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Saint Tropez, Francia- Com’è navigare a bordo del monoscafo da regata più veloce e vincente (almeno per quanto riguarda il tempo reale) del Mediterraneo? Ve lo raccontiamo oggi, dopo la nostra uscita con Esimit Europa 2, il supermaxi da 100 piedi dello sloveno Igor Simsic che, intorno alla sua barca, ha costruito un progetto di pubbliche relazioni a livello europeo legato alla distribuzione dell’energia e dell’integrazione europea.

Esimit Europa 2 oggi a Saint Tropez. Foto Ferri/Studio Borlenghi/Esimit
Esimit Europa 2 oggi a Saint Tropez. Foto Ferri/Studio Borlenghi/Esimit

La giornata inizia con la colazione alle nove del mattino, con lo skipper Jochen Schuemann e il timoniere Alberto Bolzan. Ormai selezionato da Team Alvimedica per la prossima Volvo Ocean Race, il friulano è con la Giraglia Rolex Cup alla sua ultima regata al timone di Esimit prima dell’avventura al giro del mondo che lo appassionava sin da bambino e che ora vede realizzarsi… Con la benedizione del “Maestro” Schuemann in persona. “E’ una grande opportunità per lui, visto che la Volvo Ocean Race è un grandissimo evento”, ci dice il tre volte oro olimpico berlinese, “Alberto è cresciuto molto con noi ed è pronto per la vela adulta. Per sostituirlo, ora che la sua selezione è stata confermata, abbiamo delle idee interessanti”.

Il nostro video onboard su Esimit:

A 60 anni compiuti, Schuemann è ancora in perfetta forma. Fisico possente, idee chiare, carisma immutato dai tempi del Soling olimpico e della Coppa America vinta con Alinghi. A bordo, quando il Maestro parla, al solito non vola una mosca e bastano poche parole per avere una definizione compiuta del concetto di carisma. Nel corso della colazione, ci concediamo anche alcune incursioni sull’America’s Cup… “Un Protocollo pazzo”, ci dice, “con alcuni punti che proprio sono difficili da capire. Soprattutto la mancanza di certezze su luogo e date rende davvero complicato il progetto di chi non ha un magnate alle spalle e deve cercare degli sponsor”. Schuemann ci dice anche di aver provato a creare un team in Germania, ma di aver dovuto rinunciare proprio a causa di tali incertezze.

Jochen Schuemann e Alberto Bolzan. Foto Ferri
Jochen Schuemann e Alberto Bolzan. Foto Ferri

Meglio tornare su Esimit, quindi, anche se dalle sue parole si percepisce come rimpianga un po’ della vera vela agonistica. “Con Esimit dopo la Giraglia torneremo in Adriatico per alcuni eventi fino alla Barcolana, per poi concludere la stagione con la Rolex Middle Sea Race, sarebbe interessante poter avere una sorta di “lega” dei 100 piedi, ma al momento siamo un po’ sparsi per il mondo”.

Mentre si disputa la terza regata costiera della Giraglia Rolex Cup, Esimit prova l’intero percorso di regata, iniziando con una bolina. Saliamo a bordo e subito notiamo le timonerie molto avanzate e la pulizia del pozzetto dovuta anche alla mancanza delle colonnine dei grinder. “Su Esimit abbiamo sempre il generatore acceso, che pompa l’olio nell’idraulica dei circuiti delle manovre e l’energia dei winch primari, su queste dimensioni fare grinder sarebbe durissima”, ci spiega Stefano Rizzi, il tailer.

Alberto Bolzan al timone. Foto Ferri
Alberto Bolzan al timone. Foto Ferri

Bolzan è attentissimo al timone e Schuemann controlla il tutto con i suoi consueti sguardi che, come dicevano su Alinghi ai tempi della Coppa vinta, “impediscono agli altri di sbagliare”. La barca, con i suoi trenta metri, appare molto stretta rispetto alle ultime tendenze. In bolina filiamo 11 nodi con 10-11 di vento reale. Scendendo arriviamo a 13-14 a 145° con R1 a riva, e al traverso, con Upwind 0 issato, arriviamo a 15,5 nodi. Basta un nodo in più di vento per puggiare 4-5 gradi verso l’obiettivo. Dalla Configuration Sail Chart di Esimit, esposta in pozzetto, notiamo che la barca non naviga mai sotto i 145 gradi dal vento reale a scendere, ma non è certo una novità nella vela contemporanea dove, se lo spinnaker fa parte della preistoria, anche i gennaker sono ormai sulla via dell’estinzione sacrificati sull’altare delle vele portanti da VMG.

A bordo di Esimit durante il lato al traverso con J0. Foto Tognozzi
A bordo di Esimit durante il lato al traverso con UW0. Foto Tognozzi

La barca naviga con la canting keel che in bolina viene inclinata fino a 41° e al lasco a 30°. La potenza conseguente è spaventosa, ma ci appare anche gestibile visto che la barca pare avere accelerazioni costanti e angoli di bolina stupefacenti, come ci conferma anche il timoniere Alberto Bolzan. Alla randa c’è Jordi Calafat, oro olimpico in 470 a Barcellona 1992 (quella stessa in cui Schuemann mancò il podio chiudendo quarto nel match race dei Soling, ma poi sarebbero arrivati l’oro di Savannah e l’argento di Sydney). A bordo anche gli italiani Gabriele Olivo (se Bolzan sarà il prossimo italiano a fare la Volvo, lui è stato l’ultimo, su Telefonica Blu nel 2008-09), Stefano Ciampalini e Cristian Griggio, che alle drizze è praticamente l’unico che ancora schiuma energia muscolare alle manovelle per issare le vele avvolgibili da lasco.

Esimit in bolina. Foto Ferri
Esimit in bolina. Foto Ferri

La stabilità del 100 piedi impressiona, così come la rapidità delle manovre. Ogni lato ha la sua vela e per la lunga che parte domani a mezzogiorno Esimit ha intenzione di scappare subito, anche se “Dando un’occhiata al meteo, non pare essere un’edizione da record”, ci dice il Maestro. Noi scendiamo, mentre Esimit Europa riparte per una nuova bolina test, perchè domani è il giorno della grande classica dello Yacht Club Italiano, la Giraglia Rolex Cup.

www.esimit.com

www.yci.it

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