrai concludere alcun accordo”. A Dalton aveva risposto in tono un po’ sprezzante James Spithill, skipper incaricato con ruoli di immagine (da Russell Coutts), che nei giorni scorsi aveva scritto che “se Team NZL non riesce a raccogliere i fondi, forse lo deve anche al suo management”, invitando poi Dalton a non rinunciare al “suo ruolo di grinder”.

Certo che il buon Spithill ha gioco facile potendo contare sui budget infiniti di Larry Ellison, ma la realtà per chiunque non sia nella top cento di Forbes, appare un po’ diversa… Problematiche simili avrebbe anche Sir Ben Ainslie, il cui team inglese sarebbe pronto ma il cui annuncio tarda ancora, pare proprio per questo aspetto fondamentale.

Ma non è solo questo aspetto a far protestare i kiwi, tanto che lo stesso New Zealand Herald si interroga sull’opportunità o meno di seguire Oracle Team USA sulla strada indicata dal Protocollo o, piuttosto, organizzare una Coppa “alternativa”, lasciando solo il defender. Provocazioni a parte, proprio l’analisi dei punti chiave del Protocollo lascia molti dubbi sui propositi reali di Coutts ed Ellison.

Punto uno, il defender partecipa alle regate di selezione e, se le vince, partirà con un punto di vantaggio nell’AC Match. Mai visto prima.

Punto secondo, Oracle potrà costruire due AC62 ed effettuare un two boat testing mentre gli sfidanti no. Anche questa novità senza precedenti e un evidente vantaggio per chi ne gode, tantro che lo stesso Iain Murray del challenger of record Team Australia ha ammesso che “è stato un punto di luga e difficile trattativa”.

Terzo e più scottante punto. La mancanza di una Giuria Internazionale indipendente, sostituita da un collegio arbitrale senza veri poteri, rende di fatto la Coppa America fuori dall’orbita ISAF, la federvela mondiale presieduta da Carlo Croce, che certo si trova a dover affrontare un problema non da poco. L’AC couttsiana vuole fare a meno dell’ISAF, da qui l’idea di commissioner, lega mondiale… ma può farlo? Ricordiamo che la Coppa, così come la Volvo Ocean Race, le Extreme Sailing Series e il World Match Tour, gode dello status di “special event” ISAF, ovvero fa parte della vela internazionale e ne usa le regole, con alcune eccezioni concordate. Qualunque regata si svolge grazie all’egida della federazione vela mondiale e delle sue affiliate nazionali, allenamenti compresi. O si troverebbe una capitaneria di porto in grado di dare il permesso di navigare e regatare a oggetti volanti a pelo d’acqua che filano a 40 nodi?

Secondo alcune interpretazioni la mossa di Oracle potrebbe di fatto portare a ritorsioni dell’ISAF sui velisti che vi partecipano, squalifiche, sospensioni… Improbabile? Certo, ma anche punto di discussione in una trattativa che le due parti, il detentore della Coppa America e la federvela mondiale, certamente apriranno nelle prossime settimane.

La rincorsa di Oracle team USA a ETNZL è stata agevolata dal fattore "tempo"
Oracle team USA e ETNZL nell’AC Match. Foto Borlenghi

Non si tratta della regata in sè, che contiene anche interessanti elementi di interesse e che tecnologicamente resta sempre all’avanguardia con i prossimi AC62, destinati probabilmente a essere ancora più spettacolari dei 72, quanto delle regole per disputarla e, se Oracle lo consente, eventualmente vincerla. Su questo si attende anche la posizione di Luna Rossa Challenge, che ha formato un potente sailing team (ai già annunciati Adam Minoprio e Pietro Sibello si sono aggiunti a quanto è dato sapere l’ex Oracle Shannon Falcone e il guru dei Moth Bora Gulari) e che dovrebbe annunciare un organigramma completo in questa settimana.

La Coppa resta l’evento più importante della vela mondiale. Il suo fascino, conquistato in decenni di marketing positivo fatto di storie, tecnologia, spionaggi, cause in tribunale, imprese epiche, fortune dilapidate, può anche sopravvivere alla cura Coutts, ma a quale prezzo? Alla fine, con il circuito AC45 e i 62 nel 2017, ci sarà molto da vedere, ma uno dei principi base degli sport professionistici americani, che per il resto sono stati copiati dal defender, sembra di difficile applicazione da parte di Larry Ellison. A tutti, ovvero, deve essere data la possibilità, almeno teorica, di vincere. E’ ciò possibile secondo le regole scritte nel Protocollo della 35th America’s Cup?

www.americascup.com

3 COMMENTS

  1. Sbaglio o proprio Ellison ha iniziato la battaglia legale con Alinghi anche perché voleva far partecipare il difender alle regate di selezione?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here