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Porto Rotondo- Quest’anno Solaris festeggia i suoi quarant’anni di attività. E lo ha fatto nel migliore dei modi, organizzando la scorsa settimana a Porto Rotondo un evento indimenticabile per chi vi ha preso parte. Due giorni intensi, scanditi da prove in mare, cocktail party e cena luculliana a base di piatti sardi. Emozioni a profusione, sia in barca sia a terra. Accoglienza e sorrisi, massima disponibilità nello spiegarci l’anima di barche superbe e pratiche come il 42 piedi o il 72 Deck House, un vero Blue Water Cruiser destinato alle circumnavigazioni del mondo.

In coperta sul Solaris 72 durante la nostra prova. Foto Maselli
In coperta sul Solaris 72 durante la nostra prova. Foto Maselli

Non deve stupire tutto questo perché chi bussa alla porta del cantiere di Aquileia non vuole solamente comprare una barca, ma ne sposa la filosofia, quel cambio di passo che lo ha fatto crescere soprattutto negli ultimi dieci anni, ricevendo apprezzamenti e premi in tutto il mondo (non ultimo l’Asian Boating Award). Qui si parla di famiglia, di un gruppo unito dall’amore per il mare, dalla vela vissuta ai massimi livelli emozionali e dall’accoglienza competente (in inglese si usa una parola un po’ fredda e fuorviante, customer care) di chi indossa i colori grigio/blu del cantiere. Sono i solaristi, armatori che crescono in Solaris e sentono di non poterne fare più a meno. E tra questi non ci sono solamente italiani. Perché durante la cena e gli altri appuntamenti glamour, abbiamo parlato con persone provenienti da Svizzera, Inghilterra, Germania.

Un momento della cena organizzata da Solaris allo Yacht Club Porto Rotondo. al centro del buffet solamente piatti tipici della Sardegna
Un momento della cena organizzata da Solaris allo Yacht Club Porto Rotondo. al centro del buffet solamente piatti tipici della Sardegna

Quando arriviamo a Porto Rotondo, ad aspettarci c’è una flotta di sette Solaris destinati alle prove in mare (senza contare altre quattro in “appoggio” e tutti i Solaris che sono venuti nei giorni precedenti la nostra prova): dal piccolino di 42 piedi fino ai due Maxi di 72, il Classic e il Deck House, due mondi, due modi completamente differenti di intendere la navigazione e la vita in rada. Sono già otto giorni che queste barche corrono in lungo e in largo in quel tratto di mare chiuso fra il golfo di Cugnana e di Marinella, dove si affaccia Porto Rotondo.

L’anteprima video della nostra prova del Solaris 42:

A giugno si respiran la pace, il silenzio e la bellezza di luoghi con pochi eguali al mondo. Le isole di Soffi e Mortorio di fronte al marina, il golfo di Marinella con le sue spiagge bianchissime e l’acqua verde, oppure, più distante ma facilmente raggiungibile, l’isola di Tavolara, meta prediletta per la ricchezza e la varietà dei suoi fondali da chi pratica il diving. In questa cornice abbiamo testato (e “smontato”) due Solaris, il 42 e il 72 Classic, entrambi i progetti firmati da Soto Acebal. E la firma del noto architetto argentino si vede nell’estetica e nelle linee d’acqua.

La giornata è molto calda e il vento leggero è sempre intorno agli 8 nodi da 75 gradi. Certo, avremmo desiderato provare le barche anche in altre condizioni meteorologiche. In ogni caso siamo rimasti molto soddisfatti delle nostre “crociere veloci”.

Il Solaris 42 in bolina si è dimostrato una barca veloce, sicura e morbida al timone
Il Solaris 42 in bolina si è dimostrato una barca veloce, sicura e morbida al timone

Comune denominatore di entrambe le barche è la solidità, accoppiata a una rigidità dello scafo. Un risultato reso possibile grazie ad alcuni accorgimenti tecnici sperimentati e consolidati nel corso degli anni: le maestranze del cantiere italiano sono intervenute lì dove le sollecitazioni sono più concentrate come l’attacco della chiglia allo scafo, la base dell’albero e le lande degli stralli. Così i madieri e i longheroni del fondo e della murata sono stratificati e resinati allo scafo senza controstampi, oppure le paratie sono realizzate in composito e completamente laminate a scafo e coperta.

Altro punto in comune fra le due barche è l’estrema pulizia della coperta grazie alle manovre che scorrono sotto i carter e il teak, le lande a murate, gli osteriggi a filo e i carrelli del genoa posizionati accanto alla tuga. Una scelta dettata dalla praticità e non solo dall’estetica perché libera ampie zone relax da dedicare all’abbronzatura.

La prima nostra uscita, mattutina, è a bordo del Solaris One 42, anno di costruzione 2012. Un vero fast cruiser che, nonostante la brezza leggera, in bolina ha garantito ottime velocità senza rivelarsi nervosa e difficile da gestire nonostante un piano velico generoso. La facilità di gestione in equipaggio ridotto è supportata dall’armo di un genoa a scarsa sovrapposizione.

Sotto gennaker abbiamo iniziato la nostra discesa verso Porto Rotondo dopo aver doppiato la piccola isola di Mortorio
Sotto gennaker abbiamo iniziato la nostra discesa verso Porto Rotondo dopo aver doppiato Mortorio

Durante la crociera doppiando l’isola di Mortorio, il 42 è risultato stabile ed equilibrato, aiutando lo skipper ad affrontare in tutta sicurezza eventuali situazioni di emergenza che si dovessero presentare. Il fast cruiser si è dimostrato sempre reattivo e pronto a riprendere la sua cavalcata con minime regolazioni.

Per quanto riguarda gli interni la versione in prova prevedeva tre cabine e due bagni. La vita a bordo si concentra nel quadrato razionale e molto luminoso grazie all’abbondanza di punti di luce naturale. Proprio sopra la cucina a L è stato predisposto un piccolo oblò apribile per aumentare la ventilazione. In generale, pur non essendo un Maxi, gli interni sono estremamente curati, le finiture sono di qualità proprio come vuole la tradizione dei Solaris. Da notare l’eleganza e la morbidezza nelle forme dei due tientibene di cucina e tavolo da carteggio, la cui seduta è così larga da poterci lavorare anche in due.

Il pozzetto è studiato sia per la crociera in equipaggio ridotto sia per regate IRC. Doppia timoneria avanzata e trasto recesso contribuiscono a  renderla sportiva, il layout pulito e la spiaggetta a poppa invece denotano l'anima croceristica. A poppa si può notare l'accenno di spigolo (chain) per boline da brivido
Il pozzetto è studiato sia per la crociera in equipaggio ridotto sia per regate IRC. Doppia timoneria avanzata e trasto recesso contribuiscono a renderla sportiva, il layout pulito e la spiaggetta a poppa invece denotano l’anima croceristica. A poppa si può notare l’accenno di spigolo (chain) per boline da brivido

Il Solaris 72

Nel pomeriggio siamo invece saliti sull’ammiraglia di 72 piedi, la versione disegnata da Soto Acebal. La Deck House, infatti, porta la firma di Dough Peterson. Il maxi è un puro custom come vuole la nuova strategia del cantiere, dando massima libertà di personalizzazione all’armatore. Nel nostro caso il proprietario ha optato per un elegante mega materasso sul quale possono comodamente sdraiarsi tutti gli ospiti, mentre comandante e marinaio conducono con semplicità il luxury cruiser nella zona a loro adibita del pozzetto a doppia timoneria con quattro winch elettrici a tre velocità. Nonostante le sue dimensioni, siamo riusciti a manovrare in un fazzoletto grazie alle eliche di poppa e di prua per uscire dal marina.

Armare e avvolgere le vele (soprattutto in virata se si issa un Code) è veloce e semplice grazie ai sistemi elettrici integrati nella colonnina della timoneria.

L'area manovra è separata dalla lounge area da un'immensa distesa di cuscinoni dedicati al relax e ai bagni di sole degli ospiti
L’area manovra è separata dalla lounge area da un’immensa distesa di cuscinoni dedicati al relax e ai bagni di sole degli ospiti

Gli interni, dove vige l’ancestrale regola della tripartizione degli spazi, ci colpiscono per l’insonorizzazione della sala macchine e di tutti gli ambienti, tanto che mentre l’equipaggio manovra, utilizza i bagni e chiacchiera sopra, sottocoperta è solo silenzio. E grazie al raised saloon ammiriamo dalle finestrature della tuga e delle murate il mare scivolare sotto di noi.

L'armatoriale del 72 è leggermente rialzata e gode di vista e luminosità grazie all'abbondanza di finestrature e oblò. Il bagno dedicato presenta una particolarità: ha doppio lavabo, proprio come nella case più spaziose
L’armatoriale del 72 è leggermente rialzata e gode di vista e luminosità grazie all’abbondanza di finestrature e oblò. Il bagno dedicato presenta una particolarità: ha doppio lavabo, proprio come nella case più spaziose

Scheda tecnica del Solaris One 42
Progetto: Javier Soto Acebal/Lucio Micheletti
Lunghezza scafo: 12,36 m
Larghezza: 3,99 m
Immersione: 2,25-2,50 m
Dislocamento: 8.800 kg
Sup velica: 95,00 mq

Sul numero di luglio di FareVela la prova completa del Solaris One 42. In appendice dedicheremo uno spazio anche alla nostra visita al cantiere di Aquileia.

Infine sul numero di settembre la prova completa del Solaris 72 Classic.

(articolo scritto in collaborazione con Daniel Ciotti)

www.solarisyachts.com

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