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Gouvia, Grecia- “La tassa di stazionamento in Grecia? Secondo me rimarrà nel cassetto del Ministero”. A parlare è Dimitris Koutsodontis, il direttore generale del Marina di Gouvia a Corfù, uno dei più grandi porti turistici della Grecia con i suoi 1.235 posti per barche fino a 80 metri. L’abbiamo incontrato all’indomani della conclusione della regata Brindisi-Corfù. Una lunga intervista in cui ci abbiamo toccato i principali temi e problemi che il governo e le autorità portuali stanno affrontando da mesi e che ruotano principalmente intorno all’introduzione della tassa di stazionamento per il diporto nazionale e straniero.

Un allarme scattato all’indomani della promulgazione della legge che avrebbe dovuto introdurre una nuova tassa per tutte le barche in acque greche e che ha creato non poche apprensioni per le migliaia di armatori, anche italiani, che notoriamente navigano tra le Ioniche, l’Egeo e il Dodecanneso. A novembre il governo ellenico annunciò l’introduzione della misura per i primi di gennaio 2014. Ma da allora non è mai entrata in vigore e la legge, oggi, giace su una scrivania in attesa di ricevere dal Ministero competente le linee guida.

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Dimitris Koutsodontis, direttore del Marina di Gouvia a nord di Kèrkira, capoluogo dell’isola di Corfù. Per lui la tassa di stazionamento non entrerà mai in vigore

“Sicuramente non entrerà questa estate – rassicura Dimitris Koutsodontis – ma, secondo me, non entrerà mai in vigore. Per la Grecia tassare il turismo straniero non sarebbe altro che un suicidio economico vista l’importanza e l’incidenza annuali del traffico da diporto per la nostra economia”. “Inoltre da quando è stata approvata in Parlamento, non abbiamo avuto più notizie né noi né le autorità portuali. Un motivo ci sarà no?”.

Che si siano resi conto che la tassa avrebbe gli stessi effetti catastrofici testati dall’Italia all’epoca del governo Monti? “La nostra economia è in lenta ripresa – ci assicura il numero uno del marina sorto a 7 km dal capoluogo Kerkira – e abbiamo bisogno di misure serie e a breve termine. Il fatto che sulla questione tutti tacciano mi fa ben sperare e non solo per il mio marina ma per tutti quelli del Paese”.

Il Marina di Gouvia con i suoi 1.235 posti barca è uno dei più grandi porti turistici della Grecia. Ogni anno registra il tutto esaurito e per il 70% sono stranieri
Il Marina di Gouvia con i suoi 1.235 posti barca è uno dei più grandi porti turistici della Grecia. Ogni anno registra il tutto esaurito e per il 70% sono stranieri

“Se tassassimo gli stranieri sortiremmo l’effetto Italia per cui tutti scapperebbero dalla Grecia per rifugiarsi in altri Paesi del Mediterraneo come la Turchia. Se fosse vera l’equazione secondo la quale chi possiede una barca allora è ricco, perché non tassare solamente i nostri concittadini? Venendo qui, gli armatori stranieri portano soldi, ricchezza e aiutano la filiera, l’indotto, della nautica ellenica e delle isole in particolare. Tanto più che in genere lasciano la barca anche per più di un anno e pagano già il 23 per cento di IVA”.

Come tanti altri marina in Grecia, anche quello di Gouvia vive principalmente di e per il turismo nautico straniero. Tanto che attualmente le barche locali ormaggiate sono solamente un centinaio e generalmente di piccola taglia. “Questo numero è molto indicativo – spiega Dimitris Koutsodontis – perché ti fa capire come la nostra economia del mare poggi sul turismo e non possa sussistere grazie ai contributi dei connazionali. La politica nazionale deve concentrarsi piuttosto su come attrarre capitali e armatori stranieri, senza danneggiarli inutilmente”. Basta solo questo numero per capire la portata del fenomeno: il 70 per cento delle barche ormeggiate batte bandiera straniera. Italiani, inglesi e tedeschi per la maggior parte.

“Attualmente abbiamo il 95 per cento delle banchine affitatte. Fate un po’ voi…”, ci dice un sorridente Dimitris Koutsodontis. “Certo è che il marina sopravvive proprio grazie agli stranieri”.

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Infine non si fa scappare una battuta sull’Italia e sulla sua politica nautica. “Vuole sapere proprio la verità? Quando è stata promulgata la legge, tutti pensavano che l’avessi scritta io”. “Vi ha rovinato perché vi è stata una fuga in massa dai porti italiani verso altre nazioni come Croazia, Slovenia, Grecia, Turchia e Tunisia”.

“Perciò, proprio sull’esempio italiano, credo che alla fine il governo opti per tassare solamente le barche elleniche lasciando agli stranieri il piacere di navigare nei nostri meravigliosi mari”.

 

 

 

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