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Malcesine- Sulla The Foiling Week, l’interessante settimana di regate e seminari organizzata tra Torbole e Malcesine dall’omonima Associazione dedita alla promozione delle barche a foil, ospitiamo il commento del nostro Stefano Avanzi, presente alla tre giorni di convegni.

GC32 in foiling sul Garda durante la Foiling Week. Il cat ha stabilito un record di velocità a 37,9 nodi. Foto Martina Orsini
GC32 in foiling sul Garda durante la Foiling Week. Il cat ha stabilito un record di velocità a 37,9 nodi. Foto Martina Orsini

“Tenuto conto che era il primo evento del genere in Italia, direi che ha avuto un notevole successo. Forse una maggiore pubblicità in anticipo rispetto ai tempi di realizzazione, avrebbe consentito una maggiore affluenza di pubblico e di aziende. Comunque sono arrivati da tutto il mondo (anche a loro spese) progettisti, costruttori e velisti titolati (coinvolti anche nei più importanti team di Coppa America).

Ciò significa che hanno interesse a esporre le loro idee e i loro studi in merito ai foil, i loro prototipi e confrontarsi con altri. Tra alcuni di loro sono nati accordi per collaborare congiuntamente su nuove barche /prototipi.

Raggiunti quindi gli obiettivi dell’evento. Sull’onda dell’ultima Coppa America, sul successo dei Moth, sul record di Sailrocket a + di 65 nodi, lo scopo era quello di influenzare i vari soggetti del mondo velico, ad avvicinarsi ai foil (sia su monoscafi, sia multiscafi), su barche diverse e di qualsiasi dimensione, senza rimanere circoscritti alla sola AC.

The Foiling Week è riuscita a essere la prima a organizzare un evento sui Foil con un concept in grado di farlo uscire da una supernicchia, ovvero:  FORUM + BOAT SHOW + REGATE + PROVE IN MARE

L’integrazione tra soggetti  (progettisti, costruttori, fornitori di materiali e attrezzature, velisti) si è confermatra la migliore strada per condividere idee ed esperienze per crescere in termini di conoscenza e tecnologia applicata.

L’evento ha avuto, a nostro parere, un successo e sarà sicuramente ripetibile.

La replica del Forum, day 3

Day 2

Day 1

IL FORUM

Svolto in streaming,  per 3 mattinate (8-10 luglio) in sala la presenza di circa 60 persone, moderatore un docente del Politecnico di Milano.

Andrea Ratti  Architetto e dottore di ricerca in Innovazione Tecnica e Progetto nell’Architettura, svolge attività didattica e di ricerca presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Codirettore del Master in Yacht Design del Politecnico, è vicepresidente di ATENA Lombardia (Associazione Italiana Tecnica Navale), membro del Consiglio Direttivo di Assocompositi (Associazione Italiana Materiali Compositi), membro della commissione UNI-yacht recycling. Coordina le attività di progetto, costruzione e conduzione delle derive di 1001 Vela, sviluppando ricerca applicata su tecnologie innovative in campo nautico.

Un momento dei Forum. Foto Martina Orsini
Un momento dei Forum. Foto Martina Orsini

Si è ripercorsa la storia dei foil (da origini militare su barche a motore US NAVY, alla adozione in campo velico negli anni 50-60). Molto coivolgente, anche per le doti oratorie di James Grogono, la storia di “ICARUS”  I e II ,  un tornado attrezzato in UK con foil in legno. Fino ad arrivare ai nostri giorni con il record di Vestas Sail Rocket.

Interessate verificare che nonostante 50 anni di differenza, la possibilità oggi di avere maggiori informazioni e dati dagli strumenti informatici,  la presenza dei materiali compositi, di sistemi di regolazione, e quant’altro, il confronto tra progettisti di “generazioni diverse” sia stato del tutto entusiasmante, paritetico, collaborativo , perché in fondo le tematiche e le problematiche che si cerca di risolvere, oggi, sono le stesse di allora:

  1. Stabilità verticale (lift)
  2. Stabilità di peso  (heave)
  3. Stabilita di beccheggio (pitch)
  4. Stabilità di rollio (roll)
  5. Effetti di  torsione (catamarani)
  6. Resistenze e attriti (drag)
  7. Ventilazione e cavitazione (ventilation, cavitation)
  8. Prue alte per evitare l’impatto con le onde, oppure penetranti (wave piercing bow)
  9. Piani velici (compromesso tra angoli di attacco vele / riduzione sbandamento (heeling moment)

E’ stato evidenziato come ci siano volute decine di anni per passare da 30 a 40 e quindi 50 nodi e come in 5 anni si è passati da 50 a 65 nodi. Alla domanda se velocità di 60-70 nodi potranno diventare usuali in futuro, tutti hanno espresso un consenso sulle possibilità fornite oggi dalla tecnologia (materiali, informatica, elettronica…), ma anche qualche perplessità in termini di stabilità e sicurezza (per la diversità delle condizioni marine e per fenomeni quali ventilazione e cavitazione che emergono alla alte velocità)

E’ emerso come l’uso dei foil comporti un’analisi dettagliata di molte variabili che si integrano tra di loro, per le quali bisogna ricorrere a compromessi progettuali e costruttivi, anche perché il foil potrebbe essere paragonabile ad un’ala di aereo quando fuori dall’acqua AEREODYNAMIC , non lo stesso quando immerso nell’acqua, peraltro dolce e salata, che  presentano viscosità diverse HYDRODINAMIC)

E’ emerso come oggi i sistemi informativi e delle comunicazioni (wifi) siano in grado di immagazzinare e gestire un’innumerevole mole di dati sui flussi hydrodinamici, e di fornirli in tempo reale.

Lo sforzo futuro per evolvere in termini di velocità, sarà legato anche ai sensori per recepirli, all’elettronica e a sistemi /leveraggi meccanici che in tempi brevi siano in grado di modificare l’assetto delle imbarcazioni.

I vari progettisti hanno presentato i loro prototipi, dal concep , agli obiettivi, alle scelte decisionali, quasi tutti puntando su: velocità, stabilità, contenimento costi.

Sono state presentate le imbarcazioni “di serie”presenti alla manifestazione, dai Moth ai CG32. Sono state visionate varie configurazioni di foil:  a C, L, J, T e V, evidenziandone pregi e difetti, tra stabilità e capacità di lift rispetto a incremento di attrito (drag).

Lo studio Schickler e Tagliapietra  ha esposto come i foil possano riguardare anche i monoscafi, con chiglie basculanti (canting), che adottano bulbi rotanti muniti di foil, in modo da avere configurazione di derive diverse in bolina (foil verticali) rispetto alle andature portanti (foil orizzontali)

Sono stati presentati i Software più evoluti per consentire l’analisi dei flussi  hydrodinamici, VPP (Velocity Performance Prediction) per foil, CFD (Computational Fluid Dynamics) per foil. Relatori tra gli altri anche Mario Caponetto, vincitore della Coppa con Oracle Team USA e ora con Luna Rossa, e Giorgio Provinciali.

Foto Martina Orsini
Foto Martina Orsini

Tra i costruttori Persico Marine ha presentato le sue tecniche costruttive per la realizzazione di un moderno AC e comunque per la realizzazione di componenti in sandwich a nido d’ape e carbonio, leggeri e rigidi.

Interessanti anche gli interventi di contorno, quali quelli relativi alle strategie di navigazione portando un AC o comunque una barca dotata di foil (simpaticamente e un po’ in controtendenza, è in acqua in quell’esatto istante che devono essere valutati tutti i parametri possibili, per decidere repentinamente quale assetto configurare, …i dati a tavolino “sono interessanti “ per i prototipi).

Anche la preparazione fisica per timonare questo tipo di imbarcazioni è stata oggetto di un intervento e oggetto di riflessioni tra i velisti presenti.

I Foil nel Cruising? Ovvio che l’evento era rivolto ai prototipi e alle barche da regata. Si è evidenziato come lo sviluppo dei foil abbia già preso piede in vari tipi di imbarcazioni oltre Moth e Kite, soprattutto catamarani (classe A, classe C, Phantom, atteso ma non presente alla manifestazione, GC 32, SL33).  Tutti erano comunque concordi nello sviluppo di detti concetti perlomeno in multiscafi performanti da crociera, magari non con l’uscita della barca dall’acqua, ma con dei foil assist che possano aiutare il sollevamento parziale e quindi le prestazioni. Un esempio è già in atto con il Gunboat G4.

Moth e foiling kite a Torbole. Foto Orsini
Moth e foiling kite a Torbole. Foto Orsini

Molti i velisti italiani presenti alla manifestazione, da Stefano Rizzi, neo campione italiano a Torbole nei Moth, a Pietro d’Ali,  anch’esso interessato a provare questo tipo di imbarcazioni, a Edoardo Bianchi, che ha tenuto una conferenza sulla sua esperienza con White Dragons”.

Edoardo Bianchi sul suo White Dragons
Edoardo Bianchi sul suo White Dragons

Stefano Avanzi

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