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Newport, USA- Team Alvimedica e Abu Dhabi Ocean Racing iniziano oggi la transatlatica di ritorno in Europa da Newport. Di Alvimedica, come noto, fa parte Alberto Bolzan, unico italiano presente nella Volvo Ocean Race 2014-15.

L'equipaggio di Alvimedica, con Alberto Bolzan
L’equipaggio di Alvimedica, con Alberto Bolzan, il secondo da sinistra in basso

Queste le sue dichiarazioni di questa mattina, pochi minuti prima della partenza per Southampton.

L’audio

Come ti senti ad essere il primo italiano, dopo tanti anni, a partecipare alla Volvo Ocean Race?
E’ una cosa che mi da molta soddisfazione, soprattutto perché quei velisti che sono stati gli ultimi a partecipare ( Stefano Rizzi e Claudio Celon n.d.r.) sono proprio quelli per cui nutro più rispetto. Sono miei grandi amici anche al di fuori dell’ambito velico, li ho sempre considerati dei velisti di altissimo livello e penso che la gran parte delle loro capacità , oltre alle classi olimpiche, derivi proprio dall’esperienza nella Volvo Ocean Race.

Hai chiesto loro dei consigli?
Glieli chiedo da quando sono un ragazzino… Li conosco da tanti anni, ho incontrato Stefano Rizzi per la prima volta quando avevo dieci anni, abbiamo parlato sempre tanto di questa regata.

Alvimedica è il team più giovane e tu sei il più vecchio dei più giovani?
Non so se sono il più vecchio… sicuramente fra i più vecchi. Fa strano, visto che ho solo 32 anni, di solito ero sempre il più giovane a bordo.

Che sensazioni hai avuto a navigare sulla nuova barca, il Volvo Ocean 65?
La barca dà una sensazione di grande sicurezza, ma senza sacrificare le prestazioni, abbiamo visto che la barca è veloce soprattutto con vento forte ed è stata comunque una bella sorpresa anche con poco vento. Me la aspettavo, vista la robustezza,  più lenta mentre anche con aria leggera le prestazioni sono buone. E’ molto divertente, perché si può spingere, e dà sempre l’impressione di essere sicura.

Team Alvimedica a Newport. Foto Forster
Team Alvimedica a Newport. Foto Forster

Quali sono secondo te i fattori che faranno la differenza in regata?
Essendo un monotipo la cosa fondamentale è avere un equipaggio che consenta di essere sempre al 100% delle performance, e 24 ore al giorno. Anche sul lungo periodo. Quello è il segreto. La differenza la fanno gli uomini, dal primo all’ultimo che devono lavorare insieme, nella regolazione delle vele, nel timonare la barca, nel trovare l’assetto migliore. Bisogna trovare il modo di andare il più veloce possibile, in ogni situazione, anche quando si è stanchi. Quindi sicuramente si va verso il focus sull’equipaggio, molto di più di quanto avvenisse con le barche delle edizioni precedenti.

Cosa vi aspetta nelle prossime settimane?
Stiamo lavorando per rifinire la preparazione, in vista della partenza da Newport il giorno 9 luglio. Faremo questa transatlantica che sarà la seconda in un mese. La faremo insieme ad Abu Dhabi Ocean Racing per cui sarà bello anche navigare insieme, testare le barche, vedere le sensazioni che si sono raccolte fino ad adesso e vedere se in pratica ci stiamo muovendo nella giusta direzione per quello che riguarda la messa a punto della barca. Sarà un bel test.
Interessante per noi, perché Abu Dhabi sicuramente è uno dei team più preparati allo stato attuale perché sono fra i primi ad aver navigato. L’equipaggio è molto esperto in questo tipo di vela. Dal confronto con loro avremo certamente moltissimo da imparare

Arriveremo a Southampton, avremo una pausa di dieci giorni circa e poi partiremo per la Round Britain and Ireland Race, che è una regata impegnativa, ho visto che sono più di 1.800 miglia. Ritornati a Southampton ci rimarremo fino a fine agosto, per poter svolgere anche le esercitazioni di sicurezza e sopravvivenza e poi da settembre la barca sarà ad Alicante.
www.volvooceanrace.com

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